Parma

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(LA)

« HOSTIS TURBETUR QUIA PARMAM VIRGO TUETUR »

(IT)

« Tremino i nemici, perché la Vergine protegge Parma »

(motto riportato sullo scudo araldico cittadino)


Parma (Pärma ['pɛrma]) in parmigiano) è un comune di 178.718 abitanti, capoluogo della provincia di Parma e sede della omonima Università. Antica capitale del Ducato di Parma e Piacenza (1545 - 1859), dal 2003 è sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e dal 1956 del Magistrato per il Po, oggi Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO).

Geografia

« Come capitale le competeva un fiume, a Parma, ma siccome è una piccola capitale le è toccato un torrente, spesso asciutto. »

(Attilio Bertolucci)

Situata nel nord Italia, nella parte occidentale dell' Emilia, tra gli Appennini e la Pianura Padana, la città è divisa in due dal torrente Parma, affluente del Po che, appena prima di entrare nel cuore del centro storico, riceve le acque dell'affluente Baganza. Il torrente Parma è un corso d'acqua a regime mutevole, che alterna le piene tumultuose della stagione invernale alle desolate secche estive. All'inizio dell'Ottocento lo stesso letto del torrente fu ristretto entro alte mura, i lungoparma appunto, che consegnano alla città un profilo continuo. Per mettere in sicurezza il territorio di Parma dai rischi idrogeologici di una piena del torrente, nel 2005 è stato creato un bacino di raccolta pochi chilometri a sud del centro urbano, attraverso una barriera lunga oltre 260 metri e alta 24, l'invaso può arrivare a contenere dodici milioni di metri cubi d'acqua: si tratta del bacino più grande della regione, diventandone effettivamente il terzo lago per estensione. Il territorio comunale è interamente pianeggiante e due corsi d'acqua ne delimitano parte dei confini, ad ovest il fiume Taro e ad est il fiume Enza che marca anche la separazione dalla vicina provincia di Reggio Emilia. La città è classificata in Zona sismica 3.

Clima

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Parma.

Tipicamente continentale: estati calde e afose con temperature diurne di circa 30-35°C (record di 40,2°C il 29 luglio 1983), puntellate da temporali anche forti sulla bassa pianura. Inverni rigidi con temperature minime spesso al di sotto dello zero (record di -23,4°C il 10 gennaio 1985 presso il Campus universitario), frequenti nevicate sull'Appennino. Sul settore pianeggiante cadono mediamente ogni inverno circa 30 cm di neve. In autunno è frequente il fenomeno della nebbia, specie a nord della via Emilia e verso il fiume Po. Il mese più piovoso è ottobre con una media di 110,2 mm, il più secco è il mese di luglio con una media di 37,6 mm (valori di riferimento 1971-2000)[1].

Toponimo

Grazie a recenti indagini archeologiche riacquista consistenza la tesi di una derivazione del toponimo dai nomi documentati di tribù etrusche «Parmii» o «Parmnial». Secondo altri, invece, il nome deriva dalla voce latina parma/parmae, scudo rotondo che richiama la forma della città. Alcuni d'altra parte osservano che questo termine militare latino a sua volta era probabilmente di origine etrusca, in quanto etrusco era appunto lo scudo metallico rotondo.

« Il nome di Parma, una città dove desideravo più andare da quando avevo letto La Certosa, mi appariva compatto, liscio, color malva e morbido, se mi si parlasse di una casa qualunque di Parma nella quale sarei stato ricevuto, mi si causava il piacere di pensare che abiterei una residenza liscia, compatta, color malva e morbida, che non aveva relazione con le residenze di nessun'altra città d'Italia. »

(Marcel Proust, La strada di Swann)

Stemma

1247-48 L'assedio di Parma
La disfatta degli Svevi
Nel 1247 grazie alla momentanea assenza da Parma di Enzo, figlio dell'Imperatore Federico II di Svevia, i guelfi, vinti i partigiani ghibellini nella battaglia di Borghetto, approfittarono per tornare al governo della città. L'Imperatore, furibondo, decise di rinviare l'assedio di Lione dirigendosi su Parma alla testa di un vendicativo esercito e con il chiaro intento di distruggerla in maniera esemplare. A ovest della città, nel giugno del 1247, fece costruire in località Grola (identificata da alcuni con l'attuale frazione di Fognano) una città-accampamento cui diede il nome augurale di Vittoria, composta da case in muratura, una chiesa e una zecca. L'assedio fu durissimo per la popolazione parmigiana e per il contado ma allo stremo delle forze, approfittando dell'assenza dell'Imperatore impegnato in una battuta di caccia nella valle del Taro, il 18 febbraio del 1248 le truppe parmensi seguite da tutti i cittadini uscirono dalle mura attaccando e distruggendo la città imperiale e le truppe assedianti. L'imperatore Federico II riuscì a stento a rifugiarsi, con pochi seguaci, nella vicina Borgo San Donnino. Tra le macerie nemiche i parmigiani trovarono e si impossessarono di un ambito trofeo, la corona imperiale, simbolo estremo del loro trionfo.
Parma-Stemma.png

Lo stemma del Comune è costituito da uno scudo con croce azzurra in campo oro, sormontata da corona ducale e contornata dal motto: hostis turbetur quia Parmam virgo tuetur che tradotto significa "tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma". La frase fu coniata in occasione della vittoria dei parmigiani nel 1248 sulle truppe assedianti guidate dall'imperatore Federico II.

« Tutti i Parmigiani e tutti i cavalieri e i popolani armati e addestrati per il combattimento, sortirono da Parma, e le donne uscirono con loro; similmente i bambini e le bambine, gli adolescenti e le ragazze, i vecchi con i giovani (Salmi, 148,12); e con grande impeto scacciarono da Vittoria l’imperatore con tutti i suoi cavalieri e fanti. »

(Salimbene de Adam, Chronica, 1281-1288)

Il Gonfalone del Comune consiste in un drappo con croce azzurra in campo oro recante l'iscrizione: "aurea Parma" che richiama l'antica denominazione che i Bizantini avevano coniato per la città: Crisopoli.

(LA)

« Chrysopolis dudum Graecorum dicitur usu, aurea sub lingua sonat haec urbs esse latina; scilicet urbs Parma, quia Grammatica manet alta, Artes ac septem studiose sunt ibi lectae »

(IT)

« All'uso dei Greci ancora Parma viene chiamata Crisopoli, che in latino significa città d'oro; come a dire che primeggia nella grammatica e che in essa sono coltivate con passione tutte e sette le arti »

(Donizone, Vita della contessa Matilda, 1115)

Storia

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Parma.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Parma e Piacenza e Ducato longobardo di Parma.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dipartimento del Taro.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Difesa di Parma del 1922.

L'età del Bronzo corrisponde all'occupazione da parte dell'uomo della pianura parmense nella quale sono state localizzate numerose terramare. Per gli storici e secondo una menzione di Tito Livio, Parma sarebbe stata una città etrusca malgrado la scarsa influenza che questo popolo esercitava in Emilia occidentale[2] Successivamente, verso il IV secolo A.C), la regione viene occupata da popolazioni Celtiche ed in particolare il popolo dei Boi si stabilisce nella zona di Parma. Con la progressiva conquista del Nord Italia da parte dei Romani, nel 183 A.C Parma diventa una colonia romana e ad ognuna delle 2.000 famiglie installate vengono affidati dei lotti di terra in prossimità della via Emilia. Col trascorrere degli anni, la fedeltà dimostrata nei confronti dell'Impero valse alla città il titolo di Augusta Parmensis. La crisi successiva dell'Impero Romano causerà anche per Parma la perdita di una certa stabilità e floridezza economica fino al culmine di una decadenza demografica che nel 377 obbligo' l'Imperatore Graziano a stabilire nella zona una tribù di barbari, i Taifali. Seguirono periodi di alternanza tra benessere e decadenza, ai saccheggi di Attila del 452 si contrappose dopo il 502 la rinascita ad opera di Teodorico, alle successive conseguenze drammatiche causate dalle guerre gotiche ci fu nuovamente il rifiorire durante il breve periodo bizantino (539-568) che valse a Parma l'appellativo di Crisopoli (Città d'oro). Fu in seguito, con l'arrivo dei Longobardi nel 593, che Parma divenne per la prima volta un centro militare e amministrativo capitale di un ducato in cui risiedeva une delle figlie del Re Agilulfo. I Franchi succedono ai duchi lombardi e nel 879 Carlomagno accorda al vescovo Guidobo il potere temporale sulla città. Ai saccheggi provocati nel IX secolo dalle invasioni dei Magiari segue un periodo di pace e crescita demografica e Parma continua ad essere governata da una lunga serie di Conti-Vescovi fino al XII secolo, quando la città diventa un libero comune amministrata da un Podestà e da un Capitano del Popolo. Nel 1160 Federico Barbarossa sottomette i parmigiani obbligandoli a dichiarare fedeltà all'Impero ma l'autorità imperiale verrà sconfitta dalle città, tra cui Parma, riunite nella Lega Lombarda nella battaglia di Legnano del 1174. Nel 1183 la Pace di Costanza ristabilisce l'autonomia cittadina. Segue un periodo di dominazione straniera, Parma è sottoposta al dominio milanese dei Visconti dal 1346 al 1447 salvo un breve intermezzo, tra il 1404 ed il 1409, in cui il potere passa nelle mani di Ottobono Terzo. Ai Visconti succederanno gli Sforza ma anche le dominazioni francesi. Nel 1521 gli eserciti pontificio e spagnolo dopo un assedio di tre giorni sconfiggono i francesi e la città viene conquistata.

Alessandro Farnese, considerato uno dei più grandi capitani del suo secolo, 3° Duca di Parma e figlio di Ottavio il nipote di papa Paolo III, in un dipinto di Otto Vaenius (ca 1585)

Nel 1545 il Papa Paolo III (nato Alessandro Farnese), crea il ducato di Parma affidandolo al figlio illegittimo Pier Luigi Farnese e la famiglia farnesiana manterrà il governo ducale fino al 1731 facendo di Parma una piccola capitale italiana, ricca delle opere di grandi artisti quali il Correggio ed il Parmigianino. Ai Farnese succedono i Borbone, discendenti della famiglia del Re Sole e l'Infante di Spagna Carlo I, figlio del Re Filippo V di Spagna, diventa il nuovo duca di Parma e Piacenza. La dinastia dei Borbone, che ha contribuito a rendere Parma un faro culturale in Europa, subisce un'interruzione quando Napoleone Bonaparte annette il ducato alla Francia trasformandolo in semplice dipartimento (dipartimento del Taro). Solo con l'abdicazione di Napoleone avvenuta nel 1814 ed il successivo Congresso di Vienna viene ristabilito il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, affidandolo agli Asburgo. Maria Luigia d'Austria, sposa di Napoleone e figlia dell'Imperatore Francesco I, diviene in questo modo la nuova duchessa della città e, malgrado gli episodi rivoluzionari del 1831 e 1847, conserverà il potere fino alla sua morte avvenuta nel 1847. Nello stesso anno i Borbone tornano a governare il ducato, dapprima con Carlo II (1847-1849), al quale succedette il figlio, Carlo III (1849-1854) pugnalato a morte per strada il 26 marzo 1854 da un attentatore rimasto sconosciuto ed infine con Roberto I di Parma, ma troppo giovane per governare la reggenza fu assicurata dalla madre, Maria Luisa di Borbone-Francia. Roberto venne deposto nel 1859, ad undici anni, quando, allo scoppio della seconda guerra di indipendenza la madre preferì evacuare verso il Lombardo-Veneto, in attesa dell'esito della guerra. Venne l'Armistizio di Villafranca e il Regno di Sardegna annesse il Ducato dopo un plebiscito celebrato nel 1860. Il ramo dei Borbone-Parma prospera tuttora e, dal 1964, i nipoti di Roberto sono Granduchi del Lussemburgo. Nel 1922 la città di Parma si distinse per aver combattuto le milizie fasciste comandate da Italo Balbo erigendo barricate in numerosi quartieri della città. Parma è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Evoluzione urbanistica

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Evoluzione urbanistica di Parma.
Veduta di Parma nel 1700

Recenti indagini archeologiche hanno confermato l'esistenza di un impianto urbano anteriore all'insediamento dei Celti (VI secolo a.C.) e riconducibile ad ambiente di cultura etrusca, ma forse Parma era un centro abitato già nell'Età del bronzo. È ormai accertato che nella posizione attuale della città sorgeva una "terramare" sorta di villaggio su palafitte di forma quadrangolare, costruito sulla terraferma, generalmente in vicinanza di un corso d'acqua con insediamenti posti probabilmente sia sul lato destro che su quello sinistro del torrente, formando nuclei indipendenti tra di loro. La fondazione ufficiale della città è avvenuta nel 183 A.C. ad opera dei Romani, dapprima sull'antico abitato terramaricolo ed in seguito, dopo la distruzione avvenuta nel 44 A.C. poco più ad ovest, spostando il foro cittadino in corrispondenza dell'attuale piazza principale cittadina, Piazza Garibaldi. Nei secoli successivi l'urbanistica cittadina ha subito innumerevoli cambiamenti dovuti ai normali progressi culturali e tecnologici dell'umanità ma anche dettati da obblighi militari, saccheggi o più semplicemente esigenze estetiche o di prestigio delle differenti famiglie regnanti. Per un lungo periodo storico, l'evoluzione della città si è svolta principalmente entro le mura erette nel XIV secolo.

