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Patrimoni dell'umanità del Mozambico

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I patrimoni dell'umanità del Mozambico sono i siti dichiarati dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità in Mozambico, che è divenuto parte contraente della Convenzione sul patrimonio dell'umanità il 27 novembre 1982[1].

Al 2025 i siti iscritti nella Lista dei patrimoni dell'umanità sono due, mentre tre sono le candidature per nuove iscrizioni[1]. Il primo sito, l'Isola di Mozambico, è stato iscritto nella lista nel 1991, durante la quindicesima sessione del comitato del patrimonio mondiale. Nel 2025, nella quarantasettesima sessione, il Parco nazionale di Maputo è divenuto il secondo sito mozambicano riconosciuto dall'UNESCO, come estensione del sudafricano Parco della zona umida di iSimangaliso. Un sito è considerato culturale, secondo i criteri di selezione, e uno naturale; uno è parte di un sito transnazionale.

Siti del Patrimonio mondiale

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Foto Sito Luogo Tipo Anno Descrizione
Isola di Mozambico Isola di Mozambico Culturale
(599; iv, vi)
1991 Su quest'isola si trova la città fortificata di Mozambico, ex stazione commerciale portoghese sulla rotta per l'India. La sua notevole unità architettonica è dovuta all'uso costante, fin dal XVI secolo, delle stesse tecniche costruttive, materiali da costruzione (pietra o macuti) e principi decorativi[2].
(Parco della zona umida di iSimangaliso –) Parco nazionale di Maputo Distretto di Matutuíne
(condiviso con Sudafrica (bandiera) Sudafrica)
Naturale
(914; vii, ix, x)
2025 Il Parco della zona umida di iSimangaliso – Parco nazionale di Maputo è un'estensione transfrontaliera del Parco della zona umida di iSimangaliso del Sudafrica, iscritto nel 1999. Comprende ecosistemi terrestri, costieri e marini e ospita quasi 5 000 specie. Il sito integra i valori di conservazione di iSimangaliso, rafforzando la tutela della biodiversità nell'ecoregione del Maputaland. Presenta habitat diversificati, tra cui laghi, lagune, mangrovie e barriere coralline. Il parco si trova all'interno dell'hotspot Maputaland-Pondoland-Albany, che riflette un elevato endemismo e processi naturali in corso, e sottolinea una cooperazione regionale di lunga data per la conservazione[3].

Siti candidati

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Foto Sito Luogo Tipo Anno Descrizione
Manyikeni e Chibuene Muabsa, Vilankulo Culturale
(919; iii)
15/09/1997 Manyikeni è un centro regionale della tradizione di Zimbabwe del secondo millennio d.C. Il sito comprende un recinto di mura di pietra e l'insediamento circostante. L'importanza di Manyikeni è legata alle connessioni tra l'entroterra e la costa. Manyikeni era una città appartenente allo stato la cui capitale era Grande Zimbabwe. Chibuene era una stazione commerciale costiera della fine del primo e dell'inizio del secondo millennio d.C. Chibuene è senza dubbio il sito più ricco di oggetti esotici mai trovati sulla costa del Mozambico[4].
Arcipelago delle Quirimbas Distretto di Ibo Misto
(5380; ii, iv, x)
20/08/2008 L'arcipelago delle Quirimbas è costituito da 31 isole che si estendono a sud di Capo Delgado per circa 200 miglia. Queste isole, che corrono lungo la costa, sono in parte collegate al continente da banchi di sabbia, barriere coralline, mangrovie e acque ricche di vita marina. Di particolare interesse sono le isole di Ibo e, in misura minore, Quisiva e Matemo, antiche postazioni portoghesi con insediamenti swahili precoloniali. Il sito è un'eccezionale illustrazione delle fasi di una cultura particolare che ha riunito e omogeneizzato elementi disparati delle culture dell'Africa, della regione araba, dell'India e dell'Europa nel corso di oltre un millennio[5].
Catena dei monti Vumba Manica Culturale
(5381; iii, vi)
20/08/2008 Lungo la mistica catena montuosa Vumba nel Mozambico centrale, una collina sacra denominata Chinhamapere si erge come una delle caratteristiche principali del paesaggio. Il sito comprende i più famosi dipinti di arte rupestre di cacciatori-raccoglitori (che comprendono diverse figure umane, alcuni con in mano archi e frecce e altri in trance) nascosti in una foresta sacra e una serie di rituali Shona viventi collegati ai simboli dell'arte rupestre e al paesaggio. Intorno a tutti e tre i siti di arte rupestre di cacciatori-raccoglitori c'è una savana boscosa abbastanza fitta, che è un habitat naturale per rare specie di rettili e flora. Il bosco è visto come parte integrante dei siti di arte rupestre: insieme sono percepiti come il paesaggio sacro di Chinhamapere, risorsa rara e pregiata utilizzata per le cerimonie tradizionali[6].
  1. ^ a b (ENFR) Mozambique, su whc.unesco.org. URL consultato il 15 luglio 2025.
  2. ^ (ENFR) Island of Mozambique, su whc.unesco.org. URL consultato il 14 novembre 2022.
  3. ^ (ENFR) iSimangaliso Wetland Park – Maputo National Park, su whc.unesco.org. URL consultato il 15 luglio 2025.
  4. ^ (ENFR) Manyikeni and Chibuene, su whc.unesco.org. URL consultato il 14 novembre 2022.
  5. ^ (ENFR) The Quirimbas Archipelago, su whc.unesco.org. URL consultato il 14 novembre 2022.
  6. ^ (ENFR) Vumba Mountain Range, su whc.unesco.org. URL consultato il 14 novembre 2022.

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