Perisoreus canadensis

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Ghiandaia grigia canadese
Perisoreus-canadensis-001.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Famiglia Corvidae
Genere Perisoreus
Specie P. canadensis
Nomenclatura binomiale
Perisoreus canadensis
(Linnaeus, 1766)
Areale

Perisoreus canadensis range.png

La ghiandaia grigia canadese (Perisoreus canadensis (Linnaeus, 1766)) è un uccello passeriforme della famiglia dei corvidi[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare nel Parco nazionale Banff.
Esemplare nel Québec.

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Misura 27-31 cm di lunghezza, per 50-85 g di peso e 45 cm di apertura alare[3]: a parità d'età, i maschi sono lievemente più grossi delle femmine[3]. Le dimensioni medie, inoltre, tendono a crescere in direttrice S-N, e forse anche dalla costa verso l'interno dell'areale[3].

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uccelli dall'aspetto robusto e massiccio, muniti di grossa testa squadrata con becco conico e di media lunghezza, ali appuntite, coda piuttosto lunga e dall'estremità arrotondata e zampe forti.

Il piumaggio è bianco su fronte, gola, guance, lati del collo e petto, dove sfuma nel grigio topo, colore questo che ricopre ventre e fianchi, mentre sul sottocoda esso si schiarisce nel grigio-biancastro: dorso, ali e coda sono di color grigio scuro, con quest'ultima e le remiganti più scure e tendenti al nerastro. Vertice e nuca sono invece di colore nero, così come la tempia, fino alla parte superiore dell'occhio.
Sussiste una certa variabilità intraspecifica nella colorazione, a livello di estensione e tonalità del bianco cefalotoracico e del nero cefalico (che può arrivare a ricoprire anche la nuca) e della tonalità del grigio dorsale e ventrale (che può mostrare sfumature color cannella o rosato).

Il becco e le zampe sono di color grigio-nerastro: gli occhi, invece, sono di colore bruno scuro, con cerchio perioculare nudo e di colore nero-violaceo.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Verso.
Esemplare al suolo nel parco nazionale di Yellowstone.
Coppia nell'Ontario.

Si tratta di uccelli dalle abitudini di vita diurne, che vivono da soli o in coppie, talvolta riunendosi in gruppi temporanei in corrispondenza di fonti di cibo particolarmente abbondanti (carcasse di grossi animali, grossi alberi in frutto, piantagioni): essi passano la maggior parte della giornata alla ricerca di cibo sul suolo della foresta, posandosi di tanto in tanto su qualche conifera (in genere un peccio o un abete balsamico) dove si riscaldano tenendo la testa sotto un'ala[4]. Lo stesso risultato può essere ottenuto facendo bagni di sole con le ali semiaperte nei giorni freddi ma soleggiati.

Le coppie tendono a occupare territori di 27-137,5 ettari (più piccoli se il cibo è abbondante, ad esempio se sono presenti mangiatoie), che difendono da eventuali intrusi soprattutto durante i mesi più freddi, immediatamente prima della riproduzione: all'apparire di un estraneo, le ghiandaie canadesi schioccano nervosamente il becco e tengono la testa abbassata (comportamento aggressivo comune a molti corvidi), salvo poi volargli incontro ed inseguirlo in volo fino a quando non ha lasciato il territorio. Talvolta, tali comportamenti aggressivi vengono indirizzati anche ai partner, con lo scopo di sottrarre loro il cibo.

Si tratta di uccelli piuttosto silenti, ed anche i loro versi sono bassi: questi vanno da cinguettii più o meno acuti per comunicare col partner a lunghi ed aspri fischi acuti per segnalare un pericolo aereo, fino a corte note basse per segnalare invece un pericolo proveniente da terra. La ghiandaia canadese è inoltre una buona imitatrice dei versi di altri uccelli.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Esemplari prendono il cibo dalle mani nel parco provinciale E. C. Manning.
Esemplare si nutre al suolo.
Esemplare si nutre da una mangiatoia.