Epoca moderna

Solo dopo la fine della II guerra mondiale ed in particolare a partire dagli anni 60 lo sviluppo urbanistico ha subito una notevole accelerazione che ha portato al raddoppio della superficie cittadina nei primi anni ’90 anni e ad aumentare di un ulteriore 28% dal 1994 al 2003, facendo così registrare in questi nove anni un tasso di espansione mai visto prima [3]. I grandi progetti in fase attuale di edificazione tenderanno a modificare alcune importanti aree cittadine, in particolare nella zona a nord della stazione con un progetto di riqualificazione di ex aree industriali di 40 mila metri quadrati firmato dell'architetto catalano Oriol Bohigas ed in corrispondenza della futura nuova sede dell'Autorità Europea nei pressi della quale, un moderno ponte di acciaio e vetro, collegherà le due sponde del torrente ed ospiterà al suo interno vari spazi per manifestazioni ed eventi legati all'agroalimentare. Il Piano strutturale (PSC) adottato nel 2007 si concentra soprattutto su tre grandi filoni: potenziamento di aeroporto e fiera, nascita di un polo della ricerca nell'area sud con un ampliamento del campus universitario di 150 mila metri quadrati e nelle cui adiacenze sorgerà anche un grande centro polisportivo riservato agli sport minori, sviluppo di nuove aree produttive a nord della citta' oltre la fascia dell'autostrada, nell'area industriale SPIP che raggiungera' 1 milione di metri quadrati totali.

Evoluzione demografica

Evoluzione al XX° secolo

Dalle prime 2.000 famiglie della colonia romana del 183 A.C., la valenza strategica territoriale della città permise anche dopo il 774 di essere prescelta quale zona d’insediamento da molti immigrati al seguito di Carlo Magno[4]. Nel 1.400 si giunse ai circa 12 mila cittadini e nel 1545 Parma era considerata una città di medie dimensioni con 19.592 abitanti censiti[5]. Una grave carestia sopraggiunta nel 1551 ne ridusse il numero a 17mila ma poco più di vent'anni più tardi, nel 1573, grazie al ruolo affermato di capitale di un ducato il numero degli abitanti raggiunse i 26mila e nel 1630, grazie alle "grandi opere" edilizie che attiravano manovalanza tocco' i 46mila per poi ridursi a 30mila dopo la terribile epidemia di peste dello stesso anno. Durante il governo di Maria Luigia durato dal 1814 al 1847, il numero degli abitanti passo' a 45mila e nel 1861, anno della proclamazione del Regno d’Italia, a Parma vivevano 47.428 abitanti, costituenti il 18,5% dei cittadini della provincia e posizionando la città alla ventesima posizione nel Paese [6]. Dieci anni dopo il capoluogo perse quasi 2.000 abitanti attestandosi a quota 45.511, un evoluzione in controtendenza rispetto alle altre città italiane. Il declino demografico prosegue anche negli anni successivi attestando la popolazione nel 1881 a 45.217 abitanti e posizionando la città ventiseiesimo capoluogo italiano [7]. Il declino demografico fu l'effetto della chiusura dello stato e della corte ducale, il cambiamento di sistema provoco' la perdita di molte attività economiche causando un conseguente decadimento sociale ed economico.

« ...il pubblico ricorre col pensiero a quei tempi in cui abbondavano gli uffici e la Corte spendeva, tempi che si ricordano da molti non senza qualche compiacenza, poiché del passato si sogliono ripetere le cose liete piuttosto che le tristi e dolorose...La città di Parma, come altre volte si è osservato, è forse quella fra tutte le italiane, che nel nuovo ordine di cose, per esser spoglia di propri spedienti e di forze locali, ebbe più a soffrire ne’materiali interessi. Il visibile e continuo deperimento rattrista e commuove questa popolazione... »

(Lettera di doglianza indirizzata al Ministero degli Interni scritta nel 1865 dal prefetto di Parma avv.Carlo Verga)

Nel 1901 il comune di Parma era costituito quasi interamente da territorio urbano con una popolazione di 47.000 abitanti mentre il successivo censimento avvenuto attorno al 1911, evidenziava una prima ripresa demografica dalla fine del periodo ducale, contando circa 57.000 abitanti.

Abitanti censiti[8]

Residenti dal 2000 ad oggi[9]

Alla fine del XX secolo, l'ufficio statistica comunale censiva 168.717 residenti in linea con la stagnazione demografica verifica durante tutto l'arco degli anni novanta. Solo con gli inizi del nuovo millennio, ed in particolare grazie ai flussi migratori, si verifica un implemento costante dei residenti nel territorio comunale. Ad esempio, tra gli inizi del 2005 ed il 2006, la popolazione della città è passata da 174.471 a 175.789 unità, con un incremento complessivo di 1.318 individui (558 maschi e 760 femmine) aumento complessivo reso possibile da un saldo migratorio (differenza tra immigrati ed emigrati), pari a 1.634 unità a compensazione di un saldo naturale negativo di ‘-316’ unità. Un ulteriore incremento di 1.280 abitanti, pari allo 0,7%, si è verificato nel biennio successivo portando la popolazione residente nel capoluogo a 177.069 abitanti con una presenza di residenti stranieri pari al 9,1%. Confrontando il decennio 1997 -2007 la popolazione del capoluogo è aumentata del 6,1% corrispondente a 10.189 unità. Un ulteriore aumento dello 0,9% si è verificato nel 2007 rispetto all'anno precedente portando, al 1° gennaio 2008, il numero totale dei residenti a 178.718. Abitanti censiti

www.statistica.parma.it Portale statista della Provincia di Parma/..

Musei

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Musei di Parma.

L'offerta museale parmigiana propone un percorso che ne svela la storia, le tradizioni ma anche i sapori con un circuito extracittadino che comprende anche la conoscenza approfondita dell’enogastronomia del territorio. Spesso le strutture ospitanti sono situate all'interno di castelli o dei più prestigiosi palazzi del capoluogo.

Monumenti

In città sono repertoriati 330 beni culturali tra i quali 34 archeologici e 296 architettonici [10].

Tra Duomo e S.Giovanni...
Affresco del Correggio della cupola del Duomo
Duomo e Battistero
Battistero


Edifici religiosi

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: (usare il Template:Vedi categoria).

Edifici situati nel quartiere Parma Centro (detto anche Parma Nuova)

Sorto tra l’ XI ed il XII secolo a ridosso della cinta muraria romana e al posto dell’antica basilica, il Duomo è fra le maggiori opere dell'architettura romanica in Italia. A fianco del campanile, sulla stessa piazza, si erge il Battistero, di Benedetto Antelami, un'imponente monumento in marmo rosa che segna il passaggio dal romanico al gotico. Queste due strutture rappresentano i monumenti più importanti e simbolici della città. Nei pressi, rivolgendo la prospettiva verso est, attraverso il campanile del Duomo ed il Battistero , si scorgono la facciata ed il campanile dell’Abbazia di San Giovanni Evangelista un complesso monastico con la relativa chiesa la cui cupola fu affrescata dal Correggio. Nella vicinanze, tra la Piazza Duomo e il palazzo della Pilotta, fu fondato nel XI secolo il Complesso di San Paolo. In questo monastero benedettino sorto come conseguenza dello spirito di riforma monastica che attraverso' la città nei primi anni del nuovo millennio, è conservata La camera di San Paolo, un affresco realizzato tra il 1519 e il 1520 dal Correggio.

Camera di San Paolo Affresco del Correggio

Questa opera fu portata a termine su commissione della badessa del monastero Giovanna Piacenza. Sempre a poca distanza, quasi adiacente alla Piazza Garibaldi (il centro cittadino), si impone la pianta a croce greca della chiesa di Santa Maria della Steccata un bellissimo edificio con absidi su ogni braccio fondato nel 1521 per conservare al suo interno un'immagine sacra della Vergine. L'architetto a capo dei lavori fu Giovanfrancesco Zaccagni insieme a suo padre Bernardino. Il Vasari nelle Vite ne attribuisce il progetto al Bramante, oggi si pensa pure a Leonardo Da Vinci. È uno degli esempi più significativi di chiese a piano centrale della prima metà del XVI secolo. Il grande arco del presbiterio rappresenta un capolavoro di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino. Al suo interno sono presenti inoltre numerose decorazioni e opere di artisti di grande rilievo, tra cui Michelangelo Anselmi, Girolamo Mazzola Bedoli, Johann Soens, Giovan Battista Trotti detto Malosso. La cupola fu dipinta da Bernardino Gatti detto Sojaro. L’esterno bianco della cupola della Steccata è perfettamente visibile dalla piazza centrale (Piazza Garibaldi) sulla quale si prospetta la splendida facciata di stile neoclassico della chiesa medioevale di San Pietro Apostolo, realizzata da Ottavio e Giovanni Bettoli seguendo un progetto del Petitot. A fianco del palazzo del Comune, sull’attuale Via della Repubblica, è visibile una delle più antiche chiese erette nel centro della città medievale, la Chiesa di San Vitale. Completamente riedificata a metà del XVII secolo e restaurata recentemente, conserva all'interno la cappella della Beata Vergine di Costantinopoli, con lo scenografico Monumento Beccaria. Più a nord, quasi a ridosso della cerchia urbana del centro storico, sorge la costruzione del XIII secolo di San Francesco del Prato, chiesa a carattere gotico, antica sede dei Francescani la cui lunghezza supera perfino quella del Duomo. Nei secoli successivi divenne una delle chiese più importanti della città ma dall' 800 e fino agli inizi degli anni 90 fu trasformata nel carcere cittadino. Al centro dell'abside è stato ritrovato un affresco raffigurante Cristo Pantocrator attribuito a Bernardino Grossi e al suo allievo e genero Jacopo Loschi. L'espansione di una cappella della chiesa stessa vide la nascita dell’ Oratorio della Concezione. Costruito nel XVI secolo, a forma di croce greca, il manufatto comporta pregevoli affreschi di Michelangelo Anselmi e Francesco Rondani, entrambi collaboratori del Correggio. L’Oratorio si è salvato dalla trasformazione a carcere della chiesa di San Francesco del Prato in quanto adibito a cappella del carcere stesso.


