Perú Libre

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Perú Libre
Perú Libre logo.svg
LeaderPedro Castillo
SegretarioVladimir Cerrón
SedeAv. Brasil 170, Distretto di Breña, Lima
Fondazione15 gennaio 2016
IdeologiaSocialismo
Marxismo-leninismo
Mariateguismo
Antiamericanismo
Antimperialismo
Antifujimorismo
Chavismo
Conservatorismo sociale
Federalismo
CollocazioneSinistra[1]/Estrema sinistra[2]
Affiliazione internazionaleForo de São Paulo[3]
Seggi Congresso della Repubblica
0 / 130
 (2020)
Seggi Parlamento andino
0 / 5
Iscritti5.204 (2020)
Sito webperulibre.pe

Perù Libera (PL) è un partito politico di sinistra peruviano di origine regionale.

È stato fondato nel 2007 con il nome di Movimento Politico Regionale Perù Libera. II partito nacque ufficialmente come organizzazione nazionale a febbraio del 2012 con il nome di Perù Libertario. La fusione del Movimento Politico Regionale Perù Libera e del Partito Politico Nazionale Perù Libertario danno origine al Partito Politico Nazionale Perù Libera, essendo questo successo l'unico caso registrato nella storia politica del paese. A gennaio del 2019, il nome del partito infine venne cambiato nella sua denominazione odierna.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondato dal governatore eletto per due volte (eletto 2010 e 2018) di Junín, Vladimir Cerrón, il quale guida formalmente il partito nei panni di segretario generale nazionale.[5]

Il partito ha partecipato alle elezioni generali del Perù di 2016, avendo come candidato Vladimir Cerrón, ma ritirò la sua candidatura presidenziale e gli elenchi del Congresso il 24 del marzo, dopo che si seppe del fallimento del JEE favorevole alla candidatura Keiko Fujimori.[6][7]

Nel 2018 presentò come candidato alla Municipalidad Metropolitana de Lima l' imprenditore, giornalista e speaker di radio Ricardo Belmont, ottenendo il 3,89 % dei voti validi emessi a Lima.[8][9]

Nelle elezioni parlamentari celebrate il 26 di gennaio di 2020, il partito ottenne il 3,4 % del voto popolare ma non ottenne seggi nel Congresso della Repubblica.[10][11] Mesi prima delle elezioni, il partito era in trattativa con la coalizione Vicini per il Perù e Nuova Perù per creare un'alleanza per le elezioni parlamentari. Anche se, a causa dei problemi giudiziari di Cerrón come lider regionale, accusato per casi di corruzione e al fatto che molti membri importanti del nuova Perù rinunciarono al suo partito quando si creò il sindacato, l'alleanza falli e i partiti si candidarono separatamente alle elezioni nelle quali nessuno riuscì ad avere una rappresentazione.[12][13][14][15]

Nelle elezioni generali del Perù del 2021 si confermò la partecipazione di Pedro Castello Terrones come candidato alla presidenza cosi come Dina Boluarte Zegarra e Vladimir Cerrón come vicepresidenti.[16][17][18] Nell'ultima fase della campagna elettorale Castello ottenne un aumento inaspettato nella sua candidatura al rimanere in primo luogo nelle inchieste, anche se in una situazione al quinto pareggio tecnico con altri candidati.[19][20] Come conseguenza, anche Castello ottenne in un primo momento un ritorno a queste elezioni.[21] Dopo il suo trionfo nel primo ritorno elettorale, Castello chiese di dialogare con altre forze politiche peruviane con l'obiettivo di creare una concertazione politica, nonostante scartò la possibilità di creare una tabella di marcia come fece Ollanta Humala, mantenendo così un discorso ideologico radicale di estrema sinistra.[22][23]

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Femministe rinunciano al partito di sinistra progressista Nuova Perù nel 2019 per la sua alleanza con PL per le elezioni congressuale del 2020. Il motivo fu provocato dal fatto che per i gruppi femministi e LGBT, un'alleanza con PL rappresentava un'alleanza con «l'omofobia, la misoginia e la corruzione».[24]

