Pensieri (Pascal)

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Pensieri
Titolo originale Pensées
Blaise Pascal Versailles.JPG
Blaise Pascal
Autore Blaise Pascal
1ª ed. originale 1669
Genere trattato
Sottogenere filosofia, teologia
Lingua originale francese

I Pensieri (Pensées) sono un'opera incompiuta del filosofo e teologo francese Pascal, considerato il padre degli esistenzialisti moderni. Fu pubblicata postuma nel 1669.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

L'Apologia del Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, nelle intenzioni di Pascal, doveva essere una monumentale opera apologetica cristiana, ovvero una difesa del Cristianesimo dai suoi nemici principali, ovvero gli atei, gli ebrei, i musulmani e i libertini, che erano, all'epoca, l'ala degli intellettuali che proponeva un pensiero totalmente libero dalla fede e una visione critica della religione. Tuttavia, a causa della morte precoce a soli 39 anni, per un (presunto) tumore, Pascal non poté completare questo progetto letterario. Redasse i pensieri che dovevano formare questa apologia in modo sparso e frammentario, spesso sotto forma di meri appunti.

I Pensieri rappresentano il testamento spirituale di Pascal ed esprimono l'esigenza, di fronte al razionalismo cartesiano, di un esistenzialismo cristiano, tale da salvaguardare i diritti della persona

Le versioni dei Pensieri[modifica | modifica wikitesto]

Seconda edizione dei Pensées di Blaise Pascal

La Bibliothèque nationale de France conserva due copie realizzate da un copista anonimo dopo la morte di Pascal (indicate come C1 et C2), ed un Recueil des papiers originaux des Pensées de Pascal (Raccolta delle carte originali dei Pensieri di Pascal).

Esistono tre tipi di edizioni dei Pensieri: il primo è quello che intende classificare i testi in modo da permetterne una lettura sistematica; il secondo quello che intende ricostruire il piano che Pascal aveva in mente per la sua Apologia; infine, il terzo è più obiettivo e filologico e segue l'ordinamento delle copie citate

Al primo tipo appartiene l'edizione originale edita dopo la morte di Pascal dai suoi amici dell'abbazia di Port-Royal, nel 1670; un'altra edizione di questo tipo è quella di Léon Brunschvicg (1897).

Al secondo tipo appartiene invece l'edizione di Jacques Chevalier (1925).

Al terzo tipo appartengono le edizioni di Louis Lafuma (1951) e Michel Le Guern (1932), che si basano sulla trascrizione della prima copia.

Sulla seconda copia, considerata come quella definitiva alla morte di Pascal, si basa invece l'edizione critica di Philippe Sellier (1976), destinata agli studiosi; Sellier ha pubblicato inoltre nel 2003 un'edizione, destinata ad un pubblico più ampio, che segue il piano progettato, ma non portato a termine, da Pascal.

Un'edizione che pone a confronto l'edizione originale, le due copie ed il Recueil autographe, (secondo l'edizione di Michel Le Guern) è stata publlicata nel 2011 da Jean-Robert Armogathe e Daniel Blot.

Struttura dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Per tracciare una struttura dell'opera, Jacques Chevalier ha diviso e classificato i frammenti di Pascal con l'obiettivo di ricreare la struttura di una vera apologia. Secondo lo Chevalier, dunque, l'opera si può strutturare in:

  • Prefazione generale, dove si traccia il disegno stesso dell'opera, ponendo le basi per tutti gli altri pensieri (mentalità geometrica e mentalità intuitiva, doveri dell'uomo, regole del giudizio e del linguaggio).
  • Parte prima: l'uomo senza Dio. In questa prima parte Pascal descriverebbe la miseria dell'uomo, il suo posto nella natura fra i due infiniti (il tutto e il nulla), l'abitudine che lo schiavizza, l'immaginazione che lo inganna, l'amor proprio che lo seduce, il divertimento che lo distrae ed infine l'affermazione della necessità di cercare Dio.
  • Parte seconda: l'uomo con Dio. Questa parte seconda ed ultima è suddivisa in altri tre capitoli, dove Pascal confuta le tesi dei filosofi antichi (stoici, epicurei, dogmatici e pirroniani), afferma la contraddizione e la cecità dell'Ebraismo, descrive la vera religione, propone la sua celebre "scommessa", distingue interiorità ed esteriorità, e parla dei mezzi per la fede. Dopodiché, comincia a elencare e a spiegare le prove del Cristianesimo, che lo renderebbero superiore a ogni altra religione o filosofia, e le divide in profezie (dall'Antico Testamento), miracoli (prima e dopo Cristo), perpetuità (ovvero continuità ed antichità della religione), santità e moralità dei veri cristiani e ragionevolezza (infatti solo la Grazia di Cristo può dar ragione della nostra miseria). Infine, in questa parte, Pascal parla della Chiesa, della sua sovrannaturale fondatezza e forza, e della sua infallibilità dottrinale, coordinata dal Papa.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pensieri, a cura di Barbara Allason, Collana I Grandi Scrittori Stranieri n.65, Torino, UTET, 1936.
  • Pensieri, traduzione con introduzione e note di Adele Cantoni Canilli, Collana Piccola Biblioteca Filosofica, Bari, Laterza, 1941.
  • Pensieri, trad., cura e note di Paolo Serini, Collana i millenni, Torino, Einaudi, 1962. Con un saggio di Carlo Bo, Collana Oscar, Mondadori, 1976.
  • Frammenti (2 voll.), A cura di Enea Balmas. Prefazione di Jean Mesnard, Collana Classici, Milano, BUR, 1983.
  • Pensieri, a cura di B. Nacci, Torino, UTET, 2014, ISBN 978-88-51-12525-7.
  • (FR) Pensées, opuscules et lettres, edizione critica a cura di Philippe Sellier, Collana «Bibliothèque du XVIIe siècle», Paris, Éditions Classiques Garnier, 2010 [1976].
  • (FR) Pensées, Folio Classique, Paris, Edition Gallimard, 1977, ISBN 978-2-07-031625-0.
  • (FR) Pensées sur la religion et sur quelques autres sujets, étude et édition comparative de l'édition originale avec les copies et les versions modernes par Jean-Robert Armogathe et Daniel Blot, Paris, Honoré Champion, 2011.

Studi[modifica | modifica wikitesto]

  • Thomas Stearns Eliot, Introduzione alle Pensées di Blaise Pascal, Milano, RCS libri, 1971.
  • Louis Lafuma, Histoire des Pensées de Pascal (1656-1952), Parigi, Éditions du Luxembourg, 1954 (sulla storia delle edizioni).
  • Marie Pérouse, L'invention des Pensées de Pascal. Les éditions de Port-Royal (160-1678), Parigi, Honoré Champion, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

L'édition électronique des Pensées de Blaise Pascal