Parole parole

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Parole parole
ArtistaMina
Autore/iLeo Chiosso, Giancarlo Del Re, Gianni Ferrio
FeaturingAlberto Lupo
GenereMusica leggera
Pop
Sigla di varietà televisivo
Edito daPDU
Pubblicazione
IncisioneParole parole/Adagio
Dataaprile 1972
EtichettaPDU PA 1075
Durata3 min : 55 s

Parole parole è un brano musicale inciso dalla cantante italiana Mina, pubblicato per la prima volta su singolo il 13 aprile 1972 dall'etichetta privata dell'artista PDU[1][2][3] e poi inserito nell'album Cinquemilaquarantatre a giugno dello stesso anno.[4]

Storia e contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Sigla televisiva di chiusura della trasmissione Teatro 10, in onda in prima serata ogni sabato (dopo un mese di programmazione fu spostata alla domenica)[5] dall'11 marzo al 14 maggio 1972,[6] è stato uno dei grandi successi della discografia di Mina.[7][8]

È il pezzo che meglio rappresenta la proficua collaborazione fra la cantante e il maestro Gianni Ferrio, che ne cura musiche e arrangiamento, unito a una geniale intuizione degli autori del programma Leo Chiosso e Giancarlo Del Re.[4]

Questi ultimi decidono di prendere in giro la fama di seduttore del conduttore dello spettacolo, l'attore teatrale e televisivo Alberto Lupo noto al pubblico come interprete dello sceneggiato La cittadella, affidandogli il ruolo del corteggiatore classico, assillante e fuori moda, che le studia tutte pur di conquistare la bellissima co-conduttrice Mina, tanto furba a non cascarci, quanto caparbia a resistere alle lusinghe. Ne scaturisce un duetto, con splendide inquadrature video in cui Mina a tratti sembra quasi cedere alle risa, dove la sensuale voce recitante di lui è accompagnata dal continuo controcanto di lei.[9]

Il video è disponibile sul DVD Gli anni Rai 1968-1972 Vol. 2, inserito in un cofanetto monografico di 10 volumi pubblicato da Rai Trade e GSU nel 2008 oppure nella confezione CD+DVD I miei preferiti (Gli anni Rai) del 2014.

L'accoppiata vincente Lupo-Mina diventa in breve, non solo in Italia ma anche all'estero, riferimento e prototipo di una nuova forma spettacolo della canzone leggera, costruita su improbabili e sarcastiche storie di circa tre minuti, tra cantato e recitato, che sceneggiano situazioni anche assurde con i personaggi più svariati, per esempio: giovani fidanzati più o meno lontani, furtivi amanti telefonici, padri disperati, maestri di violino. Il successo sarà immediato e globale, al punto che il pubblico, ancora oggi, è perseguitato da continui tentativi di rivisitazione del brano, soprattutto da parte di artisti "non cantanti".[10]

Il 6 maggio 1972, nella penultima puntata di Teatro 10, Mina e Adriano Celentano hanno eseguito una divertente parodia del pezzo, a ruoli invertiti. Adriano fa la vamp fumando con noncuranza e civetteria, mentre Mina si cimenta nel recitato. Al momento di rispondere "caramelle non ne voglio più" Celentano inizia a lanciare manciate di caramelle che teneva nelle tasche della giacca. Alberto Lupo interviene solo nel finale, mentre i due amanti, cantando insieme il ritornello, si danno appuntamento a ventisei anni dopo.[10][4][9] Anche questo video è presente sui DVD citati, invece la sola traccia audio è contenuta nel CD I duetti di Teatro 10, pubblicato nel 1997.[11]

Lo stesso Alberto Lupo, ospite della 4ª puntata di Milleluci (6 aprile 1974), trasmissione condotta proprio da Mina, ha proposto una sua versione ironica del brano, in cui si guarda allo specchio (come un novello Narciso) e recita -con sarcastico autocompiacimento- "mi guardo ed è come se fosse la prima volta".[12]

Esiste anche una edizione in spagnolo di Mina con il calciatore Javier Zanetti, che traduce le frasi che furono di Alberto Lupo. Il brano è stato inserito dalla cantante nell'album Todavía del 2007.

Musica e testo[modifica | modifica wikitesto]

Storia d'amore che si trascina vuota e senza passione, riempita solo da vane parole e lodi melense. Il duetto è un dialogo di coppia in cui l'uomo cerca di conquistare e lusingare lei con diverse promesse. Inizialmente la donna lo rifiuta e si schernisce ripetendo all'infinito il riff "parole, soltanto parole, parole fra noi", infine reagisce ai complimenti manifestando la sua preferenza per qualche gesto d'affetto più concreto, ma lui, estasiato e in contemplazione dell'amante, non capisce il suggerimento.[10]

La parte maschile viene composta in forma di recitativo, semplicemente accompagnato dalla melodia, altrimenti interamente eseguita dalla voce solista della cantante. Nei dettagli troviamo per lui strofe con sequenze degne di una commedia rosa tra il vintage e il retrò, come "tu sei la frase d'amore cominciata e mai finita" o "se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti", mentre la donna lo interrompe regolarmente rifiutando ogni avance fatta di sviolinate, grilli e rose, e esclamando in risposta la celebre frase "caramelle non ne voglio più!", per arrivare al ritornello, un vero tormentone in cui il sostantivo del titolo viene letteralmente ripetuto 16 volte![10] La musica di pari passo cresce sempre più di tono, creando tensione emotiva, per agevolare la protagonista, stanca di tante inutili romanticherie, nell'intento di lasciar impietosamente cadere nel nulla ogni invocazione dell'uomo.

Il testo registrato differisce leggermente da quello pubblicato. Mina improvvisa "chiamami tormento dai, hai visto mai" al posto di "chiamami tormento dai, già che ci sei".[13]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

in italiano (Parole, parole)
in francese (Paroles... Paroles..., testo di Michaële)
in spagnolo (Palabras, palabras)
in portoghese (Palavras, palavras)
in tedesco (Worte, nur Worte)
in olandese (Die woorden, die woorden)
in turco
in giapponese (Amai Sasayaki)
altre versioni

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Discografia singoli, Mina Mazzini, sito ufficiale. URL consultato l'8 agosto 2017.
  2. ^ Parole parole/Adagio, in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, ICBSA. URL consultato l'8 agosto 2017.
  3. ^ Link alla copertina ufficiale.
  4. ^ a b c Guiatamacchi, op. citata, scheda del brano
  5. ^ Vice, Mina 10, in La Stampa, 17 aprile 1972, p. 6. URL consultato l'8 agosto 2017.
  6. ^ Varietà 1972-1973, in Rai Teche, RAI.it. URL consultato l'8 agosto 2017.
  7. ^ Classifica settimanale vendite singoli 1972, Hit Parade Italia. URL consultato l'8 agosto 2017.
  8. ^ Classifica annuale vendite singoli 1972, Hit Parade Italia. URL consultato l'8 agosto 2017.
  9. ^ a b Dizionario Curcio, op. citata, p. 311
  10. ^ a b c d Luca, Parole parole, Hit Parade Italia. URL consultato l'8 agosto 2017.
  11. ^ Dal 2012 tutte le raccolte NON fanno più parte della discografia ufficiale.
  12. ^ Varietà 1973-1974, in Rai Teche, RAI.it. URL consultato l'8 agosto 2017.
  13. ^ Testo della canzone
  14. ^ Paroles, paroles, joli motard su Bide & Musique
  15. ^ Maria Aracil, From the Music Capitals of the World: Barcelona, in Billboard, 22 dicembre 1973, p. 51. URL consultato l'8 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]