Paris Football Club

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Paris Football Club
Calcio Football pictogram.svg
Paris FC, PFC
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Blu e Bianco4.png blu marino-bianco
Dati societari
Città Parigi
Nazione Francia Francia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of France.svg FFF
Campionato Ligue 2
Fondazione 1969
Rifondazione 1970
Rifondazione 1972
Presidente Francia Pierre Ferracci
Allenatore Francia Denis Renaud
Stadio Stadio Charléty
(20.000 posti)
Sito web www.parisfootballclub.com
Palmarès
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Paris Football Club, meglio noto come Paris FC o abbreviato in PFC, è una società calcistica francese con sede nella città di Parigi. Milita nella stagione 2015-2016 nella Ligue 2, la seconda divisione francese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Paris FC è una squadra di calcio fondata il 1º agosto 1969, a seguito di uno studio per rilanciare il calcio di alto livello nella capitale francese. Poco dopo la nascita, il Paris FC si fonde con lo Stade Saint-Germain (di Saint-Germain-en-Laye) per formare il Paris Saint-Germain Football Club e così giocare in seconda divisione, dove risulteranno campioni e saranno promossi in prima divisione nel 1971, prima che le due entità di separino finalmente nel 1972.

Dopo questa separazione, il Paris FC continua in prima divisione per due stagioni, prima di essere retrocesso nella divisione inferiore, per diverse stagioni. La squadra ritrova brevemente la Division 1, per poi ridiscendere nella Division 2. Nel 1982, il Paris FC si fonde col Racing Club de France. Un anno dopo la separazione è consumata: la squadra professionistica resta il Racing Club de Paris, e il Paris FC diventa una squadra amatoriale, nella Division 4.

La squadra retrocede in seguito nella Division d'Honneur[1] per quattro stagioni, prima di risalire nella Division 4 e poi l'anno seguente nella Division 3. In seguito (dal campionato 1989-1990) il club si alterna tra la terza e la quarta divisione del campionato francese di calcio. Nel 2015-2016, il Paris FC integra la Ligue 2, per la prima volta dopo 32 anni; il presidente è Pierre Ferracci.

La genesi del club (1969-1972)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Paris Saint-Germain Football Club 1970-1971 e Paris Saint-Germain Football Club 1971-1972.
Fu grazie ad un appello di Pierre Bellemare alla radio Europe 1 che migliaia di persone si impegnarono come futuri «soci» del club.

Alla fine degli anni sessanta, a seguito della perdita dello statuto professionistico del Racing Club de France a causa delle scarse risorse finanziarie[2], il Red Star Football Club è l'ultimo club francilien a giocare nella Division 1. Tuttavia, il club essendo basato dal 1909 a Saint-Ouen[3], non rappresenta direttamente la città di Parigi, rara capitale europea a non avere alcun club nell'élite calcistica del proprio paese[4].

La Fédération française de football si impegnò nel gennaio 1969 nel progetto di creazione di un nuova grande squadra di calcio a Parigi e organizzò una commissione di studio[5]. Il gruppo di lavoro si riunì attorno a tre amici Fernand Sastre, Henri Patrelle, presidente dello Stade Saint-Germain e Guy Crescent, PDG di Calberson[5],[6]. Nel febbraio 1969, la FFF lancia una grande consultazione distribuendo alla stampa e all'ingresso dei principali stadi della regione parigina degli opuscoli dal titolo: « SI per una grande squadra di calcio a Parigi » e con i quali invita anche a suggerire un nome per la squadra[7],[8]. In totale, circa 60 000 risposte sono ricevute, ed è il nome « Paris Football Club » che emerge dalla consultazione[9].

Il Paris Football Club tiene la sua prima assemblea generale il 5 luglio 1969. Tuttavia, è ancora un club virtuale, non ha né squadra, né stadio, durante la stagione 1969-1970[9]. Ha tuttavia due presidenti, Guy Crescent e Pierre-Étienne Guyot, già vice-présidente del Racing Club de France[8], i quali visitano diversi grandi club europei al fine di trovare la migliore struttura societaria possibile per il nuovo club. Il modello ritenuto è quello della sottoscrizione, a seguito del viaggio di Crescent a Madrid, ispirandosi così del Real Madrid CF e dei 100 000 soci[5],[10]. Nel febbraio 1970, a seguito di un appello di Pierre Bellemare alla radio Europe 1, ripreso anche da personalità come Enrico Macias, Annie Cordy o Sacha Distel, 17 400 persone si impegnano come futuri «soci» del club[5],[11].

