Pavel Dmtrievič Kiselëv

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Pavel Dmtrievič Kiselëv

Conte Pavel Dmtrievič Kiselëv, (in russo: Па́вел Дми́триевич Киселёв) (Mosca, 19 gennaio 1788Parigi, 26 novembre 1872), è stato un generale russo.

Generale russo durante le guerre napoleoniche, dal 1829 fu governatore dei principati danubiani fino al 1837, quando gli fu affidato un ministero competente sui beni fondiari. Attuò una grande riforma, ma dopo la guerra di Crimea si dimise e fu ambasciatore a Parigi fino al 1862.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Discendeva da un'antica nobile famiglia. Era il figlio maggiore di Dmitrij Ivanovič Kiselëv (1761-1820), e di sua moglie, Praskov'ja Petrovna (1767-1841), sorella del principe Aleksandr Petrovič Urusov. Trascorse l'infanzia a Mosca. Venne educato a casa[1], dove, come egli ricordò in seguito, non ricevette un'istruzione adeguata al suo rango (nella perfezione conosceva solo il francese). Come fa notare Nikolaj Druginyn, Kiselëv crebbe dai suoi genitori nella "devozione della tradizione religiosa" e "al culto della monarchia"[2].

Casa sua era spesso visitata da Ivan Ivanovič Dmitriev e da Nikolaj Michajlovič Karamzin. Secondo il suo primo biografo, Andrej Parfënovič Zabloskij-Desjatovskij, sua madre facilitò i contatti tra il figlio e Pëtr Andreevič Vjazemskij e Aleksandr Ivanovič Turgenev[3].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Venne nominato cadetto presso gli archivi di Mosca del Ministero degli Affari Esteri (1805), nel 1806 venne trasferito al Reggimento di cavalleria con il grado di cornetta.

Partecipò al primo conflitto della Quarta coalizione, prendendo parte alla Battaglia di Heilsberg. Dopo la pace di Tilsit, Kiselëv tornò a San Pietroburgo. In seguito venne nominato nel seguito della regina Luisa durante il soggiorno della famiglia reale prussiana a San Pietroburgo (1808-1809)[4].

Partecipò alla Battaglia di Borodino. Subito dopo Borodino fu nominato aiutante generale di Michail Andreevič Miloradovič. Il 2 aprile 1814[5] fu nominato aiutante di Alessandro I. Come parte del suo entourage era al Congresso di Vienna, nel 1815 a Berlino, era presente al fidanzamento tra il granduca Nicola e la principessa Carlotta[6].

Alla fine del 1815, direttamente da Berlino, l'imperatore gli ordinò di compiere un viaggio d'affari nella Russia meridionale.

Nel 1819 venne nominato Capo di Stato Maggiore della 2ª Armata, facendo arrabbiare il nuovo comandante dell'esercito Peter von Wittgenstein.

Egli prevedeva la guerra tra la Russia e l'Impero Ottomano ed era molto preoccupato per la scarsa preparazione per le future campagne dell'esercito russo. In preparazione per una possibile guerra, intraprese uno studio della storia delle precedenti guerre russo-turca. Le fortezze posizionate sui confini vennero rinforzate.

Nel 1823 venne nominato aiutante generale.

Nell'estate del 1823 Kiselëv fu sfidato a duello da parte dell'ex comandante di brigata, il generale Mordvinov. Le accuse derivavano dalla rassegnazione di Mordvinov da parte di Kiselëv.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1817, incontrò la figlia maggiore della contessa Potocki, Sof'ja. Dal 1819 era ospite fisso nella casa di Potocki. Si interessò a Sof'ja e il sentimento era reciproco, ma la contessa credeva che sarebbe stato meglio se la figlia avesse sposato uno dei suoi cugini, come rappresentanti della famiglia Potocki. Solo la perseveranza e la costanza di Sof'ja superarono gli ostacoli e nel febbraio 1821 venne annunciato il fidanzamento.

La cerimonia ebbe luogo a Odessa il 25 agosto 1821.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze russe[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea
Cavaliere dell'Ordine di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Giorgio
Cavaliere dell'Ordine di San Vladimiro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Vladimiro
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Anna - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Sant'Anna
Spada d'oro al coraggio - nastrino per uniforme ordinaria Spada d'oro al coraggio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gauthier, 1911, p. 55
  2. ^ Druginyn, 1946, p. 246-247
  3. ^ Zabloskij-Desjatovskij, 1882, p. 3
  4. ^ Zabloskij-Desjatovskij, 1882, p. 7
  5. ^ Zabloskij-Desjatovskij, 1882, p. 11
  6. ^ Zabloskij-Desjatovskij, 1882, p. 18