Edifici situati nel quartiere Oltretorrente (detto anche Parma Vecchia)

Dal quartiere Parma Centro attraversando il Ponte di Mezzo si arriva direttamente nel quartiere popolare dell'Oltretorrente dove, a pochi metri di distanza dal torrente, sorge la chiesa S.S. Annunziata un edificio religioso di forma ellittica a cappelle radiali, annessa al monastero francescano maschile. Rappresenta uno dei monumenti più significativi del Manierismo sperimentale della seconda metà del XVI secolo. È un opera di Giambattista Fornovo che la disegnò nel 1566 su commissione del Duca Ottavio Farnese. Sempre nella zona, detta anche Capo di Ponte ossia la parte dell’(Oltretorrente) più antica e a ridosso del Ponte di Mezzo, venne edificata nel 1617 la chiesa Santa Maria delle Grazie quale sede della confraternita delle Stimmate di San Francesco e per accogliervi una venerata immagine della Vergine del soccorso. Conserva la cupola affrescata da Sebastiano Galeotti con un'Assunzione ispirata a quella realizzata dal Correggio per il duomo e, nelle cappelle laterali, due dipinti di Sisto Badalocchio e Antonio Savazzini. Sulla principale arteria dell’Oltretorrente, l’attuale Via D’Azeglio, corrispondente al tracciato della via Emilia, si trova l’ Oratorio di Sant'Ilario di Parma, dedicato al patrono della città è collocato all'interno del complesso storico dell'Ospedale Vecchio. L'oratorio è di piccole dimensioni, si compone di tre navate scandite da pilastri a sezione quadrata e dalle superfici scanalate ed ha assunto l'attuale compagine dopo i lavori di ristrutturazione del 1663. A fianco dell’Ospedale Vecchio è anche visibile uno dei monumenti più importanti e caratteristici del quartiere Oltretorrente rappresentato da una splendida facciata barocca composta da due torri, dette dei Paolotti, uniche strutture conservate del convento e della chiesa di San Francesco di Paola ed edificati tra il 1625 ed il 1632. Proseguendo verso est in corrispondenza di una delle Porte principali del centro storico è posizionata l'antica chiesa Santa Croce, un manufatto religioso del 1210 e prima tappa tra le chiese arcipresbiteriane della Strada Romea. Un altro antico edificio, costruito nel 1619, completa la principale offerta monumentale religiosa del popolare quartiere, la chiesa Santa Maria del Quartiere. A forma di prisma esagonale, con uno spazio interiore centrale dominato da una grande cupola con magnifici affreschi di Pier Antonio Bernabei che raffigurano il Paradiso. La costruzione del manufatto viene comunemente attribuita a Giovan Battista Aleotti detto l'Argenta, realizzatore del Teatro Farnese.


Edifici situati fuori dal Centro Storico

Situata a pochi chilometri dal centro storico, nel punto in cui la città lascia il posto alle campagne della Bassa parmense, sorge il monumento più emblematico della città, l' Abbazia Cistercense di Valserena. Comunemente definita La Certosa di Parma che ispiro' Stendhal, è oggi sede universitaria del Centro Studi e Archivio della Comunicazione. La sua costruzione iniziò per volere del Cardinale parmigiano Gherando Bianchi nel maggio del 1298. Luogo romantico e misterioso dell'architettura cistercense, comprende una chiesa a croce latina in stile gotico lombardo e un presbiterio arricchito da affreschi del Baglione. Conosciuta anche sotto il nome di Certosa di Paradigna e Abbazia di San Martino dei Bocci. A ridosso della città e situato in prossimità della tangenziale Nord si erge un altro monastero, forse meno rinomato ma di eguale valore storico, la Certosa, fondato nel 1285 da Rolando Taverna è un edificio ricco di opere d'arte e di pregevole fattura architettonica nel quale i monaci vi abitarono per 483 anni fino al 1805 quando la "Fabbrica Ducale dei Tabacchi di Parma" vi si stabilì mentre oggi ospita la Scuola di Polizia Penitenziaria.

Il cassetto delle foto degli edifici religiosi di Parma

Chiese

Palazzi

Palazzo del Giardino
Archi della Pilotta
Palazzo della Pilotta della Famiglia Farnese

Palazzo della Pilotta: costruito da Ottavio Farnese, è il centro storico e culturale della città.

Palazzo del Giardino. È situato all'interno del Parco Ducale; i lavori di costruzione iniziarono nel 1561 su ordine del duca di Parma Ottavio Farnese e su un probabile progetto del Vignola. Quest'opera si rese necessaria dal momento in cui il duca decise di risiedere in maniera stabile a Parma e dal fatto di dotare la piccola capitale di una sede prestigiosa per la corte. Costruito sulle terre dell'antico castello degli Sforza, subì importanti modificazioni ed abbellimenti strutturali durante il XVII e XVIII secolo. Nonostante questo molti sovrani, preferirono risiedere al di fuori delle mura cittadine nel Casino dei Boschi di Sala e soprattutto nel Palazzo Ducale di Colorno. Il classico color "giallo Parma" delle sue facciate è un richiamo all'epoca Borbonica e ai colori largamente utilizzati dal Petitot. Durante la seconda guerra mondiale subi gravi bombardamenti che causarono la perdita di diverse sale di rappresentanza, delle quali alcune decorate dagli stucchi di Benigno Bossi. Al suo interno sono visibili numerosi affreschi e stucchi. Oggi è sede di rappresentanza dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Palazzo Eucherio Sanvitale. Situato all'interno del Parco Ducale è un esempio significativo dell'architettura Rinascimentale a Parma. All'interno sono presenti interessanti decorazioni del XVI secolo attribuite a Gianfrancesco d'Agrate. In una delle sue sale recentemente restaurate è possibile ammirare frammenti di un affresco del Parmigianino.

Palazzo del Comune. Situato nel cuore della città (Piazza Garibaldi), fu costruito nel 1627 da Gian Battista Magnani in occasione delle nozze tra Odoardo Farnese e Margherita de' Medici, a seguito del crollo del 1606 del altissima torre civica sulla precedente sede comunale.

Palazzo del Governatore

Palazzo del Governatore. Struttura originaria del XIII secolo, fu antica sede di mercanti e del Governatore. Nel 1760 il Petitot apriva una nicchia nella torre dove venne collocata la statua della Vergine incoronata di stelle da Cristo, opera di Jean-Baptiste Boudard. Un originale quadrante solare verticale del 1829 è visibile sulla facciata principale. Oggi al suo interno trovano posto alcuni uffici amministrativi dell'EFSA.

Palazzo Episcopale. La costruzione iniziò nel 1055 su ordine del vescovo conte Cadalo. A quell'epoca il palazzo era situato all'esterno delle mura cittadine. Nei secoli subì numerose modificazioni, ma ancora oggi sono perfettamente visibili gli elementi medievali e rinascimentali della struttura.

Palazzo delle Poste. Pregevole manufatto del centro storico, situato a due passi dalla Cattedrale, venne realizzato nel 1905 in puro stile Liberty da Moderanno Chiavelli.

Palazzo Tarasconi. Fu eretto nel 500 ed al suo interno, nel 1860, venne aperto il primo sportello della cassa di Risparmio di Parma. Il retro del palazzo ospito', durante 20 anni, la tipografia della Gazzetta di Parma

Palazzo Carmi. In stile neoclassico.

Palazzo Imperiale dell'Arena. Fu costruito per volere di Federico II di Svevia ed in seguito, tra il 1836 ed il 1847, venne ristrutturato da Nicola Bettoli su incarico della Duchessa Maria Luigia. Oggi è la sede del Convitto Nazionale.

Palazzo Pallavicino. Edificio in stile barocco a pianta quadrata costruito per volere di Alfonso Pallavicino nel 1646. Pregevole la monumentale balconata ed il porticato. Oggi è la sede del Tribunale Amministrativo Regionale.

Palazzo Marchi. Fu eretto nel 1770 e oggi ospita la sede della Fondazione Arturo Toscanini. Possiede una collezione privata di oggetti provenienti dalla corte ducale.

Palazzo Meli Lupi. In stile neoclassico, fu la residenza settecentesca della nobile famiglia Meli-Lupi; oggi è la sede dell'Unione Industriali Parmense.

Il cassetto delle foto dei palazzi di Parma

Teatri storici

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Teatro Regio
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Teatro Regio (Parma).

Teatro Regio. Simbolo della passione melodrammatica della città, fu inaugurato dalla duchessa Maria Luigia con la Zaira di Vincenzo Bellini il 16 maggio 1829.

Teatro Farnese Opera lignea dell'architetto Giovan Battista Aleotti realizzata all'interno del maestoso Palazzo della Pilotta. Nacque nel 1617 per volontà dal duca di Parma Ranuccio I Farnese per festeggiare degnamente la sosta a Parma di Cosimo II de' Medici.

Altri monumenti

Ingresso principale della Cittadella

La Cittadella. Grande fortezza costruita alla fine del XVI secolo su ordine del duca Alessandro Farnese, a margine delle mura storiche di Parma, per scopi difensivi e quale emblema del potere ducale. La sua costruzione fu anche l'occasione di fornire lavoro a gran parte della popolazione. Di forma pentagonale, l'architettura si ispira fortemente alla cittadella di Anversa. Oggi il suo interno è un vasto e frequentatissimo spazio dedicato a verde pubblico, attrezzato con numerosi impianti sportivi e giochi per bambini.

Casino Petitot. Inaugurato nel 1766 e considerato uno dei primi Caffè italiani, fu realizzato dall'architetto della corte ducale Petitot.

Pons Lapidis. Detto anche Ponte Romano o Ponte Teodorico. Ponte di pietra di età augustea. Oggi sono visibili solamente due delle dieci arcate nel sottopassaggio di Via Mazzini assieme ai resti del decumano massimo. Un progetto di riqualificazione della zona consentirà a breve di rendere visibile la maggior parte di questo antichissimo manufatto.

Ospedale Vecchio. Creato nel 1250 sul lato nord dell'attuale via d'Azeglio fu inseguito ricostruito. Prima manifestazione del Rinascimento dell'architettura parmigiana l'attuale edificio data tra il XV ed il XVI secolo su progetto e realizzazione di Gian Antonio da Erba. All'interno del complesso è collocato l'Oratorio di Sant'Ilario. Dal 1948 è sede degli Archivi di Stato e della Biblioteca Comunale.

Monumento a Verdi. In granito e bronzo, l'opera dello Ximenes, costruita nel 1913 dall'architetto Lamberto Cusani, è dedicata al grande maestro Giuseppe Verdi. Il monumento visibile attualmente è solo una parte di un complesso più vasto, sacrificato, non senza polemiche, in nome dell'espansionismo urbanistico del dopoguerra.

Monumento a Bottego. Monumento bronzeo realizzato nel 1907 dallo Ximenes, in occasione del decimo anniversario della scomparsa dell'esploratore parmigiano Vittorio Bottego. La zona in cui sorge il monumento è attualmente sottoposta ad una vasta operazione di ristrutturazione e riqualificazione urbana, seguendo un progetto dell'architetto catalano Oriol Bohigas.

Monumento alla Vittoria. Obelisco inaugurato nel 1931 dal re Vittorio Emanuele III. La parte bronzea è stata realizzata dallo Ximenes.

Monumento a Filippo Corridoni. Il monumento dedicato al sindacalista caduto nel 1915 sul Carso, fu eretto nel quartiere Oltretorrente fra il 1925 e il 1927, su disegno dell’architetto parmigiano Mario Monguidi e modellato nel marmo e nel bronzo dallo scultore Alessandro Marzaroli. La statua in bronzo misura 4 metri e mezzo di altezza, l'intero manufatto poggia su una base di gradini di porfido ed è alto 13 metri. Dal basamento quadrato, con quattro teste scolpite nel marmo, quattro aquile e quattro scritte di Corridoni, si innalza la stele bianca con altorilievi.