Al fine di integrare direttamente Division 1 del calcio francese, si tenta di procedere ad una fusione con l'Union Athlétique Sedan-Torcy. Tuttavia, il club che aveva già tentato e poi abbandonato una fusione, con il Racing per creare il « RC Paris-Sedan », rifiuta la proposta[5],[11]. La FFF che aveva messo in gioco la propria credibilità nel rilancio del calcio di alto livello a Parigi, dopo i fallimenti di RC Paris, dello Stade français e del CA Paris non vuole un altro fallimento[12]. Inoltre, malgrado il rifiuto dell'UA Sedan-Torcy, solo in ristretto numero di 300 soci chiede di essere rimborsato di fronte al rischio crescente di non concretizzazione del progetto, e ciò fa ben sperare i dirigenti del club, Crescent dichiarera in seguito « Il PSG è un atto di fede »[5]. Dopo il rifiuto della Lega di accettare il club direttamente in Division 1, i dirigenti si indirizzano finalmente su un club di livello inferiore, nel quale lo Stade Saint-Germain del presidente Henri Patrelle ha appena ottenuto la promozione[13]. Dopo una riunione straordinaria, il progetto di fusione con lo Stade Saint-Germain viene approvato[5]. Nel maggio 1970, un anno dopo il lancio del progetto Paris Football Club, il club è ammesso in Division 2[13] col nome di Paris Saint-Germain Football Club. La fusione si concretizza in giugno. Pierre-Étienne Guyot ne è il presidente. La direzione della nuova squadra è affidata a due vice-presidenti: Guy Crescent e Henri Patrelle. Quest'ultimo è nominato presidente dalla Commissione sportiva che gestisce il calcio, questo gli permette di controllarne l'aspetto sportivo, mentre Crescent si occupa delle altre questioni.

Il Paris Saint-Germain Football Club usa il Parco dei Principi per i suoi incontri casalinghi.

La prima partita disputata col nome « Paris Saint-Germain Football Club » è un incontro amichevole pre-stagione contro US Quevilli. I normanni vincono 1-2 il 1º agosto 1970 allo Stadio Jean-Bouin[14] (a Parigi). Il 23 agosto, il club disputa il suo primo match ufficiale col nome PSG nella prima giornata del campionato di Francia di Calcio Division 2, chiamato all'epoca «National», il PSG gioca fuori casa a Poitiers contro lo Stade Poitevin (1-1). Il 27 agosto è pubblicato sul Journal officiel l'atto di costituzione del «Paris Saint-Germain Football-Club»[15].

Il PSG termina la sua prima stagione in prima posizione nel gruppo Centre del campionato. È campione di Francia della Division 2 il 12 giugno 1971 dopo aver affrontato l'AS Monaco e il LOSC Lille, vincitrici degli altri due gruppi. Il PSG è dunque promosso in Division 1 nel 1971. La pubblicazione del bilancio finanziario della stagione 1970-1971 mostra 205.200 franchi di perdite per 1.776.950 franchi di ricavi[16]. Ma grazie alla sua promozione in D1, la prima squadra del PSG diventa professionistica. Il PSG in effetti aveva uno statuto amatoriale fino a quella data, approfittando nel nuovo regolamento « open » che autorizzava l'impiego di sei giocatori professionisti; il PSG ne aveva cinque: Jean Djorkaeff, Roland Mitoraj, Jean-Claude Bras, Jean-Pierre Destrumelle e Jacques Rémond. Tutti gli altri giocatori erano non professionisti[5],[17].

Nel dicembre 1971, il consiglio comunale di Parigi vota con 46 favorevoli e 44 contrari, una modificazione del nome del club in «Paris Football Club». Se questa nuova condizione non è accettata dal club, la città fermerà le sovvenzioni e interdirà l'utilizzazione del Parco dei Principi[18]. Il presidente Patrelle negozia e offre anche le proprie dimissioni se il nome del club rimane invariato, ma il Consiglio di Parigi conferma la sua decisione al club con una lettera del 12 aprile 1972 e minaccia di bloccare le sovvenzioni[18].

