Pasquale Rotondi

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« "Un intellettuale che amava servire la cultura piuttosto che servirsene." »
(Giulio Carlo Argan[1])

Pasquale Rotondi (Arpino, 12 maggio 1909Roma, 2 gennaio 1991) è stato uno storico dell'arte italiano.

È noto per aver salvato durante la seconda guerra mondiale circa diecimila opere d'arte italiane dalla distruzione e dal saccheggio delle truppe naziste.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in lettere presso l'Università di Roma con una tesi su Pietro Bernini, operò come Ispettore alla Soprintendenza all'Arte Medievale e Moderna di Ancona dal 1933 al 1938, anno in cui gli venne affidata la direzione della Galleria Nazionale di Arte Antica a Roma.

Nel 1939, nominato Soprintendente alle Gallerie e alle Opere d'Arte delle Marche, fu incaricato dal Ministro dell'Educazione Nazionale Giuseppe Bottai su idea del funzionario Giulio Carlo Argan - amico di Rotondi - di individuare, trasportare e custodire in un luogo sicuro un cospicuo numero di opere d'arte per proteggerle dai rischi della guerra imminente. Tale operazione di salvataggio, condotta nella massima segretezza ed avventurosamente coordinata da Rotondi nel corso dell'intero conflitto, permise di salvaguardare da distruzioni e razzie quello che fu da lui stesso definito "il raggruppamento di opere d'arte più importante mai realizzato al mondo".

Al termine del conflitto rimase alcuni anni ad Urbino, continuando a svolgere la sua opera di Soprintendente ed insegnando Storia dell'Arte presso la locale Università. Dal 1949 al 1961 fu Soprintendente a Genova, contribuendo alla ricostruzione della città dopo la guerra. In questo periodo pubblicò un libro sul Palazzo Ducale di Urbino e uno sulla Storia dell'arte italiana, continuando a insegnare Storia dell'Arte al liceo Vittorino da Feltre e all'Università di Genova. Nominato nel 1961 direttore dell'Istituto Centrale di Restauro di Roma, si fece in tale veste tra i promotori del salvataggio delle opere d'arte danneggiate dall'alluvione di Firenze del 1966.

Dopo essere andato in pensione, nel 1973, venne nominato dalla Città del Vaticano "consulente tecnico per i restauri delle Gallerie e dei Musei pontifici", ed è mentre seguiva in prima persona il restauro degli affreschi michelangioleschi della Cappella Sistina che morì in un incidente nel 1991, a 81 anni, investito nel centro di Roma da una moto di grossa cilindrata.

L'operazione di salvataggio[modifica | modifica wikitesto]

Rotondi dapprima scarta Urbino poiché sede di un grande deposito dell'aeronautica, facendo così cadere l'ipotesi di dichiarare Urbino "Città aperta". In seguito individua come luoghi idonei alla custodia la Rocca di Sassocorvaro nel Montefeltro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. Al diffondersi della notizia tra gli addetti ai lavori, le opere da nascondere cominciano ad arrivare dai musei e dalle chiese di Venezia, Urbino, Pesaro, Fano, Ancona, Lagosta, Fabriano, Jesi, Osimo, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno. Nei successivi anni furono nascoste circa 10.000 opere d'arte fra le quali dei capolavori di Giorgione, Giovanni Bellini, Piero della Francesca, Paolo Uccello, Tiziano, Carlo Crivelli, Carpaccio, Mantegna e Raffaello.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda è rimasta nell'ombra per 40 anni, fino a che non è stata riportata alla luce nel 1984 grazie all'iniziativa del sindaco di Sassocorvaro Oriano Giacomi. Nel 1986 fu insignito della cittadinanza onoraria di Urbino. Nel 1997, a ricordo della sua "missione impossibile", è stato istituito a Sassocorvaro nell'ambito del progetto "Arca dell'Arte", ideato dal giornalista e scrittore Salvatore Giannella, il "Premio Pasquale Rotondi", riconosciuto con legge n. 111/2009, che viene attribuito ogni anno a chi, anche a livello internazionale, si sia distinto per "esemplari azioni di salvataggio del patrimonio artistico"[2]. Il 10 novembre 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha consegnato alle figlie dello storico una medaglia d'oro alla memoria del padre[3].

Dal diario redatto da Rotondi durante l'operazione è stato tratto un libro (L'Arca dell'Arte di Salvatore Giannella e Pier Damiano Mandelli) e un film intitolato La lista di Pasquale Rotondi (che richiama nel nome il film Schindler's List, il noto salvatore di molti ebrei dallo sterminio nazista) prodotto da Rai Educational e dalla Comunità montana di Montefeltro e trasmesso su Rai 3 nella serie La storia siamo noi[4].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Durante la sua attività di Soprintendente alle Gallerie e alle Opere d'Arte di Urbino, con non comune professionalità e intenso impegno civile, egli operò attivamente, reperendo ed allestendo ricoveri sicuri per considerevole parte del patrimonio artistico italiano posto in grave pericolo dalle barbarie del secondo conflitto mondiale, esponendo in tal modo la propria persona a gravi rischi di ritorsione da parte degli occupanti nazi-fascisti. Fulgido esempio di elette virtù civiche e di coerente testimonianza in difesa dell'arte e della cultura del Paese tale da suscitare il plauso e l'incondizionata ammirazione del Popolo italiano.»
— Arpino, 4 novembre 2005

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cit. in Liceo Scientifico Sassocorvaro, 1944: la guerra nel Montefeltro, La Tipografia, Rimini, 1995.
  2. ^ Arca dell'Arte
  3. ^ www.cultura.marche.it
  4. ^ RAI La Storia siamo noi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Rotondi, Capolavori d'arte sottratti ai pericoli della guerra e alla rapina tedesca, in Studi montefeltrani, n.3, Urbino, 1975.
  • Classi IIIB, IVB, VA - Liceo Scientifico Sassocorvaro, Il salvataggio di 10.000 capolavori, in "1944: la guerra nel Montefeltro", La Tipografia, Rimini, 1995.
  • Salvatore Giannella e Pier Damiano Mandelli, "L'Arca dell'Arte", Editoriale Delfi, Cassina de' Pecchi, Milano, 1999 e 2009
  • Chiara Lombardo, Pasquale Rotondi: quando il lavoro è un'arte - Storia di un Soprintendente solo e senza soldi custode dei tesori italiani durante la seconda guerra mondiale, Vozza, Caserta, 2008.
  • Giancarlo Di Ludovico, Urbino e Pasquale Rotondi (1939-1949), QuattroVenti, Urbino, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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