Philipp von Boeselager

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Philipp von Boeselager
Boeselager riceve la Croce dell'Ordine al Merito di Germania da Wolfgang von Geldern nel 1989
Boeselager riceve la Croce dell'Ordine al Merito di Germania da Wolfgang von Geldern nel 1989
6 settembre 1917 - 1 maggio 2008
Nato a Heimerzheim
Morto a Altenahr
Religione Cattolico
Dati militari
Paese servito Germania Germania
Forza armata Balkenkreuz.svg Heer (la forza armata di terra della Wehrmacht)
Arma cavalleria
Unità
  • 41° Reggimento di cavalleria
  • 31° Reggimento di cavalleria
Anni di servizio 1938-1945
Grado Major der Kavallerie (maggiore)
Guerre Seconda guerra mondiale
Campagne Campagna di Russia
Decorazioni
Pubblicazioni Volevamo uccidere Hitler. L'ultimo testimone dell'Operazione Valchiria racconta il complotto del 20 luglio 1944.
Altro lavoro economista
Note

Testo biografico[1]

voci di militari presenti su Wikipedia

Philipp Freiherr[2] von Boeselager (Heimerzheim, 6 settembre 1917Altenahr, 1º maggio 2008) è stato un ufficiale di cavalleria dello Heer (la forza armata di terra della Wehrmacht) tedesco, coinvolto nel fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Membri del complotto del 20 luglio e Operazione Valchiria.

Nato a Burg Heimerzheim (Bonn), Philipp von Boeselager è il quarto di otto figli di Freiherr[2] Albert von Boeselager (1883-1956) e Freiin[2] Maria-Theresia von Salis-Soglio (1890-1968).

Ufficiale della Wehrmacht a venticinque anni, assieme al fratello Georg, si unì all'Operazione Valchiria, un piano di cospirazione per l'assassinio di Adolf Hitler. Una volta realizzato l'attentato, il suo compito sarebbe stato quello di coordinare truppe di cavalleria stanziate sul fronte orientale e con esse raggiungere Berlino, con l'incarico di arrestare tutti gli altri capi nazisti. Giunto nei pressi di Berlino Boeselager fu informato del fallimento dell'impresa e riuscì miracolosamente a rientrare sulle linee del fronte orientale, senza che il suo nome venisse fuori tra le liste dei cospiratori[3].

Sulla facciata della sua casa di Kreuzberg è ancora incisa la frase latina Et si omnes, ego non, espressione proverbiale per indicare un dissenso individuale rispetto a poteri dispotici o ingiustizie invece approvate dalle masse e dall'opinione pubblica, come nel caso dell'autorità nazista in Germania negli anni della dittatura (questa espressione è rappresentata concretamente, anche se in modo diverso, da Sophie Scholl, fondatrice del movimento di resistenza anti-nazista non violenta La Rosa Bianca e dal comportamento di Clemens von Galen, vescovo di Münster, fiero avversario del nazismo).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
— 1939
Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
— 1939
Medaglia del fronte orientale 1941/42 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del fronte orientale 1941/42
— 1942
Distintivo per feriti d'argento - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo per feriti d'argento
— 1944
Distintivo di assalto generale - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo di assalto generale
Barretta in bronzo di combattimento ravvicinato - nastrino per uniforme ordinaria Barretta in bronzo di combattimento ravvicinato
Fibbia d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Fibbia d'onore
— 5 gennaio 1944
Croce di Cavaliere della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere della Croce di Ferro
— 20 luglio 1944
Gran Croce al Merito (Großes Verdienstkreuz) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al Merito (Großes Verdienstkreuz)
— 20 aprile 1989
Chevalier de la légion d'honneur - nastrino per uniforme ordinaria Chevalier de la légion d'honneur
— Parigi, 27 gennaio 2004
Ordine al merito dello stato della Renania-Palatinato - nastrino per uniforme ordinaria Ordine al merito dello stato della Renania-Palatinato
— dicembre 2007

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Philipp von Boeselager, Volevamo uccidere Hitler, Milano, 2008.
  2. ^ a b c Freiherr è un titolo nobiliare corrispondente a quello di Barone. La forma femminile del titolo è Freifrau oppure Freiin.
  3. ^ a b Paolo Valentino, La mia armata a cavallo per abbattere il nazismo, Corriere della Sera, 2004

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ulrich Cartarius, Opposition gegen Hitler. Deutscher Widerstand 1933–1945, Berlin, 1984.
  • Antonius John, Philipp von Boeselager – Widerstand und Gemeinwohl, Bouvier-Verlag, Bonn, 2007.
  • Joachim Fest, Io no, Garzanti libri, 2007.
  • Philipp von Boeselager, Volevamo uccidere Hitler, Milano, Mondadori, 2008. ISBN 88-04-59869-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN97686987 · LCCN: (ENn95077037 · ISNI: (EN0000 0001 1578 8599 · GND: (DE119173522 · BNF: (FRcb15607593s (data)