Monumenti scomparsi

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Monumenti scomparsi di Parma.

Tutte le città sono in continua evoluzione. In particolare Parma ha perso nel corso dei secoli tanti dei suoi monumenti per varie ragioni.

Aree verdi, vivibilità urbana

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Parchi e giardini di Parma.
Parco Ducale. In primo piano la statua di Sileno ed Egle (1785) sullo sfondo il Tempietto d'Arcadia (1769)

Sul territorio comunale sono presenti numerosi parchi, giardini e aree verdi, alcuni di notevole pregio storico e architettonico. Le stime indicano globalmente in circa 334,80 Mq per ogni ettaro di superficie comunale le aree occupate dal verde[11] . A Parma sono censiti 100.000 alberi, 28 milioni di Mq di manto erboso., oltre 80 aree gioco per i bimbi allestite e situate in contesti verdi, una quarantina di aree dedicate ai cani. Sono in corso interventi di riforestazione e riqualificazione ambientale nell'area a nord del comune che andranno a costituire la Kyoto Forest, estesi su una superficie compresa tra gli 80 e i 90 ettari nella quale ci si prefigge ricostruire i principali ambienti della pianura e cioè il bosco planiziale, una zona umida con stagno e sistemi di macchia-radura e aree di bosco percorribili tramite una rete di percorsi pedonali e ciclabili [12]. Attualmente, il verde fruibile pro capite nell'area urbana è di 14,57 Mq per abitante e la città si è posizionata all'8° posto in Italia ed al 1° in Emilia-Romagna nel rapporto Ecosistema Urbano 2008 (nella scorsa edizione era al 4° posto). Purtroppo in città crescono le medie sia di No2 che di polveri sottili (PM10) ma aumenta la raccolta differenziata a compensazione di una produzione pro capite di rifiuti urbani ancora molto alta, aumentano anche i metri di suolo urbano destinato alle bici e sono in corso numerosi progetti per estendere l'attuale rete di piste ciclabili. La rete ciclabile si è infatti notevolmente sviluppata negli ultimi anni, passando dai 51 Km del 2003 agli attuali 71,5 Km e con le nuove realizzazioni l'estensione supererà quota 90 Km. In media il 22% dei parmigiani effettua spostamenti in bicicletta nei giorni feriali contro una media regionale del 6% e nazionale del 2,9% [13]. Anche le politiche energetiche ottengono buoni risultati e Parma si posiziona ai primi posti (11°) per i metri quadrati di superficie stradale pedonalizzata per abitante (0,64 Mq/ab). Insieme alle città di Ferrara, Mantova, Modena e Ravenna, il capoluogo ottiene il massimo punteggio dell’indice di partecipazione ambientale quale buon auspicio per il proseguimento di politiche sensibili al rispetto della qualità ambientale dell'area urbana. [14].

Il cassetto delle foto dei Parchi e delle aree verdi di Parma

Parco Ducale

Cultura

Henri Beyle detto Stendhal
Il set di caratteri del font tipografico Bodoni

Le aristocratiche tradizioni ed una certa raffinatezza della vita sociale caratterizzano ancor oggi l'anima cittadina che si evidenzia in particolare con la passione dei parmigiani nei confronti della musica e dell'Opera da secoli molto seguite ed apprezzate da vari strati della popolazione. Il primo letterato nativo di Parma di cui si abbia notizia fu Gaio Cassio Parmense (1°secolo A.C.), appartenente ad una delle famiglie romane fondatrici della città e autore di tragedie ed elegie, ma la storia parmense si è col tempo arricchita del contributo intellettuale di numerosi artisti, poeti e pittori che ne hanno determinato l'intenso fervore nei confronti di multiformi interessi culturali. Benedetto Antelami, il Parmigianino, Ireneo Affò, Filippo Beroaldo, Taddeo Ugoleto, Clemente Ruta, Francesco Maria Grapaldo, Giovanni Battista Bodoni, Gian Francesco Fortunati, Paolo Toschi, Giovanni Bottesini, Ferdinando Paër, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Ennemond Alexandre Petitot, Étienne Bonnot, abate di Condillac, Claude Millot, Paolo Maria Paciaudi, Carlo Innocenzio Maria Frugoni, Luciano Manara, Angelo Mazza, Castione di Rezzonico, Attilio Bertolucci hanno lasciato un'impronta importante nelle tradizioni artistiche e culturali cittadine. Parma fu magnificata da Stendhal (al secolo Henri Beyle) che la visito' per la prima volta nel 1814 e la sogno' nelle pagine della sua "Chartreuse" (La Certosa) e successivamente desiderata da Marcel Proust nel suo Du côté de chez Swann" (La strada di Swann). Nel XVIII secolo lo sviluppo dell'arte e delle istituzioni cittadine contribuirono a definire Parma "l'Atene d'Italia" mentre oggi, grazie al nuovo ruolo attribuitole all'interno dell'Unione Europea con l'assegnazione di un importante agenzia comunitaria, la città sta preparando e progettando il proprio futuro in funzione di questa investitura destinata a produrre un processo di internazionalizzazione e crescita sociale e culturale, riaffermando l'antica tradizione di piccola capitale.

« Parma acquisirà un respiro internazionale. E dovrà prepararsi a parlare il francese e l'inglese tanto quanto l'italiano. »

(Giorgio Calabrese, docente universitario, unico membro italiano del Consiglio di amministrazione dell'European Food Security Agency, 14 dicembre 2003)

« Sono altresì affascinato dalle molteplici influenze storiche che hanno forgiato la Parma moderna, quella del dinamismo industriale ed agroalimentare, delle università di punta, dell'arte del saper vivere. Parma è proprio un bel campione d'Europa – varia e aperta al mondo.  »

(José Manuel Durão Barroso, Presidente della Commissione Europea. 11 gennaio 2008 in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno accademico del Collegio Europeo di Parma,)


Musica

La passione dei parmigiani: opera e bicicletta
Giuseppe Verdi
Arturo Toscanini
Niccolò Paganini

Parma è sede dell'Orchestra Sinfonica dell'Emilia-Romagna "Arturo Toscanini" e di un Conservatorio musicale (diretto da Emilio Ghezzi) istituito nel 1819 dalla duchessa Maria Luigia. Fondata nel 1990 in città è inoltre presente l'unica orchestra italiana da camera stabile composta interamente da strumenti a fiato. Già nel XVI secolo, sensibile all'importanza sociale di quest'arte la corte farnesiana si occupo' di favorire l'insegnamento della musica e del liuto ai principi e ai paggi. Nel 1570 agli ospiti della Paggeria, vennero impartite lezioni di canto da Giulio Buonagiunta e di liuto da Galeazzo Cacciardino. Nel 1601 fu fondato il Collegio dei Nobili tra le cui materie di insegnamento furono sempre presenti la musica e la danza. Nel 1603 fu fondata la Compagnia dei violini in un periodo in cui questo strumento non aveva ancora assunto un ruolo specialistico nello svolgimento dello opere teatrali mentre nel 1757 venne istituita la Reale Scuola di Ballo e fu nominato direttore Pierre Delisle accompagnato da una compagnia di attori francesi che soggiornerà alla corte fino al 1758, recitando opere di classici (Corneille, Racine e Moliere) e di moderni sia nel teatro Ducale di Parma che in quello bibienesco di Colorno.

« Attualmente Parma sembra essere un'accademia per formare bravi ballerini e può forse in breve tempo fornire all'Italia i migliori danzatori così come fa ora Parigi per la Francia. »

(Edmund Rolfe, 1761)

Qualche anno più tardi, nel 1768, nei locali attualmente occupati dal Conservatorio musicale, la "Reale Direzione Generale degli Spettacoli" istituì la La Reale Scuola de' Cantanti o Scuola di Canto ad uso del Ducale Teatro, il cui insegnamento si prefiggeva di formare dei cantanti per le occorrenze dei cori negli spettacoli teatrali e con lo scopo dichiarato di rendere utilità al ducato. La musica ha quindi sempre avuto un ruolo importante per la città ma la vera cultura musicale si afferma tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento. Crocevia politico e culturale tra Parigi e Vienna (tra le mura della città vivevano nel XVIII secolo circa 4.000 francesi), Parma divenne infatti un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo della musica e del ruolo dell’orchestra in particolare. In particolare, l'attività in seno all'Orchestra ducale del celebre musicista Paganini, voluto dalla stessa reggente dell'epoca, la duchessa Maria Luisa d'Austria, influenzerà le prime disposizioni di quello che in seguito diventerà il concetto moderno di orchestra. In onore al Maestro Niccolò Paganini oggi sorge, a due passi dal centro e su progetto dell'architetto Renzo Piano, un auditorium da 780 posti dotato di sofisticati impianti tecnologici ed acustici che ne assicurano la massima funzionalità.

« Ho nelle mani il modo di rendere felice quattrocentomila anime: di proteggere le scienze e le arti... I parmigiani, melomani e gourmet, non chiedono di meglio come programma politico. »

(Maria Luigia, duchessa di Parma. Lettera ai familiari, 1816)

La Capitale della Musica

Con lo scopo di affermare l'importanza e la centralità della musica nella vita culturale di Parma, nel 2004 il Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Comune di Parma, hanno costituito la Fondazione Parma Capitale della Musica. La Fondazione, ospitata all'interno del quattrocentesco Palazzo Cusani si prefigge di rendere la città un punto di riferimento internazionale di valorizzazione, programmazione e produzione musicale e di sviluppare progetti di ricerca, di studio e di formazione sostenendo nel contempo l'attività del Teatro Regio. Altre due importanti istituzioni cittadine aperte di recente al pubblico valorizzano il ruolo della musica a Parma: La Casa della Musica, anch'essa ospitata nel Palazzo Cusani, che conserva oggetti, fotografie, manifesti e video della tradizione musicale e teatrale di Parma, dal Seicento ai giorni nostri e la Casa del Suono situata negli spazi dell'ex chiesa di Santa Elisabetta che si prefigge di creare la sintesi di un percorso storico e culturale legata all'ascolto della musica, dal fonografo a cilindri ai moderni mezzi di riproduzione e diffusione sonora.

« “Nel passato le varie attività presenti nella città emiliana si sono sovrapposte, sono entrate in competizione, quindi c’era bisogno di un coordinamento e della possibilità di ampliare l’offerta ad un pubblico che, grazie anche all’Authority, diventerà sempre più europeo”. »

(Pietro Lunardi ex Ministro delle Infrastrutture in occasione della presentazione della "Fondazione Parma Capitale della Musica" nella Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati di Roma il 5 luglio 2005.)

« A Parma c’è una tradizione affermata che mi fa sostenere che il merito di questa iniziativa, più che del Sindaco o dei due Ministeri, sia della competenza e della tradizione del pubblico di Parma. »

(Rocco Buttiglione ex Ministro dei Beni e delle Attività culturali sempre in occasione della presentazione della "Fondazione Parma Capitale della Musica" nella Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati di Roma il 5 luglio 2005.)

Informazione

La prima radio libera d'Italia

Grazie all'idea di Virginio Menozzi, un imprenditore di Sala Baganza (PR), una radio cittadina tutt'ora esistente, Radio Parma, è stata la prima radio privata a trasmettere in Italia. Dalla piccola sede di via Farnese, nel dicembre 1974 ci furono le prime trasmissioni sperimentali mentre la diffusione ufficiale dei propri programmi ebbe inizio il 1° gennaio 1975 (le successive furono Radio Milano International nel marzo 1975 e Radio Roma il 16 giugno 1975). La radio inizio' fin da subito con un programma giornaliero di quasi 9 ore proponendo un palinsesto assai completo ricco di informazione, approfondimenti e cronache locali.