Perù Libera si autodefinì come un partito «marxista-leninista-mariateguista»,[3] nonostante non si non si identifichino come comunisti ma bensì come una sinistra socialista.[15][25][26][27][28][29] Allo stesso modo, Vladimir Cerrón assicurò che a causa della nascita «provinciale» del partito, questo rappresenterebbe il «Perù profondo». In questo senso sottolineano il fatto che non siano una sinistra caviar, bensì una «sinistra popolare».

il partito fu criticato dai settori centrali per la sua presunta mancanza di rispetto verso la democrazia, secondo l'avvocato e giornalista Rosa María Palazzi, il candidato presidenziale di Perù Libera, Pedro Castello «non si candida come presidente ma come dittatore».[30] Dal suo canto, il militante e candidato al Congresso per Perù Libera, Julián Palacín, precisò che il suo partito era «socialista democratico», paragonandolo con il Partito Socialista Operaio Spagnolo e con il partito Morena del Messico.[27]

Allo stesso modo, Perù Libera fu accusata di essere un partito di ideologia chavista.[31] Vladimir Cerrón, segretario del partito, si espresse nel 2019 «Per me, Venezuela è una democrazia, Maduro viene del voto popolare», Ciò nonostante, anche se dirigenti del partito come Vladimir Cerrón hanno stretti contatti con il Governo del presidente venezuelano Nicolás Maturo, lo stesso Cerrón sostiene che Perù «risponde ad un'altra realtà nella quale non si potrebbe impiantare o ricreare un programma di governo di un paese straniero», facendo il confronto con l'esperienza venezuelana del chavismo.[32][33]

D'altro canto, per quanto riguarda la strutturazione dello Stato, il partito «difende fermamente la decentralizzazione». In questo senso, secondo Julián Palacín, il centralismo che ha caratterizzato lo Stato peruviano ha generato un'«asimmetria tra Lima e tutte le province del Perù», per quello che propongono il federalismo per risolvere questo problema.[34] Anche, Pedro Castello ha proposto una nuova costituzione cosi come la riduzione tanto del salario presidenziale quanto dei congressisti peruviani.[35]

per quanto riguarda il piano economico, Perù Libera propone quello che hanno definito «economia popolare con mercati», con la quale si vuole instaurare un'economia che giri «intorno agli interessi del popolo» e nel quale si concretizzi uno «Stato controllore, pianificatore, imprenditore, protettore, innovativo e regolatore del mercato».[36][37] Questa proposta economica la contrastano con l'economia sociale di mercato la quale viene concepita come «neoliberale».[35] Allo stesso modo, sottolineano che non si tratta di un'economia «di mercato», bensì semplicemente «con il mercato».[38] Ciò nonostante, il partito afferma che rispetterebbe l'esistenza dell'investimento privato entro questa proposta.[26] Allo stesso modo, assicurano che questo progetto non è nè comunista né socialista. Abbiamo una base in queste idee, ma dobbiamo testarle concretamente nel nostro paese. .Dal suo canto Pedro Castello afferma che in un suo eventuale governo brinderebbe alla sicurezza giuridica delle imprese private peruviane ma alla stessa tempo applicherebbero schemi redistributivi delle ricchezze prodotte per queste.[39]

sul piano socioculturale, Castello si è dimostrato contrario all'approccio di eguaglianza di genere nell'educazione, cosi come anche alla legalizzazione dell'aborto, dell'eutanasia e del matrimonio tra persone dello stesso sesso.[19][29][15][37]

per quanto riguarda la sicurezza cittadina, Pedro Castello ha espresso che cerca di tecnicizzare e decentralizzare la Polizia Nazionale cosi come «spostare l'esperienza come ronderos [guardie comunali]» al potere esecutivo al conferirgli budget pubblico, oltre al fatto che vuole stabilire un sistema giustiziario nel quale si disponga di delinquenti per la costruzione di opere pubbliche come forma di riparo al danno arrecato alla popolazione.[39][40]

Per quanto riguarda la sua politica estera, Perù Libera considera internazionalista e antiimperialista dato che appoggia diversi progetti di sinistra che si qualifica come «rivoluzionari», anche se con speciale enfasi verso quelli già sviluppati in distinti paesi latinoamericani come Cuba, Nicaragua, Ecuador, Venezuela e Bolivia.[25]

Nomenclatura[modifica | modifica wikitesto]

Logo del partito, quando nacque come Perù Libertario.

