Pax ottomana

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L'Impero ottomano nella sua massima estensione, sotto il sultano Mehmed IV.

Nella storiografia, la Pax ottomana (letteralmente "la Pace Ottomana") o Pax ottomanica[1][2] è la stabilità economica e sociale raggiunta nelle province conquistate dell'Impero Ottomano, che, al culmine del potere dell'Impero durante il XVI e XVII secolo, riguardavano le aree dei Balcani, dell'Anatolia, del Medio Oriente, del Nord Africa e del Caucaso.

Il termine è preferito in particolare da storici e scrittori che hanno una visione positiva del dominio ottomano per sottolineare l'impatto positivo del dominio ottomano sulle regioni conquistate. Essi lo confrontano favorevolmente con l'instabilità sperimentata prima della conquista ottomana e con il periodo dopo la prima guerra mondiale, quando solo l'Asia Minore e la Tracia orientale rimasero sotto il dominio turco.

Il termine deriva per analogia dalla più nota Pax Romana, "la Pace romana".

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Holy Land, 1517-1713, Brill, 2012, p. 4, ISBN 978-90-04-23624-0.
    «From Selim's conquest until the early eighteenth century, which marked the beginning of British and French domination of the Mediterranean Sea routes, the region witnessed what Rhoads Murphey [an Ottoman Studies professor] has described as the pax Ottomanica.
  2. ^ Király, Béla K. (a cura di), The Ottoman aspects of Pax Ottomanica, in Tolerance and movements of religious dissent in Eastern Europe, East European Quarterly, 1975, ISBN 978-0-914710-06-6.