Piano rock

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Piano rock
Origini stilistiche Pop rock
Musica leggera
Origini culturali Stati Uniti
Strumenti tipici Voce
Pianoforte
Tastiere
Sintetizzatore
Batteria
Basso
Chitarra
Popolarità In tutto il mondo a partire dagli anni settanta
Categorie correlate

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Piano rock (anche piano pop[1]) è la denominazione di un sottogenere della musica rock, molto incentrato sul pianoforte e su strumenti simili come i piani elettrici Fender Rhodes e Wurlitzer, e il sintetizzatore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce negli anni 1970[2]. Mentre il rock classico combina chitarra, basso, batteria e voce, il piano rock tende a privilegiare di più il ruolo del pianista o del tastierista. Tra pionieri del piano rock risalenti agli anni 50 si ricordano Fats Domino, Little Richard e Jerry Lee Lewis[3].

Gruppi moderni come gli Evanescence, Ben Folds Five, Keane, Coldplay, The Dresden Dolls e The Fray, ed artisti solisti come Elton John[4], Tori Amos, Fiona Apple, Christine Anderson, Rufus Wainwright, Billy Joel, The Format e Leon Russell, si sono molto spesso avvalsi di strumenti a tastiera nelle loro canzoni[5]. Anche l'allora sconosciuta Stefani Germanotta, dopo diventata Lady Gaga, è un artista che inizialmente faceva piano rock come genere[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Eric Starr, The Everything Rock & Blues Piano Book, Everything.
  2. ^ (EN) The Best Piano Rock Bands/Artists of All Time, ranker.com. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  3. ^ (EN) Mary Sue Taylor, Tere Stouffer, Teach Yourself Visually Piano, Visual. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  4. ^ Elton Jonh si ritira dalle scene: Voglio fare il papà/ Il tributo, canale58.com, 1 febbraio 2018. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  5. ^ (EN) Alon Cooper, The 13 Best Piano Rock Songs of All Time, guitarhippies.com. URL consultato il 16 febbraio 2018.
  6. ^ (EN) Kristin Lieb, Gender, Branding, and the Modern Music Industry, Routledge, 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Eric Starr, The Everything Rock & Blues Piano Book: Master Riffs, Licks, and Blues Styles from New Orleans to New York City, Everything, 2007, p. 288.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Jerry Lee Lewis, rareexception.com. (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2005).
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