« Radio Parma ha cambiato il costume e in qualche modo la vita degli italiani affidando alla città un primato che la onora rendendola degna di passare alla storia. »

(Elvio Ubaldi, ex sindaco di Parma, in occasione del Premio Sant'Ilario 2005)

Quotidiani

La città è sede del più antico quotidiano d'Italia, la Gazzetta di Parma, fondata nel 1735 e tutt'oggi il più diffuso quotidiano in città e provincia con una media di 41.304 di copie vendute ogni giorno [15]. Tra i tipografi che nel passato hanno contribuito alla stampa del quotidiano occorre ricordare la storica figura di Giovanni Bodoni. A Parma sono distribuiti altri due quotidiani cittadini: Polis Quotidiano, in 2 fogli, nato come quotidiano nel 2003 dopo una precedente esperienza con tiratura settimanale e il più completo e corposo L'Informazione di Parma, nato nel 2005. A questi si sono affiancati due quotidiani online; nel 2004 Lungoparma.it, testata indipendente da quasi 90.000 lettori unici mensili e nel 2006 le testata giornalistica di notizie in tempo reale http://www.ParmaDaily.it.

Settimanali

Vita Nuova è un antico settimanale diocesano fondato nel 1919 e ad oggi tra i più autorevoli settimanali cittadini. Grande diffusione per l'ultimo nato (2006): il settimanale "Zero7", oltre 10.000 copie distribuite nella modalità a pagamento e gratuito. Il quotidiano online "Lungoparma" pubblica anche un edizione cartacea di 16 pagine con oltre 10.000 copie distribuite a settimana [16]. "La Voce di Parma" è un settimanale d’attualità, cronaca e sport.

Mensili

Da undici anni si pubblica un mensile di cultura e spettacoli, "Il Caffè del Teatro", diffuso anche nelle province limitrofe di Piacenza e Reggio Emilia. Dal 1999 la casa editrice parmigiana Edicta pubblica il mensile di attualità e cultura locali "Il Mese di Parma e Provincia". Grazie al sostegno di Comune, Provincia, Università degli Studi di Parma, Fondazione Cariparma e numerosi altri enti cittadini, le 8.000 copie della rivista vengono distribuite gratuitamente sull’intero territorio provinciale. Un'altra Fondazione bancaria (la Fondazione Monte di Parma) e l'Università degli Studi di Parma hanno dato vita ad un progetto di produzione editoriale comune con la creazione della Monte Università Parma Editore S.r.l. realizzando il quadrimestrale di letteratura Palazzo Sanvitale, in continuità con una tradizione di mecenatismo letterario che è parte integrante della vita culturale della città di Parma. La rivista coinvolge scrittori, poeti, critici e intellettuali di tutta Italia. Con lo scopo di far scoprire il territorio parmense, nasce nel 2002 la rivista "Insieme Dove" che si occupa di ambiente, cultura, turismo e dal 2005 ha ampliato il suo raggio d'azione anche nel piacentino, nel cremonese, nel mantovano, nel reggiano, in Lunigiana, nello spezzino e nel genovese. Questo mensile si pone anche l'obiettivo di creare un legame costante con gli emigrati di Parma e della Regione Emilia Romagna in generale.

Emittenti televisive "TV Parma" è l'emittente storica della città appartenente alla casa editrice della Gazzetta di Parma e fortemente legata al quotidiano locale. Le origini risalgono al 1974, con il nome di TeleParma, quando la stazione televisiva trasmetteva via cavo grazie alle prime cablature delle strade centrali. A seguito della liberalizzazione delle trasmissioni in ambito locale decise dalla Corte Costituzionale e dopo una successiva fase sperimentale durata alcuni mesi, nel 1978 iniziano le prime trasmissioni ufficiali via etere con una programmazione pomeridiano-serale. Le altre televisioni locali sono "Teleducato", un emittente indipendente con una copertura provinciale e "E'Tv", presente a Parma con una sede operativa.

Principali manifestazioni culturali cittadine

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Principali manifestazioni culturali a Parma.

In città si svolgono regolarmente numerose manifestazioni culturali e tra esse figurano appuntamenti di rinomanza mondiale quali il Festival Verdiano, interamente dedicato alle opere del grande compositore parmense Giuseppe Verdi. Numerosi appuntamenti dedicati alla musica, alla danza e al teatro, dai repertori classici al contemporaneo, si annoverano tra le rassegne annuali principali e di maggiore distinzione ma ampio spazio viene consacrato alle arti letterarie come l'annuale svolgimento del ParmaPoesiaFestival che si pone come punto di riferimento per la poesia nazionale ed internazionale e la città richiamando decine di poeti da tutto il mondo, autori di grande popolarità e nuove voci della poesia nazionale ed internazionale. Un appuntamento folkloristico cittadino che trae la sua origine nel 1300 ripropone ogni anno in settembre il Palio di Parma, una celebre competizione incentrata sulla staffetta fra le 5 squadre rappresentanti le 5 antiche porte cittadine.

Istruzione

Università

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Università degli Studi di Parma.

Parma è la sede della prestigiosa Università degli studi di Parma, dotata di infrastrutture scientifiche d'avanguardia. Annoverata fra i 500 migliori istituti al mondo in alcune classifiche[17], è in grado di formare dei professionisti nei settori giuridici, scientifici e umanistici. Si distingue in particolare per le sue competenze nella formazione e la ricerca relative al settore agro-alimentare. Fondata nel X secolo, l'Università di Parma conta più di 1.000 professori, 968 unità di personale tecnico e amministrativo e 31.000 studenti (di cui più di 18 mila provenienti da altre province) che frequentano le dieci facoltà, cui afferiscono 48 corsi di laurea triennali, 5 corsi di laurea specialistica a ciclo unico, scuole di specializzazione, corsi di perfezionamento e master. L'Ateneo partecipa ad una cinquantina di corsi di dottorato, molti dei quali con sede amministrativa a Parma. Nella classifica stilata, dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore in merito alle Università pubbliche italiane più efficienti, l'Università degli studi di Parma si è posizionata al terzo posto (classifica del luglio 2007)[18].

Campus: Ingegneria
Facoltà

Agraria, Architettura, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Psicologia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Scienze Politiche. Due Corsi interfacoltà: Laurea Specialistica in Biotecnologie per la salute e Studi Internazionali ed Europei.

In città sono presenti 20 sedi universitarie tra cui il Campus universitario, un insediamento di settantasette ettari che rappresenta il polo scientifico dell'Università degli Studi di Parma. Appare come una struttura simile a quella dei Campus americani: spazi erbosi, numerose strutture sportive (unica in Italia con il campo da golf) che insieme ai dipartimenti formano un complesso curato e inusuale nel panorama universitario italiano. A differenza dei Campus americani la struttura architettonica è però molto disomogenea, mentre la disordinata allocazione degli spazi mostra chiaramente la mancanza di una adeguata pianificazione. Nonostante l'elevato numero di studenti e docenti che orbitano su questa nuova struttura sono assenti alcune strutture irrinunciabili, quali residenze per studenti provenienti da fuori città, una libreria universitaria e strutture di aggregazione per gli studenti.

Collegio Europeo

Il Collegio Europeo di Parma è presente in città dal 2003: si tratta di un istituto di formazione superiore, analogo a quello di Bruges in Belgio, in grado di formare i giovani diplomati europei nei settori del Diritto, dell'Economia e delle Politiche dell'Unione Europea . La formazione proposta dal Collegio Europeo di Parma offre un curriculum accademico d'eccellenza e a carattere interdisciplinare sul processo d'integrazione europea.

« Il collegio europeo rappresenta una delle carte fondamentali per avere un ruolo nelle istituzioni europee. È chiaro che diventa importante avere in mano uno strumento di questo tipo. »

(Romano Prodi, in qualità di presidente della Commissione europea, 27 settembre 2003)

Scuola Europea

Parma ospita una delle 13 sedi della Scuola Europea che dispensa un insegnamento multilingue, multiculturale e multiconfessionale. La scuola è organizzata in tre cicli: ciclo materno (3-5 anni), ciclo primario (6-11 anni), ciclo secondario (11-18 anni). Il "Baccalauréat Europeo" conseguito in questa scuola è riconosciuto in tutti i Paesi dell'UE e altri Paesi extracomunitari e permette l'iscrizione in numerose Università del mondo.

Convitto Maria Luigia

Il monumentale Palazzo Lalatta, sorto sul luogo in cui si trovavano l'arena romana e il palatium longobardo, ospita la sede del Convitto Maria Luigia, in cui insegnarono Cesare Zavattini ed il poeta Attilio Bertolucci. Furono ospiti del Convitto allievi diventati poi celebri quali lo scrittore Giovanni Guareschi.

L'edificio è sede (oltre che delle scuole elementari e medie) del Liceo Scientifico, Classico e Classico europeo: tutte le scuole annesse sono statali.

Liceo Classico G.D. Romagnosi

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Liceo statale "Romagnosi".

Il Liceo nacque nel 1860-61 con il nome di Regio Liceo. Nel 1865 assunse il nome di Regio Liceo G.D. Romagnosi, in omaggio all'illuminista Gian Domenico Romagnosi. Nel 1869 venne chiamato Regio Liceo-Ginnasio. Assunse la sua sede attuale durante il ventennio fascista.

La scuola vanta tradizioni ed allievi illustri in campo umanistico, ma anche in quello scientifico e tecnico.

Negli ultimi anni il numero degli iscritti è andato crescendo, superando i 1000 iscritti nell'anno scolastico 2006/2007. Quest' aumento ha comportato anche l'esigenza di ampliare le strutture della storica sede di viale Maria Luigia, imponendo nel frattempo l'uso temporaneo di altri locali, quali l'ITIS.

Cucina

Parmigiano-Reggiano

Parma è famosa nel mondo per i suoi prodotti alimentari e per la sua cucina, in particolare per il formaggio Parmigiano-Reggiano e per il Prosciutto di Parma. Questi prodotti sono tutelati dai ripettivi consorzi di produzione che ne certificano l'origine e la qualità.

« ...ed eravi una montagna di Parmigiano grattugiato sopra la quale stavan genti che niun'altra cosa facevan, che farev maccheroni et ravioliet cuocergli in brodo di cappone. »

(Boccaccio, 1348)


I piatti tipici di Parma sono:

Antipasti Primi piatti Secondi piatti Prodotti da forno Dolci
Prosciutto di Parma Tortelli d'erbetta* Arrosto di maiale Torta di riso La Violetta allo zucchero
Salame di Felino Anolini in brodo** Bomba di riso**** Spongata Pasta ripiena
Spalla Cotta di San Secondo Tortelli di patate Stracotto di manzo e gallina Castagnaccio (Patòn'na) Torta di mandorle
Culatello di Zibello Tortelli in savor Punta al forno Viennese al cioccolato
Fiocchetto Soufflé di Parmigiano Rosa di Parma*** Scarpette di S.Ilario
Torta Fritta (quadrangoli di pasta fritta) Timballo di riso con crema di formaggio Trippa parmigiana ("buzèca") Zuppa Inglese
Parmigiano-Reggiano Risotto alla parmigiana Cima ripiena o "picàja" Baci
Cicciolata Tagliatelle al prosciutto di Parma Vécia (peperonata, patate e carne) Dolce al Nocino
Mortadella Maltagliati al Culatello Bolliti misti Crostata di noci
Culaccia Quadrucci alla verza e prosciutto Prosciutto di Parma in crosta Meringata di castagne
Anolini in brodo
  • * pasta con ripieno a base di ricotta, Parmigiano ed erbette, da non confondere con spinaci
  • ** pasta con ripieno composto di sugo ristretto di stracotto, che secondo una antica ricetta dovrebbe essere di asinina, di Parmigiano stravecchio, di pan grattato, di uova e di noce moscata
  • *** piatto composto da arrosto di manzo, prosciutto e parmigiano
  • ****carne di piccione e regaglie di pollo


La pasta prodotta a Parma, confezionata con semola di grano duro, fu conosciuta e apprezzata già nel Cinquecento sulla mensa dei duchi Farnese.

