Piazza San Giovanni (Torino)

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Piazza San Giovanni
Brogi, Giacomo (1822-1881) - n. 3758 bis - Torino - La Cattedrale (S. Giovanni Battista; Meo del Caprino, 1498).jpg
Immagine ottocentesca della piazza con il duomo
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàTurin coat of arms.svg Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 1.png I Circoscrizione
QuartiereCentro storico
Codice postale10122
Informazioni generali
Tipopiazza
Intitolazionesan Giovanni Battista
Mappa

Coordinate: 45°04′24.56″N 7°41′06.11″E / 45.07349°N 7.68503°E45.07349; 7.68503

Piazza San Giovanni è una delle piazze storiche di Torino, situata nel cuore del suo centro storico e che ospita il Duomo, dedicato sempre a San Giovanni. La piazzetta viene attraversata dall'importante arteria di via XX Settembre, ed è collegata a piazza Castello, tramite un passaggio porticato a lato di Palazzo Chiablese e di Palazzo Reale. Dopo le trasformazioni degli ultimi anni, è collegata a piazza Cesare Augusto grazie a giardini, ora recintati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della piazza è antica, ed è collegata con i principali monumenti che vi si affacciano: da sempre fu essenziale snodo per il traffico cittadino verso e da Porta Palazzo e la Dora. La presenza delle Porte Palatine favorì con i secoli il traffico delle merci, e qui, nei giorni festivi, si teneva il mercato del pollame e degli erbaggi.

Fondamentale per la storia della piazza fu la presenza del duomo di San Giovanni, che le dà anche il nome. Fondato - si dice - nel 602 da Agilulfo, esso è stato la vera anima della piazza, poiché tutte le festività religiose cittadine vi si dipanano. Con la consuetudine, a partire dal 1898, di ostendere la Santa Sindone all'interno del duomo, la piazza divenne anche scenario delle ostensioni di tutto il XX secolo.

Nel 1706, dopo la vittoria delle truppe sabaude contro gli assedianti francesi, la piazza fu teatro delle celebrazioni per la vittoria. Qui sfilarono il duca Vittorio Amedeo II e suo cugino Eugenio di Savoia e, in duomo, venne celebrato un solenne Te Deum. Il poemetto in lingua piemontese L'Arpa Discordata, scritto qualche decennio dopo gli avvenimenti narrati, così ricorda l'evento:

Il discusso Palazzo dell'Assessorato ai Lavori pubblici, detto anche "Palazzaccio"
(PMS)

«Ma a la seira trionfant
Con ël Prinsi Eugeni acant
Va soa Altessa Real a ringrasié
De la vitòria a Domneddé.
Chi ha nen vist sossì, sò dan
Son andasne a San Gioan:
Tut ël Pais, en pompa, for dj'ebreo
E arivà là a l'han cantà ël Tadeo»

(IT)

«Ma alla sera trionfante
Con il principe Eugenio accanto
Va sua Altezza Reale a ringraziare
Della vittoria Domineddio
Chi non ha visto ciò, peggio per lui
Son andati a San Giovanni:
Tutto il Paese, meno gli ebrei
Ed ivi giunti han cantato il Te Deum»

(G. Tarizzo (?), L'Arpa Discordata[1])

Nel corso dei secoli, la piazza subì poche trasformazioni: l'architettura, ancora a fine Ottocento, si presentava sostanzialmente simile a quella cinquecentesca, con i raffinati portici che la cingevano nella parte est, voluti da Carlo Emanuele II di Savoia. Durante il periodo fascista fu abbattuto il seicentesco Palazzo Richelmy, posizionato in faccia al duomo. La costruzione di un nuovo palazzo si concretizzò solo nel dopoguerra, con la costruzione del moderno e molto discusso palazzo dei lavori pubblici, architettura di Mario Passanti, inaugurato nel 1965, detto dai torinesi "Palazzaccio"[2].

Il Palazzaccio fu oggetto nel corso degli anni di diverse proposte di abbattimento, o di altri progetti mirati a nasconderne l'aspetto. Nel 2011, infine, l'edificio fu sottoposto a tutela dalla Soprintendente per i Beni Architettonici, che era stata un'allieva proprio del Passanti, progettista del Palazzaccio.[3]. L'abbattimento della scuola media "Torquato Tasso", poi, favorì l'ampliamento della piazza ed il suo collegamento con l'adiacente piazza Cesare Augusto, nella quale si trovano le Porte Palatine.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Importanti e storici palazzi circondano la piazza, a partire dal Palazzo Reale di Torino, che comunica direttamente con il Duomo: ciò può far facilmente intuire l'importanza che la piazza ebbe per la Casa Savoia nel corso dei secoli. Altrettanto importante è il Palazzo Chiablese, ampliamento del Palazzo Reale e dimora dei duchi del Chiablese (Benedetto Maria Maurizio di Savoia e poi dei suoi discendenti). Tale palazzo fu anche sede del governo provvisorio francese durante l'occupazione napoleonica. A tal proposito è utile ricordare che, durante il periodo giacobino, la piazza mutò nome in Place du Marché.[4]

Monumento degno di nota sono poi le Porte Palatine, antichissimo accesso alla città, di epoca romana. Site nella prosecuzione della piazza che prende il nome di Piazza Cesare Augusto, le Porte Palatine sono state riutilizzate in molti modi nel corso della loro storia: da carcere a fortezza. Dopo i lavori di restauro operati da Alfredo D'Andrade, hanno riacquistato la loro forma originaria. Nuovi ed importanti lavori di ripulitura e restauro sono stati eseguiti nel 2014 e presentati al pubblico a marzo 2015.

Sempre di epoca romana sono i resti del Teatro Romano, accanto alla manica nuova del Palazzo Reale. Sono oggi visibili, anche se furono per secoli dimenticati, e son venuti alla luce soltanto con i lavori di restauro voluti dai Savoia.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pier Massimo Prosio, Guida letteraria di Torino, Centro Studi Piemontesi, 2005, p. 119.
  2. ^ Blog Protetto › Accedi
  3. ^ [1]
  4. ^ Alberto Viriglio, Torino Napoleonica, Torino, ed. Viglongo, 1989, p. 41.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Rossotti, Le Strade di Torino, Roma, Newton Compton Editori, 1995, ISBN 88-8183-113-9.
  • Renzo Rossotti, Le Piazze di Torino, Roma, Newton Compton Editori, 2000.
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