Fondato nel 2007 come Movimento Politico Regionale Perù Libera, il partito si costituì ufficialmente come organizzazione nazionale nel febbraio del 2012 con il nome di Perù Libertario. La fusione del Movimento Politico Regionale Perù Libera e della Partita Politica Nazionale Perù Libertario danno origine alla Partita Politica Nazionale Perù Libera, essendo questo successo l'unico caso registrato nella storia politica del paese. Nel gennaio del 2019, il nome del partito infine cambiò nella sua denominazione odierna.[4]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Candidati Voti % Risultato Note
Presidente Vicepresidente
2016 Vladimir Cerrón Jorge Pareti N/A N/A N/A Ha deciso ritirare la sua candidatura presidenziale
Gesù Zárate
2021 Pedro Castello Dina Boluarte Zegarra 2,675,775[41][42] Template:Porcentaje 1 Ha passato a secondo ritorno 2021
Vladimir Cerrón
Anno Congresistas Posizione Note
Voti % Seggi
<b id="mwAUQ">2016</b> Il 24 di marzo di 2016 ritirò gli elenchi del Congresso
2020 502 898 Template:Porcentaje Template:Ficha de partido político/escaños 13.º Elezioni straordinarie.
<b id="mwAVY">2021</b> 1'515'516 Template:Porcentaje Template:Ficha de partido político/escaños Elezioni

