Parisina Canzan

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Parisina Maria Canzàn (Sedico, 9 agosto 1911Sedico, 19 febbraio 2017) è stata una fotografa italiana, pioniera della fotografia, divenuta celebre nella provincia di Belluno per le sue foto che testimoniavano la vita rurale dei paesi durante il XX secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e Prima Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Parisina nacque il 9 agosto del 1911 nella casa paterna presso l'abitato di Barp, suo padre, Domenico Canzàn (1874-1951) era anch'egli un fotografo molto rinomato nella provincia tanto che era diventato un lavoro con cui manteneva economicamente la famiglia. Con l'inizio della Prima Guerra Mondiale, verso l'autunno del 1917 le frazioni alte del comune di Sedico vennero occupate dai soldati tedeschi, i quali razziavano il bestiame, i beni e le risorse necessarie per vivere agli abitanti che vi risiedevano. Verso l'autunno del 1918, all'età di sette anni, mentre stava cercando del cibo per strada, rimase coinvolta in un'esplosione di un ordigno che le procurò gravi danni ad un piede, ad una gamba ed all'udito. Venne precipitosamente ricoverata al vecchio ospedale di Belluno, dove ricevette delle medicazioni che le garantirono di sopravvivere. Sempre nel 1918, venne ufficialmente riconosciuta come invalida di guerra dal Regno D'Italia.

Età adulta e carriera fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Verso il 1929/30, quasi all'età di diciannove anni, aprì una sartoria in paese. Oltre alla professione di sarta, riuscì ancor di più ad avvicinarsi alla fotografia, poiché riprese ad aiutare il padre nel suo studio di fotografia, iniziando col dipingere i fondali, per poi finire col saper maneggiare prudentemente la macchina paterna. Nel 1934 sposò con Attilio Candeago e si trasferì nel vicino paese di Orzès. Quasi dieci anni dopo, già nel periodo caldo della Seconda Guerra Mondiale, suo fratello Rugoletto (1908-1945) venne chiamato alle armi a Nizza. Lei non rivedrà mai più Rugoletto, dal momento che venne scambiato per un francese, arrestato e deportato in un campo di lavoro presso Ravensburg, il quale venne distrutto da un bombardamento anglo-americano nel giugno 1945. Rugoletto, gravemente ferito, venne trasportato nella vicina città di Weingarten, dove nonostante le medicazoni, morì il 20 giugno. La notizia della tragica morte del fratello, la costrinse ad abbandonare per un certo periodo il lavoro. Nel 1946 spostò il suo interesse primario alla fotografia, continuando però a fare la sarta nel tempo libero, iniziò col fotografare matrimoni o celebrazioni religiose, per poi passare in breve tempo alla paesaggistica ed alla vita di campagna nella metà del 1900. Divenne totalmente autonoma alla morte del padre, avvenuta nel 1951, poiché poteva utilizzare lo studio e mettere in pratica le tecniche che da lui aveva appreso.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000, lo storico bellunese Gianni De Vecchi, con l'aiuto dell'Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali, scrisse un libro (Notizie e immagini dei Canzan, dinastia di fotografi di paese: Libano di Sedico) sulla sua vita, quella della sua famiglia, la condizione storica e sulla fotografia generale agli inizi del 1900. Nello stesso anno venne organizzata una mostra temporanea presso Palazzo De Bertoldi a Libàno. Negli anni seguenti continuò a partecipare a mostre ed interviste. Nel 2013 venne ricoverata in una casa di riposo a Sedico, dove spirò il 19 febbraio 2017. Le esequie si tennero presso la Chiesa Parrocchiale dei santi Faustino e Giovita a Bolàgo il 22 febbraio, su sua volontà venne cremata e le sue ceneri tumulate presso il Cimitero di Libàno.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]