Peridio

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Ingrandimento al microscopio elettronico della superficie interna del peridio della Tubifera dudkae

Il peridio è la membrana protettiva del fungo e che racchiude la massa di spore (gleba)[1]. Questo rivestimento esterno è una caratteristica distintiva di Gastromiceti, Mixomiceti e tartufi.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

A seconda della specie, il peridio può variare da essere spesso come un foglio di carta oppure costituito da uno strato gommoso e/o duro.

Solitamente, i peridi sono costituiti da uno a tre strati: se c'è solo un singolo strato, si parla semplicemente di peridio; se ci sono due strati, quello esterno è chiamato esoperidio e quello interno endoperidio; se sono presenti tre strati, si usano i termini esoperidio, mesoperidio ed endoperidio[3].

Nelle specie ipogee più semplici, il peridio rimane chiuso finché le spore non sono mature, e anche allora non presenta alcun regime speciale per deiscenza o apertura, ma deve decadere prima di liberare le spore[4].

Soffioni[modifica | modifica wikitesto]

Il peridio del Geastrum triplex si apre a stella

Per la maggior parte delle specie, il peridio è decorato con scaglie o spine. Nei funghi che si sollevano dal suolo durante il loro sviluppo, generalmente noti come "soffioni", il peridio è solitamente differenziato in due o più strati, in cui lo strato esterno è solitamente caratterizzato da verruche o spine. Al contrario, lo strato interno rimane continuo e liscio per preservare le spore. A volte, come nel caso del Geastrum, il numero degli strati è maggiore e in certi casi l'esoperidio si apre a stella e si divide dall'apice in un numero variabile di porzioni appuntite, mentre lo strato interno rimane intatto e con una piccola apertura all'apice[1].

Funghi ipogei[modifica | modifica wikitesto]

I tartufi hanno generalmente un solo peridio, che è di 3-9 cm di diametro[5][6]. Questo singolo peridio è generalmente rigido e rugoso: è bianco quando sezionato, ma rosa se fresco. La superficie esterna varia dal marrone al giallo scuro e presenta delle scaglie.

Altri nomi[modifica | modifica wikitesto]

Apertura a nido delle Nidulariaceae

In alcune specie di funghi, il peridio ha un nome specifico. Ad esempio, nella sub-famiglia dei Phalloideae è chiamato volva; nelle Nidulariaceae il peridio viene chiamato nido[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) George Massee, British Fungus – Flora, George Bell and Sons, 1892, p. 6.
  2. ^ Peridio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  3. ^ (EN) Meredith Blackwell, Constantine John Alexopoulos e Charles W. Mims, Introductory mycology, New York, Wiley, 1996, p. 544, ISBN 0-471-52229-5.
  4. ^ (EN) Fungi Mycetozoa and Bacteria, in A Monograph of the British Gastromycetes, Annals of Botany, IV, 1889.
  5. ^ (EN) Vera B. McKnight e Roger Tory Peterson, A Field Guide to Mushrooms: North America, in HMCo Field Guides, National Audubon Society - National Wildlife Federation, 1998, p. 362, ISBN 978-0-395-91090-0.
  6. ^ (EN) Frederic Edward Clements, The Genera of Fungi, The H. W. Wilson company, 1909, p. 195.
  7. ^ (EN) Janice Glimn-Lacy e Peter B. Kaufman, Botany Illustrated: Introduction to Plants, Major Groups, Flowering Plant Families, Birkhäuser, 2006, p. 53, ISBN 978-0-387-28870-3.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Francolini, Peridio, in Glossario micologico illustrato, Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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