Peter Thiel

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Peter Andreas Thiel

Peter Andreas Thiel (Francoforte sul Meno, 11 ottobre 1967) è un imprenditore statunitense di origine tedesca. Cofondatore di PayPal, è considerato una delle persone più ricche del mondo secondo Forbes 400 (occupa il 315º posto con un patrimonio nel 2018 di 2,5 miliardi di dollari)[1] e uno dei pochi miliardari a essersi dichiarato apertamente gay[2]. Attivista per il movimento LGBT, è uno dei primi investitori esterni di Facebook[3].

Oltre alla cittadinanza degli Stati Uniti, Thiel conserva quella tedesca per ascendenza ed è cittadino della Nuova Zelanda dal 2011.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nato nell'allora Germania Occidentale da genitori tedeschi; a causa del lavoro del padre, Klaus, ingegnere chimico, la famiglia lo segue negli spostamenti da città e continente. Quando ha un anno, la famiglia si trasferisce a Cleveland, in Ohio, poi in Africa (dapprima in Sud Africa quindi nell'attuale Namibia) dove Peter cambia sette scuole elementari. Primeggia a scuola e a 6 anni impara il gioco degli scacchi, divenendo in seguito uno dei primi 10 campioni d'America. A dieci anni la famiglia si trasferisce in California, a Foster City. Appassionato lettore di fantascienza (in particolare di Isaac Asimov e di J.R.R.Tolkien al punto che chiamerà sei delle sue società con nomi ispirati dal Signore degli anelli), è un allievo eccezionale, soprattutto in matematica. Al liceo scopre Ayn Rand, la scrittrice-filosofa, e diventa un ammiratore di Ronald Reagan.

Frequenta l'Università di Stanford, dove si laurea in Filosofia e consegue una specializzazione in Legge; quindi si trasferisce a New York e, dopo il tirocinio preso il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti James Larry Edmondson, lavora come avvocato per Sullivan & Cromwell, fa il trader al Credit Suisse, prepara i discorsi dell'ex Segretario all'Istruzione William Bennett; nel 1996 torna in California dove nel frattempo si è sviluppata l'industria dei computer e di internet. Ed inizia la carriera di venture capitalist dando vita a Thiel Capital Management e facendosi prestare un milione di dollari da parenti e amici. Il primo investimento di 100 mila dollari non va bene ma ha l'opportunità di conoscere lo scienziato informatico Max Levchin con il quale fonda nel 1998 la sua prima start up, Confinity: un sistema criprografico per effettuare pagamenti via internet. Un anno più tardi Confinity diventa PayPal, nel 2000 PayPal si fonde con X.com di Elon Musk, nel febbraio 2002 è quotata in Borsa. Nell'ottobre 2002 PayPal è venduta a eBay per 1,5 miliardi di dollari.

Nel 2003 Thiel fonda Palantir, società di analisi di dati utilizzata poi non solo dalle agenzie governative, dalla Cia all'Fbi, ma anche da grandi aziende come Airbus e Fiat Crysler: nel 2015 avrà una valutazione di 20 miliardi di dollari. Nel 2004 compra per 500 mila dollari il 10,2% di Facebook: entra nel consiglio d'amministrazione e ci resta anche dopo aver venduto quasi tutte le sue azioni nel 2012 per oltre un miliardo di dollari.

Nel 2005, dopo essere stato uno dei produttori del film Thank You for Smoking,[4] crea Founders Fund, la società di venture capital con sede a San Francisco e che investe in start-up secondo la sua filosofia: investire in persone intelligenti che sappiano risolvere problemi difficili. Dall'aerospazio a internet, dall'intelligenza artificiale alla longevità. Nel suo portafoglio finiranno, oltre a Palantir, SpaceX (il più grande produttore privato di razzi, fondato da Musk con il progetto di portare gli uomini su Marte), Airbnb, Spotify, Lift. Nell'ottobre 2017 finanzia 3TBioscences, una start up specializzata nella ricerca di terapie per curare il cancro facendo leva sul sistema immunitario.

Dal 2015 al 2017 ha collaborato con l'acceleratore di startup Y Combinator[5]

Attività politiche[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente al Partito Libertario, ha appoggiato Ron Paul alle elezioni presidenziali statunitensi del 2008 e Mitt Romney a quelle del 2012.

Credente e membro del Bilderberg,[6] nel 2016 ha appoggiato la candidatura di Carly Fiorina nella campagna per le primarie presidenziali del Partito Repubblicano[7], ma dopo l'esclusione di Fiorina è diventato sostenitore di Donald Trump, partecipando anche alla Convention del Partito Repubblicano di luglio, dove, come delegato della California, ha preso la parola in un discorso in cui si dichiara «fiero di essere gay» e, al contempo, «fiero di essere repubblicano».[8][9] Aggiungendo che, secondo lui, l'America era in declino perché aveva perso di vista i grandi problemi. Il 15 ottobre 2016, Thiel annuncia una donazione di 1,25 milioni di dollari a sostegno della campagna presidenziale di Trump[10]. Dopo l'elezione di Trump, è nominato membro della sua squadra di transizione dell'amministrazione Trump.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Peter Thiel, David O.Sacks, The Diversity Myth: Multiculturalism and Political Intolerance on Campus, The Independent Institute, 1995
  • Peter Thiel, Black Masters, Da zero a uno. I segreti delle startup, ovvero come si costruissce il futuro, Milano, Rizzoli Etas, 2015 ISBN 978 8817080460

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Profile Peter Thiel, su forbes.com, luglio 2018. URL consultato il 27 luglio 2018.
  2. ^ (EN) Natalie Robehmed, Meet The World's LGBT Billionaires, su Forbes, 3 marzo 2014.
  3. ^ (EN) Jacob Weisberg, Turn on, Start Up, Drop Out, su Slate, 16 ottobre 2010.
  4. ^ (EN) Rebecca Buckman, VC's New Math: Does Less = More?, in The Wall Street Journal, 29 dicembre 2007.
  5. ^ .(EN) Michael J. Coren, Peter Thiel is no longer affiliated with star accelerator Y Combinator, su Quartz, 17 novembre 2017.
  6. ^ (EN) Carole Cadwalladr, Peter Thiel: ‘We attribute too much to luck. Luck is an atheistic word for God’, in The Guardian, 21 settembre 2014.
  7. ^ Susanna Kim, Billionaire Paypal Co-Founder Peter Thiel on List of Trump Backers, in ABC News, 10 maggio 2016. URL consultato il 10 maggio 2016.
  8. ^ Alina Selyukh, 'I Am Proud To Be Gay,' Tech Investor Peter Thiel Tells GOP Convention, su NPR. URL consultato il 22 luglio 2016.
  9. ^ Emma Margolin, Peter Thiel Makes History at RNC: 'I'm Proud to be Gay', in NBC News, 21 luglio 2016. URL consultato il 22 luglio 2016.
  10. ^ David Streitfeld, Peter Thiel to Donate $1.25 Million in Support of Donald Trump, in The New York Times, 15 ottobre 2016. URL consultato il 16 ottobre 2016.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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