Passatore (barca)
| Passatore | |
|---|---|
| Tipo | cabinato |
| Costruttori | Cantieri Sartini |
| Varo 1º modello | 1971 |
| Caratteristiche tecniche | |
| Lunghezza fuori tutto | 8,55 m |
| Lunghezza al galleggiamento | 6,30 m |
| Larghezza | 3,05 m |
| Immersione con deriva | 1,65 m |
| Peso | 2500 kg |
| Superficie velica totale | 32,2 m² |
| Note | costruita in legno lamellare |
Il Passatore è un modello di barca a vela da crociera-regata[1] progettato alla fine degli anni Sessanta dall’architetto navale francese Jean-Marie Finot e prodotto in Italia tra il 1971 e il 1982 dai Cantieri Sartini di Cervia.[2] Realizzato interamente in legno lamellare, il Passatore è stato uno dei primi modelli italiani costruiti in serie mediante una tecnica basata su semigusci preformati.[3][4]
Il nome della barca è ispirato alla figura storica del brigante romagnolo Stefano Pelloni, noto appunto come "il Passatore".[5][6][7]

Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il progetto del Passatore nacque su iniziativa dei Cantieri Sartini di Cervia, già attivi nella costruzione su licenza di modelli francesi come il Muscadet e il Corsaire, progettati da Philippe Harlé. L'incarico per un nuovo modello fu affidato allo studio Finot, all'epoca emergente nel panorama della progettazione nautica internazionale.[8][9]
Il prototipo fu costruito tra il 1970 e il 1971 e presentato in anteprima alla Settimana Velica di Genova nel marzo dello stesso anno. L'imbarcazione, completata in extremis presso lo Yacht Club Italiano, organizzatore della manifestazione, partecipò alla regata senza essere stata provata in mare e ottenne la vittoria, superando in tempo reale anche diverse barche di classe superiore. L'equipaggio era composto da giovani marinai destinati a distinguersi nello sport della vela, tra cui Cino Ricci, Uccio Ventimiglia, Laurent Cordelle ed Ellero Tamburini.
Successivamente, il progetto subì alcune modifiche: la lunghezza fu portata da 8,35 a 8,55 metri, passando dalla Sesta alla Quinta classe IOR, e la forma della poppa fu ridefinita da doppio spigolo a profilo tondeggiante. Il terzo esemplare, denominato "Bandito", fu il primo con lo scafo nella configurazione definitiva e fu presentato al Salone Nautico Internazionale di Genova nel 1972. Il Bandito partecipò a diverse regate in Europa (Italia, Francia, Spagna, Svezia) al comando di Laurent Cordelle, ottenendo buoni risultati e contribuendo alla diffusione e al riconoscimento del modello a livello internazionale.[10]
Il successo ottenuto portò a un incremento della produzione: i Cantieri Sartini adottarono un sistema di produzione in serie che consentì di costruire diverse decine di unità all'anno. Tra il 1971 e il 1982 furono realizzati 136 esemplari in legno.[11][12]
Negli anni successivi, circa 30 esemplari furono costruiti anche in Giappone in vetroresina, seguendo il medesimo progetto.[13][14]
Costruzione
[modifica | modifica wikitesto]La costruzione del Passatore nei Cantieri Sartini seguiva un processo basato su una produzione in serie a partire da semilavorati.
Lo scafo veniva assemblato a partire da due semigusci preformati, una soluzione che all'epoca si distingueva dagli standard tradizionali, i quali generalmente prevedevano la costruzione iniziando dalla struttura portante, seguita poi dall'applicazione del rivestimento.
I semigusci erano realizzati in Rexilon, un lamellare di mogano kaya, presso l'azienda Simpress di Lissone. Le lamine venivano disposte in strati incrociati a 45° e incollate con resine fenoliche, quindi pressate a caldo in uno stampo fino a ottenere la forma desiderata.
I semigusci, dal peso di circa 400 kg e spessore di 12 mm, venivano trasportati a Cervia, dove venivano uniti al paramezzale e al telaio dello specchio di poppa. Una volta completato lo scafo, si procedeva con l'installazione degli elementi strutturali interni, come ordinate, madieri, correnti, paratie e bagli, e con la realizzazione degli interni, anch'essi in mogano (massello o compensato).
La verniciatura avveniva in un reparto dedicato e il colore dello scafo veniva scelto dal committente. Il primo esemplare fu verniciato in verde, scelta inconsueta nel settore nautico per via di una superstizione tradizionale.

Il completamento della barca avveniva presso il porto di Cervia, sede del cantiere, dove venivano installati oblò, boccaporti, impianti elettrici, attrezzatura di coperta e il bulbo (in ghisa, con anima in piombo in alcuni modelli da regata). L'equipaggiamento standard includeva cucina a due fuochi, frigorifero, WC e motore entrobordo diesel da 10 HP.[15][16][2]
Ogni esemplare presentava leggere differenze, dovute sia alle richieste dei committenti sia a modifiche progressivamente introdotte dai tecnici del cantiere per migliorarne funzionalità e abitabilità. A partire dall'esemplare n. 63, ad esempio, fu adottata una struttura portante con paratie maggiorate in sostituzione delle ordinate, mentre nei modelli da regata si mantenne la configurazione originale con struttura ad ordinate, interni semplificati e alberatura maggiorata.