Il vino di maggior produzione nella provincia di Parma è il "Lambrusco" un vino rosso scuro dal moderato tenore alcolico che non supera i 10-11 gradi. Sui colli del parmense si produce anche la "Malvasia dei Colli di Parma" (DOC) un vino da pasto o da dessert, fermo o frizzante di bassa gradazione alcolica (10,5°). La "Fortanina" è vino tipico della Bassa Parmense, un tempo assai diffuso, oggi prodotto in quantitativi limitati nella zona di San Secondo.

« A Parma si è golosi come in tutta l'Emilia, ma ci si vanta d'essere più raffinati,di svolgere, direi gli stessi temi con maggiore capriccio. Si entra qui nella terra dell'Italia dove il cibarsi è un aspetto della cultura, e quasi dell'erudizione... »

(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1975)

Personalità legate a Parma

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Personalità legate a Parma.

Le Opere di Giuseppe Verdi, i caratteri tipografici del Bodoni, gli affreschi del Correggio, il dinamismo economico della famiglia Barilla, l'antifascismo di Guido Picelli, le poesie di Bertolucci. Sono numerose le personalità che nel corso dei secoli, grazie alle loro opere o alle loro azioni, hanno legato il loro nome alla storia antica e recente della città marcandone il carattere degli abitanti, l'architettura, la cultura.

Economia

La Violetta di Parma, fiore e profumo simboli della città.
La Duchessa Maria-Luigia
La Violetta di Parma è un profumo che ormai fa parte della memoria storica e imprenditoriale cittadina intrecciandosi profondamente al mito e al ricordo della Duchessa Maria Luigia che amava questo fiore tanto quanto la città da lei stessa governata. La Duchessa favori' in ogni modo le ricerche di alcuni abili alchimisti frati fino all'ottenimento di un essenza al profumo di violetta e quando fu costretta ad abbandonare il Ducato durante i moti del 1831, scrisse nel suo diario la frase "Souvenir de Parme malheureuse" custodendola tra i colori ed il profumo di alcune violette essiccate tra le pagine. Un amore che la città ha sempre ricambiato facendole avere ogni anno un mazzetto di violette sulla tomba nella Chiesa dei Cappuccini di Vienna, dove si trova la cripta dei sepolcri imperiali degli Asburgo. Nel 1880, dieci anni dopo l'inizio del suo percorso imprenditoriale nella profumeria, il parmigiano Ludovico Borsari venuto a conoscenza della formula per ottenere il prezioso distillato del profumo alla violetta ebbe l'idea di farlo diventare un prodotto destinato ad un largo pubblico fino a diventare, ai giorni nostri, un simbolo famoso quale espressione del gusto e della raffinatezza della "petite Capitale" stendhaliana e contribuendo non poco a veicolare il "marchio" Parma in tutto il mondo.

Alla tradizione culinaria, già fortemente radicata nella cultura del buon vivere emiliano si è affiancata in queste terre una moderna industria agroalimentare. Sul terreno dell'economia Parma si distingue tra tutte le città italiane per la singolarissima compenetrazione tra agricoltura e industria. Gli agricoltori parmensi producono derrate per la trasformazione industriale, pomodoro, pisello e mais dolce per le industrie conserviere, latte per le industrie casearie, prima tra le altre la produzione del Parmigiano Reggiano. L'industria meccanica parmense vanta il primato nazionale nella produzione di impianti per la trasformazione industriale delle derrate agricole: apparecchiature per l'industria delle conserve, impianti di trasformazione del latte, impianti per la macellazione. È per questi primati che Parma vanta il titolo di primo polo agroalimentare padano, un titolo che ha rilevanti conseguenze per la cultura e le istituzioni [19]. In una recente classifica, Parma è risultata 2a in Italia e 1a in Emilia-Romagna per grado di libertà economica. Gli indici hanno preso in considerazione oltre al prodotto interno lordo, anche altri indicatori come lo sviluppo culturale, sociale, strutturale, la distribuzione della ricchezza, del lavoro, dell'assistenza. Fatto 100 l'indice sintetico di libertà economica il grado misurato a Parma è risultato del 98,3% [20]. Parma è anche sede di grosse multinazionali del settore chimico/farmaceutico tra le quali l'inglese Glaxo Smith Kline Spa (l'altra sede italiana si trova a Verona) e la Chiesi Farmaceutici Spa, un'azienda nata in città nel 1935 e che oggi conta nel mondo 21 filiali dirette, 3 impianti produttivi e 3 centri di ricerca [21]. Rimane importante per il tessuto economico locale la presenza dell'industria vetraria rappresentata dalle sedi delle multinazionali Bormioli Luigi Spa (sede a Parma), specializzata in vetro per uso chimico e farmaceutico e Bormioli Rocco & Figli Spa (attuale sede a Fidenza) la cui storia in città ebbe inizio fin dalla metà dell’Ottocento. Il Gruppo Bormioli Rocco, possiede 11 stabilimenti (uno per il vetro ed uno per gli stampi situati in provincia), 3 atelier di decorazione e 10 Outlet, opera in oltre 100 paesi, con circa 3.000 dipendenti [22].

Uno studio del maggio 2006, divulgato dall’osservatorio della Fondazione Accenture e l'Università Bocconi, ha posto la provincia parmense al nono posto in Italia, subito dietro le province delle grandi metropoli del Paese, in merito alla capacità attrattiva in termini di investimenti, competenze, innovazione.

Il distretto Agro-alimentare

Parma è situata al centro di un'importante rete agro-alimentare mondiale di scambi, meritando l'appellativo di «food valley heart». La regione è conosciuta per le produzioni di latte e prodotti derivati di qualità (formaggio parmigiano-reggiano), di salumi (prosciutto di Parma, culatello, salame, spalla), di conserve vegetali, di pasta e di prodotti cotti al forno.

« Parma è una città rimarchevole, posta fra le colline degli Appennini e il Po. I suoi pascoli sono così gustosi e dolci che si crede che nessun luogo d'Europa si possa paragonare a questo per gli eccellenti formaggi che produce, onde il nome di Parma è conosciuto dappertutto”. »

(William Thomas, diplomatico inglese, "The Historye of Italye", Londra, 1561)

In merito al numero delle denominazioni tutelate ed i prodotti certificati (dop, denominazione di origine protetta, igp, indicazione geografica protetta; stg, specialità tradizionale garantita) Parma si colloca prima provincia nel settore agroalimentare di qualità. Parma eccelle nella classifica delle province per Primato qualitativo sulla base di due tipi di indicatori: fatturato di ogni singolo prodotto rispetto alla superficie della zona di produzione ricadente nella provincia rispetto al numero di aziende produttrici ubicate nella provincia stessa; il secondo è calcolato considerando il numero delle certificazioni ricadenti nell’area provinciale rispetto al totale nazionale [23].

Il distretto agroalimentare parmigiano comprende Parma e 29 comuni limitrofi alla città, che risulta baricentrica rispetto ad un’area di circa 2.411 kmq. Vi trovano impiego il 15% degli addetti del settore agro-alimentare. Il panorama aziendale si compone di: 326 prosciuttifici, 5.500 allevamenti, 163 macelli, 189 aziende produttrici (con 3.000 addetti) e 1.380 aziende del lattiero-caseario (con 7.500 addetti). Il distretto, per il quale la produzione e lavorazione della carne di suino costituisce un connotato tra i più tipici del panorama storico-economico alimentare, produce l’80% del prosciutto crudo della regione, mentre l’export ammonta complessivamente a 2.500 miliardi annui di prodotti. Il territorio ospita numerose aziende del settore agro-alimentare ed industriale tra loro collegate che consentono di definire l’area parmense come un distretto di filiera, in cui convergono i prodotti agricoli e zootecnici da trasformare e da cui si proiettano, anche al di fuori dell’ambito nazionale, i prodotti trasformati, gli impianti per la trasformazione e la tecnologia in generale. Tali aziende rappresentano la metà del fatturato industriale e artigianale della città, ossia 7,6 miliardi di euro su 15,6 miliardi di euro (dati 2002). A Parma e nelle sue vicinanze hanno sede due grosse multinazionali del settore alimentare: Barilla S.p.A. e Parmalat S.p.A. Secondo la speciale classifica stilata nel 2006 da "Il Reputation Institute" di New York la Barilla è risultata, tra le multinazionali mondiali, la migliore azienda in base alla reputazione essendo la più riconosciuta e la più rispettata nel mondo[24]. Parmalat si è piazzata al 22° posto.

I dati economici e occupazionali

Globalmente, le imprese attive nel 2004 erano 41.435 in progressione del 1,2% rispetto all'anno precedente con una forza lavorativa di 188.000 unità.

Se nel 2004 le esportazioni verso l'estero dalla provincia di Parma ammontavano a 3 miliardi e 326 milioni di euro, nel 2007 sono salite a 4 miliardi 348 milioni di euro. Particolarmente significativo, nell'export 2007, l'incremento verso gli Usa dove, nonostante l'euro forte, la percentuale è aumentata dal 2% del 2006 al 22% del 2007, in particolare nei settori della meccanica e dell'alimentare. Il mercato principale per i prodotti del territorio resta tuttavia l'Europa, che assorbe il 73% del valore totale[25].

« Si riscontra come nonostante Parma sia l'undicesima provincia per crescita economica in Italia e la sesta per benessere, la distribuzione della ricchezza non è uniforme e a pagare di di più sono i settori dove maggiormente si fa ricorso a contratti di tipo flessibile »

(Estratto dall'analisi formulata dal Presidente della Camera di commercio Andrea Zanlari in merito al rapporto sull'economia della provincia di Parma nel 2007)

Nel 2006, sono stati creati 3mila posti in più nei servizi, è cresciuta l’occupazione femminile e dei lavoratori nella fascia 55-64. Nel dettaglio, l’occupazione femminile è aumentata nella fascia di età 15-64 anni, passando dal 57,5% nel 2005 al 61,4% nel 2006 mentre la disoccupazione femminile, che era recentemente risalita in modo preoccupante, scende dal 6,0% nel 2005 al 3,2% nel 2006, contemporaneamente il tasso di occupazione per i lavoratori anziani (di 55-64 anni)è passato dal 36,6% al 40,3%, mentre il territorio continua a vantare uno dei valori di disoccupazione più bassi del Paese con tasso complessivo che si riduce dal 4,1% del 2005 al 2,7% del 2007 (nel 2004 era al 3,6%)[26].

Secondo i dati Istat 2007 la provincia di Parma si attesta per la seconda volta al primo posto in Italia per tasso di occupazione confermando la capacità di reazione del “Sistema Parma” alle sollecitazioni dei mercati, alla competizione internazionale ed al crack finanziario Parmalat del 2003. Sempre nel 2007, il territorio ha saputo mantenere l'ottavo posto nella graduatoria delle province con il maggior Pil procapite attestandosi a 32.388 euro per abitante [27].

Turismo

Parma fa parte del circuito "Città dell'arte della pianura padana", un'associazione che riunisce 12 capoluoghi del nord Italia. In città sono presenti 30 alberghi e 3 residenze turistico-alberghiere. Dagli inizi dell'anno 2000 ai primi del 2007, le presenze in queste strutture sono aumentate dell'11% passando da 365 mila a 408 mila, il numero di camere è lievitato del 70% passando da 870 a 1478, alle quali si aggiungeranno le possibili 700 previste dai progetti di apertura di nuovi alberghi[28] e [29]. Considerando anche le altre 57 strutture ricettive cittadine, nel 2006 si sono censite globalmente 465 mila presenze delle quali 315 mila provenienti dall' Italia e 150 mila dall' estero, in particolare da Francia, USA, Regno Unito e Germania, nazioni che da sole, hanno totalizzato 65 mila presenze.[30].

