Paronimia

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La paronimia (dal greco pará, «vicino», e ónyma, variante di ónoma, «nome») è lo scambio (voluto o accidentale)[1] di parole somiglianti nella forma, ma diverse nel significato: è chiamata anche malapropismo.

Etimologia e utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Malapropismo è termine derivato dall'inglese, dove malapropos (a sua volta derivato dal francese mal à propos) significa "inappropriato" (e "in maniera inappropriata"). Il termine è stato reso celebre dal nome del personaggio di una commedia di Richard Sheridan, Mrs. Malaprop.

Nell'evoluzione dell'italiano contemporaneo, in cui sempre più spesso i mass-media mettono i locutori a contatto con linguaggi specialistici e registri più o meno ricercati, il fenomeno del malapropismo è sempre più diffuso e coincide con la paronimia "involontaria": quest'ultima, in quanto solecismo, è indice di competenze linguistiche limitate, o quanto meno di scarso controllo dei registri linguistici "alti". Provenendo da chi non ha molta confidenza con essi, è quindi sociolinguisticamente stigmatizzata.

Nella semantica lessicale[modifica | modifica wikitesto]

La paronimia "voluta" è da considerarsi un espediente retorico e, come tale, è sfruttato in vari ambiti[2], tra cui, ad esempio, il linguaggio della pubblicità e quello della comunicazione politica: come tale, è uno degli oggetti disciplinari della semantica[3].

Il suo studio, però rimonta alle "teorie, sviluppatesi in particolare tra i modisti sul finire del secolo XIII, che inseriscono la relazione di paronimia nell’ambito della relazione tra intenzioni prime e seconde, atti dell’intelletto e riferimento degli oggetti conosciuti"[4]. Più in generale, "l’omonimia e la paronimia sono spinta creativa" del linguaggio, sorta dalla corruzione della lingua latina nel Medio Evo e ripetutasi in procedimenti paronomastici anche in epoca moderna[5].

Esempi di malapropismo[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni esempi di malapropismi involontari:

  • ha usato un termine derogatorio (per: ha usato un termine denigratorio)[6]
  • istigare una certa curiosità (per: instillare una certa curiosità)
  • trust 'blindato' (per blind trust)[7]
  • spiccicare-spiaccicare[8]
  • infettare-infestare
  • implementare- incrementare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Un lapsus (...) è un'altra causa scatenante della paronimia»: Bice Mortara Garavelli, Il parlare figurato. Manualetto di figure retoriche, Laterza, p. 12.
  2. ^ L'uso della paronimia è diffuso nei testi comici: un esempio si ha in Gomito, un personaggio dell'opera shakespeariana Misura per misura'.'
  3. ^ Katherine H. Tachau, Vision and Certitude in the Age of Ockham: Optics, Epistemology and the Foundation of Semantics 1250-1345, 9004085521, 9789004085527, Brill, 1988.
  4. ^ Riccardo Fedriga, Mente divina e contingenza in Pietro Aureolo, Rivista di storia della filosofia : LXVIII, 1, 2013 , p. 156, n. 9 (Milano: Franco Angeli, 2013).
  5. ^ Monica Longobardi, NOMEN OMEN. Guiraut Riquier e Alfonso X di Castiglia, Medioevo romanzo. MAG. AGO., 2002, p. 230-231.
  6. ^ In questo caso sarebbe più opportuno parlare di calco dall'inglese "derogatory": esso, a sua volta, potrebbe derivare da una paronimia tratta dal latino tardo-imperiale ("derogatio maledictionis sacerdotio provocetur" è frase contenuta al c. XXV dei Conciliorum Oecumenicorum Decreta del Concilio di Calcedonia, ripubblicati a cura di G. Alberigo ed altri, Bologna, 1991, p. 99).
  7. ^ L'uso iniziò come cattiva traduzione dell'istituto anglosassone di garanzia contro il conflitto di interessi ("Il blind trust, definito come il “trust blindato” da Bossi, in una delle sue migliori esibizioni di umorismo involontario, alle quali ci avrebbe poi in seguito abituato": A volte ritornano, daniele muritano e sabino patruno, 6 gennaio 2009), sia pure condiviso dalla circolazione della comunicazione politica relativa (Nel vuoto di valori affonda la Lega, La Nuova Sardegna 13 aprile 2012). In seguito, però, si è piegato fino ad individuare, spregiativamente, gli asili finanziari ("trust blindato in Svizzera o Lussemburgo": H. Piattelli, SE QUESTO E' UNO STATO..., 18 novembre 2009) o i paradisi fiscali (Stefano Feltri, “Cgil a Roma, cosa cambia dopo la grande piazza?”, Il Fatto Quotidiano, 25 ottobre 2014).
  8. ^ Nereo Zeper, IL RIBON HA ORIGINE LATINA NON SLOVENA, Il Piccolo, 8 agosto 2017 (RUBRICA MORSI DI LINGUA: Una paronimia o malapropismo può capitare a tutti (...), compreso al sottoscritto che, la volta scorsa, invece di scrivere "spiccicar parola" ha scritto "spiaccicar parola").

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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