La ghiandaia grigia canadese è un uccello onnivoro, che si nutre indifferentemente di cibo di origine animale o vegetale a seconda della disponibilità, prediligendo comunque la prima componente. Questi uccelli si nutrono a vista, avendo un senso dell'olfatto piuttosto poco sviluppato, portando il cibo su un albero prima di consumarlo.
Una preda piuttosto comune della ghiandaia grigia sono le uova e soprattutto i nidiacei dei piccoli uccelli (fra i quali anche la minacciata urietta marmorizzata[5])[6]: in un singolo caso, un esemplare attaccò e uccise in volo una dendroica della magnolia, per poi consumarla[7]. Fra gli altri animali consumati vi sono i girini di rane[8] e salamandre[9], topolini[10], lucertole, insetti ed altri invertebrati: questi uccelli sono inoltre stati osservati mentre estraevano delle zecche dalla pelle degli alci similmente a quanto fanno le bufaghe, e in alcuni casi conservarle ancora calde nei propri nidi, probabilmente per riscaldare i nidiacei[11]. La ghiandaia grigia canadese si ciba inoltre della carne, del grasso e delle larve rinvenute nelle carcasse, a patto che esse siano state già sventrate da altri predatori, in quanto il becco di questi uccelli non è strutturato in maniera tale da poter incidere la pelle.
Fra i cibi di origine vegetale consumati da questi uccelli vi sono una varietà di bacche e frutti, nonché di funghi (fra cui il fungo mucillaginoso Fuligo septica, unici fra gli uccelli a consumarlo[12]), granaglie e semi.

La ghiandaia canadese, similmente a molti corvidi, ha l'abitudine di disseminare il cibo in eccesso in numerosi nascondigli sparsi per il proprio territorio durante i periodi di abbondanza, in modo tale da poter usufruire di una cospicua riserva di cibo durante i mesi freddi[13]: il cibo da conservare viene manipolato e inumidito con la saliva appiccicosa a formare un bolo, che viene poi appiccicato nella spaccatura di una corteccia, sotto un lichene o fra le fronde di una conifera[14][15].
L'accumulo di scorte di cibo (che permette a questi uccelli di riprodursi durante l'inverno e di non dover migrare[16][17]) è inibito dalla presenza di altri corvidi (soprattutto la ghiandaia di Steller) o di altri individui di territori adiacenti, i quali possono attendere che l'animale si allontani per depredarne la riserva[18].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Femmina in cova nell'Ontario.

Si tratta di uccelli monogami, le cui coppie una volta formatesi rimangono insieme per la vita (tranne nel caso in cui uno dei coniugi perisca, dando modo all'altro di trovare un nuovo compagno), riproducendosi una volta l'anno fra marzo e maggio.

Durante la riproduzione, le coppie vengono aiutate da individui adulti non riproduttivi, in genere giovani (nella maggior parte dei casi uno, ma a volte anche due) nati durante la stagione riproduttiva precedente: questi aiutanti vengono accettati durante le fasi di costruzione del nido e di cure parentali ai nidiacei dopo l'involo, mentre durante la cova ed il periodo nidicolo dei nuovi nati essi vengono tenuti lontani dal nido[19]. I giovani aiutanti, oltre a fare esperienza che tornerà loro utile quando sarà il loro turno di riprodursi, ereditano il territorio dalla coppia riproduttiva che hanno aiutato[20].

Nidiaceo poco dopo la schiusa.

Il nido viene costruito fra i 2 e i 9 metri d'altezza nel folto dei rami di una grossa conifera, molto vicino al tronco e solitamente orientato verso sud-ovest per ottenere più sole possibile durante la giornata: la sua costruzione è quasi interamente a carico del maschio, che edifica una struttura a coppa piuttosto piccola fatta di germogli secchi, fibre vegetali e licheni, tenuta assieme con ragnatela e bozzoli di Malacosoma disstria.

Nidiacei nutriti da due adulti.

