Patrik Sinkewitz

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Patrik Sinkewitz
Henninger Turm 2006 -T-Mobile Team-a.jpg
Nazionalità Germania Germania
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Ritirato 2014
Carriera
Squadre di club
2001-2002 Mapei
2003-2005 Quickstep
2006-2007 T-Mobile
2009 PSK Whirlpool
2010 ISD
2011 Farnese Vini
2012-2014 Meridiana-Kamen
 

Patrick Sinkewitz (Fulda, 20 ottobre 1980) è un ex ciclista su strada tedesco, professionista dal 2001 al 2014 e squalificato per doping per 8 anni, fino al 16 agosto 2020.[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò nella categoria dilettanti con la Mapei-Quick·Step TT3, passando professionista nel 2001[2] con la Mapei-Quick Step (la "prima squadra") dopo alcuni mesi di tirocinio. Nel 2002 ottenne la prima vittoria al Grand Prix Winterthur, in Svizzera,[3] mentre l'anno seguente, con lo scioglimento della Mapei, si trasferì alla neonata Quick Step-Davitamon. Nel 2004 vinse il Giro di Germania e la Japan Cup,[2] mentre al Tour de France 2005, prima partecipazione per lui, non brillò, finendo 59º.

Per il 2006 passò alla T-Mobile,[2] con cui nel corso della primavera conseguì buoni risultati. Nella Parigi-Nizza chiuse 41º, mentre fu quarto alla Vuelta al País Vasco, classificandosi tra i primi cinque in due tappe; nelle settimane seguenti si mise in luce nelle classiche del Nord, piazzandosi quinto all'Amstel Gold Race, quinto alla Freccia Vallone e quarto alla Liegi-Bastogne-Liegi. Al Tour de France 2006 concluse invece 23º (in seguito 22º per la squalifica di Floyd Landis).

Trasferitosi a fine anno nelle file del team Astana, si dovette ritirare dal Tour de France 2007 per una caduta rimediata dopo l'ottava tappa: nell'occasione investì un tifoso e rimediò una frattura scomposta al naso venendo ricoverato all'ospedale di Chambéry.[4] Durante lo stesso Tour risultò poi positivo al testosterone dopo un controllo antidoping a sorpresa effettuato l'8 giugno precedente.[5][2] In seguito a tale episodio le televisioni pubbliche tedesche ARD e ZDF decisero di sospendere con effetto immediato la diretta televisiva della corsa a tappe francese.[2]

Dopo aver presto ammesso le proprie colpe venne sospeso per un anno, con decorrenza della squalifica al 18 luglio 2009, e multato di 40 000 euro.[6][7] Tornò alle gare firmando nel novembre 2008 con il team ceco di categoria Professional Continental PSK Whirlpool-Author; al termine del 2009 non gli venne però rinnovato il contratto. A fine maggio 2010 rientrò nuovamente in gruppo firmando per la squadra italo-ucraina ISD-Neri;[8] poco più di tre mesi dopo, all'85º Giro di Romagna a Lugo, arrivò anche la prima vittoria con la nuova maglia.[3]

Nel marzo 2011, in seguito a un controllo effettuato il 27 febbraio precedente al Gran Premio di Lugano, viene trovato positivo all'ormone della crescita ricombinante (recGH).[1][9] Inizialmente scagionato da un tribunale tedesco, continua a gareggiare e nella stagione 2013, in maglia Meridiana-Kamen, si aggiudica una tappa all'Istrian Spring Trophy e due frazioni e la classifica finale della Settimana Ciclistica Lombarda. Nel marzo 2014, in seguito al ricorso presentato dalla Federciclismo tedesca e accolto presso il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, viene però definitivamente squalificato per doping per 8 anni, retroattivamente a partire dalla data di violazione e con decorrenza al 16 agosto 2020.[1][10] La squalifica sancisce di fatto la fine della carriera di Sinkewitz[10].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

1ª tappa Brixia Tour (Palazzolo sull'Oglio, cronosquadre)
Classifica a punti Settimana Ciclistica Lombarda
Classifica scalatori Settimana Ciclistica Lombarda

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2005: 59º
2006: 23°
2007: espulso
2003: 73º
2004: ritirato

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Consequences Imposed on License-Holders as Result of Anti-Doping Rule Violations (ADRV) as per the UCI Anti-Doping Rules (ADR) (PDF), su Uci.ch. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  2. ^ a b c d e Marco Pastonesi, SINKEWITZ positivo Le tv in Germania spengono il Tour, in La Gazzetta dello Sport, 19 luglio 2007. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  3. ^ a b Marco Pastonesi, Sinkewitz oltre il muro dei sospetti, in La Gazzetta dello Sport, 6 settembre 2010. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  4. ^ Spettatore in coma Investito da Sinkewitz, in La Gazzetta dello Sport, 16 luglio 2007. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  5. ^ Sinkewitz accusa «Doping alla T-Mobile», in La Gazzetta dello Sport, 26 ottobre 2007. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  6. ^ Sinkewitz: «Positivo per colpa di un gel», in La Gazzetta dello Sport, 1º agosto 2007. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  7. ^ SINKEWITZ, UN ANNO DI STOP, in La Gazzetta dello Sport, 17 novembre 2007. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  8. ^ (EN) Sinkewitz signs with Isd-Neri, in Cyclingnews.com, 29 maggio 2010. URL consultato il 5 giugno 2010.
  9. ^ CICLISMO, DOPING: SINKEWITZ 'POSITIVO' A ORMONE DELLA CRESCITA, su Repubblica.it, 18 marzo 2011. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  10. ^ a b CICLISMO, DOPING; TAS: SINKEWITZ SQUALIFICATO PER OTTO ANNI, su Repubblica.it, 24 marzo 2014. URL consultato il 12 ottobre 2016.

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