Alcuni esemplari presentano configurazioni particolari, tra cui quattro unità con ponte raso e l'unico esemplare da regata costruito con struttura portante, il n. 74.[17]
Caratteristiche tecniche
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Nel progetto definitivo, adottato a partire dal terzo esemplare, il Passatore presenta le seguenti caratteristiche standard:[14][18]
| Caratteristica | Valore |
| Lunghezza fuori tutto | 8,55 m |
| Baglio massimo | 3,05 m |
| Pescaggio | 1,65 m |
| Dislocamento | 2.500 kg |
| Superficie velica | 32,2 m² |
L'ampio specchio di poppa, caratteristico delle barche di Finot[19], e l'elevato bordo libero[20] contribuiscono alla stabilità dell'imbarcazione.[21]
Il Passatore è normalmente equipaggiato con vele di prua aggiuntive per andature portanti, come lo spinnaker.
La Congrega del Passatore
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Nel 1993 è stata fondata l'Associazione Sportiva Dilettantistica "Congrega del Passatore", con sede a Cervia. L'associazione riunisce armatori e appassionati del Passatore e promuove attività legate alla vela, alla salvaguardia del patrimonio nautico e alla valorizzazione storica e culturale del modello.
La Congrega è attiva nell'organizzazione di regate, raduni, crociere collettive ed eventi a carattere solidale. Tra i suoi scopi principali vi sono la promozione della sportività, della convivialità e della cultura marinara.[22] Le attività si svolgono anche in collaborazione con scuole,[23] cooperative[24] e istituzioni civili,[25] e coinvolgono sia i Passatore presenti nel mondo, sia altre imbarcazioni affini.
Presenza attuale
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Buona parte degli esemplari del Passatore risultano ancora oggi naviganti.[26][27][28][29] Molti partecipano con buoni risultati a regate, raduni e manifestazioni veliche anche internazionali.[30][31]
Nel 2007, il Passatore è stato dichiarato "barca di interesse storico" dal Comune di Cervia.[32]
Tutti i Passatore sono identificabili attraverso un numero di costruzione progressivo, da 1 a 136 (per i modelli a scafo tondo). I primi due esemplari a scafo a spigolo sono identificati con i numeri 01 e 02. Il prototipo a scafo tondo, Bandito, non ha numero di costruzione.[33]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Sartini, 2013, pp. 29-33
- ^ a b Sartini, 2023
- ^ Sartini, 2003, p. 23
- ^ Sartini, 2013, p. 35
- ^ Sartini, 2003, p. 11
- ^ Sartini, 2013, p. 90
- ^ Sartini, 2023, pp. 74-75
- ^ (FR) Disparition de Jean-Marie Finot, un géant de l’architecture navale, su voilesetvoiliers.ouest-france.fr. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- ^ Jean Marie Finot Classic Boat, su giornaledellavela.com. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- ^ (FR) 3 Passatores sur plan Finot, su histoiredeshalfs.com. URL consultato il 29 ottobre 2025.
- ^ Sartini, 2003, pp. 9-21
- ^ Sartini, 2013, pp. 9-33
- ^ Sartini Passatore - Storia, su nautipedia.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ a b (EN) Sailboat Data - Passatore, su sailboatdata.com. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ Sartini, 2003, pp. 23-29
- ^ Sartini, 2013, pp. 35-52
- ^ Sartini, 2013, pp. 27-28
- ^ Schede di barche Bolina - Passatore, per i dati del prototipo a doppio spigolo, su bolina.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ Stabilità, prestazioni, scafo: l'eredità tecnica di Jean-Marie Finot vista da Daniel Charles, su barchenews.it. URL consultato il 29 ottobre 2025.
- ^ Solo Vela - Passatore, su solovela.net. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ (FR) Jean-Marie Finot, Éléments de vitesse des coques: La jauge I.O.R., Paris, Arthaud, 1977, ISBN 978-2403041811.
- ^ Congrega del Passatore, su congregadelpassatore.net. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ Levata all'alba 2024, su ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ Il mare che cura, su ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ Levata all'alba 2025, su turismo.comunecervia.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ (FR) Histoire des Halfs - Finot, su histoiredeshalfs.com. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ I Passatori nel mondo, su congregadelpassatore.net. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ^ Censimento Passatori, su solovela.net.
- ^ Raduno di barche Sartini da Italia ed estero, su nautipedia.it. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- ^ "Tobia" alla Barcolana, su sport.quotidiano.net. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ "Beba" alla Barcolana, su ravennatoday.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- ^ Mezzo secolo di Passatore con Cino Ricci e Cordelle, su ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- ^ Sartini, 2003, pp. 50-115
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giovanni Sartini, Passatore, una Storia di Barche e di Uomini, Ravenna, Danilo Montanari Editore, 2003.
- Giovanni Sartini, Un'altra storia di barche e di uomini, Ravenna, Danilo Montanari Editore, 2013.
- Giovanni Sartini, Mani, cervello e cuore. Storia del Cantiere Nautico Sartini, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2023, ISBN 979-1259782274.
- (FR) Daniel Charles, Histoire du yachting, Paris, Arthaud, 2004, ISBN 978-2700311334.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Passatore (barca)
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Congrega del Passatore, su congregadelpassatore.net. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- Articoli della rivista "Bolina" dedicati al Passatore, su bolina.it. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- Scheda del Passatore su “Nautipedia”, su nautipedia.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- Scheda del Cantiere Sartini su “Nautipedia”, su nautipedia.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- Federazione Italiana Barche Storiche, su fibas.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- Intervista a Jean-Marie Finot, su giornaledellavela.com. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- È morto Emilio Sartini, su corriereromagna.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- Passatore 50, su ilrestodelcarlino.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
- Approfondimento su “Circolo Nautico Cervia”, su circolonauticocervia.it. URL consultato il 22 ottobre 2025.
