Pellegrino Ernetti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Pellegrino Alfredo Maria Ernetti (Rocca Santo Stefano, 13 ottobre 1925Isola di San Giorgio Maggiore, 8 aprile 1994) è stato un monaco, teologo, musicologo, esorcista e pseudoscienziato italiano.

È noto soprattutto per avere svolto ricerche in ambito pseudoscientifico, affermando di avere contribuito alla realizzazione di un presunto cronovisore, senza però rendere disponibili alla comunità scientifica i particolari relativi e venendo accusato di aver mentito sull'esistenza dello stesso in un saggio dello scrittore austriaco Peter Krassa.

Note biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Uomo di notevole erudizione, teologo, filosofo ed esorcista, Ernetti fu un esperto di musica e di storia della musica antica in particolare. Fu monaco benedettino presso l'Abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia.

Presso l'abbazia ha sede l'Istituto di prepolifonia, dove fin dal 1963 Ernetti insegnò. Nel conservatorio "B. Marcello" di Venezia fu il primo titolare della cattedra di musica prepolifonica[1], ovvero la musica antica anteriore alla notazione musicale. Dal convento Santa Cecilia di Roma ebbe la nomina di Direttore nazionale del Segretariato degli Studi religiosi maschili d'Italia per la musica sacra.

È morto nell'isola di San Giorgio Maggiore all'età di 69 anni, ed è sepolto nel cimitero comunale di Rocca Santo Stefano.

La collaborazione con padre Agostino Gemelli[modifica | modifica wikitesto]

Padre Pellegrino Ernetti intrattenne una collaborazione scientifica con padre Agostino Gemelli, religioso francescano, medico e fondatore dell'Università Cattolica di Milano. Secondo quanto riferito dallo stesso Ernetti, nel 1952 stavano entrambi conducendo, nel laboratorio di fisica sperimentale dell'università, delle ricerche sulle voci del canto gregoriano, utilizzando un oscilloscopio collegato a un registratore e cercando di eliminare le armoniche allo scopo di ottenere un suono più puro.[2]

Padre Gemelli era solito, quando si presentavano delle difficoltà, usare l'esclamazione "Papà aiutami!" (il padre era morto diversi anni prima). A un certo punto si ruppe il filo del registratore (non si erano ancora diffusi quelli a nastro), e Gemelli esclamò appunto "Papà aiutami!". Dopo la riparazione del filo, riacceso il registratore, invece del canto gregoriano i due studiosi avrebbero udito una voce, che Gemelli identificò con quella del padre, esclamare: "Certo che ti aiuto, io sono sempre con te", e successivamente, di fronte alla meraviglia dei due ricercatori, aggiungere: "Ma sì, zuccone, non vedi dunque che sono proprio io?" (Zuccone era proprio l'epiteto con cui il padre chiamava il piccolo Gemelli)[3]. Questo episodio avrebbe spinto Ernetti alle successive ricerche per elaborare le basi fisiche necessarie alla costruzione di quello che sarebbe stato battezzato come "cronovisore".[4]

Il cronovisore[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cronovisore.

In tempi relativamente recenti ha fatto scalpore la notizia pubblicata sui mass media, a partire da un'intervista a Ernetti del 1972[5], nella quale egli affermava che sin dalla seconda metà degli anni cinquanta, insieme a un gruppo di famosi scienziati tra i quali l'italiano Enrico Fermi e il tedesco Wernher von Braun, avrebbe progettato e infine costruito il cronovisore, una macchina che avrebbe permesso di vedere avvenimenti accaduti nel passato, chiamata da Ernetti "macchina del tempo".

Il principio fisico che permetterebbe il funzionamento di questa macchina sembrerebbe riassumersi nella teoria secondo cui ogni essere vivente lascia dietro di sé nel tempo una traccia costituita da una non ben identificata forma di energia. Tali tracce visive e sonore rimarrebbero "impresse" nell'ambiente nel quale si manifestarono.

Ernetti raccontò di aver assistito, attraverso il cronovisore, alla rappresentazione, avvenuta nel 169 a.C., del Tieste, una tragedia perduta del poeta latino Ennio, e di aver completato l'opera trascrivendo le parti mancanti. Katherine Owen Eldred, una classicista dell'Università di Princeton e una delle massime esperte del Thyestes, spiega che il testo di Ernetti risulta molto breve e include quasi tutti i frammenti della tragedia che erano già noti:

« Le parti "nuove", per quanto dimostrino che l'autore aveva una buona conoscenza del latino antico, non possono considerarsi autentiche in quanto contengono numerose parole che sarebbero entrate nel linguaggio latino solo 250 anni dopo che Ennio scrisse la sua tragedia. »
(K. O. Eldred citata in: Krassa, Peter, Father Ernetti's Chronovisor, Boca Raton, FL: New Paradigm Books, 2000.)

Ernetti affermava anche di aver registrato le voci di Benito Mussolini e di Napoleone Bonaparte e di aver assistito alla passione e crocifissione di Gesù Cristo, dalla cui registrazione avrebbe tratto un'immagine, risultata però uguale a quella riprodotta su un santino proveniente dal Santuario dell'Amore Misericordioso di Collevalenza, presso Todi, riproducente un crocifisso ligneo dell'artista Lorenzo Coullaut Valera.

