Partito del Movimento Democratico Brasiliano

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Partito del Movimento Democratico Brasiliano
(PT) Partido do movimento democrático brasileiro
Presidente Michel Temer
Stato Brasile Brasile
Sede Brasilia
Fondazione 1981
Ideologia Centrismo,
Grande tenda
Correnti interne:
 · Liberalismo
 · Liberalismo sociale
 · Socialdemocrazia
 · Conservatorismo
 · Populismo
Collocazione Centro
Coalizione Per un Brasile che continui a cambiare
Seggi Camera
79 / 513
Seggi Senato
20 / 81
Iscritti 2 362 846
Sito web Sito ufficiale

Il Partito del Movimento Democratico Brasiliano (Partido do movimento democrático brasileiro[1], PMDB) è un partito politico brasiliano. Il PMDB è il partito centrista per eccellenza[1], la cui collocazione nell'alveo delle ideologie politiche è alquanto difficile. Il PDMB racchiude varie correnti al proprio interno e si presenta più come un "cartello elettorale"[2]: infatti, accanto a cattolici moderati ed a liberali, ha visto la presenza anche di movimenti socialisti come il Movimento Revolucionário 8 de Outubro, nato per contrastare il regime militare. Superata la sua storica funzione di "contenitore" di istanze eterogenee - unite solo dalla necessità di contrapporre alla destra (l'ARENA, diventata prima PDS e poi Partito Progressista, PP) un fronte unitario al bipartitismo fittizio imposto dalla legge elettorale dei militari - si è attestato su un centrismo venato da istanze sociali. Si tratta di una potente macchina elettorale ma anche clientelare[1].

Il Movimento democratico brasiliano[modifica | modifica wikitesto]

Il PMDB è l'erede del Movimento Democratico Brasiliano (MDB), che era stato un partito centrista presente sulla scena politica brasiliana tra il 1965 ed il 1979. MDB fu l'unico partito di opposizione all'ARENA (Alleanza Rinnovatrice Nazionale) del regime militare. L'ARENA, così come il MDB, furono creati dal governo militare dopo il colpo di stato del 1964, sopprimendo i partiti politici preesistenti. Nel 1974 MDB riuscì ad ottenere la maggioranza dei seggi alla Camera ed il governo militare, pur di mantenere il controllo del Parlamento, dichiarò invalide le elezioni. Nel 1979, costretto dalle proteste popolari, il governo abolì il sistema bipolare "obbligatorio" ed aprì al pluripartitismo. MDB, allora, si rinominò in Partito del Movimento Democratico Brasiliano e l'ARENA prese il nome di Partito Democratico Sociale (PDS).

Presenza dominante nel primo decennio democratico[modifica | modifica wikitesto]

Alle legislative del 1982, il PMDB si confermò il secondo partito del paese con il 42,9% dei voti, preceduto dal PDS, l'erede dell'ARENA. Nel 1986, il PMDB con il 48,1% fu l'incontrastato vincitore delle elezioni, le prime veramente libere. Il PDS e gli scissionisti del PFL non superarono complessivamente il 25,5% dei voti. In quella circostanza, il Pmdb espresse il presidente Tancredo Neves nonché il suo vice, José Sarney, che gli subentrò dopo un mese per la morte improvvisa del primo.

Nel 1990, il PMDB rimase il primo partito brasiliano, esprimendo come presidente Itamar Franco, ma crollò al 19,3% dei consensi, anche perché aveva subito la fuoriuscita di molti membri: essi avevano aderito al nascente Partito della Social Democrazia Brasiliana, che ottenne l'8,7% dei voti e che espresse come ministro degli esteri Fernando Henrique Cardoso. Quando Cardoso nel 1994 divenne presidente, il PMDB mantenne ancora il proprio primato salendo al 20,3% dei voti (l'8% in più del secondo partito, che fu il PLF) ed entrò a far parte del governo, insieme al PSDB ed alcuni partito conservatori come il PP.

Alle legislative del 1998 il partito scese al 13,6% e venne superato sia dal PFL che dal PSDB; mantenne però la scelta di far parte della maggioranza di governo che sosteneva in Parlamento il presidente Cardoso.

Ridimensionamento nel secondo decennio democratico[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni legislative del 2002, il PDMB con il 13,4% dei consensi ha ottenuto 74 deputati su 513 e 19 senatori su 81, posizionandosi al quarto posto dopo Partito dei Lavoratori, Partito della Social Democrazia Brasiliana e Partito del Fronte Liberale. Inizialmente all'opposizione, ha finito in seguito per appoggiare il governo del presidente Lula, risultando decisivo per la formazione di una maggioranza parlamentare.

Alle elezioni del 2006 il partito ottenne un buon risultato alla Camera, con il 14,6% dei voti (secondo posto) e 89 deputati (+15 e primo posto). Al Senato invece, dove contano di più le alleanze e le intese a livello locale, il partito ebbe una decisa flessione nel numero dei senatori, eleggendone 4, per un totale di 13, rispetto ai 19 di quattro anni prima.

Alle elezioni del 2010 il PDMB calò al 13% dei consensi ed ottenne 79 seggi (-10), pur confermandosi il secondo partito del paese ed entrando comunque a far parte del nuovo governo della presidente Dilma Rousseff. Al senato del resto il PDMB elesse 16 senatori, con un incremento di 3 seggi, divenendo il partito più rappresentato della camera alta.

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Candidato

supportato

1º Turno 2º Turno
Voti % Voti %
1989 Ulysses Guimarães 3 204 853 4,7 (7.º)
1994 Orestes Quércia 2 773 497 4,4 (4.º)
1998 Fernando Henrique Cardoso 35 922 692 53,1 (1.º)
2002 José Serra 19 694 843 23,2 (2.º) 33 356 860 38,7 (2.º)
2006 Lula da Silva 46 662 365 48,6 (1.º) 58 295 042 60,8 (1.º)
2010 Dilma Rousseff 47 651 434 46,9 (1.º) 55 752 529 56,1 (1.º)
2014 Dilma Rousseff 43 267 688 41,6 (1.º) 54 501 119 51,6 (1.º)

Elezioni legislative[modifica | modifica wikitesto]

Anno Voti % +/- Seggi +/-
1982 17 666 773 43,0 (2.º)
200 / 479
1986 22 633 805 47,8 (1.º) Green Arrow Up.svg4,8
260 / 487
Green Arrow Up.svg60
1990 7 798 653 19,3 (1.º) Red Arrow Down.svg28,5
109 / 502
Red Arrow Down.svg151
1994 9 287 409 20,3 (1.º) Green Arrow Up.svg1,0
107 / 513
Red Arrow Down.svg2
1998 10 105 609 15,2 (3.º) Red Arrow Down.svg5,1
83 / 513
Red Arrow Down.svg24
2002 11 692 011 13,4 (4.º) Red Arrow Down.svg1,8
74 / 513
Red Arrow Down.svg9
2006 13 580 517 14,6 (2.º) Green Arrow Up.svg1,2
89 / 513
Green Arrow Up.svg15
2010 12 537 252 13,0 (2.º) Red Arrow Down.svg1,0
79 / 513
Red Arrow Down.svg9
2014 10 791 949 11,1 (3.º) Red Arrow Down.svg1,9
66 / 513
Red Arrow Down.svg13

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Francesco Giappichini, Brasile terzo millennio, Lulu.com, ISBN 9781470925437. URL consultato il 30 marzo 2016.
  2. ^ Mario Trampetti, Il Brasile: tra imperativi economici ed aspirazioni di potenza, 1945-2000, FrancoAngeli, 1° gennaio 2006, ISBN 9788846481061. URL consultato il 30 marzo 2016.
Controllo di autorità VIAF: (EN143928624 · LCCN: (ENn83028128 · ISNI: (EN0000 0000 9730 1184 · GND: (DE5018056-3 · BNF: (FRcb12076894q (data)