All'interno del nido la femmina depone 2-5 uova di colore verdino chiaro, con rade maculature più scure: esse vengono covate dalla sola femmina per circa 18 giorni, col maschio che si occupa di reperire il cibo per sé e per la compagna e di tenere d'occhio i dintorni del nido.

GIovane in Canada.

I pulli sono ciechi ed implumi alla schiusa: essi vengono imbeccati da ambedue i genitori, con la femmina che non si allontana dal nido per i primi tre giorni dopo la schiusa, ma li imbecca con parte del cibo che il maschio reperisce e rigurgita.
I piccoli cominciano a tentare l'involo a partire dalle tre settimane di vita: a questo punto cominciano ad essere imbeccati anche dagli aiutanti, raggiungendo la taglia adulta attorno ai due mesi dalla schiusa.

Una volta divenuti virtualmente indipendenti, i nidiacei cominciano una serie di combattimenti fra loro, per delineare una gerarchia che determinerà quali saranno gli aiutanti della coppia riproduttrice l'anno successivo (solo uno o due dei giovani dominanti saranno ammessi a fare ciò) e quali, invece, dovranno lasciare il territorio natio, allontanandosi di 2-10 km (con le femmine che solitamente si disperdono andando più lontano rispetto ai maschi[21]) ed aggregandosi ad altre coppie non riproduttive[22].

La speranza di vita di questi uccelli è di 8 anni, tuttavia singoli esemplari sono vissuti per oltre 17 anni allo stato selvatico.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare a nord di Vancouver.
Esemplare nella contea di Grafton.

Come intuibile sia dal nome comune che dal nome scientifico, la ghiandaia grigia canadese è diffusa in Nordamerica settentrionale, dall'Alaska settentrionale al Labrador (mancando dalla punta settentrionale del Québec e dalle coste del Nunavut), oltre che a Terranova e sull'isola d'Anticosti, a sud fino all'estremità settentrionale della California, al Nuovo Messico centro-settentrionale, al Dakota del Sud sud-occidentale, al nord del New England e alla Nova Scotia.
Si tratta di uccelli sedentari, che al massimo possono scendere di quota durante l'inverno per sfuggire al freddo montano: soprattutto i giovani in dispersione possono compiere modesti spostamenti, divenendo avvistabili anche più a nord o a sud dell'areale di diffusione. Durante l'ultima era glaciale, inoltre, questi uccelli erano diffusi anche nell'est degli Stati Uniti, a sud fino al Tennessee[23].

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalle pinete a prevalenza di peccio (soprattutto peccio nero e peccio bianco, ma anche peccio di Engelmann, pino contorto e pino di Banks, nonché dal peccio Sitka nel nord dell'areale): sebbene la ghiandaia canadese popoli anche le foreste miste di conifere e latifoglie (soprattutto pioppo ed acero), essa è particolarmente legata ai pecci (la cui corteccia rugosa e la resina dalle proprietà antibatteriche sono ideali per la conservazione del cibo per lunghi periodi), tanto da risultare assente da ambienti che per il resto sembrerebbero ideali per le sue esigenze, come la Sierra Nevada e gli Appalachi.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

A sinistra P. c. capitalis
A destra P. c. obscurus.

Se ne riconoscono 9 sottospecie[2]:

Alcuni autori riconoscerebbero inoltre le sottospecie barbouri dell'isola d'Anticosti (sinonimizzata con nigricapillus[24]) e arcus delle coste della Columbia Britannica (sinonimizzata con obscurus)[3].

Le sottospecie sono differenziabili in quattro cladi[25]:

  • un clade canadensis, della porzione settentrionale dell'areale occupato dalla specie, più grosso e dalla livrea più scura;
  • un clade capitalis, dell'area centro-settentrionale delle Montagne Rocciose, dall'area cefalica più chiara;
  • un clade obscurus, comprendente la sola sottospecie omonima (in passato classificata da alcuni come specie a sé stante), più piccola e chiara delle altre;
  • un clade monotipico bicolor, piuttosto basale, che ha cominciato a divergere dagli altri circa tre milioni di anni fa, nel tardo Pliocene.

