Pentimento (arte)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Salvator mundi di Antonello da Messina, in cui si vede un evidente pentimento sulla scollatura del Cristo

Un pentimento in arte è un ripensamento in corso d'opera che un artista mette in atto, mascherando la versione precedente che non ritiene soddisfacente.[1]

Questi cambiamenti in pittura sono spesso occultati con più strati di colore, ma non è infrequente che essi appaiano visibili anche a occhio nudo, tramite sottili differenze di tonalità, magari per effetto del tempo che ha reso più sottile lo strato esterno. In altri casi i pentimenti sono visibili a raggi X.

Oltre all'interesse per ricostruire il processo creativo, il pentimento è anche un fondamentale strumento in fase attributiva: solo un originale presenta pentimenti, mai le copie.

Anche in scultura è possibile avere dei pentimenti, ma in genere essi non lasciano tracce. Celebri sono ad esempio i ripensamenti di Michelangelo nel Mosé, che portarono l'artista a riscolpire, con grande prova di virtuosismo, intere parti come la testa e il ginocchio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pentimento. In: Angela Weyer et al. (a cura di), [Scarica EwaGlos, European Illustrated Glossary Of Conservation Terms For Wall Paintings And Architectural Surfaces, English Definitions with translations into Bulgarian, Croatian, French, German, Hungarian, Italian, Polish, Romanian, Spanish and Turkish], Petersberg, Michael Imhof, 2015, p. 91.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Arte Portale Arte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Arte