Pian dei Buoi

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Pian dei Buoi, panoramica verso il Comelico

Con il termine Pian dei Buoi si indica l'altopiano che sovrasta l'abitato di Lozzo di Cadore, collocato nella parte terminale delle Marmarole Orientali ad una quota media di 1.750 m s.l.m., e costituito da ampie zone prative pianeggianti, colli e valli erbose adibite a pascolo[1].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Ad ovest è delimitato dalla valle del rio Fraìna che, una volta unitosi al rio Giau Gran, va a formare il rio Rin che scorre, da ovest verso est, a sud dell'altopiano circa seicento metri più in basso. A nord nord-est è delimitato dall'alta val da Rin e dalla val Campediei (Cianpeviéi in cadorino) che all'altezza dell'altopiano rimangono separate dal Col dei Buoi. A est è delimitato dalla dorsale Col Cervera-Col Vidal.

È raggiungibile percorrendo una strada militare che, attraverso numerosi tornanti, risale il versante sinistro della val Longiarin, a sud dell'altopiano. Lungo il percorso si incontrano diversi gruppi di caratteristici fienili, come quelli di Vertafedèra, di Campo di Croce (Cianpo de Cros) e di Soracrepa, questi ultimi nell'omonima località che segna l'inizio vero e proprio del Pian dei Buoi e dove la strada diventa sostanzialmente pianeggiante. Un primo bivio permette di raggiungere, proseguendo a destra, il forte di Col Vidal; prendendo a sinistra invece la strada diventa silvo-pastorale e raggiunge un secondo bivio, detto bivio Pellegrini, da dove è possibile raggiungere la Casera delle Armente oppure, prendendo a sinistra, la cosiddetta Forželuta. Qui la strada si dirama in varie direzioni, permettendo di scegliere se raggiungere il rifugio Baion, il rifugio Ciaréido o scendere luogo la val da Rin verso Auronzo di Cadore.

Punti panoramici[modifica | modifica wikitesto]

Tutto l'altopiano è punto di osservazione panoramico, ma la sommità di Col Vidal costituisce luogo privilegiato, dal quale è possibile ammirare le dolomiti di Auronzo con le Tre Cime di Lavaredo, la Croda dei Toni e il Popera verso nord, la Catena Carnica Principale con il Peralba e il Cavallino verso il Comelico a nord nord-est, le dolomiti d'Oltrepiave con il Cridola e gli Spalti di Toro verso sud, l'Antelao verso ovest e naturalmente le Marmarole. La stessa strada militare nel tratto detto localmente Soramižoi, ovvero sopra la frattura rocciosa dalla caratteristica forma a ventaglio che sovrasta Lozzo (detta appunto Mižoi[2]), offre un panorama di ampio respiro verso sud e la valle del Piave.

Il Parco della Memoria[modifica | modifica wikitesto]

È la parte dell'altopiano compresa fra il bivio Pellegrini e il Col Vidal, caratterizzata dal forte di Col Vidal e delle varie e articolate difese complementari, edificate attorno al 1910.

Anelli e sentieri attrezzati[modifica | modifica wikitesto]

L'altopiano è percorso da numerosi sentieri e anelli, quattro dei quali pensati per gravitare interamente nell'areale del Pian dei Buoi: l'Anello dei Casoni, l'Anello dei Colli che porta nel cuore del Parco della Memoria, l'Anello dei Forti (naturale continuazione del precedente) e l'Anello del Paradiso.

Il sentiero attrezzato Amalio Da Pra permette invece di compiere il giro completo del monte Ciarido, attraversando le forcelle di San Piero (2.298 m) e di San Lorenzo. L'altopiano è anche attraversato dall'Alta via n. 5.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il passato gli abitanti di Lozzo indicavano l'altopiano semplicemente con il termine la Monte.
  2. ^ Nel 1348 da qui si staccò una frana che distrusse completamente Lozzo, ricostruito più in basso rispetto alla posizione originale. La frana ebbe origine a causa di un fortissimo terremoto, lo stesso che causò forti distruzioni anche in val del Boite.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Danilo De Martin, Il Paesaggio Dolomitico - Panorami dall'altopiano di Pian dei Buoi.
  • Camillo Berti e Roberto Tabacchi, Dolomiti del Cadore, IV edizione, Trento, Edizioni Panorama, 2005, ISBN 88-87118-13-2.
  • Fondazione G.Angelini- Centro Studi sulla Montagna, Oronomi Bellunesi- Centro Cadore: Pieve, Domegge, Lozzo, Fondazione G.Angelini Editore, maggio.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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