Relazioni con l'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare sulla testa di un turista: le ghiandaie canadesi sono uccelli molto confidenti.

La ghiandaia canadese è un uccello molto conosciuto e benvoluto nel suo areale di residenza: è ben nota la confidenza che questi uccelli hanno con l'uomo, imparando velocemente a prendere il cibo dalle mani o a sottrarlo agli incauti turisti e campeggiatori.

Questa loro abitudine di rubare il cibo ha dato origine a molti dei nomi comuni di questi uccelli: in inglese questi uccelli sono noti coi nomi di whisky jack (derivato dalla figura del trickster Wisakedjak, comune nella mitologia di Cree, Menominee e Algonchini) o gorby/gorbey (da gorb, "ghiottone" in scots e irlandese[26]), mentre in tlingit essi vengono chiamati kooyéix o taatl'eeshdéi ("ladro")[27].

Per la loro indole scanzonata e confidente, le ghiandaie canadesi sono tuttavia molto benvolute: fra i Micmac (per i quali ciascuna delle stelle del Grande Carro rappresenta una specie di uccello), essi sono incarnati in Mikjaqoqwej (Alkaid), mentre fra i coloni del New England era diffusa durante il XIX secolo la superstizione secondo la quale qualsiasi danno subito da questi uccelli sarebbe stato subito da colui che l'ha inferto (celebre la storia secondo la quale un boscaiolo che spennò una ghiandaia canadese si svegliò calvo il mattino seguente)[26].
Nel 2015, il Canadian Geographic lanciò un sondaggio per scegliere l'uccello nazionale del Canada: tale sondaggio, chiuso l'anno seguente, vide la ghiandaia grigia sbaragliare la concorrenza (rappresentata da strolaga maggiore, civetta delle nevi, cincia testanera e oca canadese), senza peraltro essere insignito dell'ufficialità da parte del governo canadese[28].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Perisoreus canadensis, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.3, IUCN, 2017.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Corvidae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 6 maggio 2014.
  3. ^ a b c d (EN) Grey Jay (Perisoreus canadensis), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 17 aprile 2018.
  4. ^ Waite, T., Nocturnal hypothermia in gray jays Perisoreus canadensis wintering in interior Alaska, in Ornis Scandinavica, vol. 22, nº 2, 1991, p. 107-110.
  5. ^ Raphael, M. G.; Mack, D. E.; Marzluff, J. M.; Luginbuhl, J. M., Effects of forest fragmentation on populations of the marbled murrelet, in Studies in Avian Biology, vol. 25, 2002, p. 221–235.
  6. ^ Ibarzabal, J.; Desrochers, A.; Brittingham, M., A nest predator's view of a managed forest: Gray jay (Perisoreus canadensis) movement patterns in response to forest edges, in The Auk, vol. 121, nº 1, 2004, p. 162-169.
  7. ^ Barnard, W. H., Juvenile Grey Jay preys upon magnolia warbler (PDF), in Journal of Field Ornithology, vol. 67, nº 2, 1996, p. 252–253.
  8. ^ Walter, T., Evolution, vol. 34, nº 5, 1980, p. 1004-1008, JSTOR 2408008.
  9. ^ Murray, M. P.; Pearl, C. A.; Bury, R. B., Apparent predation by Gray Jays, Perisoreus canadensis, on Long-toed Salamanders, Ambystoma macrodactylum, in the Oregon Cascade Range, in Canadian Field-Naturalist, vol. 119, nº 2, 2005, p. 291–292, DOI:10.22621/cfn.v119i2.116.
  10. ^ Lesher, F. & Lesher, J., Gray Jay takes live mammal, in The Loon, vol. 56, nº 1, 1984, p. 72–73.
