Physical Graffiti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Physical Graffiti
ArtistaLed Zeppelin
Tipo albumStudio
Pubblicazione24 febbraio 1975
Durata82:15
Dischi2
Tracce15
GenereHard rock
EtichettaSwan Song Records
ProduttoreJimmy Page
FormatiLP, MC, CD, download digitale, streaming
Certificazioni originali
Dischi d'oroArgentina Argentina[2]
(vendite: oltre 30 000)
Francia Francia[3]
(vendite: oltre 100 000)
Germania Germania[4]
(vendite: oltre 250 000)
Dischi di platinoAustralia Australia (3)[5]
(vendite: oltre 210 000)
Lettonia Lettonia (2)[6]
(vendite: oltre 18 000)
Regno Unito Regno Unito (2)[7]
(vendite: oltre 600 000)
Stati Uniti Stati Uniti (16)[8]
(vendite: oltre 16 000 000)
Certificazioni FIMI (dal 2009)
Dischi d'oroItalia Italia[1]
(vendite: oltre 25 000)
Led Zeppelin - cronologia
Album precedente
(1973)
Album successivo
(1976)
Singoli
  1. Trampled Under Foot
    Pubblicato: 1975
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[9] 5/5 stelle
OndaRock[10] 8/10 stelle
Robert Christgau[11] B+
The Daily Telegraph[12] 5/5 stelle
MusicHound 4.5/5 stelle
Pitchfork[13] 10/10 stelle
Piero Scaruffi[14] 6.5/10 stelle
Rolling Stone[15] 4/5 stelle
Q[16] 5/5 stelle

Physical Graffiti è il sesto album della rock band inglese Led Zeppelin, pubblicato nel 1975.

Nel 2003 la rivista Rolling Stone colloca l'album alla posizione n. 73 nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo raffigurato sulla copertina dell'album

Dopo aver inciso e pubblicato senza interruzione per quattro anni di fila, i Led Zeppelin decisero di prendersi una pausa, trascorrendo buona parte del 1973 senza lavorare praticamente su nulla. All'inizio del 1974 registrarono nuovo materiale presso la Headley Grange, un'abitazione rurale nell'East Hampshire, tramite uno studio mobile di proprietà di Ronnie Lane: in breve tempo il gruppo completò otto tracce, sufficienti per un album.

Per pubblicizzare la nuova etichetta fondata dal gruppo, la Swan Song Records, il manager Peter Grant propose di pubblicare un album doppio che raccogliesse anche materiale registrato in precedenza ma rimasto inedito fino ad allora. L'album fu così terminato nell'estate del 1974 ma restava da deciderne il titolo, la copertina e la distribuzione, il che ne fece slittare la pubblicazione ai primi mesi dell'anno successivo.

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

La copertina dell'album raffigura la facciata di un palazzo situato al 96-98 di St. Mark's Street a East Village, New York: la stessa foto è al positivo sul fronte e al negativo sul retro.[17] L'edizione originale recava, su ambo i lati, una fustellatura che consentiva di "guardare" all'interno delle finestre dell'edificio, in corrispondenza delle quali le buste interne presentavano foto di personaggi celebri, dei componenti il gruppo e di altri soggetti come animali o opere d'arte; a seconda del verso con cui le due buste erano infilate nella copertina, era possibile creare undici copertine differenti (considerando anche una sola busta alla volta); togliendo infine entrambe le buste, le finestre rivelavano al loro interno le sedici lettere che formano il titolo dell'album.[17] Il gruppo aveva già adottato la tecnica della fustellatura per la copertina di Led Zeppelin III (1970).

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di Jimmy Page e Robert Plant, eccetto dove indicato.

Disco 1[modifica | modifica wikitesto]

Lato A
  1. Custard Pie – 4:13
  2. The Rover – 5:36
  3. In My Time of Dying – 11:04 (Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones, John Bonham)
Lato B
  1. Houses of the Holy – 4:01
  2. Trampled Under Foot – 5:35 (brano tradizionale – arrangiamento: Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones)
  3. Kashmir – 8:31 (Jimmy Page, Robert Plant, John Bonham)

Disco 2[modifica | modifica wikitesto]

Lato C
  1. In the Light – 8:44 (Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones)
  2. Bron-Yr-Aur – 2:06 (musica: Jimmy Page)
  3. Down by the Seaside – 5:14
  4. Ten Years Gone – 6:31
Lato D
  1. Night Flight – 3:36 (Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones)
  2. The Wanton Song – 4:06
  3. Boogie with Stu – 3:51 (Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones, John Bonham, Mrs. Valens, Ian Stewart)
  4. Black Country Woman – 4:24
  5. Sick Again – 4:43

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Physical Graffiti (certificazione), Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 3 giugno 2020.
  2. ^ Gold & Platinum Discs, Cámara Argentina de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 25 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  3. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, InfoDisc. URL consultato il 14 febbraio 2016. Selezionare "LED ZEPPELIN" e premere "OK"
  4. ^ (DE) Led Zeppelin, Physical Graffiti – Gold-/Platin- und Diamond-Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  5. ^ (EN) Accreditations - 2009 Albums, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  6. ^ (LV) International Latvian Certification Awards from 1998 to 2001, Latvijas Izpildītāju un producentu apvienība. URL consultato il 7 aprile 2020.
  7. ^ (EN) Physical Graffiti, British Phonographic Industry. URL consultato il 10 giugno 2017.
  8. ^ (EN) Led Zeppelin, Physical Graffiti – Gold & Platinum, Recording Industry Association of America. URL consultato il 22 giugno 2014.
  9. ^ (EN) Stephen Thomas Erlewine, Physical Graffiti, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 20 maggio 2015.
  10. ^ www.ondarock.it
  11. ^ Robert Christgau Review, Robertchristgau.com, 15 giugno 1972. URL consultato il 1º gennaio 2012.
  12. ^ (EN) Neil McCormick, Led Zeppelin's albums ranked from worst to best, The Daily Telegraph, 23 aprile 2014. URL consultato l'8 dicembre 2014.
  13. ^ (EN) Mark Richardson, Led Zeppelin: Led Zeppelin IV/Houses of the Holy/Physical Graffiti, Pitchfork, 24 febbraio 2015. URL consultato il 20 maggio 2015.
  14. ^ The History of Rock Music
  15. ^ (EN) Led Zeppelin: Album Guide, Rolling Stone. URL consultato l'8 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2014).
  16. ^ "Led Zeppelin Physical Graffiti", Q, November 2000, p. 106.
  17. ^ a b Alessandro Pinton, Gironzolando a New York: la Copertina di Physical Graffiti, su Legendary Cover, 2 dicembre 2018. URL consultato il 21 agosto 2020.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Rock Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rock