Patagioenas speciosa

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Piccione pettosquamato
Patagioenas speciosa -Zooparque Itatiba, Sao Paulo State, Brazil -adult-8a (cropped).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Classe Aves
Superordine Neognathae
Ordine Columbiformes
Famiglia Columbidae
Sottofamiglia Columbinae
Tribù Columbini
Genere Patagioenas
Specie P.speciosa

Il piccione pettosquamato (Patagioenas speciosa Gmelin, 1789) è un uccello appartenente alla famiglia Columbidae, diffuso principalmente in varie zone dell'America del Sud.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È grande più o meno 36 cm e pesa 290 g. Il maschio è color marrone violaceo, sul petto e nelle parti inferiori è più chiaro e squamoso. Esse sono biancastre bordate di viola. La parte intorno all'occhio, le zampe e il becco sono di colore rosso, più o meno chiaro; quest'ultimo ha la punta bianca. La femmina è di dimensioni leggermente inferiori e con un colore marrone scuro poco violaceo.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

È piuttosto comune nelle foreste semiaperte. È stato registrato che preferisca nidificare soprattutto su due specie di felciː: Pteridium aquilinum e Cyathea cyatheoides. Il nibbio di Swainson (Gampsonyx swainsonii) è uno dei suoi principali predatori; difatti ha un volo veloce e diretto, caratteristico dei piccioni, con battiti di ali regolari e stando sempre in allerta. Il richiamo è una specie di cro ku-ks. È un uccello tendenzialmente solitario. È cacciato molto spesso.

Scaled Pigeon.jpg

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre di frutti di bosco e semi.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Costruisce un nido fatto di rametti sopra un albero e depone 2-3 uova bianche.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

È diffuso dal sud del Messico fino all'ovest dell'Ecuador, poi in Brasile del sud, Argentina del nord, e l'isola Trinidad.

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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2016, Patagioenas speciosa, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.1, IUCN, 2017. URL consultato il 20 settembre 2017.