Pervitin

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Una confezione di pillole Pervitin (modellata sul design della Coca-Cola)

Il Pervitin è una droga derivata dall'efedrina e appartenente alla categoria delle anfetamine che fu brevettata il 31 ottobre 1937[1] e prodotta a partire dal 1938 nella Germania nazista dal gruppo farmaceutico Temmler.

Nascita[modifica | modifica wikitesto]

Il Pervitin venne creato dal medico Fritz Hauschild dopo aver osservato le prestazioni degli atleti statunitensi alle olimpiadi del 1936 (svolte a Berlino) che li videro vincitori di gran parte delle medaglie grazie all'uso della benzedrina (all'epoca molecola legale per le competizioni).[2]

Effetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Anfetamina.
Confezione contenente 6 fiale di Pervitin

Gli effetti, accostabili con differenti gradazioni, a qualunque anfetamina sono:[3]

  • soppressione dell'appetito
  • insonnia
  • iperattività
  • percezione alterata

Effetti collaterali[modifica | modifica wikitesto]

  • dipendenza
  • depressione
  • ansia
  • perdita delle capacità cognitive

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Uso comune[modifica | modifica wikitesto]

La Temmler, casa produttrice del Pervitin, decise di affidarsi all'agenzia pubblicitaria Mathes&Sohn per il lancio del prodotto. Esso inizialmente era sponsorizzato presso i medici di famiglia (a cui la Temmler faceva arrivare dei campioni omaggio) ma ebbe una diffusione così vasta e capillare che venne fuso e distribuito su ampia scala insieme ad altri prodotti di uso alimentare come la cioccolata.[1]

L'uso del Pervitin divenne così comune e quotidiano che la richiesta della sostanza divenne molto alta, al pari dei beni di prima necessità:

«Se la prossima settimana passa in fretta come la scorsa va già bene. Mandatemi dell'altro Pervitin appena possibile; mi servirà con tutte queste guardie. E del lardo per arrostire le patate»

(Heinrich Böll, 1940[4])

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua massima diffusione l'utilizzo del Pervitin contava milioni di consumatori (sebbene l'ampiezza del fenomeno sia discussa).[5]

Uso militare[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalle prime fasi della Seconda guerra mondiale il Pervitin veniva somministrato ai soldati della Wehrmacht e nel ’39, ai tempi dell’invasione della Polonia, era distribuito quotidianamente insieme al cibo.[3]

Il capo degli psicologi dell’esercito la considerava "una sostanza di grande valore militare" e aveva convinto i generali del Reich dell’utilità della sostanza sul campo di battaglia che permetteva di marciare ininterrottamente e donava la capacità di combattere senza sosta, di giorno e di notte, senza aver bisogno di dormire[6]. Grazie al suo parere, l’anno successivo, nel ’40, lo stimolante diventò addirittura decisivo nell’invasione del Belgio e durante la campagna di Francia (l’avanzata nelle Ardenne fu estenuante e durò tre giorni).[3]

«Migliaia di soldati conservavano la droga nell’elmetto, o la ricevevano dai medici militari. Poggiavano le pasticche sulla lingua e le ingerivano con un sorso d’acqua. Venti minuti dopo il loro cervello iniziava a subirne gli effetti. All’improvviso la dopamina iniziava a esagerare la percezione dei soldati, mettendoli in uno stato di pura allerta. La notte si illuminava: nessuno avrebbe dormito, le luci erano accese, l’esercito continuava ad avanzare verso il Belgio… Non ci sono state pause – un bombardamento chimico aveva appena colpito i loro cervelli.»

(Norman Ohler, autore del libro "Tossici. L’arma segreta del Reich. La droga nella Germania nazista", 10 settembre 2015[7])

I dottori militari, oltre a somministrare il Pervitin al naturale, mischiavano la metanfetamina alla cioccolata creando delle barrette chiamate “cioccolata dell’aviatore”, che venivano date ai piloti aerei. Esisteva anche la versione per i carristi chiamata “panzer cioccolata”.[8]

Dopo la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel campionato mondiale di calcio 1954 ci furono dei dubbi che la squadra della Germania Ovest facesse uso della sostanza.[9][10]

Hermann Buhl nel 1953 partecipò alla spedizione austro-germanica al Nanga Parbat (8.125 m, Himalaya), effettuandone la prima ascesa assoluta, senza ossigeno e da solo a partire dall'ultimo campo; durante l'ultima parte della salita fece uso del Pervitin, che aveva portato con sé in caso di emergenza.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b FQ millenium n.13 pp 49
  2. ^ Oppiacei e anfetamine, le armi segrete di Hitler, in LaStampa.it. URL consultato il 2 luglio 2018.
  3. ^ a b c Nazismo, "i soldati di Hitler drogati di metanfetamine per affrontare la guerra" - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 9 settembre 2015. URL consultato il 2 luglio 2018.
  4. ^ Norman Ohler, Tossici, RIZZOLI LIBRI, 30 aprile 2018, ISBN 9788858693278. URL consultato il 1º luglio 2018.
  5. ^ FQ millenium n.13 pp 48
  6. ^ Il Captagon e le altre droghe usate in guerra per togliere la paura, in Focus.it. URL consultato il 2 luglio 2018.
  7. ^ Rolling Stone Italia, Hitler e le sue droghe: i segreti dell'ossessione nazista per lo speed, in Rolling Stone Italia. URL consultato il 1º luglio 2018.
  8. ^ Heinrich Böll: i nazisti usavano le metanfetamine, in Giornalettismo, 4 giugno 2013. URL consultato il 2 luglio 2018.
  9. ^ Una foto, un mondiale - Svizzera ‘54, il miracolo tedesco (XML). URL consultato il 2 luglio 2018.
  10. ^ (EN) Reuters, West Germany's 1954 World Cup win may have been drug-fuelled, says study, su the Guardian, 27 ottobre 2010. URL consultato il 2 luglio 2018.
  11. ^ Hermann Buhl, È buio sul ghiacciaio, Società Editrice Internazionale, 1962. pp. 283, 290.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]