Pedalò

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Pedalò ormeggiati sul lago di Endine
Tretboot gelb.JPG

Il pedalò è un natante[1] da diporto a propulsione muscolare umana derivata dal pattìno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

"Pedalò" è derivato dal francese pédalo[2], nome commerciale che a sua volta deriva da pédaler, ovvero “pedalare”, marchio registrato da Georges-Henri Canton e Jean-Eugène Canton che lo idearono (progettandone diversi modelli) nel 1933 come engin de navigation perfectionné[3][4][5][6][7][8][9][10], depositando il brevetto del nome nel 1936[11].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Costruito inizialmente in legno ed ora in vetroresina, il pedalò è costituito da due scafi paralleli uniti tra loro da un telaio cui è vincolata una ruota a pale azionata per mezzo di pedali per la trasmissione della potenza, e da una leva che governa il timone dell'imbarcazione.

In Italia il suo utilizzo è disciplinato dall'ordinanza di sicurezza balneare emessa dalla Capitaneria di porto competente per territorio[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si definisce "natante" ogni unità da diporto avente lunghezza non superiore a metri 10 indipendentemente dal tipo di propulsione.
  2. ^ Cfr. a p. 209 in Umberto Bosco al lemma "pedalò" su Lessico universale italiano, Parte 2, Istituto della Enciclopedia italiana, 1968.
  3. ^ France Patent 775523-A
  4. ^ Documento originale scaricabile.
  5. ^ France Patent 831040-A
  6. ^ Documento originale scaricabile.
  7. ^ France Patent 831040-A
  8. ^ Documento originale scaricabile.
  9. ^ France Patent 924561-A
  10. ^ Documento originale scaricabile.
  11. ^ Marchio registrato al n. 2735 sul Bulletin officiel de la propriété industrielle (BOPI), 16 juill., p.1527.
  12. ^ Esempio: Ufficio circondariale marittimo di Fano - Ordinanza di sicurezza balneare n. 35/2009

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