Pedro Castillo

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Pedro Castillo
Pedro Castillo 2021 (cropped).jpg

Dati generali
Partito politico Perù Libero (dal 2020)
In precedenza:
Perù Possibile (fino al 2017)
Indipendente (2017-2020)
Titolo di studio Laurea in psicologia dell'educazione
Università César Vallejo university
Professione sindacalista, insegnante
Firma Firma di Pedro Castillo

José Pedro Castillo Terrones (Puña, 19 ottobre 1969[1]) è un politico, sindacalista e insegnante peruviano. Insieme a Keiko Fujimori, è stato uno dei due candidati al secondo turno delle elezioni presidenziali del 2021 per il partito socialista Perù Libero.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nato a San Luis de Puña, nel distretto di Tacabamba,[2] terzo dei nove figli di contadini analfabeti.[3] Oltre ad aiutare i genitori nei campi, ha lavorato da adolescente come risicoltore in Amazzonia e venditore di gelati in città per pagarsi gli studi, finendo il liceo con due anni di ritardo.[2] Si è laureato in psicologia dell'educazione all'Università "César Vallejo" di Trujillo.[3] Dal 1995 è insegnante di scuola primaria, nonché cuoco della mensa e bidello,[3] nel suo paese natale, un villaggio rurale nella Cajamarca, una delle regioni più povere del Perù nonostante la presenza dei giacimenti aurei più grandi del Sud America.[4]

È cattolico, mentre sua moglie Lilia Paredes, anch'essa un'insegnante, e i suoi due figli sono evangelici.[3] Si definisce marxista[5] ed è conservatore sociale[6] sui temi etici, essendo contrario all'aborto e alla sua legalizzazione, all'eutanasia, al matrimonio tra persone dello stesso sesso e al consumo di marijuana.[7]

È balzato agli onori della cronaca come leader sindacale durante lo sciopero degli insegnanti del 2017 che, partendo dal sud del paese, si è poi esteso fino a coinvolgere a capitale Lima, richiedendo l'intervento come mediatore del presidente del Perù Pedro Pablo Kuczynski.[2][8] Precedentemente, era stato candidato sindaco del distretto di Anguía nel 2002 per il partito Perù Possibile, presso cui ha militato dal 2005 fino alla sua dissoluzione.[2]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni presidenziali del 2021[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2021 si è candidato alla presidenza del Perù con il partito Perù Libero,[2][4] adducendo come motivazione l'assenza di una risposta da parte del governo quando, dopo la chiusura delle scuole per la pandemia di COVID-19 nel paese, i tablet promessi per la didattica a distanza non sono mai arrivati, impedendo a più della metà dei suoi alunni, già sprovvisti di telefoni cellulari, di seguire le lezioni.[3] Al primo turno delle elezioni, Castillo si è classificato primo col 18,9% dei voti, al contrario a quanto previsto dai sondaggi.[2][3][4] È avanzato quindi al secondo turno, dove ha affrontato Keiko Fujimori di Forza Popolare.[9] Dopo uno scontro elettorale all'ultimo voto è riuscito a strappare la vittoria per circa 70.000 voti e la sua sfidante ha chiesto l'annullamento di 200.000 voti per presunti brogli,[10] senza però fornire nessuna prova a dimostrazione di ciò, mentre diversi osservatori internazionali, compresa l'Organizzazione degli Stati americani, hanno riconosciuto la piena regolarità del voto.[11][12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Biografia di Pedro Castillo Terrones, su cidob.org, Barcelona Centre for International Affairs, 1º giugno 2021.
  2. ^ a b c d e f (ES) Juan Diego Quesada, Pedro Castillo, el candidato descalzo, in El País, Lima, 5 giugno 2021. URL consultato l'8 giugno 2021.
  3. ^ a b c d e f (EN) Franklin Briceño e Regina Garcia Cano, Students’ struggles pushed Peru teacher to run for president, Associated Press, 18 aprile 2021. URL consultato l'8 giugno 2021.
  4. ^ a b c (ES) Inés Santaeulalia, Perú se encamina a una lucha por la presidencia entre el radical Pedro Castillo y Keiko Fujimori, in El País, Lima, 12 aprile 2021. URL consultato l'8 giugno 2021.
  5. ^ Roberto Da Rin, Il Perù conteso tra la figlia di Fujimori e il maestro marxista, in Il Sole 24 Ore, 8 giugno 2021. URL consultato l'8 giugno 2021 (archiviato l'8 giugno 2021).
    «Si autodefinisce marxista […]».
  6. ^ (EN) Marco Aquino, Peasant roots to president? Peru's Castillo, the champion of the poor, in Reuters, Lima, 4 giugno 2021. URL consultato il 17 giugno 2021.
    «Castillo […] remains firm on redistributing wealth and his conservative social views, including opposing abortion».
  7. ^ (ES) Pedro Castillo, contundente: no al aborto, no al matrimonio igualitario y no al consumo de marihuana, su infobae.com.
  8. ^ (ES) Pedro Castillo anuncia el fin de la huelga de profesores, in La República, 3 luglio 2018. URL consultato l'8 giugno 2021.
  9. ^ Roberto Da Rin, Il Perù conteso tra la figlia di Fujimori e il maestro marxista, in Il Sole 24 Ore, 8 giugno 2021. URL consultato l'8 giugno 2021 (archiviato l'8 giugno 2021).
  10. ^ Perù: elezioni, Fujimori chiede annullamento 200mila voti - Ultima Ora, su Agenzia ANSA, 10 giugno 2021. URL consultato il 10 giugno 2021.
  11. ^ Con lo spoglio al 99%, Pedro Castillo si è dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali in Perù, su Ilpost.it, 9 giugno 2021. URL consultato il 10 giugno 2021 (archiviato il 10 giugno 2021).
  12. ^ Perù: Osa, nessuna grave irregolarità nel voto, su ansa.it, 12 giugno 2021. URL consultato il 16 giugno 2021.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]