Piazza dei Miracoli

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Coordinate: 43°43′23.53″N 10°23′40.2″E / 43.723203°N 10.3945°E43.723203; 10.3945

Vista panoramica

Piazza dei Miracoli, nome con cui è nota piazza del Duomo, è il centro artistico e turistico più importante di Pisa. Annoverata fra i Patrimoni dell'Umanità dall'UNESCO dal 1987, vi si possono ammirare i monumenti che formano il centro della vita religiosa cittadina, detti appunto miracoli (da Gabriele d'Annunzio) per la loro bellezza e originalità: la Cattedrale, il Battistero, il Camposanto, e la Torre pendente. D'Annunzio usa questo termine nel Romanzo Forse che sì, forse che no, del 1910:

«L’Ardea roteò nel cielo di Cristo, sul prato dei Miracoli.»

Spesso il termine Piazza dei Miracoli viene confuso con un altro: Campo dei Miracoli[1]. Quest'ultimo è un campo immaginario, presente nel racconto Pinocchio, dove il burattino veniva invitato dal Gatto e la Volpe a piantare degli zecchini d'oro per ottenere un albero delle monete.

La piazza, ricoperta nel secolo scorso da un grande prato, è pedonalizzata. La collocazione eccentrica, nell'angolo nord-ovest delle mura, che la delimitano lungo due lati, si deve alla necessità di costruire su terreno non occupato. Il suo mantenimento, insieme a quello del complesso monumentale, è affidato all'Opera della primaziale pisana.

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Piazza del Duomo, Pisa
(EN) Piazza del Duomo, Pisa
Campo dei Miracoli overview2.jpg
CriterioC (i) (ii) (iv) (vi)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1987
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Monumenti

Torre

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Torre pendente di Pisa.

La Torre di Pisa è la più famosa torre pendente del mondo, oltre a un monumento universalmente noto. Iniziata nel 1173, cominciò a inclinarsi sul lato prima che fosse completato il terzo piano (1274), per via del suolo di limo sabbioso sul quale poggiano le fondamenta poco profonde, di solo tre metri. La costruzione continuò comunque fino al completamento nel 1350, quando fu ultimata la cella campanaria e vi furono poste le sette campane, essendo la torre il campanile della cattedrale. Sei degli otto piani sono circondati da una loggetta con archi a tutto sesto, che riprendono il motivo della facciata della cattedrale. L'altezza è di circa 58 metri (nella parte di contropendenza), la pendenza di circa cinque metri rispetto alla verticale nel punto più alto. In seguito ai restauri della fine del Novecento, che ne hanno assestato la pendenza, è stata riaperta al pubblico, seppure con un accesso limitato e controllato.

Non si conoscono con esattezza i vari architetti che hanno lavorato al campanile. Si dice che sia stata iniziata da Bonanno Pisano, già autore delle porte bronzee del Duomo, ma studi recenti vogliono attribuire la costruzione a Diotisalvi, autore del Battistero. Pare altresì che la cella campanaria sia stata opera di Giovanni Pisano.

Duomo

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Pisa.
Il Duomo al tramonto
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Piazza dei Miracoli

Il cuore del complesso è il Duomo di Santa Maria Assunta, la cattedrale medievale. È una chiesa a cinque navate col transetto a tre navate, architettonicamente e' composta da tre basiliche (corpo centrale e i due transetti). Non e' consacrata come basilica (l'unica basilica di Pisa è San Piero a Grado). Dal 1092 è anche una Primaziale, essendo stato conferito il titolo di Primate all'arcivescovo Daiberto da Papa Urbano II.

Cominciata nel 1064 dall'architetto Buscheto, ha dato origine al distintivo stile Romanico pisano. La ricchissima decorazione comprende marmi multicolori, mosaici (importantissimo quello del catino absidale, eseguito da varie maestranze fra cui Cimabue) e numerosi oggetti di bronzo provenienti dal bottino di guerra, fra cui il Grifone utilizzato come acroterio est del tetto. Gli archi a profilo acuto fanno riferimento ad infuenze musulmane e del meridione d'italia, soprattutto la seconda Abbazia di Montecassino

La porta principale in bronzo massiccio fu fusa nella bottega del Giambologna, ma anticamente i visitatori entravano nel Duomo attraverso la Porta di San Ranieri, di fronte alla Torre Pendente: fusa intorno al 1180 da Bonanno Pisano, e unica scampata all'incendio che semidistrusse la navata nel Cinquecento, questa porta fu trasferita dal suo posto originale di fronte al Battistero in seguito appunto all'incendio, per essere sostituita dalla porta manierista .

L'interno è rivestito di marmi bianchi e neri, ha un soffitto a cassettoni dorati, alcuni affreschi. Fu ampiamente ridecorato dopo un incendio del 1595, che distrusse la maggior parte delle opere medievali; furono aggiunti allora gli altari laterali e i grandi dipinti lungo le pareti delle navate laterali.

L'impressionante mosaico absidale del 1302, del Cristo in Maestà, affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Evangelista, generalmente attribuito a Cimabue (ma che probabilmente fu autore solo del San Giovanni), sopravvisse comunque all'incendio. La cupola in legno strutturale, all'intersezione della navata e del transetto, dall'inusitato profilo ellittico, fu decorata da Riminaldi con l'Assunzione della Vergine. La leggenda vuole che Galileo abbia formulato la sua teoria sull'isocronismo del pendolo guardando l'oscillazione del lampadario per incenso che scendeva dal soffitto della navata. Il lampadario presente tutt'oggi, noto come Lampada di Galileo, non è quello che vide all'epoca lo scienziato, ma risale a qualche anno dopo. L'originale lampada, molto più piccola e semplice (e che quindi poteva oscillare col vento), è oggi presente nel Camposanto all'interno della cappella Aulla. Le impressionanti colonne granitiche in stile corinzio fra la navata e l'abside provengono dalla moschea di Palermo, bottino della battaglia nella Cala dai Pisani nel 1063.

Il pulpito, capolavoro di Giovanni Pisano (1302-1310), sopravvissuto all'incendio, fu però smontato durante i lavori di restauro e non fu rimontato fino al 1926. Mostra nove scene del Vecchio Testamento, in formelle convesse, e si articola con grande libertà nello spazio, costituendo un progresso formale notevolissimo rispetto ai pulpiti di Siena e del Battistero di Pisa, opera di Nicola Pisano, padre di Giovanni. Non essendoci documentazione di come fosse il pulpito prima dello smantellamento, esso è stato ricostruito in una posizione diversa da quella originaria e, sicuramente, con le parti non nello stesso ordine e orientamento di come era stato pensato.

L'edificio, come la torre campanaria, è sprofondato percettibilmente nel suolo, e alcuni dissesti nella costruzione sono ben visibili, come le differenze di livello tra la navata di Buscheto e il prolungamento ad opera di Rainaldo (le campate verso ovest e la facciata).

Battistero

Battistero
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Battistero di San Giovanni (Pisa).

Il Battistero, dedicato a San Giovanni Battista, s'innalza di fronte alla facciata ovest del Duomo. L'edificio fu iniziato a metà del XII secolo : "1153 Mense Augusti fundata fuit haec... (Nel mese di Agosto 1153 fu fondata...). Sostituisce un precedente battistero, più piccolo, che si trovava a sud della Cattedrale. La nuova collocazione e le grandi dimensioni sono ispirate al Battistero di Firenze. Fu costruito in stile Romanico da un architetto che si firma "Diotisalvi magister..." in un pilastro all'interno dell'edificio. Presenta una curiosa cupola troncoconica, come quella della chiesa dei Templari a Pisa, che copre solo il giro interno di pilastri (la tecnica costruttiva per una cupola emisferica o poligonale di grandi dimensioni, come a Firenze, era quasi ignota) che in epoca posteriore fu mascherata da una cupola emisferica. Rimase incompiuto fino al XIV secolo, quando la loggia, il piano superiore e la cupola furono terminati in stile Gotico da Nicola Pisano e il figlio Giovanni. È il più grande battistero in Italia: la sua circonferenza misura 107.25 m.

L'interno, sorprendentemente semplice e privo di decorazioni, ha inoltre una eccezionale acustica. Spicca il pulpito, scolpito fra il 1255 e il 1260 da Nicola Pisano. Le scene sul pulpito e specialmente la figura dell'Ercole nudo mostrano bene come l'influsso classico rendesse Nicola una precursore del rinascimento.

Camposanto monumentale

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Camposanto monumentale di Pisa.
Camposanto

Il Camposanto monumentale si trova al limite nord della Piazza. Si tratta essenzialmente di un cimitero cinto da mura. Si dice, secondo uno schema di leggenda di fondazione tipica di altri edifici simili in tutta Europa, che il Camposanto sia nato intorno ad uno strato di terra portato dalla Terrasanta via nave dopo la Seconda Crociata dall'arcivescovo Ubaldo de' Lanfranchi nel XII secolo.

La sua struttura, iniziata nel 1278 da Giovanni di Simone, è quella di un chiostro oblungo in stile gotico fiorito, che però non fu completato fino al 1464, a causa della crisi provocata della sconfitta pisana nella battaglia della Meloria avvenuta nel 1284. Il muro esterno è composto di 43 archi ciechi con due porte.

I muri erano una volta affrescati: il primo affresco fu eseguito nel 1360, l'ultimo circa tre secoli più tardi. Le Storie dell'Antico testamento di Benozzo Gozzoli (XV secolo) si trovavano nella galleria nord, mantre quella sud era famosa per le Storie della Genesi di Piero di Puccio (fine del XV secolo). L'affresco più interessante è il realistico Trionfo della Morte, opera di Buonamico Buffalmacco, ma a lungo ritenuto di attribuzione incerta, tanto che le didascalie degli affreschi ancora riportano come autore un anonimo Maestro del Trionfo della Morte.

Il 27 luglio 1944 bombe incendiarie alleate incendiarono il tetto del camposanto e danneggiarono gli affreschi in modo gravissimo. Dal 1945 ad oggi sono ancora in corso lavori di restauro, che fra l'altro hanno portato al recupero delle preziose sinopie oggi esposte nel Museo delle Sinopie, situato negli edifici del lato sud della piazza.

Altri edifici

La Piazza dei Miracoli è chiusa a nord e ovest dalle mura medievali con la Torre di Santa Maria, la Porta del Leone, la Torre di Catallo e Porta Nuova, mentre il lato sud è occupato dalla lunga struttura dello Spedale della Misericordia, che oggi ospita tra l'altro il Museo delle sinopie; accanto alla torre si trova il Museo dell'Opera del Duomo.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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