Patrimoni dell'umanità della Bulgaria

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I patrimoni dell'umanità della Bulgaria sono i siti dichiarati dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità in Bulgaria, la quale è divenuta parte contraente della Convenzione sul patrimonio dell'umanità il 7 marzo 1974[1].

Al 2020 i siti iscritti nella Lista dei patrimoni dell'umanità sono dieci, mentre sedici sono le candidature per nuove iscrizioni[1]. I primi quattro siti furono iscritti nella lista nel 1979, durante la terza sessione del comitato del patrimonio mondiale: la Chiesa di Bojana, il Cavaliere di Madara, le Chiese rupestri di Ivanovo e la Tomba trace di Kazanlăk. Altri quattro siti furono aggiunti nel 1983, uno nel 1985 e uno nel 2017. Sette siti sono considerati culturali, secondo i criteri di selezione, e tre naturali; uno è parte di un sito transnazionale.

Siti del Patrimonio mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Foto Sito Luogo Tipo Anno Descrizione
Boyana Church Mural Paintings.jpg Chiesa di Bojana Sofia Culturale
(42; ii, iii)
1979 La chiesa di Bojana è una chiesa medievale appartenente alla Chiesa ortodossa bulgara; l'edificio si trova a Boyana, un quartiere di Sofia. La costruzione venne eretta in più fasi tra la fine del X e la metà del XIX secolo. La chiesa deve la sua fama ai notevoli affreschi che contiene, dipinti a partire dal 1259. Essi rappresentano uno degli esempi più completi e meglio conservati dell'arte medievale dell'Europa orientale, opera di un pittore sconosciuto probabilmente appartenente alla scuola di Veliko Tărnovo[2].
Caballero de Madara, reserva histórico-arqueológica Nacional de Madara, Bulgaria, 2016-05-27, DD 38.jpg Cavaliere di Madara Šumen Culturale
(43; i, iii)
1979 Il Cavaliere di Madara è un bassorilievo scolpito in epoca alto-medievale nella roccia dell'altopiano di Madara, vicino alla città di Šumen. L'opera rappresenta un maestoso cavaliere, scolpito a 23 metri dal suolo in una roccia alta circa 100 metri. Il cavaliere, rivolto verso destra, sta conficcando una lancia in un leone che si trova ai piedi del suo cavallo. Di fronte al cavaliere si trova un'aquila in volo, mentre dietro di lui c'è la figura di un cane in corsa. La scena rappresenta simbolicamente un trionfo militare[3].
Kazanluk 1.jpg Tomba trace di Kazanlăk Kazanlăk Culturale
(44; i, iii, iv)
1979 La tomba trace di Kazanlăk è una sepoltura a volta costruita in mattoni, parte di una grande necropoli di epoca trace. Essa è costituita di uno stretto corridoio e una camera funeraria rotonda, entrambi decorati con murali rappresentanti una coppia trace ad una festa funeraria rituale. Il monumento risale al IV secolo a.C.[4].
Ivanovski skalni tsarkvi 20110714-42.JPG Chiese rupestri di Ivanovo Ivanovo Culturale
(45; ii, iii)
1979 Le chiese rupestri di Ivanovo sono un gruppo di chiese, cappelle e monasteri scavati nella solida roccia e assolutamente diversi da ogni altro complesso monasteriale della Bulgaria; esse si trovano vicino al villaggio di Ivanovo, sugli alti argini rocciosi del fiume Rusenski Lom, 32 m al di sopra del fiume. Il complesso è famoso per i suoi splendidi affreschi medievali ottimamente conservati[5].
Rila Monastery, August 2013.jpg Monastero di Rila Rila Culturale
(216; vi)
1983 Il maggiore e più famoso monastero della Bulgaria è situato sul monte Rila, a 1.147 metri sopra il livello del mare. Con le sue alte mura di cinta e le molteplici feritoie, il santuario, almeno esteriormente, assomiglia più ad una fortezza che ad un monastero. Il complesso è composto da un edificio di quattro piani con 300 celle in tutto, un grande cortile, una chiesa e la torre del despota Hrelio. L'opera d'arte più preziosa, contenuta nella chiesa del monastero, è l'iconostasi, intagliata in legno. Le pareti furono affrescate da Zaharij Zograf ed altri pittori. Nella chiesa vi sono molte icone, di epoca risalente tra il XIV e il XIX secolo[6].
