Peter Pellegrini

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Peter Pellegrini
Peter Pellegrini - 2015.jpg

Slovacchia Primo ministro della Repubblica Slovacca
In carica
Inizio mandato 22 marzo 2018
Presidente Andrej Kiska
Predecessore Robert Fico

Ministro della Cultura
della Repubblica Slovacca
(ad interim)
Durata mandato 8 marzo 2018 –
22 marzo 2018
Presidente Andrej Kiska
Capo del governo Robert Fico
Predecessore Marek Maďarič
Successore Ľubica Laššáková

Ministro per l'Educazione, la Scienza, la Ricerca e lo Sport
della Repubblica Slovacca
Durata mandato 3 luglio 2014 –
25 novembre 2014
Capo del governo Robert Fico
Predecessore Dušan Čaplovič
Successore Juraj Draxler

Dati generali
Partito politico Direzione - Socialdemocrazia (SMER)
Università Università Matej Bel, Università tecnica di Košice

Peter Pellegrini (Banská Bystrica, 6 ottobre 1975) è un politico slovacco. A seguito delle dimissioni di Robert Fico[1][2], conseguenti all'assassinio del giornlista Ján Kuciak per mano della 'Ndrangheta,[3] è stato designato come Primo ministro dal presidente Andrej Kiska.[4] È entrato in carica il successivo 22 marzo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il bisnonno Leopoldo Pellegrini era italiano. Giunse in Slovacchia, all'epoca parte dell'Impero austro-ungarico, alla fine del XIX secolo per lavorare alla costruzione della ferrovia tra Levice e Zvolen. Ebbe una relazione con la slovacca Maria Kunovska e si trasferì a vivere nel villaggio di Lehôtka pod Brehmi, nel distretto di Žiar nad Hronom, dove comprò una casa. Investì i guadagni in appezzamenti di terreno e si dedicò all'agricoltura, per la cui coltivazione assunse anche lavoratori locali e introdusse nuovi sistemi di coltivazione.[5]

Governo Pellegrini[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 marzo 2018 riceve dal Presidente della Repubblica Slovacca Andrej Kiska l'incarico di formare un nuovo Governo.[6] L'opposizione critica la scelta poiché la sua figura viene considerata troppo vicina a Robert Fico, e ideale continuazione del Governo Fico III, entrato in crisi a seguito dell'omicidio del gironalista Ján Kuciak e della sua compagna.[3] Kuciak era stato ucciso il 22 febbraio 2018 dalla 'Ndrangheta mentre stava conducendo una serie di indagini riguardanti casi di corruzione e truffe intorno ai fondi strutturali dell’Unione Europea, per il sito di notizie slovacco Aktuality.[3] Kuciak aveva sostenuto nel suo ultimo scritto, pubblicato postumo, l'esistenza di rapporti tra la 'Ndrangheta calabrese e alcuni membri del Governo Fico III.[2] In seguito al duplice assassinio, si dimisero in successione: il ministro della Cultura Marek Maďarič, il ministro dell'Interno Robert Kaliňák (travolto dalle proteste di piazza e accusato di aver mentito sui rapporti del Governo con i criminali della 'Ndrangheta, sospettati, arrestati e poi rilasciati, di avere avuto un ruolo nell'omicidio Kuciak[1]), ed il primo ministro Robert Fico.[2][3] Quest'ultimo si era visto costretto a rassegnare le dimissioni dopo che Most-Híd, uno dei tre partiti di maggioranza, aveva annunciato di voler richiedere nuove elezioni nel caso in cui non vi fosse stato un rimpasto di governo.

La nomina di Peter Pellegrini determina il sorgere di proteste di piazza invocanti nuove elezioni.[7]

Il 20 marzo 2018 il Presidente della Repubblica Slovacca Andrej Kiska respinge la richiesta di Pellegrini di formare un nuovo Governo, formulando specifiche riserve sulla proposta dei ministri da lui formulata.[8] Quindi il Presidente chiede a Pellegrini di proporre una nuova lista di nomine di membri del governo.[8]

Il 22 marzo 2018 Peter Pellegrini propone una nuova lista di ministri ed il presidente Kiska lo nomina primo ministro del Governo Pellegrini.[9] Il Governo Pellegrini affida l'incarico di ministro dell’Interno a Tomáš Drucker, politicamente indipendente, scelto da Pellegrini per la sua imparzialità, con lo scopo di garantire la regolarità dell'indagine sulla morte di Ján Kuciak (come richiesto dal presidente Kiska).[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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