Dopo dei dibattiti agitati, l'assemblea generale del club del 16 maggio 1972 propone un voto sulla questione della renominazione del club[18]. La maggioranza richiesta è di 626 voti (per i 2/3 dei 939 voti espressi). Il PSG non cambia quindi di nome[18].

Nel 1972, il Paris FC e il Paris Saint-Germain si separano.

Malgrado il mantenimento della squadra nella Division 1 1971-1972, il Consiglio di Parigi, proprietario del Parco dei Principi e importante azionista del club, rifiuta di sostenere un club basato fuori del territorio comunale della città di Parigi[19], il Paris Saint-Germain era considerato un club « di banlieue »[18],[20].

Minacciato nella sua esistenza, il PSG è diviso in due nel maggio 1972 : la sezione professionistica resta di Division 1 sotto il colori del Paris FC, mentre il resto del club, ed in particolare la squadra amatoriale che giocava nella Division 3, conserva l'identità del « Paris Saint-Germain Football Club », con la quale avrà in seguito la propria storia. L'unione con lo Stade Saint-Germain ha tenuto solamente meno di due anni[18]. Per poter giustificare una struttura amatoriale regolamentare, il Paris FC assorbe subito dopo la sezione calcio del Cercle athlétique de Montreuil[10].

Un professionismo fragile, fino all'acquisto di Lagardère (1972-1983)[modifica | modifica wikitesto]

Louis Hon è il primo allenatore del Paris FC, dopo la separazione con il PSG nel 1972.

Per la sua prima stagione dopo la separazione con il Paris Saint-Germain, il Paris FC può contare su un Parco dei Principi completamente rinnovato[21]. Composto essenzialmente da giocatori provenienti dallo Stade Saint-Germain[22], il club inizia molto male la stagione per poi terminare finalmente alla 12ª posizione del campionato di Francia di calcio 1972-1973 Division 1[23]. Nello stesso anno 1973, il PFC resuscita il Torneo di Parigi, competizione amichevole in precedenza organizzata dal Racing Club de France[23] e termina al 3º posto, il Feyenoord Rotterdam vince il trofeo[24].

Malgrado l'acquisto di buoni giocatori di D1, Jean Djorkaeff e Louis Floch, i due elementi più importanti del club, si infortunano[25], conducendo alla retrocessione del club in Division 2 nel 1974[25], contemporaneamente il PSG è promosso dalla D2 alla D1, recuperando così il Parco dei Principi[10].

Costretto quindi a trasferirsi nel vetusto stadio Déjerine (nel XX arrondissement di Parigi), avendo perduto lo statuto professionistico e i suoi migliori elementi[9], la prima squadra del PFC, allora allenata da Antoine Dalla Cieca, è per la maggior parte composta da giocatori de precedente CA Montreuil, che giocava in precedenza nella Division d'Honneur, e anche dalla sua squadra di riserva che giocava nella Promotion d'Honneur[26]. Gli inizi sono molti difficili ed inoltre un incendio devasta lo stadio, costringendo il club a trovare altri stadi per più di un anno[9]. Il club alla fine si salva, in seguito realizza due stagioni a centro classifica nella Division 2[27], non arrivando ad attirare il grande pubblico, diviso tra nostalgici dei precedenti grandi club e tifosi di un crescente PSG che si radica sempre di più in Division 1[28].

Nell'estate 1976, il club ritrova lo statuto professionistico e nomina Robert Vicot come allenatore[29]. Dopo una prima stagione senza exploit, l'acquisto di diversi giocatori di prestigio fa credere ad un rinnovamento del club: il Paris FC, secondo del gruppo A in D2, vince contro il RC Besançon lo spareggio, riuscendo così a risalire in D1 (e a ritrovare il Parco dei Principi) per la stagione dal campionato di calcio francese 1978-1979[30].

Roger Lemerre allena il Paris FC dal 1979 al 1981.