Nessebar Pantocrator.jpg Antica città di Nesebăr Nesebăr Culturale
(217; iii, iv)
1983 Nesebăr, conosciuta anticamente come colonia greca di Mesembria e prima ancora come insediamento trace di Menebria, è un'antica città, situata sulle coste del Mar Nero. La sua storia è molto ricca poiché si è trovata più volte nel corso dei secoli vicino al confine di un impero. La parte più antica della città si trova su una penisola (originariamente un'isola) collegata alla terraferma mediante un istmo costruito dall'uomo[7].
Езерото Сребърна.jpg Riserva naturale di Srebărna Silistra Naturale
(219; x)
1983 La riserva naturale si trova nella parte nord-orientale della Bulgaria, a circa 10 km a ovest dalla città di Silistra. Comprende il lago Srebărna e si trova lungo la cosiddetta Via Pontica, una rotta migratoria fra l'Europa e l'Africa. Modifiche minori ai confini del sito sono state apportate nel 2008[8].
Pirin - edno or Gergiyskite ezera - IMG 2935.jpg Parco nazionale del Pirin Bansko, Goce Delčev, Kresna, Razlog, Sandanski, Simitli, Strumjani Naturale
(225; vii, viii, ix)
1983-2010 Il parco nazionale comprende la maggior parte della catena montuosa del Pirin, nella Bulgaria sud-occidentale. Esso si estende su di un'area di 274 chilometri quadrati e si trova ad altezze che variano fra i 1.008 e i 2.914 metri. Nel parco si trova una grandissima varietà di specie vegetali, principalmente grazie alle grandi variazioni d'altitudine presenti all'interno dei suoi confini; ciò lo rende una delle regioni botanicamente più interessanti di tutta la Bulgaria[9].
Sveshtari Thracian tomb Bulgaria IFB.JPG Tomba trace di Sveštari Isperih Culturale
(359; i, iii)
1985 La Tomba trace di Sveštari è una sepoltura di epoca trace che si trova nei pressi del villaggio di Sveštari, nella regione di Razgrad, nel nordest della Bulgaria. La tomba del III secolo a.C. (scoperta nel 1982) rispecchia i fondamentali principi strutturali degli edifici di culto traci. La decorazione architettonica della tomba è considerata unica, con cariatidi policrome per metà umane e per metà vegetali, oltre a murali dipinti[10].
Букова гора край х. Рай.jpg Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa Distretto di Gabrovo, Distretto di Loveč, Distretto di Plovdiv, Distretto di Stara Zagora
(altri 85 sono in Albania Albania, Austria Austria, Belgio Belgio, Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina, Croazia Croazia, Francia Francia, Germania Germania, Italia Italia, Macedonia del Nord Macedonia del Nord, Polonia Polonia, Rep. Ceca Rep. Ceca, Romania Romania, Slovacchia Slovacchia, Slovenia Slovenia, Spagna Spagna, Svizzera Svizzera e Ucraina Ucraina)
Naturale
(1133; ix)
2017 Questa proprietà transnazionale comprende 94 componenti in 18 paesi. Dalla fine dell'ultima era glaciale, il faggio europeo si è diffuso da poche aree di rifugio isolate nelle Alpi, Carpazi, Dinaridi, Mediterraneo e Pirenei in un breve periodo di poche migliaia di anni in un processo tuttora in corso. L'espansione di successo in un intero continente è legata all'adattabilità e alla tolleranza dell'albero alle diverse condizioni climatiche, geografiche e fisiche. In Bulgaria la serie comprende nove riserve speciali tutte incluse nel Parco nazionale dei Balcani Centrali: Boatin, Tsarichina, Kozya stena, Stara reka, Steneto, Dzhendema, Severen Dzhendem, Peesh skali e Sokolna[11].