Fiere di Parma

Il quartiere fieristico è situato a ridosso dell'autostrada A1 ed occupa una superficie di trecentomilametri quadrati. Le principali manifestazioni sono Cibus (salone internazionale dell'alimentare), Cibus Tec (meccanica e impiantistica alimentare), Dolce Italia (dolciario), Mercanteinfiera e Emporium (modernariato, antichità e collezionismo), Gotha (antiquariato), Bagarre (collezionismo e antichità).

« Cibus ha un compito: continuare a testimoniare, come ha sempre fatto l’alta qualità della tradizione alimentare italiana nel mondo. »

(Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, 4 maggio 2006)

Principali Enti e Organismi pubblici con sede in città

Agenzie

EFSA
Parma è sede dell'EFSA, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. L'EFSA è composta da un organico di 350 persone e per essa collaborano 500 esperti scientifici, di cui 67 «interni» (cioè dipendenti) e il resto «esterni» (in rapporto di collaborazione); questi ultimi lavorano direttamente nei loro Paesi. Circa 200 questioni di sicurezza alimentare vengono ogni anno sottoposte alla valutazione dell'EFSA.
AIPO
L'Agenzia Interregionale per il Fiume Po ha assunto questa denominazione nel gennaio 2003; la denominazione precedente era "Magistrato per il Po", ente istituito il 12 luglio 1952 a seguito delle piene verificatesi nel Po nel 1951. Scopo dell'agenzia è la gestione (dalla progettazione alla costruzione) delle opere idrauliche su tutto il bacino del fiume Po. Sedi periferiche sono attive a Torino, Alessandria, Pavia, Milano, Cremona, Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Ferrara, Rovigo.
Agenzia per l'Energia
La costituzione di questo nuovo ente è stata ottenuta grazie al finanziamento dell’Unione Europea tramite il bando ‘Intelligent Energy for Europe’. Una prima dotazione di circa 600.000 euro è stata stanziata per l’avvio del progetto mentre nel giugno 2006 l'ente è diventato pienamente funzionante con la nomina del Presidente, del Consiglio d’Amministrazione, del Direttore generale e del Comitato Tecnico - Scientifico. In coerenza con gli obiettivi del programma europeo l'Agenzia parmense si prefigge di sostenere in ambito locale un uso razionale dell’energia, attraverso l’introduzione di tecnologie ad alta efficienza per usi finali elettrici ed usi finali termici, operando per l’abbandono dei combustibili fossili a favore di quelli a minor contenuto di carbonio e sensibilizzando a stili di vita, consumo e mobilità più sostenibili.

Consorzi

Consorzio Italiano per la Sicurezza e la Ricerca sulla qualità degli Alimenti
Il 19 maggio 2007 Parma è stata scelta quale sede del Consorzio Italiano per la Sicurezza e la Ricerca sulla qualità degli Alimenti. Questo nuovo soggetto istituzionale diventa l’organismo unico nazionale per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca nell’agroalimentare riunendo , sette istituti di ricerca nazionali, tra cui Cnr ed Enea, Federalimentare e Crui (Conferenza rettori università italiane), otto istituti zooprofilattici sui dieci presenti in Italia, per oltre 5.000 ricercatori coinvolti nel settore e facenti parte a quattro dicasteri. Si prefigge di creare le condizioni per collegare e integrare le attività di ricerca di istituzioni diverse migliorando il rapporto fra investimenti e risultati, aspirando a divenire un interlocutore importante con un ruolo di rilievo per rappresentare il nostro Paese nei diversi aspetti nell’ambito delle competenze dell’EFSA [31].

« ...è un progetto al quale abbiamo creduto sin dall’inizio per valorizzare e consolidare il ruolo del nostro territorio in materia di ricerca e innovazione sui temi dell’agro-alimentare e della sicurezza. »

(Vincenzo Bernazzoli - Presidente della provincia di Parma in occasione dei patti parasociali sottoscritti in Provincia, alla presenza del notaio, nei quali sono definiti gli aspetti che riguardano la compagine e il capitale sociale, la composizione del consiglio d’amministrazione e altri dettagli relativi alle cariche sociali. 29/04/2008)
TEFARCO Innova - Consorzio Interuniversitario di Tecnologie Farmaceutiche Innovative
Il consorzio, la cui sede operativa è a Parma, è costituito da 13 università italiane ed è un centro di ricerca e formazione avanzata nel campo della tecnologia del medicamento. Svolge la funzione di intermediario tra Università ed aziende che necessitino di know-how tecnologico e scientifico.

Enti

Azienda Ospedaliero-Universitaria
L'ospedale di Parma naque nel 1201 dalla volontà di fabbri, calzolai, macellai e muratori raccolti nei singoli ordini. Oggi é una struttura ospedaliera ad alta specializzazione che usufruisce della presenza fondamentale della facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università di Parma, offre una vasta gamma di servizi diagnostici, terapeutici e riabilitativi, tra i più numerosi della regione Emilia-Romagna ed è centro di riferimento traumatologico e neurochirurgico (secondo il modello Hub & Spoke) per l’area Emilia nord-occidentale, in particolare per le province di Parma, Piacenza e Reggio-Emilia. Dispone di 1.359 posti letto e nel 2007 sono stati registrati 51.516 ricoveri tra ordinari, in day hospital, urgenti e ad alta specialità [32].
Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari - SSICA
Istituito nel 1992 è un ente pubblico di ricerca applicata, scientifica e tecnologica a livello comunitario e internazionale nei cui laboratori tecnologici disposti su una superficie di 16.000 metri quadri, lavorano più di 100 ricercatori. La stazione promuove il progresso tecnico e tecnologico dell’industria conserviera italiana trasformatrice di frutta, ortaggi, carne, pesce e si colloca fra le più importanti istituzioni di ricerca applicata nel settore della conservazione degli alimenti esistenti in Europa e nel mondo con una sede periferica attiva ad Angri[33]. La Stazione ospita anche il nuovo organismo unico nazionale per lo sviluppo della ricerca nell’agroalimentare (vedi Consorzio Italiano per la Sicurezza e la Ricerca sulla qualità degli Alimenti)[34]

Altro

Laboratorio regionale per la Sicurezza e la Qualità degli Alimenti - SIQUAL
Il laboratorio è finanziato con fondi del Programma Regionale per la Ricerca Industriale l'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico. Tramite il coordinamento del Dipartimento Di Chimica Organica ed Industriale dell'Università di Parma, questo laboratorio di ricerca e consulenza si prefigge di rappresentare un punto di riferimento per la sicurezza e la qualità degli alimenti per imprese ed enti di controllo.
Laboratorio Tecnologie e impianti per l'industria ALimentare - TECAL
Cofinanziato tramite i fondi del Programma Regionale per la Ricerca Industriale l'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico, il laboratorio organizza la ricerca tecnologica sui processi e sugli impianti alimentari. Coinvolge università, enti di ricerca e imprese tramite il coordinamento del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Parma.

Relazioni internazionali

Parma è gemellata con:

L'Agenzia per l'internazionalizzazione creata dalla Provincia di Parma ha realizzato accordi turistico-commerciali culturali con numerose città, tra le quali:

Questa rete internazionale di relazioni porta a Parma mediamente 400 persone all’anno che visitano strutture turistiche e produttive del parmense.

Consolati Onorari:

  • Consolato Onorario di Francia: Via Carducci, 24 - 43100 Parma
  • Il 23 febbraio 2007 l'ambasciatore della repubblica di Lituania Sarunas Adomavicius ha annunciato l'apertura in città di un consolato onorario [35].

Sport

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: (usare il Template:Vedi categoria).
Stadio di Calcio Ennio Tardini

La città vanta un club calcistico rinomato e detentore di numerosi trofei nazionali ed internazionali, che ha militato ininterrottamente dal 1990 al 2008 nel massimo campionato nazionale (Serie A), il Parma FC. Le partite casalinghe del Parma FC si svolgono allo Stadio Ennio Tardini (capienza 29.050 spettatori).

A Parma sono molto seguiti e praticati anche altri sport, come il baseball (con il Parma Baseball, squadra tra le più blasonate in Italia e in Europa), il rugby (3 scudetti e due squadre nella nella massima divisione, il Super 10, ovvero l'Overmach Rugby Parma e il GRAN Rugby), il basket (Basket Parma, squadra femminile di alto livello) e la pallavolo.

Parma ha due squadre di football americano, i Panthers Parma e i Bobcats. I Panthers hanno raggiunto una notorietà internazionale nel 2007 quando John Grisham l'ha messa al centro del suo romanzo Il professionista (titolo originale: Playing for Pizza).

Il 4 giugno 2001 la 16^ tappa del Giro d'Italia 2001 si è conclusa a Parma con la vittoria di Ivan Quaranta.

Ogni anno si svolge in città il Festival dello Sport. Il Festival, nato nel 2006, comprende una serie di eventi, incontri, gare, mostre e rappresentazioni con protagonisti e squadre appartenenti alle più disparate discipline sportive.

Amministrazione comunale

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Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare.svg

È tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 9 settembre 1947 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale con questa motivazione: [9]

« Fiera delle secolari tradizioni della vittoria sulle orde di Federico Imperatore, le novelle schiere partigiane rinnovavano l’epopea vincendo per la seconda volta i barbari nipoti, oppressori delle libere contrade d’Italia. L’impari lotta, sostenuta con la stessa fede dei padri e col sangue dei figli migliori, cominciava per merito dei primi volontari della libertà all’alba del 9 settembre 1943 e si concludeva il 25 aprile 1945 con la sollevazione del popolo tutto che, affiancando i settemila e cinquecento fratelli partigiani combattenti, costrinse alla resa e vide la fuga del nemico. L’ombra del glorioso gonfalone ornato dell’aurea gemma del valore riconosciuto dalla Patria grata, aleggia e custodisce la sacra memoria dei seicentonovanta quattro caduti con le armi in pugno per la redenzione dell’Italia, dei quattrocento sepolti sotto le macerie della città straziata dai bombardamenti aerei, che, unitamente ai cinquecentotredici feriti, mutilati e invalidi, ai ventuno dispersi, ed ai centonovanta deportati nelle gelide e mortifere lande dei paesi stranieri, costituirono la parte eletta del popolo che seppe difendere e riconquistare le patrie libertà. »

(9 settembre 1943 - 25 aprile 1945)

Quartieri e frazioni

Quartieri del centro storico e popolazione residente (31/12/2007)[36]

Quartiere Oltretorrente visto dal Lungoparma
Quartiere 1 Parma-Centro (18.763 abitanti)

Si estende ad est del torrente Parma, all'interno delle vecchie cinte murarie, proseguendo fino a via Mantova, a nord della via Emilia e a sud della linea ferroviaria Milano-Bologna. È il cuore della città, il quartiere in cui si possono ammirare i più importanti monumenti storici cittadini. Elegante e raffinato, rappresenta al meglio la storia ducale cittadina.

Quartiere 2 Oltretorrente (7.914 abitanti)

Si estende a sud-ovest su una superficie globale di 1,1 Km2, tra il torrente Baganza e la linea ferroviaria Parma-La Spezia, e comprende il centro storico ad ovest del torrente Parma. È un quartiere antico, che rappresenta al meglio il carattere dei parmigiani, autentico, schietto e generoso. Circa il 16% dei residenti è di origini etniche differenti (6.659 italiani e 1.255 stranieri) contro una media cittadina del 9,1%, ma l'integrazione sembra per ora realizzarsi senza eccessive tensioni. I progetti del Comune tendono a rivalorizzare molte aree del quartiere abbellendo le strade, dislocando alcune strutture, ristrutturando alcuni palazzi e monumenti e programmando iniziative commerciali (mercatini), spazi di divertimento e socialità. Queste iniziative unite al carattere aperto della popolazione hanno finora contribuito a rendere pacifica e promettente questa convivenza multirazziale.

