Parlamento della Romania

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Il Parlamento della Romania è composto da due camere:

Prima delle modifiche alla Costituzione nel 2003, le due camere avevano uguali poteri. Il testo di una legge doveva essere approvato da entrambe le camere e se il testo veniva modificato, veniva istituita una commissione speciale (comisie de mediere) formata da deputati e senatori, che "negoziava" e mediava tra le due camere per formare il testo della futura legge. Il rapporto di questa commissione doveva essere poi approvato dal Parlamento in seduta plenaria. Dopo il referendum del 2003, una legge deve ancora essere approvata da entrambe le camere, ma in alcune materie, una camera è "superiore" all'altra, e viene chiamata "camera della decisione" ("cameră decizională").

Entrambe le camere hanno sede al Palazzo del Parlamento, a Bucarest.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del Parlamento della Romania ha inizio in Valacchia, dove fu adottato un documento costituzionale, il Regolamentul Organic (Statuto organico); l'anno successivo, questo statuto fu adottato anche dalla Moldavia: la regolazione organica gettò le fondamenta per le istituzioni parlamentari nei principati rumeni.

La Convenzione di Parigi del 19 agosto 1858 e specialmente lo Statutului Dezvoltător ("Statuto di Sviluppo") di quella convenzione (che introdusse un parlamento bicamerale, fondando il Corpul Ponderator, poi chiamato Senat), adottò l'iniziativa del principe (Domnitor) Alexandru Ioan Cuza, con un plebiscito nel 1864 che allargò il principio della rappresentanza nazionale. Sotto il regime politico stabilito dalla Convenzione di Parigi, il potere legislativo andò incontro a un processo di modernizzazione, e incominciò a operare in accordo alle organizzazioni e ai modi di funzionamento dei Parlamenti dell'Europa occidentale dell'epoca. Nell'età moderna si giunse all'Unione dei Due Principati nel 1859 e con il Parlamento rumeno fu dichiarata la Dichiarazione di Indipendenza della Romania il 10 maggio 1877 e nel 1920 furono firmati i documenti di unione con la Transilvania e la Bessarabia, sotto il Trattato di Trianon, dando inizio alla Grande Romania.

Nel febbraio 1938, nella caotica situazione politica che avrebbe portato alla seconda guerra mondiale, il re Carlo II di Romania, che aveva sempre teso a sopraffare il Parlamento, impose un governo di monarchia autoritaria. Con la dittatura reale, il parlamento divenne un corpo puramente decorativo, privato dei suoi attributi essenziali.

Carlo abdicò nel settembre 1940 e lo Stato Legionario Nazionale fascista sospese il Parlamento. Lo Stato Legionario Nazionale durò meno di cinque mesi, ma fu succeduto dalla dittatura militare di Ion Antonescu, pertanto il Parlamento rimase sospeso. Dopo il 23 agosto 1944 il Parlamento fu riorganizzato come singolo corpo legislativo, e la Camera dei Deputati cambiò con la costituzione del 1948 in una Grande Assemblea Nazionale, un corpo puramente formale totalmente subordinato al potere del Partito Comunista Rumeno.

La rivoluzione in Romania del dicembre 1989 aprì la strada ai romeni per la restaurazione di un pluralismo politico, per una democrazia elettorale che rispettasse i diritti umani e che osservasse la separazione dei poteri e la responsabilità dei governanti verso le istituzioni. Grazie alle carte firmate dal governo provvisorio rivoluzionario, la Romania è tornata a essere un sistema parlamentare bicamerale, e tutti questi cambiamenti si possono trovare nella nuova Costituzione approvata con un referendum nel 1991.

In più di un decennio di transizione post-comunista, la Camera dei Deputati e il Senato hanno adottato numerose leggi e regolamenti atti alla riforma dell'intera società su base democratica, garantendo il rispetto dei diritti umani fondamentali, promuovendo la riforma e la privatizzazione, consolidando il mercato economico: tutto questo ha portato all'integrazione della Romania all'interno della NATO e dell'Unione europea, dove è entrata il 1º gennaio 2007.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Prima delle modifiche alla Costituzione nel 2003, le due camere avevano uguali poteri. Il testo di una legge doveva essere approvato da entrambe le camere e se il testo veniva modificato, veniva istituita una commissione speciale (comisie de mediere) formata da deputati e senatori, che "negoziava" e mediava tra le due camere per formare il testo della futura legge. Il rapporto di questa commissione doveva essere poi approvato dal Parlamento in seduta plenaria. Questa procedura alla francese si dimostrò estremamente lunga e inefficiente, rispetto alle aspirazioni della Romania alla democrazia. Dopo il referendum del 2003, una legge deve ancora essere approvata da entrambe le camere, ma in alcune materie, una camera è "superiore" all'altra, e viene chiamata "camera della decisione" ("cameră decizională"). Il Senato è anche detto camera alta, mentre la Camera dei Deputati è detta camera bassa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]