Siti candidati[modifica | modifica wikitesto]

Foto Sito Luogo Tipo Anno Descrizione
Neolith-dwellings-Stara-Zagora.jpg Due abitazioni neolitiche con i loro interni, mobilio e utensili completamente conservati Stara Zagora Culturale
(44; iii, iv)
01/10/1984 Le due abitazioni, situate una accanto all'altra, risalgono a circa 6000 anni fa. Costituiscono gli edifici abitativi meglio conservati al mondo di quel periodo e, grazie alla presenza di tutto l'arredo e degli utensili della casa, permettono di ricostruire accuratamente la vita di una famiglia neolitica. Un museo è stato costruito sul sito per preservare queste strutture e tutti i reperti ritrovati[12].
Magura - drawings.jpg Grotta Magura con disegni dell'età del bronzo Belogradčik Culturale
(45)
01/10/1984 È una delle grotte più grandi del paese, le gallerie esplorate hanno lunghezza totale di oltre 2 km e l'area totale viene stimata intorno ai 28 600 m². Conosciuta fin dai tempi dell'Impero romano, è stata aperta alle visite turistiche nel 1961. Sono presenti numerosi graffiti attribuiti al mesolitico, al neolitico, all'età del rame e all'età del bronzo[13].
Nicopolis ad Istrum - central part.jpg Antica città di Nicopolis ad Istrum Veliko Tărnovo Culturale
(47; iii, iv)
01/10/1984 I resti della città romana e bizantina sorgono non lontano dal villaggio di Nikjup. Fu fondata dall'imperatore Traiano dopo le sue vittorie sui Daci tra il 101 e il 106; comprendeva la città fortoficata a pianta ortogonale e ville, laboratori artigianali e necropoli fuori dalle mura. In epoca bizantina divenne sede episcopale; fu distrutta dagli Avari nel VI secolo[14].
Roman Tomb Silistra TB.JPG Tomba tardo-antica di Silistra Silistra Culturale
(48; i, iii)
01/10/1984 La tomba, situata sul sito di un'antica necropoli, presenta una sola camera rettangolare, sormontata da una volta a botte. Le pareti interne sono interamente coperte di pitture a fresco con dettagli dipinti a secco; esse rappresentano i due sposi sepolti, con i loro servitori e i doni che li accompagnano. Sulla volta è rappresentata una scena di caccia. Lo stile presenta elementi antichi, ma soprattutto richiami all'arte del IV secolo, periodo cui la tomba risale[15].
Bachkovo Monastery 02.jpg Monastero di Bačkovo Asenovgrad Culturale
(49; i, iv, vi)
01/10/1984 Il monastero di Bačkovo sorge tra i primi contrafforti dei monti Rodopi, nella valle del fiume Cepelarska. Secondo per importanza storica e valore artistico solo al monastero di Rila, grazie alla veneratissima icona della Vergine (VII sec.), che si conserva nella chiesa principale, il monastero è luogo di forte devozione. Fondato nel 1083 da due principi georgiani, il monastero divenne un faro di cultura, protetto dal re Ivan Aleksandar, che nel 1344 estese il suo dominio sulla regione dei Rodopi. Allorché il paese venne invaso dai turchi, il monastero ebbe un ruolo importante nel preservare la cultura e la religiosità bulgara. Al centro del complesso monastico si trovano due chiese unite fra loro: la più piccola, dedicata agli arcangeli Michele e Gabriele è del XII secolo; la grande dedicata alla Vergine Maria, è del 1604, con nartece aggiunto nel 1643[16].
Melnik4.jpg La città di Melnik e il monastero di Rožen Sandanski Culturale
(50; i, iv)
01/10/1984 La cittadina, la fortezza che la sovrasta e il monastero sono situati in un paesaggio unico, tra piramidi di sabbia e canyon erosi nella roccia. Tra i notevoli monumenti architettonici si annoverano il castello di epoca feudale, diverse chiese medievali che contengono notevoli icone dipinte tra il XIII e il XIX secolo, abitazioni tradizionali dei secoli XVIII e XIX. Il monastero di Rožen conserva invece pregevoli pitture murali dei secoli tra il XVI e il XVIII, tre altari lignei e oltre cento icone[17].