(Dialetto parmigiano)

« Balbo, a' te' pasè l'Atlàntic mo miga la Pärma »

(IT)

« Balbo, hai passato l'Atlantico ma non il [torrente, n.d.r.] Parma »

(Scritta apparsa sui muri dell'Oltretorrente dopo la rivolta popolare del 1922 che contrastò con barricate le milizie fasciste comandate da Italo Balbo)

Quartieri periferici e popolazione residente (31/12/2006)

Arco di San Lazzaro (1628), simbolo dell omonimo quartiere
Suddivisione dei quartieri di Parma. In blu i torrenti Parma e Baganza
N° Q.re Quartiere Popolazione (ab.)
3 Molinetto 17.725
4 Pablo 14.558
5 Golese 7.856
6 San Pancrazio 8.159
7 San Leonardo 18.385
8 Cortile San Martino 5.812
9 Lubiana 23.419
10 San Lazzaro 10.311
11 Cittadella 21.398
12 Montanara 13.508
13 Vigatto 9.261


Quartiere 9 Lubiana
Il quartiere Lubiana è un quartiere residenziale dove vivono più di 23000 abitanti e vanta di essere il quartiere più abitato della città di Parma. Si estende nella zona sud-est della città, è delimitato a nord dalla via Emilia e ad ovest da via Zarotto e via Traversetolo. Confina a nord con il quartiere San Lazzaro, a ovest con il quartiere Cittadella, a sud con il comune di Montechiarugolo e ad est con la provincia di Reggio Emilia.

Il cassetto delle foto della città di Parma

Frazioni

Alberi di Vigatto, Baccanelli, Baganzola, Baganzolino, Beneceto, Botteghino, Ca' Terzi, Calestani, Carignano, Carpaneto, Cartiera, Casalbaroncolo, Casalora di Ravadese, Case Capelli, Case Cocconi, Case Crostolo, Case Nuove, Case Rosse, Case Vecchie, Casino dalla Rosa, Casagnola, Castelletto, Castelnovo, Cervara, Chiozzola, Coloreto, Corcagnano, Eia, Fognano, Fontana, Fontanini, Gaione, Ghiaiata Nuova, Il Moro, La Catena, La Palazzina, Malandriano, Marano,Mariano,Marore, Martorano, Molino di Malandriano, Osteria San Martino, Panocchia, Paradigna, Pedrignano, Pilastrello, Pizzolese, Ponte, Porporano, Pozzetto Piccolo, Quercioli, Ravadese, Ronco Pascolo, Rosa, San Donato, San Pancrazio, San Prospero Parmense, San Ruffino, Scarzara, Ugozzolo, Valera, Viarolo, Viazza, Vicofertile, Vicomero, Vicopò, Vigatto, Vigheffio, Vigolante.

Malandriano

È una piccola frazione posizionata a sud-est della città, fra Coloreto e Pilastrello. Consiste in un piccolo centro abitato di circa un migliaio di abitanti che, però, si sta velocemente espandendo a livello residenziale privato. È sede di una piccola pieve, dedicata a San Martino, ristrutturata in tempi recenti. Ora è diventato un quartiere residenziale della città, distando solo 7km dal centro storico.

Trasporti e mobilità

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Trasporto pubblico

Il trasporto pubblico cittadino è esercitato dalla TEP (Tranvie Elettriche Parmensi).

In auto
Principali vie di comunicazione e strade cittadine (2005)

Posta sull’autostrada A1 Milano-Bologna e sull'autostrada A15 (detta anche della Cisa) Parma-La Spezia, Parma possiede due uscite autostradali:

  • sull’autostrada A15 (dalla Spezia) l’uscita “Parma Ovest”, a circa 10 Km dalla città
  • sull’autostrada A1 (da Milano o da Roma-Napoli) l’uscita “Parma”, a circa 2 Km dal centro storico.

Le principali vie di accesso alla città sono:

Un anello di tangenziali racchiude l'intera città.

Nel territorio comunale sono censite 613 auto e 226 motoveicoli ogni 1.000 abitanti con una densità, rispettivamente, di 226 e 151 al Km2. [37]

In treno

Parma è posta sulla linea ferroviaria Milano-Bologna ed è anche un importante nodo per le linee dalla Spezia (Pontremolese), da Brescia e da Suzzara. Attualmente, per queste ultime due linee il collegamento con la città è assicurato mediante autoservizi sostitutivi in quanto le rispettive linee ferroviarie sono interrotte per permettere lavori i lavori della Milano-Bologna ad alta velocità.

La stazione di Parma è servita da oltre 25 Intercity ed Eurostar al giorno che la collegano alla maggior parte delle altre città italiane ed europee e può contare sulla fermata di una coppia di Cisalpino che collegano Firenze a Zurigo.

Un'interconnessione in fase di costruzione collegherà la stazione cittadina alla futura linea TAV.

In aereo

L' Aeroporto di Parma "Giuseppe Verdi", situato a solo 5 km dal centro storico, offre collegamenti con Roma (aeroporto internazionale Leonardo da Vinci), Londra Stansted, Tirana, Copenaghen, Karup, Odense. In ottobre 2007 verrà attivato il collegamento con Bucarest mentre nel novembre 2007 sono stati attivati collegamenti giornalieri con gli aeroporti di Palermo e Catania[38]. In estate sono attivi voli diretti a Lampedusa, Sardegna (Olbia) e Ibiza.

Bibliografia

  • M.Dall’Acqua - M. Lucchesi, Parma città d’oro, 1979.
  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma,1792-95.
  • Roberto Greci, Parma medioevale, 1992.
  • Gustavo Marchesi, Parma. Storia di una capitale, 1993.
  • Cristina Lucchini, Palazzi di Parma. Segrete architetture, 1999.
  • G. Capelli, Parma una città da vedere,1972.
  • Tiziano Marcheselli, Le strade di Parma, 1988-90
  • J. Schulz, Gli edifici di Parma nell’età comunale, 1988
  • Géza De Francovich, Benedetto Antelami architetto e scultore e l’arte del suo tempo, 1952
  • Cecil Gould, Il Parmigianino,1994
  • Paolo Conforti, Parma tra Neoclassicismo e Romantico, 2007
  • Gustavo Marchesi e Guido Conti, Toscanini a Parma, 2007
  • Gianni Alfieri, Bojnarbi (raccolta di poesie in dialetto), 2006
  • Edizioni Battei, Sognare Parma (fotografico), 2005
  • Baldassarre Molossi e Aldo Curti, Parma anno zero, ristampa 2005
  • Giancarlo Gonizzi I luoghi della storia: atlante topografico parmigiano.PPS editrice, 2000-, 3 voll. Tra il 2000 e 2001
  • Paolo Conforti, Carlo Castagneti, Olga Hainess ed Ezio Pellegrini, Le mura di Parma(3 volumi). Banca del monte di Parma, Battei, 1979-1980.
  • Gustavo Marchesi, Storia di Parma. Un racconto vivo e colorito delle vicende della città prima e dopo l'unita d'Italia: da petite capitale protagonista nello scacchiere europeo, all'odierno prestigio nella cultura, nell'industria e nello sport. Roma, Newton Compton, 1994.
  • Giuseppe Marchetti Parma. Una riflessione sulla città di oggi e di ieri. Guida edizioni
  • John Grisham Il professionista
  • Francesco Benelli e Assessorato comunale alla cultura, Luci, Arti e Lumi nel settecento tra Parma, Napoli e Roma.

Note

  1. ^ MeteoParma, Servizi meteorologici per la Provincia di Parma
  2. ^ Quaderni Parmensi, di Gianfranco Stella (1988)
  3. ^ [http://eddyburg.it// Estratto da un progetto condiviso WWF, Legambiente, Italia Nostra, Lipu, bioarchitettura e Le Città invisibili 2006
  4. ^ Reti Medievali Rivista, V - 2004/1
  5. ^ Censimento disposto da Pier Luigi Farnese nel 1545 e riportato nel libro di Luigi Alfieri Parma la vita e gli amori edizione Battei
  6. ^ Ufficio Centrale di Statistica, Popolazione presente ed assente per comuni, centri e frazioni di comune. Censimento 31 dicembre 1871, vol. I, Roma Stamperia Reale, 1874 e MAIC
  7. ^ Direzione Generale della Statistica, Censimento della popolazione del regno d’Italia al 31 dicembre 1881, vol. I, Roma Tipografia Bodoniana, 1883.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Ufficio Studi Statistica del Comune di Parma e Provincia di Parma
  10. ^ Carta del Rischio del Patrimonio Culturale dell'ICR, dati al 2006
  11. ^ Ricerca effettuata da Legambiente, dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione de Il Sole 24 Ore in merito ai comuni più vivibili nel 2007
  12. ^ [1]Dati ricavati da ENIA, azienda servizi partner del Comune di Parma
  13. ^ Ricerca Isfort del dicembre 2005
  14. ^ Ricerca effettuata da Legambiente, dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione de Il Sole 24 Ore in merito ai comuni più vivibili nel 2007
  15. ^ Pubblicitaitalia Dati Media Book periodo da febbraio 2006 a gennaio 2007
  16. ^ Dati editore
  17. ^ Academic Ranking of World Universities 2005, Institute of Higher Education - Shanghai Jiao Tong University, 2005
  18. ^ [2] Articolo del Sole 24 Ore ricavato dalla Rassegna Stampa Uniud
  19. ^ Antonio Saltini, La parabola del polo agroalimentare di Trapani nel confronto con Parma. Tra terra e mare la capitale del commercio alimentare, Bologna, 1995
  20. ^ Centro Studi Sintesi Analisi di scenario delle economie locali 2006
  21. ^ [3] Dati ricavati dal sito del Gruppo Chiesi
  22. ^ [4] Dati ricavati dal sito del Gruppo Bormioli Rocco
  23. ^ Studio condotto nel dicembre 2004 dalla Fondazione Qualivita di Siena per conto del Ministero delle Politiche agricole
  24. ^ Classifica Reputation Institute riportata da Largoconsumo
  25. ^ dati del rapporto sull'economia della provincia di Parma nel 2007, studio presentato il 09 maggio 2008, dalla Camera di commercio di Parma in collaborazione con Unioncamere Emilia-Romagna
  26. ^ dati del “Rapporto sul mercato del lavoro 2007” realizzato dall’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Parma (Oml)
  27. ^ Fonte ISTAT 2007
  28. ^ Federalberghi fonte giornalistica del 30/03/2008
  29. ^ ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA RILEVAZIONE DEL MOVIMENTO DEI CLIENTI NEGLI ESERCIZI RICETTIVI Circoscrizione (capoluogo,APT o AASCT, Altri comuni) Parma SEZIONE 1
  30. ^ ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA RILEVAZIONE DEL MOVIMENTO DEI CLIENTI NEGLI ESERCIZI RICETTIVI 2006 Circoscrizione (capoluogo,APT o AASCT, Altri comuni) Parma SEZIONE 1
  31. ^ EUROPASS [5] ufficio che si occupa dei rapporti fra l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e le Istituzioni, le associazioni di categoria, i soggetti imprenditoriali e le organizzazioni economiche-sociali del territorio emiliano romagnolo
  32. ^ Fonte Servizio Sanitario dell' Emilia-Romagna. Azienda Ospedaliero-universitaria di Parma [6]
  33. ^ Fonte dal sito SSICA [7]
  34. ^ Comunicato stampa della Provincia di Parma emesso il 17 settembre 2007 [8]
  35. ^ Articolo tratto dal quotidiano L'Informazione di Parma
  36. ^ Ufficio Studi Statistica del Comune di Parma e Provincia di Parma
  37. ^ Elaborazioni APAT su dati ACI e ANCMA, 2005
  38. ^ Parma International Airport

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