San Patrizio

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Patrizio
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo d'Irlanda
Nato Bannaventa Berniae, 385
Deceduto Saul, 17 marzo 461
San Patrizio
San Patrizio - Statua del Patrono d'Irlanda a Tara.
San Patrizio - Statua del Patrono d'Irlanda a Tara.

Vescovo e missionario

Nascita Bannaventa Berniae, 385
Morte Saul, 17 marzo 461
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 17 marzo
Attributi bastone pastorale, mitra vescovile, trifoglio
Patrono di Irlanda, Nigeria, Montserrat, New York, Boston e degli ingegneri[1].

Patrizio, nato con il nome di Maewyin Succat,[senza fonte] scelse successivamente il nome latino di Patrizio (Bannaventa Berniae, 385Saul, 17 marzo 461), è stato un vescovo e missionario irlandese di origini scozzesi.

È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa. Assieme ai santi Columba e Brigida è il patrono dell'Irlanda. Era figlio di Calphurnius e Conchessa,[senza fonte] appartenenti ad una famiglia nobile romana.

Viene festeggiato da tutta la comunità irlandese del mondo, America inclusa, il 17 marzo, data della sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

San Patrizio (cattedrale di Carlow, disegno di Franz Mayer)

Rapito quando aveva 16 anni da pirati irlandesi, fu venduto come schiavo al re del North Dal Riada, nell'odierna Irlanda del Nord. Qui apprese la lingua gaelica e la religione celtica. Dopo sei anni fuggì dalla corte del re per tornare alla sua famiglia. Ritornò alla Chiesa cristiana divenendo diacono. Recatosi in Gallia, san Germano d'Auxerre lo consacrò vescovo.

Successivamente gli fu affidata da papa Celestino I l'evangelizzazione delle isole britanniche e specialmente dell'Irlanda. Nel 431-432 iniziò il suo apostolato in terre irlandesi, all'epoca quasi interamente pagane. A lui si deve la diffusione del Cristianesimo in Irlanda seppur ispirato al paganesimo celtico.

Nacque infatti la corrente del Cristianesimo celtico, in seguito limitato dalla Chiesa cristiana. Infatti, per conservare le radici e le tradizioni storiche del popolo irlandese, Patrizio favorì la combinazione di molti elementi cristiani e pagani. Per esempio introdusse il simbolo della croce solare sulla croce latina, facendo diventare la croce celtica il simbolo del Cristianesimo celtico.

All'età di oltre cinquant'anni intraprese un lungo pellegrinaggio fino a Roma. Al ritorno si stabilì nell'Irlanda del Nord fino al termine dei suoi giorni. Fonti storiche accertano la sua morte a Downpatrick, in Irlanda, ma alcuni studiosi suppongono che la sua morte possa essere avvenuta in Inghilterra o in Galles.

Gli sono attribuite due lettere in latino: la Confessio (o "Dichiarazione" in cui offre un breve resoconto della sua vita e della sua missione) e l'Epistula, una lettera rivolta ai soldati di Coroticus.

Leggende su San Patrizio[modifica | modifica wikitesto]

Festa di san Patrizio a Buenos Aires (Argentina).

Secondo la tradizione irlandese, in Irlanda non ci sarebbero più serpenti da quando San Patrizio li cacciò in mare.

Questa leggenda è connessa a quella della montagna sacra irlandese, Croagh Patrick, sulla quale il santo avrebbe trascorso quaranta giorni, gettando alla fine una campana dalla sommità del monte nell'attuale Baia di Clew per scacciare i serpenti e le impurità, formando le isole che la contraddistinguono.

Celebre anche la leggenda del pozzo di San Patrizio, il pozzo senza fondo, da cui si aprivano le porte del Purgatorio.

Da notare la presenza della leggendaria figura di San Patrizio anche nell'emblema nazionale irlandese, il trifoglio (shamrock). Grazie ad un trifoglio, si racconta infatti, San Patrizio avrebbe spiegato agli irlandesi il concetto cristiano della Trinità, prendendo come esempio le tre foglie collegate ad un unico stelo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roman Catholic Patron Saints Index, americancatholic.org. URL consultato il 15 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Iorio (a cura di), L'apostolo rustico. Vita e miracoli di San Patrizio d'Irlanda, Rimini, Il Cerchio, 2000, ISBN 88-86583-90-7.
  • Daniele Lucchini (a cura di), Confessione di san Patrizio, 1ª ed., Mantova, Finisterrae, 2004.
  • Enrico di Saltrey, Tractatus de Purgatorio Sancti Patricii, 1190.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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