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peru election: Pedro Castillo to face Keiko Fujimori in run-off, su bbc.com.
  2. ^ Castillo, de extrema izquierda, gana fuerza en las presidenciales de Perú, su swissinfo.ch.
  3. ^ INTEGRACIÓN DE PERÚ LIBRE AL FORO DE SAO PAULO EXIGE MAYOR PREPARACIÓN EN EL CAMPO DE LAS IDEAS, su perulibre.pe.
  4. ^ a b (ES) NOTICIAS EL COMERCIO PERÚ, JNE aprueba cambio de nombre de partido de Vladimir Cerrón | POLITICA, su elcomercio.pe.
  5. ^ COMITÉ EJECUTIVO NACIONAL (PDF), Perú Libre.
  6. ^ (ES) Oswaldo Palacios, Elecciones 2016: Vladimir Cerrón anunció el retiro de su candidatura, su rpp.pe.
  7. ^ (ES) NOTICIAS EL COMERCIO PERÚ, Vladimir Cerrón abandonó las Elecciones Generales del 2016 | POLITICA, su elcomercio.pe.
  8. ^ (ES) Empresa Peruana de Servicios Editoriales S. A. EDITORA PERÚ, Ricardo Belmont dice que aceptará los resultados electorales, su andina.pe.
  9. ^ (ES) ONPE publica resultados de Lima al 100%, su onpe.gob.pe.
  10. ^ (ES) Empresa Peruana de Servicios Editoriales S. A. EDITORA PERÚ, Juntos por el Perú y otros 11 partidos no pasarán la valla, al 99.09 % del conteo de ONPE, su andina.pe.
  11. ^ PresentaciĆ³n de Resultados 2020, su resultados.eleccionescongresales2020.pe (archiviato dall'url originale il 29 gennaio 2020).
  12. ^ (ES) Redacción LR, Nuevo Perú: Marisa Glave e Indira Huilca renunciaron al movimiento, su larepublica.pe.
  13. ^ (ES) Shirley Garay, Richard Arce renuncia a Nuevo Perú ante una eventual alianza política con Perú Libre, su rpp.pe.
  14. ^ (ES) NOTICIAS GESTIÓN, Vladimir Cerrón: Perú Libre participará en elecciones del 2020 con inscripción propia | PERU, su gestion.pe.
  15. ^ a b c (ES) Pedro Castillo es una oportunidad para la izquierda peruana, su jacobinlat.com.
  16. ^ (ES) Elecciones 2021: Perú Libre lanza como precandidato presidencial a Pedro Castillo, su elbuho.pe.
  17. ^ (ES) Redacción LR, Cajamarca: Pedro Castillo lanzó su precandidatura a la Presidencia de la República por Perú Libre LRND, su larepublica.pe.
  18. ^ Elecciones 2021: Perú Libre presenta a Pedro Castillo Terrones como precandidato presidencial, su panamericana.pe.
  19. ^ a b Castillo, de extrema izquierda, gana fuerza en las presidenciales de Perú, su swissinfo.ch.
  20. ^ Quíntuple empate técnico a las puertas de las presidenciales en Perú, su dw.com.
  21. ^ Perú, entrampado entre los extremos de izquierda y derecha, su dw.com.
  22. ^ Candidato más votado en Perú ofrece dialogar con otros partidos, su dw.com.
  23. ^ Pedro Castillo descartó la posibilidad de una hoja de ruta para la segunda vuelta, Gestión.
  24. ^ “Nuevo Perú ha decidido ir en alianza con un partido que desprecia nuestras vidas”, su elcomercio.pe.
  25. ^ a b Vladimir Cerrón afirmó que Perú Libre defiende los procesos revolucionarios en Cuba, Ecuador, Nicaragua, Venezuela y Bolivia, su expreso.com.pe.
  26. ^ a b (ES) Redacción Trome, Perú Libre: “No somos comunistas y no vamos a estatizar, vamos a respetar la inversión privada”, su trome.pe.
  27. ^ a b (ES) Diego Ayma, Elecciones 2021 | Julián Palacín afirma que Perú Libre respetará la democracia, su rpp.pe.
  28. ^ Vladimir Cerrón: "Nosotros no somos una izquierda caviar", su willax.tv.
  29. ^ a b Pedro Castillo, el maestro con el que se identifica el otro Perú, su france24.com.
  30. ^ El radical de izquierdas Pedro Castillo se cuela entre los favoritos de las elecciones en Perú, ABC.
  31. ^ Adrianzén: "El plan de Pedro Castillo es un plagio de un programa velasquista-chavista", su expreso.com.pe.
  32. ^ Vladimir Cerrón: "Mi viaje a Venezuela lo pagó el gobierno de Maduro" | PERU, su gestion.pe.
  33. ^ (ES) Oswaldo Palacios, Vladimir Cerrón: El modelo económico venezolano "no tiene que plasmarse" en Perú, su rpp.pe.
  34. ^ Julián Palacin: Perú Libre defiende una Constitución Federal %, su aeronoticias.com.pe.
  35. ^ a b ¿Quién es Pedro Castillo, el candidato presidencial de Perú que lidera las encuestas?, su aa.com.tr.
  36. ^ Vladimir Cerrón, PROGRAMA ECONÓMICO DE PERÚ LIBRE, su perulibre.pe.
  37. ^ a b Pedro Castillo vs. Keiko Fujimori: las propuestas de los candidatos que se disputarán la presidencia de Perú en segunda vuelta, 17 de abril de 2021. URL consultato il 18 aprile 2021.
  38. ^ (ES) Vladimir Cerrón: “Perú Libre no plantea establecer un sistema comunista ni socialista”, su exitosanoticias.pe.
  39. ^ a b Pedro Castillo: “Le vamos a dar seguridad jurídica a las empresas peruanas que han hecho fortuna”, su gestion.pe.
  40. ^ (ES) Pedro Castillo: "Hay que fortalecer las rondas campesinas y que se le dé un presupuesto" - Caretas Política, su caretas.pe.
  41. ^ Presentación de Resultados Elecciones Generales y Parlamento Andino 2021, su resultados.eleccionesgenerales2021.pe.
  42. ^ (ES) https://twitter.com/onpe_oficial/status/1383138417563811844, su twitter.com.
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