Nell'agosto 1978, il Paris FC incontra il Paris SG e l'incontro termina con un pareggio (2-2)[31], nel secondo incontro nel dicembre dello stesso anno il risultato è ancora un pareggio (1-1)[32]. Con un organico limitato e senza stile di gioco, il PFC si ritrova ben presto in coda alla classifica[30]. In ottobre, Europe 1 e la Mairie de Paris si accordano per tentare un salvataggio. Il gruppo Lagardère (proprietario di Europe 1) finanzia il rafforzamento della squadra, in cambio di una effimera rinominazione in « Paris 1 »[33]. Malgrado tutto, il club subisce una sconfitta severa 1-7 al Parco dei Principi contro l'AS Monaco[30], termina in 19ª posizione, senza aver mai superato la 17ª durante tutta la stagione, perde lo spareggio contro il RC Lens ai calci di rigore e retrocede alla fine della stagione[30]. In questa stessa stagione tuttavia, batte il record di affluenza allo stadio il 27 aprile 1979 in occasione dell'incontro contro l'AS Saint-Étienne con 41 025 spettatori[30].

Senza grandi mezzi finanziari, il Paris FC rimane in Division 2 fino al 1983. Nel 1980, la squadra allenata da Roger Lemerre, che succede a Vicot, riesce tuttavia a creare la sorpresa nella Coupe de France eliminando lo Stade rennais negli ottavi di finale e l'AJ Auxerre (D2) nei quarti di finale[34]. La squadra è in seguito battuta in semi-finale da un altro club di D2, l'US Orléans[35]. Nel 1981, il club riesce a salvarsi all'ultima giornata contro l'UES Montmorillon davanti a solamente 1 640 spettatori[36]. Lo Stadio Déjerine non risponde più alle norme della Lega, i dirigenti cercano nuovamente un altro club per una fusione. Essi decidono per il Troyes Aube Football, che dispone del moderno stadio de l'Aube[37], ma i matchs organizzati a Troyes non attirano il grande pubblico, con un'affluenza media di 1 376 spettatori per tutta la stagione[38]. Malgrado la salvezza in D2, il club è fortemente indebitato[39], ciò condurrà la Federazione ad ipotizzare la sua retrocessione[36].

Nello stesso periodo, l'uomo d'affari Jean-Luc Lagardère (proprietario dell'omonimo gruppo) desidera creare un nuovo club di alto livello nella regione parigina, che sarà competitivo sia a livello nazionale sia a livello europeo[40]. Per farlo, Lagardère immagina di unire il Racing Club de France, club dal passato glorioso ma caduto al livello amatoriale, con il Paris FC, che gioca in D2[40]. In un primo tempo, inquieto dello stato della finanze del PFC, i dirigenti del Racing rifiutano la proposta[39]. Così, non potendo concretizzare immediatamente il suo progetto, Lagardère acquista da solo il Paris FC, con la promessa che in caso di mantenimento in Division 2 il Racing accetti la fusione. Già, in qualità di nuovo proprietario del Paris FC, Lagardère anticipa la fusione: rinomina il PFC in « Racing Paris 1 » e cambia i colori sociali in blu cielo e bianco che sono i colori del Racing[39],[41]. Il Racing Paris 1 riesce a salvarsi e nell'estate 1983, la sua squadra è fusa con quella del Racing[40], mentre le riserve e le squadre giovanili dell'ex Paris FC sono inviate in Division 4[42], conservando l'identità e le strutture della precedente Paris FC, col nome di « Paris Football Club 83 »[39].

Se Lagardère investì enormemente nel Racing sperando di riuscire automaticamente e in poco tempo ad arrivare al successo, alla fine non vi riesce e rinuncia, lasciando il club nel 1989. Ma, anche se questa fusione tra il Racing e il PFC è stata un fallimento per i due club, Lagardère ha dato l'esempio di un forte apporto finanziario con trasferimento a peso d'oro e una forte inflazione per la remunerazione dei giocatori; ciò ha modificato radicalmente il modello economico dei club francesi[40]. Successivamente, altri dirigenti d'azienda investiranno fortemente nei club come Bernard Tapie a l'Olympique de Marseille nel 1986, con più successo visto che il club vince rapidamente diversi titoli di campione di Francia[40].

La ricostruzione del «Paris FC 83» (1983-1990)[modifica | modifica wikitesto]

Pierre Lechantre allena il Paris FC 83 tra il 1986 e il 1992 e ottiene due promozioni.

Con una squadra con poca esperienza, il Paris FC, ribattezzato «Paris FC 83»[39], termina 13º, ovvero alla penultima posizione del suo gruppo nella Division 4 ed è quindi retrocesso nella Division d'Honneur de Paris[1],[42]. Qui vi resta per quattro stagioni[43]. In seguito, sotto la guida dell'ex giocatore professionista Pierre Lechantre, nominato allenatore nel 1987, il club riesce in due promozioni consecutive, vincendo la Division d'Honneur de Paris nel 1988[43] e poi il gruppo F della Division 4[44], dove è vice-campione della Division 4[44].