  11. ^ Addison, E. M.; Strickland, R. D.; Fraser, D. J. H., Gray Jays, Perisoreus canadensis, and common ravens, Corvus corax, as predators of winter ticks, Dermacentor albipictus, in Canadian Field-Naturalist, vol. 103, nº 3, 1989, p. 406–408.
  12. ^ Sutherland, J. B.; Crawford, R. L., Gray Jay feeding on slime mold, in The Murrelet, vol. 60, nº 1, p. 28.
  13. ^ Waite, T. A. & Reeve, J. D., Multistage scatter-hoarding decisions in the Grey Jay (Perisoreus canadensis), in Bird Behavior, vol. 12, 1/2, 1997, p. 7–14, DOI:10.3727/015613897797141335.
  14. ^ Walter, B., Salivary glands in the gray jays (Perisoreus), in The Auk, vol. 78, nº 3, 1961, p. 355-365.
  15. ^ Douglas, D.D., The Role of Saliva in Food Storage by the Gray Jay, in The Auk, vol. 82, nº 2, 1965, p. 139–154, DOI:10.2307/4082929.
  16. ^ Derbyshire, R.; Strickland, D.; Norris, R., Experimental evidence that 43 years of monitoring data show that food limits reproduction in a food-caching passerine, in Ecology, vol. 96, nº 11, 2015, p. 3005-3015.
  17. ^ Sechley, T.; Strickland, D.; Norris, R., Causes and consequences of pre-laying weight gain in a food-catching bird that breeds in late winter, in Journal of Avian Biology, vol. 45, nº 1, 2014, p. 85-93.
  18. ^ Burnell, K. & Tomback, D., Steller's jays steal gray jay caches: Field and laboratory observations, in The Auk, vol. 102, nº 2, 1985, p. 417-419.
  19. ^ Strickland, D.; Waite, T. A., Does initial suppression of allofeeding in small jays help to conceal their nests?, in Canadian Journal of Zoology, vol. 79, nº 12, 2001, p. 2128–2146, DOI:10.1139/cjz-79-12-2128.
  20. ^ Waite, T.Waite, T., D. Strickland. 1997. Cooperative breeding in gray jays: Philopatric offspring provision juvenile siblings. The Condor, 99/2: 523-525 & Strickland, D., Cooperative breeding in gray jays: Philopatric offspring provision juvenile siblings, in The Condor, vol. 99, nº 2, 1997, p. 523-525.
  21. ^ Waite, T. A. & Strickland, D., Cooperative breeding in Grey Jays: philopatric offspring provision juvenile siblings, in The Condor, vol. 99, nº 2, 1997, p. 523–525, DOI:10.2307/1369960, JSTOR 1369960.
  22. ^ Strickland, D., Juvenile dispersal in Grey Jays: dominant brood member expels siblings from natal territory, in Canadian Journal of Zoology, vol. 69, nº 12, 1991, p. 2935–2945, DOI:10.1139/z91-414.
  23. ^ Parmalee, P. W. & Klipper, W. E., Evidence of a boreal avifauna in middle Tennessee during the late Pleistocene (PDF), in Auk, vol. 99, 1982, p. 365–368.
  24. ^ Strickland, D. & Norris, R., An example of phenotypic adherence to the island rule? - Anticosti gray jays are heavier but not structurally larger than mainland conspecifics, in Ecology and Evolution, vol. 5, nº 17, 2015, p. 3687–3694, DOI:10.1002/ece3.1557.
  25. ^ van Els, P.; Cicero, C.; Klicka, J., High latitudes and high genetic diversity: Phylogeography of a widespread boreal bird, the gray jay (Perisoreus canadensis) (PDF), in Mol. Phylogenet. Evol., vol. 63, nº 2, 2012, p. 456–465, DOI:10.1016/j.ympev.2012.01.019, PMID 22321688.
  26. ^ a b Ives, E. D., The Man Who Plucked the Gorbey: A Maine Woods Legend, in Journal of American Folklore, vol. 74, nº 291, 1961, p. 1–8, JSTOR 538195.
  27. ^ Sonia Tidemann & Andrew Gosler, Ethno-ornithology: Birds, Indigenous Peoples, Culture and Society, Earthscan, 2010, p. 199, ISBN 978-1-84977-475-8.
  28. ^ Laura Stone, Grey jay gets nod for Canada's national bird, su The Globe and Mail.

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