In seguito il teologo e studioso del presunto fenomeno paranormale della "transcomunicazione strumentale", padre François Brune, ha scritto il libro Cronovisore, pubblicato nel 2002, nel quale afferma che il Vaticano sarebbe stato messo al corrente della presunta invenzione, nella persona stessa del papa di allora. La macchina sarebbe poi stata smontata, per le possibili conseguenze negative, e sarebbe custodita in Vaticano. Nonostante i numerosi incontri e colloqui con padre Ernetti, Brune non vide mai il cronovisore e le presunte registrazioni di eventi storici. Gli studi di Ernetti sono stati seguiti da una consistente letteratura sull'argomento[6], ma la mancanza di prove verificabili relative al cronovisore ne ha fatto negare l'esistenza da parte della comunità scientifica[7][8].

Peter Krassa riporta in un suo testo la lettera di un non meglio identificato nipote di Ernetti, che avrebbe raccolto le ultime volontà del monaco sul suo letto di morte. Nella lettera si afferma che Ernetti aveva mentito: la foto di Cristo era falsa e il Thyestes l'aveva scritto lui, ma l'aveva fatto perché sperava di riuscire un giorno a trasformare il cronovisore in realtà[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ François Brune, Cronovisore. Il nuovo mistero del Vaticano. La macchina del tempo, Edizioni Mediterranee, 2002, p. 21
  2. ^ Massimo Teodorani, Cronovisore. Sogno del futuro o esperimenti reali?, Macro Edizioni, 2009, p. 10
  3. ^ François Brune, opera citata, pp. 14/16
  4. ^ Massimo Teodorani, opera citata, p. 12
  5. ^ Intervista a cura di Vincenzo Maddaloni, pubblicata sul numero 18 de "La Domenica del Corriere", in data 2 maggio 1972, e riprodotta nel libro di Massimo Colangelo e Michelangelo Magnus Sulle tracce di Ettore Majorana e del cronovisore di padre Ernetti, Edizioni Amazon Kindle, 2011
  6. ^ Oltre a François Brune, tra gli altri: lo scrittore Peter Krassa, autore di numerosi libri sul paranormale; l'astrofisico Massimo Teodorani, autore anche di opere di divulgazione scientifica; l'avvocato e scrittore Massimo Colangelo, divulgatore nei campi delle scienze e delle cosiddette pseudoscienze; lo studioso di parapsicologia Michele Dinicastro; Alessandro Nava, autore di una minuziosa ricerca sull'argomento.
  7. ^ Articolo di Francesco D'Alpa
  8. ^ Articolo di Massimo Polidoro
  9. ^ Krassa, Peter, Father Ernetti's Chronovisor, Boca Raton, FL: New Paradigm Books, 2000.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere di Pellegrino Ernetti[modifica | modifica wikitesto]

  • La prepolifonia. Vol. I: Principi filosofici e teologici della musica, Roma, Edi-Pan, 1980
  • La prepolifonia. Vol. II: Perché esiste la musica: isocronismo e percezioni sonore. Estesiologia e psicofisiologia musicali. Semantica dell'espressione musicale e relative conseguenze, Roma, Edi-Pan, 1986
  • Storia del canto gregoriano, Monza, Edizioni Casa Musicale Eco, 2011
  • Educazione musicale al canto gregoriano Per i conservatori e scuole statali, Roma, Edi-Pan
  • Canto gregoriano. Trattato generale ad uso dei seminari ed istituti religiosi, Venezia, Istituto per la collaborazione culturale, 1958
  • Il cursus linguistico metrico-ritmico del latino, dell'italiano e le traduzioni liturgiche, con Laura Rossi-Leidi, Favaro Veneto (VE), Tipolitografia Armena, 1970
  • Martire del sorriso Per la santificazione dei sacerdoti. La prima biografia di suor Maria Immacolata Daloiso, Tavagnacco (UD), Edizioni Segno, 1991
  • La catechesi di Satana Dall'esperienza di un esorcista, Tavagnacco (UD), Edizioni Segno, 2008
  • Siamo tutti esorcisti, Tavagnacco (UD), Edizioni Segno, 2002

Opere su Pellegrino Ernetti[modifica | modifica wikitesto]

  • François Brune, Cronovisore. Il nuovo mistero del Vaticano. La macchina del tempo, Edizioni Mediterranee, 2002
  • Massimo Teodorani, Il cronovisore. Sogno del futuro o esperimenti reali?, Macro Edizioni, 2009
  • Massimo Colangelo e Michelangelo Magnus, Sulle tracce di Ettore Majorana e del cronovisore di padre Ernetti, Edizioni Amazon Kindle, 2011
  • Michelangelo Magnus e Master, La macchina del tempo e la ricerca della Menorah, Edizioni Amazon Kindle, 2006
  • Michele Dinicastro, Viaggio nel tempo: Un'ipotesi possibile, Edizioni Amazon Kindle, 2017
  • Alessandro Nava, La macchina del tempo, Edizioni Amazon Kindle, 2015
  • Peter Krassa, Father Ernetti's chronovisor, Edizioni New Paradigm Books, 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN42023393 · LCCN: (ENn85315215 · ISNI: (EN0000 0001 1886 2416 · BNF: (FRcb13775583b (data)
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie