Partito Pirata (Germania)

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Piratenpartei
Piratenpartei Deutschland Logo.svg
Leader Stefan Körner
Stato Germania Germania
Sede Berlino
Fondazione 10 settembre 2006
Ideologia Riforma del diritto d'autore
Democrazia liquida
Libertà di informazione
Privacy
E-democracy
Libertà digitali
Liberalismo sociale
Difesa dei diritti civili
Partito europeo Partito Pirata Europeo
Gruppo parlamentare europeo Verdi Europei - Alleanza Libera Europea
Affiliazione internazionale Internazionale dei Partiti Pirata
Seggi Bundestag
0 / 630
Seggi Europarlamento
1 / 96
Seggi nei Parlamenti dei Land
0 / 1821
Iscritti 29 327[1] (2014)
Colori Arancione
Sito web piratenpartei.de

Il Partito Pirata (in tedesco Piratenpartei) è un partito politico tedesco, attivo dal 2006 e fondato sul modello del Partito Pirata svedese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Grafico riguardante gli iscritti al partito
Meeting inaugurale nel 2006, presso la C-base di Berlino.

Il partito è stato fondato il 10 settembre 2006. Il 29 luglio 2009 il partito conta 5.118 iscritti. Alle elezioni europee del 2009 il partito ha ricevuto 229.117 voti, raggiungendo lo 0,9 % delle preferenze ma non riuscendo a superare la soglia di sbarramento (5%) utile per un seggio.

Il 4 luglio 2009 Jens Seipenbusch diventa leader del partito, dopo esserne stato già a capo dal 2007 al 2008. Gli altri leader del partito sono stati Dirk Hillbrecht, Marina Weisband e Christof Leng.

A febbraio 2009 Jens Knoblich, portavoce del paese di Hohenstein e consigliere comunale di Strausberg, aderisce al partito. A giugno 2009, il deputato del Bundestag Jörg Tauss, proveniente dal SPD, ha aderito al Partito Pirata, diventando l'unico rappresentante del partito in Parlamento.

Nelle elezioni federali del 2009 ha ottenuto il 2,0% dei voti, primo partito fra quelli che non hanno superato la soglia di sbarramento.

Nelle elezioni statali di Berlino del 2011, supera per la prima volta la soglia del 5% e ottiene 15 seggi sui 141 (9%) disponibili.

Il partito supera nuovamente la soglia del 5% nelle elezioni statali successive, questa volta nel Saarland, nel 2012. Ottiene qui 7,4% dei voti, garantendosi così 4 dei 51 seggi.

Il 28 aprile 2012 Bernd Schlömer viene eletto leader del partito in successione a Sebastian Nerz[2].

Nel mese di maggio 2012 il partito raggiunge l'8.3% nelle elezioni statali della regione Schleswig-Holstein e il 7,5% in Nord Reno Vestfalia arrivando ad avere rappresentanti eletti nei parlamenti di quattro stati federali.

Alle elezioni federali del 2013 il Partito Pirata raccoglie il 2,2% dei voti, rimanendo ancora fuori dal Parlamento federale.

Alle elezioni europee del 2014 il Partito Pirata raccoglie l'1,4% dei voti, portando Julia Reda nel Parlamento europeo.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito si oppone allo smantellamento dei diritti civili in telefonia e Internet, in particolare la data retention, la censura di Internet (cosiddetta Zugangserschwerungsgesetz), monopoli artificiali e varie misure di sorveglianza dei cittadini.

Il partito è favorevole ad una maggiore trasparenza dell'apparato politico, al diritto civile ad un trattamento dei dati personali sicuro e controllabile, ad una riforma dei diritti d'autore, dell'educazione, dei brevetti genetici ed informatici e della società per i diritti di riproduzione meccanica e l'esibizione musicale.

In particolare il partito propone di implementare il sistema politico in open source e di provvedere a delle API per permettere ad ispezionare e controllare l'efficienza del governo con mezzi informatici alla mano dei cittadini[3].

Politica sociale[modifica | modifica wikitesto]

Scopi primari[modifica | modifica wikitesto]

Fra gli obiettivi di fondo in campo sociale del partito pirata tedesco vi è il "diritto di sussistenza e di inclusione sociale" (come esemplificato nella sezione "Recht auf sichere Existenz und gesellschaftliche Teilhabe" del programma del partito)[3] nella quale si legge "Non promuoviamo ricchezza, ma lotta alla povertà".

Reddito di cittadinanza[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2011 la Piratenpartei ha superato la barriera del 5% alle elezioni del Land di Berlino conquistando per la prima volta seggi a livello di Land, dopo che la proposta di un "reddito di cittadinanza" affermata nel programma ufficiale del partito ha avuto eco nei media tedeschi sia durante la campagna elettorale[4], che dopo le elezioni[5][6].

L'ipotesi di un nesso causale fra i due fatti è suggerita anche dall'altro evento clamoroso della stessa tornata elettorale: il crollo verticale dei liberali della FDP molto al di sotto della barriera del 5% e la loro conseguente scomparsa da tutti i parlamenti di Berlino.

Nel partito pirata tedesco si è formata l'opinione secondo la quale l'obiettivo della lotta alla povertà si possa ottenere attraverso un reddito da corrispondere a tutti gli aventi cittadinanza, senza chiedere lavoro in cambio (bedingungslos) e di entità sufficiente ad una dignitosa sussistenza. Tale posizione è sostenuta senza mezzi termini sul sito del partito[7], nonché ufficializzata nella sezione "Recht auf sichere Existenz und gesellschaftliche Teilhabe" del programma del partito[3], in cui si legge:

« [Finché il presupposto sia che] un reddito si può ottenere solo attraverso lavoro, allora per la tutela della dignità di tutte le persone deve regnare piena occupazione. A causa di questo presupposto, la piena occupazione finisce ad essere uno scopo primario della politica economica e viene perseguita in due modi: con incentivi alla congiuntura economica [...] o con la creazione di posti di lavoro statali il cui scopo è più che altro la sussistenza [del lavoratore]. Questi metodi sono entrambi allungatoie che bruciano ingenti masse di fondi pubblici. Ma quando si impiegano fondi pubblici, bisogna farlo in maniera il più possibile orientata al raggiungimento degli obiettivi. Poiché lo scopo è un reddito per la sussistenza di ciascuno, questo reddito dovrebbe essere erogato direttamente. Solo così si assicura dignità a tutti nessuno escluso. Così come oggi l'ordine pubblico, la rete stradale e ampi settori della istruzione vengono erogati dallo Stato senza chiedere direttamente nulla in cambio, anche la sussistenza deve diventare parte integrante di questo sistema. Noi pirati siamo convinti che la stramaggioranza delle persone utilizzerà una tale sussistenza garantita per attivare il proprio potenziale economico e sociale. Una esistenza sicura crea spazio per istruzione e ricerca in autodeterminazione, nonché innovazione economica. Facilita e rende possibile solidarietà e volontariato come la cura di parenti, accudire bambini, giornalismo indipendente, attività politica o la creazione di arte o software libero. L'intera società trarrebbe beneficio [da una tale infrastruttura]. La Piratenpartei si impegna per soluzioni che senza condizioni e a livello individuale garantiscano esistenza sicura e partecipazione sociale, e che creino e mantengano libertà da bisogni economici. »

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il partito pirata tedesco abbia maggiori affinità ideologiche con i verdi e con i "rossi" della Linke[6] [8], i Piraten sottraggono voti anche a partiti di centro o destra compresa la NPD, partito considerato indecente e neonazista dai concorrenti. Al 2011 infatti figurano fra i Piraten alcuni ex membri della NPD[9], cosa che ha causato aspre discussioni interne al partito.

Nel suo periodo come leader del partito, Sebastian Nerz si è opposto ad un rifiuto generalizzato sostenendo che una società democratica deve saper perdonare errori passati; chi invece si oppone fa leva sul fatto che molti di coloro che provengono dall'NPD non hanno pubblicamente dichiarato l'abbandono delle precedenti ideologie[9][10].

Una critica, ricorrente con asprezza sia all'interno del partito che in media influenti e che nella dinamica elettorale germanica potrebbe costare voti al partito, è la constatazione della percentuale insolitamente bassa di quadri e leader femminili e la conseguente richiesta di "quote rosa"[11]; la risposta di Sebastian Nerz, al riguardo, è negativa poiché, secondo lui, le quote rosa possono essere utili come misura temporanea per sbloccare organizzazioni dove la maggioranza maschile frena la ascesa di donne a posizioni di responsabilità ed il partito pirata tedesco non rientra in questi casi[12].

Sezione giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Logo della sezione giovanile

Il Piratenpartei ha una sezione giovanile attiva, chiamata Junge Piraten, abbreviata in JuPis. L'organizzazione è stata fondata a Wiesbaden il 18 aprile 2009, quando il primo board è stato eletto. Il primo leader dei Giovani Pirati è l'allora quindicenne Carmelito Bauer.

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettori suddivisi per regioni del Partito Pirata
Elezioni  %
Elezioni regionali del 2008 Assia 0,3 %
Amburgo 0,2 %
Elezioni regionali del 2009 Assia 0,5 %
Sassonia 1,9 %[13]
Schleswig-Holstein 1,8 %[14]
Elezioni europee del 2009 0,9 %
Elezioni comunali del 2009 Münster 1,55 % (1 seggio)[13]
Aquisgrana 1,75 % (1 seggio)[13]
elezioni federali del 2009 2,0 %[15]
Elezioni dei Land del 2011 Berlino 8,9%
Elezioni europee del 2014 1,4 %

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Protokoll BuVo-Sitzung 16.01.2014, Vorstand Piratenpartei, 30 gennaio 2014. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  2. ^ Parteitag in Neumünster: Piraten wählen Bernd Schlömer zum Vorsitzenden - Inland - FAZ
  3. ^ a b c Parteiprogramm
  4. ^ La proposta di reddito di cittadinanza è stata ad esempio citata, nel corso della campagna elettorale del settembre 2011, dalla Bild Zeitung: qui l'articolo relativo
  5. ^ (DE) Articolo su Der Spiegel online del 3 dicembre 2011
  6. ^ a b L'obiettivo del reddito di cittadinanza è stato, dopo acceso dibattito, ufficialmente confermato in vista delle elezioni federali del 2013 nel primo congresso nazionale dei Piraten dopo la vittoria di Berlino di settembre 2011; Marina Weisband sostiene la tesi che la distinzione fra destra e sinistra sarebbe basata su accezioni classiche del concetto di lavoro, non adeguate alla nuova società dell'informazione. Si veda l'articolo sullo Spiegel
  7. ^ Il reddito di cittadinanza sul sito del Piratenpartei
  8. ^ Dopo le elezioni del settembre 2011 la scomparsa della FDP in tutti parlamenti di Berlino ha creato un curioso problema politico-geometrico: i Piraten siedono, provvisoriamente, nei posti lasciati liberi dalla FDP, che sono quelli più a destra, mentre vorrebbero sedere fra Verdi e Linke nonché separati dalla CDU; alla quale però non sta bene diventare il partito che siede più a destra; si veda: http://www.tagesspiegel.de/berlin/piraten-wollen-nicht-neben-der-cdu-sitzen/4685814.html
  9. ^ a b Ärger bei der Piratenpartei: Piraten streiten über ehemalige NPD-Mitglieder - Politik | STERN.DE
  10. ^ Per un'altra presa di posizione di sinistra, esterna ai Piraten, a favore del recupero di fuoriusciti dalla NPD in seno ad organizzazioni democratiche: http://taz.de/NPD-Aussteiger-integrieren/!81727
  11. ^ Berliner Piratenpartei: Jung, dynamisch - frauenfeindlich? - SPIEGEL ONLINE - Nachrichten - Politik
  12. ^ Piratenchef Sebastian Nerz: "Politik ist kein einfaches Feld" - Politik - Tagesspiegel
  13. ^ a b c Piraten ziehen in Stadträte ein, gulli.com, 30 agosto 2009
  14. ^ Landtagswahl in Schleswig-Holstein am 27. September 2009
  15. ^ Landtagswahl in Schleswig-Holstein 2009 - Vorläufiges Landesendergebnis

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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