Nel 1989, il PFC-83 debutta nella Division 3, e arriva a salvarsi a fine stagione[42]. Ciò attira un uomo d'affari ambizioso, Bernard Caïazzo, che si fissa per obiettivo la promozione rapida in Division 2, al fine di fare del Paris FC il secondo club calcistico della capitale dopo il Paris Saint-Germain. Nel 1989-1990, il PFC termina in 12ª posizione su 16 nel gruppo Est[45].

La disillusione degli ambiziosi «Paris FC 98» e «Paris FC 2000» (1990-2006)[modifica | modifica wikitesto]

L'obiettivo di risalire in D2 è mancato di poco nella prima stagione di Caïazzo alla presidenza del Paris FC. Tre le due stagioni nel 1991, la mairie de Paris accorda una sovvenzione eccezionale di 90 milioni di franchi al Paris Saint-Germain Football Club, in difficoltà finanziarie, limitando in conseguenza le sovvenzioni date al PFC[46]. Malgrado tutto, il Paris FC, rinominato « Paris FC 98 »[47], che s'ispira dal nome della candidatura della Francia all'organizzazione del campionato mondiale di calcio 1998, è ambizioso e fa molti acquisti[48]. Dopo una nuova promozione mancata di poco nel 1992[49], Caïazzo, criticato per aver ipotizzato una fusione con il Melun Football Club, club rivale del PFC, e Lechantre lasciano finalmente il club[50].

Nel giugno 1992, Didier Bariani, uomo politico parigino, sostituisce Caïazzo[51]. Al suo arrivo, egli nomina Hubert Velud come allenatore[52]. Nel 1993, malgrado un inizio stagione insoddisfacente che conduce all'esonero di Hubert Velud in corso della stagione per rimpiazzarlo con Delio Onnis[53], le Paris FC termina 4º del suo gruppo nella Division 3 e raggiunge i suoi obiettivi[54] ed è promosso nel campionato National 1[42], nuovo campionato creato com un'anticamera della seconda divisione durante la riforma delle competizioni[55]. Gli anni seguenti, il club termina ogni stagione a centro classifica di questo campionato[42].

Nel 1996, il club è ribattezzato « Paris Football Club 2000 »[33]. L'anno seguente, integra nuovamente il Championnat National, che risulta della fusione in un unico gruppo dei due gruppi di National 1. Dopo due nuove stagione trascorse senza reali speranze di promozione, malgrado le ambizioni annunciate, il Paris FC si separa del suo allenatore e realizza nell'estate 1999 un sforzo di reclutamento con l'obiettivo di accedere finalmente alla Division 2[56]. Contestualmente, il club si trasferisce allo stadio Charléty[56], uno stadio da 20 000 posti situato nel XIII arrondissement di Parigi, ricostruito alcuni anni prima[57]. Ma la sconfitta è severa: l'amalgama tra i nuovi acquisti e i vecchi giocatori non c'è, la squadra, allenata da Jean-Pierre Carayon, termina la stagione 1999-2000 al 17º posto, retrocede nel Championnat de France amateur (CFA) e ritorna allo stadio Déjerine.

Robert Buigues, arrivato in corso di stagione in sostituzione di Jean-Pierre Carayon, non riesce ad ottenere la promozione sperata, e nemmeno Philippe Lemaître e Patrick Parizon che lo sostituirono successivamente. Noël Le Graët, l'influente ex presidente della Ligue de Football Professionnel, entra nel consiglio d'amministrazione nel 2001 con l'obiettivo di salvare il club e verificarne i conti[58]. Alla fine del 2003, egli affida il PFC a Guy Cotret, un banchiere, che ha per ambizione di farne un grande club di formazione nell'Est e nel Nord di Parigi, portando un «progetto educativo, sociale e sportivo»[59]. Nel 2005, il club ritrova il suo nome d'origine: « Paris Football Club ». Sotto la direzione di Jean-Marc Pilorget, nominato nel 2004, il club parigino ritrova il Championnat National, sei anni dopo averlo lasciato. La promozione è assicurata grazie al 1º posto nel gruppo D del Championnat de France amateur 2005-2006.

