Piaga del Ballo

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Incisione di Hendrik Hondius che raffigura tre donne affette dalla Piaga. Opera basata sul dipinto originale di Peter Brueghel, che sembrerebbe esser stato testimone di una successiva epidemia nel 1564 nelle Fiandre

La piaga del ballo (o epidemia del ballo) del 1518 fu un caso di mania del ballo che avvenne a Strasburgo, Alsazia (allora parte del Sacro Romano Impero) nel luglio 1518. Circa 400 persone iniziarono a ballare per giorni, e, dopo all'incirca un mese, alcune di loro morirono di attacco cardiaco, ictus, o affaticamento.

Avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione iniziò nel luglio 1518, quando una donna, Frau Troffea, iniziò a danzare forsennatamente nelle strade di Strasburgo.[1] All'inizio non c'era nulla di strano, ma dopo una settimana lei stava ancora ballando, e in quella settimana si unirono a lei 100 persone. Le autorità erano convinte che "questa febbre del ballo" si sarebbe esaurita dopo pochi giorni, così allestirono un palco di legno sopra al quale la gente poteva ballare e furono pagati musicisti e ballerini esperti per dare ritmo e coreografia ai danzatori. Dopo qualche giorno i più deboli di cuore iniziarono però a morire per colpa degli sforzi eccessivi; al contempo molta gente continuava a ballare, nonostante si fratturasse le caviglie. Alla fine di agosto il numero di persone che danzavano era arrivato a 400. Quando i morti divennero troppi e la gente iniziò a disperdersi, le persone ormai in fin di vita furono portate in un santuario di guarigione. Questa isteria collettiva finì solo agli inizi di settembre.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

La causa di tutto ciò fu una probabile isteria di massa o qualcosa di più misterioso; le autorità dell'epoca pensarono che i ballerini avessero ingerito segale cornuta, sostanza che conterrebbe una specie di muffa che cresce sugli steli, causando veri e propri spasmi e rendendo difficile l'afflusso di sangue nel corpo, provocando quindi movimenti scordinati e strani. Questa è però un'ipotesi alquanto improbabile, poiché la quantità di essa per far ballare 400 persone per più di un mese sarebbe dovuta essere immensa. Si tratta quindi di un vero e proprio fatto bizzarro, ma non è stato l'unico focolaio di danza compulsiva in Europa: ci sono stati infatti altri 10 casi prima di quello del 1518; in particolare uno nel 1374 coinvolse molte città del moderno Belgio, della Francia nordorientale e del Lussemburgo.

Un altro dato interessante è che gli studiosi contemporanei sono concordi nell'affermare che le persone colte da quest'"epidemia" non volevano veramente ballare. Nei documenti dell'epoca ci sono infatti interviste fatte ai sopravvissuti, che pregavano di riuscire a smettere di ballare. Tutto ciò porta alla probabile ipotesi che si tratti di un'isteria di massa iniziata da Frau Troffea. Nel 1518 infatti i poveri di Strasburgo sperimentavano la fame, la malattia e la disperazione sconosciuta da generazioni: l'isteria e la fame sono state quindi un "cocktail" letale che ha causato uno stato di trance nelle persone, che le ha condotte sino alla morte.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eugene Louis Backman, Religious Dances in the Christian Church and in Popular Medicine, Westport, CT, Greenwood Press, 1977 [1952], ISBN 978-0-8371-9678-7.
  • John Waller, A Time to Dance, A Time to Die: The Extraordinary Story of the Dancing Plague of 1518, Thriplow, Icon Books, 2008, ISBN 978-1-84831-021-6.
  • John Waller, The Dancing Plague: The Strange, True Story of an Extraordinary Illness, Naperville, IL, Sourcebooks, Inc., 2009, ISBN 978-1-4022-1943-6.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jennifer Viegas, 'Dancing Plague' and Other Odd Afflictions Explained, su Discovery News, Discovery Communications, 1º agosto 2008. URL consultato il 6 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2012).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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