Marmara Ereğlisi

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Marmara Ereğlisi
comune
Marmara Ereğlisi – Veduta
Promenade di Marmara Ereğlisi
Localizzazione
StatoTurchia Turchia
RegioneRegione di Marmara
ProvinciaTekirdağ
DistrettoMarmaraereğlisi
Territorio
Coordinate40°58′11″N 27°57′19″E / 40.969722°N 27.955278°E40.969722; 27.955278 (Marmara Ereğlisi)Coordinate: 40°58′11″N 27°57′19″E / 40.969722°N 27.955278°E40.969722; 27.955278 (Marmara Ereğlisi)
Altitudine1 200 m s.l.m.
Abitanti10 325 (2012)
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Turchia
Marmara Ereğlisi
Marmara Ereğlisi
Sito istituzionale
Posizione di Marmara Ereğli

Marmara Ereğlisi è una città e distretto della provincia di Tekirdağ nella regione di Marmara in Turchia. Si trova a 30 km a est della città di Tekirdağ e a 90 km ad ovest di Istanbul, nei pressi di un piccolo promontorio sulla riva nord del Mar di Marmara. Si chiama Marmara Ereglisi (o Marmara Ereğli nell'uso colloquiale) per distinguerla dalle altre due grandi città in Turchia con il nome Ereğli (derivante dal nome greco Heraclea), una in provincia di Konya (Konya Ereglisi) e l'altra nella regione del Mar Nero, (Karadeniz Ereğli).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città, originariamente una colonia dell'isola di Samo, venne fondata con il nome di Perinto in greco antico: Πέρινθος, normalmente nota nella forma latinizzata Perinthus. Intorno al 300 d.C., le venne dato il nome Heraclea in greco antico: Ἡράκλεια. Fu costruita ad anfiteatro sulla collina di un promontorio che si estende sul Mar di Marmara, vicino all'attuale città moderna. Il suo porto e la sua situazione felice all'incrocio di diverse grandi vie marine, ne fecero un centro di notevole importanza commerciale. Divenne famosa per la sua resistenza a Filippo II di Macedonia. Molte delle sue monete sono giunti fino a noi e ci danno informazioni relative alle feste che vi si tenevano. L'imperatore bizantino Giustiniano I ripristinò i suoi acquedotti e un palazzo.[1]

In seguito, secondo la tradizione, in età apostolica Heraclea divenne sede vescovile cristiana. Come capitale della provincia romana di Europa, è stata sede metropolitana per tutte le diocesi della provincia, tra cui Bisanzio, che nel 330 divenne Costantinopoli. La sede di Costantinopoli ha tuttavia presto ottenuto la superiorità su Heraclea. Heraclea è stata riconosciuta nella Notitia Episcopatuum dello Pseudo-Epifanio come dotata di cinque sedi suffraganee: Rumelifeneri, Callipoli, Chersoneso in Europa, Coesto e Radesto. Agli inizi del X secolo Notitia Episcopatuum, da una lista di Leone VI il Saggio, le attribuì 15 diocesi suffraganee e un'altra, datata 1022-1025, le indicava a 17. Con l'avvento dell'impero ottomano il numero delle suffraganee si andò drasticamente riducendo. Agli inizi del XX secolo, aveva ancora due suffraganee. Oggi è soltanto sede titolare "Antica Metropolia ed Esarcato di Tracia" del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Nel XIII secolo, vi era la diocesi latina di Heraclea. Oggi, la Chiesa cattolica la inserisce come sede titolare.[1][2][3][4][5][6]

Eski Ereğli[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo racconto della sua visita in zona del 1815, Edward Daniel Clarke dichiarò che, "a dispetto del suo nome, che significa "vecchio Ereğli o Heraclea", il villaggio di Eski Ereğli (oggi, Gümüşyaka), dove speravo di trovare antichità, aveva appena qualche rovina antica, ed è il villaggio costiero conosciuto localmente come Büyük Ereğli (grande Ereğli o grande Heraclea), a circa due ore (9 km.) a distanza dall'antica città di Heraclea.[7]

Eski Ereğli corrisponde invece alla città antica e alla sede vescovile di Daonium. Questa appare come sede vescovile per la prima volta nei primi anni del X secolo nella suddetta lista di Leone VI il Saggio. Il suo vescovo Tommaso partecipò al Concilio di Nicea nel 787 e Clemens al foziano Concilio di Costantinopoli dell'879-880. Come Heraclea, aveva un vescovo latino ai tempi dell'Impero latino di Costantinopoli (1204-1261). Non più una diocesi residenziale, Daonium oggi viene elencata dalla Chiesa cattolica come sede titolare.[8][9][10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Catholic Encyclopedie, Heraclea
  2. ^ Annuario Pontificio 2013 (Libreria Editrice Vaticana 2013 ISBN 978-88-209-9070-1), "Sedi titolari", p. 889
  3. ^ Michel Lequien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Paris 1740, Vol. I, coll. 1101-1120
  4. ^ Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, p. 273; vol. 3, p. 208; vol. 4, p. 201; vol. 5, p. 218; vol. 6, p. 233; vol. 7, p. 212; vol. 8, p. 302
  5. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. 22, pp. 18–19
  6. ^ Raymond Janin, La hiérarchie ecclésiastique dans le diocèse de Thrace, in Revue des études byzantines, vol. 17, 1959, pp. 146–149
  7. ^ Edward Daniel Clarke, Travels in Various Countries of Europe, Asia and Africa, 3. ed, (T. Cadell, 1816), Volumes 2-3, pp. 471-474
  8. ^ Annuario Pontificio 2013 (Libreria Editrice Vaticana 2013 ISBN 978-88-209-9070-1), p. 879
  9. ^ Michel Lequien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Paris 1740, Vol. I, coll. 1133-1136
  10. ^ Raymond Janin, v. Daonion in Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XIV, Paris 1960, col. 77

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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