Rusenski Lom NP.jpg Parco naturale del Rusenski Lom Ivanovo Naturale
(54)
01/10/1984 In uno scenario che combina elementi naturali e culturali, il parco comprende una vasta area popolata da specie della fauna europea, alcune minacciate dall'estinzione, tra cui: Falco cherrug, Neophron percnopterus, Aquila chrysaetos o Buteo rufinus[18].
Antique-theater-plovdiv.jpg Antica Plovdiv Plovdiv Culturale
(1948; ii, iv, vi)
14/09/2004 La città è da sempre punto di riferimento di varie culture per le sue articolate e millenarie vicende storiche: Traci, Macedoni, Romani, Bizantini e Ottomani la governarono e resti di queste civiltà sono ancora parte del patrimonio monumentale della città. Importanti in particolare i resti antichi del foro, dell'Odeon, del Teatro e dello Stadio. È nota per la bellezza del suo centro storico in stile rinascenza bulgara, uno dei meglio conservati della nazione[19].
Aleksandrovska grobniza.JPG Tomba tracia con pitture murali presso il villaggio di Aleksandrovo Haskovo Culturale
(1949; i, ii, iii)
14/09/2004 Scoperta nel dicembre del 2000, rappresenta un esempio unico di tomba trace a cupola. Risalirebbe alla metà del IV secolo a.C., mentre le pitture parietali sarebbero di pochi decenni successive. Composta di tre ambienti, dromos, anticamera e camera circolare, presenta pareti interamente ricoperte di pitture, particolarmente ben conservate nella camera circolare[20].
Vrachanskikarst 2013.jpg Riserva naturale carsica di Vraca Vraca Naturale
(5639; vii, viii, ix, x)
10/10/2011 La riserva contiene un impressionante affioramento roccioso continuo di 10 km, diviso a metà dalla Gola di Vraca e dal fiume Leva. Caratteristica specifica della riserva è l'abbondanza di formazioni carsiche, con almeno 43 grotte scoperte, inghiottitoi, doline e altri fenomeni geologici. Particolarmente significativa è la Gola di Vraca, che presenta pareti rocciose alte 450 m (le più alte falesie dei Balcani), dove si trova anche la cascata stagionale Skaklia, alta 140 m[21].
Belogradchik creeks.jpg Rocce di Belogradčik Belogradčik Naturale
(5640; vii, viii)
10/10/2011 Si tratta di sculture rocciose naturali nelle colline che precedono le pendici occidentali dei Monti Balcani. Questi gruppi rocciosi presentano forme che assomigliano a persone, animali, fortezze, piramidi e altri oggetti, con dimensioni che variano da pochi metri a diverse decine. Il loro colore rossastro si staglia sul paesaggio verdeggiante circostante costituito da boschi, prati e vigne[22].
Staraplanina-krassiu.jpg Parco nazionale dei Balcani Centrali Distretto di Gabrovo, Distretto di Loveč, Distretto di Plovdiv, Distretto di Stara Zagora Naturale
(5641; vii, viii, ix, x)
10/10/2011 Il parco nazionale dei Balcani Centrali è un'area naturale protetta al centro della Bulgaria, in gran parte sul massiccio dei Monti Balcani. È stato istituito nel 1991 e occupa una superficie di 71,669.5 ettari[23].
Pobitite kamyni.JPG Monumento naturale di Pobiti kamăni Aksakovo Naturale
(5642; vii, viii)
10/10/2011 Pobiti Kamăni è una formazione rocciosa naturale situata nella Regione di Varna. È costituita da rocce insolite, colonne naturali alte fino a 6 metri, che coprono una superficie di 253 ettari, 70 chilometri quadrati. Le colonne sono cave e riempite di sabbia. In aggiunta alle colonne visibili, ci sono altre colonne che sono nascoste nel terreno, disposte in tre piani interrati[24].
La necropoli reale della città trace di Seutopoli – sito seriale, estensione della Tomba trace di Kazanlăk Kazanlăk Culturale
(6085; i, ii, iii, iv)
26/02/2016 La necropoli di Seutopoli presenta alcune tombe a thòlos in mattoni, alcuni tumuli ed alcune steli che indicavano la posizione di urne cinerarie[25].
Basilica Philippopol 3.png Basilica episcopale e mosaici tardo-antichi di Filippopoli, provincia romana della Tracia Plovdiv Culturale
(6287; ii, iii, iv, vi)
29/01/2018 Il sito proposto, situato nell'antica città di Filippopoli (oggi Plovdiv), si compone dei resti di tre edifici costruiti tra il IV e il VI secolo: la Basilica episcopale (o Grande Basilica), la Piccola Basilica e l'edificio Eirene. Diversamente dai monumenti più antichi della città, integrati nel suo tessuto urbano, questi edifici e i loro mosaici tardo-antichi, che subiscono l'influenza dei temi paleo-cristiani, sono stati scoperti solo recentemente (a partire dagli anni '80) e solo parzialmente studiati[26].
Novae prinicipia.jpg Frontiere dell'Impero romano - Il Limes danubiano Distretto di Vidin, Distretto di Montana, Distretto di Vraca, Distretto di Pleven, Distretto di Veliko Tărnovo, Distretto di Ruse, Distretto di Silistra
(altri siti sono in Croazia Croazia, Romania Romania e Serbia Serbia)
Culturale
(6474; ii, iii, iv)
31/01/2020 Parte di una serie di siti che documentano lo sviluppo del Limes romano e delle fortificazioni che si trovavano lungo il suo percorso. I siti in Bulgaria includono resti di fortificazioni e torri di guardia che si estendono tra Vidin e Silistra, tra cui i siti archeologici di Ratiaria, Oescus, Novae e Durostorum[27].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (ENFR) Bulgaria, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  2. ^ (ENFR) Boyana Church, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  3. ^ (ENFR) Madara Rider, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  4. ^ (ENFR) Thracian Tomb of Kazanlak, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  5. ^ (ENFR) Rock-Hewn Churches of Ivanovo, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  6. ^ (ENFR) Rila Monastery, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  7. ^ (ENFR) Ancient City of Nessebar, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  8. ^ (ENFR) Srebarna Nature Reserve, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  9. ^ (ENFR) Pirin National Park, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  10. ^ (ENFR) Thracian Tomb of Sveshtari, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  11. ^ (ENFR) Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe, su whc.unesco.org. URL consultato il 16 agosto 2021.
  12. ^ (ENFR) Two neolithic dwellings with their interior and household furnishings and utensils completely preserved, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  13. ^ (ENFR) The Magoura cave with drawings from the bronze age, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  14. ^ (ENFR) The ancient town of Nicopolis ad Istrum, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  15. ^ (ENFR) The late ancient tomb of Silistra, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  16. ^ (ENFR) The Bachkovo Monastery, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  17. ^ (ENFR) The town of Melnik and the Rozhen Monastery, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  18. ^ (ENFR) The Roussensky Lom National Park, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  19. ^ (ENFR) The Ancient Plovdiv, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  20. ^ (ENFR) Thracian Tomb with Wall Paintings beside Alexandrovo village, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  21. ^ (ENFR) Vratsa Karst Nature Reserve, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  22. ^ (ENFR) Rocks of Belogradchik, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  23. ^ (ENFR) Central Balkan National Park, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  24. ^ (ENFR) Pobiti Kamani Natural Monument, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  25. ^ (ENFR) The royal necropolis of the Thracian city of Seuthopolis – a serial site, extension of the Kazanlak Thracian tomb, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  26. ^ (ENFR) Bishop's Basilica and Late-Antique Mosaics of Philippopolis, Roman Province of Thrace, su whc.unesco.org. URL consultato il 18 luglio 2020.
  27. ^ (ENFR) Frontiers of the Roman Empire – The Danube Limes (Bulgaria), su whc.unesco.org. URL consultato il 19 luglio 2020.

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