La stabilizzazione in National (2006-2015)[modifica | modifica wikitesto]

Il Paris FC contro il Luzenac il 6 agosto 2011 allo stadio Charléty.

Ritornato nel terzo livello del calcio francese, il PFC si fissa già come obiettivo la promozione in Ligue 2 all'orizzonte 2009[60].

Nella sua prima stagione in National, il club termina in 6ª posizione[60]. L'anno dopo, allenato da Jean-Guy Wallemme, il PFC realizza un exploit nei 32simi di finale della Coupe de France superando il Toulouse, ma è eliminato nel turno successivo dal Dijon FCO. In campionato, la stagione è media, con una 10ª posizione, a 13 punti dalla promozione in Ligue 2. La stagione successiva, malgrado il ritorno dell'allenatore Jean-Marc Pilorget, il Paris FC termina solo alla 6ª posizione[61]. L'obiettivo di una «promozione in tre anni»[60], fissato nel 2006, non è dunque raggiunto.

Nel 2009-2010, il Paris FC è nuovamente candidato alla promozione. Ma l'inizio stagione è deludente e l'allenatore Jean-Marc Pilorget è esonerato dopo la sconfitta contro il Cassis-Carnoux. I dirigenti sceglieranno allora Jean-Luc Vannuchi, l'allenatore della promozione del Nîmes Olympique in D2 nel 2008, per sostituirlo. I risultati migliorano e il PFC termina alla 6ª posizione, grazie soprattutto ai 22 gol dell'attaccante David Pollet. Dopo questo buon fine stagione, il Paris FC continua ad ambire alla promozione in Ligue 2 al termina della stagione 2010-2011. Ma nuovamente, il club termina a metà classifica in 12ª posizione[62]. Il presidente Cotret pensava tuttavia di avere quest'anno «la miglior rosa mai avuta»[63].

Nel championnat National 2011-2012, le performance del club sono nuovamente deludenti, infatti, sotto la direzione di Alain Mboma, la squadra finì 16ª a una posizione dalla retrocessione. Prima della stagione seguente, i dirigenti ingaggiano Olivier Guillou per sostiturlo[64] e rinnovano in profondità la squadra ingaggiando dei giovani promettenti[65]. Tuttavia, l'inizio della Championnat National 2012-2013|stagione 2012-2013 è nuovamente deludente: dopo 10 partite, il club è in zona retrocessione e Guillou è esonerato[66]. Il suo allenatore in seconda, Alexandre Monier lo sostituisce, senza però riuscire a risollevare la situazione. In febbraio, è il nuovo allenatore Gaston Diamé che cerca di risollevare le sorti della squadra, sempre in zona retrocessione[67]. Malgrado un leggero miglioramento dei risultati il club è retrocesso in CFA a seguito della 37ª giornata[68].

Tuttavia, le retrocessioni amministrative successive del Club Sportif Sedan Ardennes, del Le Mans Football Club e del Football Club de Rouen 1899 decise dalla Direction nationale du contrôle de gestion (DNCG) conducono al ripescaggio del Paris FC, che rimane dunque in National per la stagione 2013-2014. Il club si trasferisce allo stadio Déjerine, che ha una capacità più adatta alle affluenze di pubblico del championnat National e che è anche dotato di un terreno di gioco in erba sintetica. Malgrado un'estate incerta per via delle decisioni della DNCG, l'inizio stagione per PFC in National è molto soddisfacente, in particolare grazie ad una buona difesa[69]. La squadra ha in seguito un calo di rendimento per finire poi il campionato a metà classifica, al 9º posto[70].

I fallimenti ripetuti del Paris FC nel suo obiettivo di risalire in Ligue 2 irritano alcuni osservatori che denunciano gli errori del club (giocatori, finanze, ...)[71]. Per la stagione 2014-2015, il club ritorna ambiziosamente allo stadio Charléty[72]. Gli inizi sono molto soddisfacenti poiché il club prende la testa del campionato alla fine della 7ª giornata e la conserva fino alla fine del girone d'andata[73]. Il ritmo dei parigini rallenta un poco, e il Red Star FC li supera in marzo[74]. Il club di Saint-Ouen distanzia in seguito il Paris FC, che si ritrova in una lotta a tre, per i due posti disponibili per la promozione, con il Football Club Bourg-Péronnas e il Racing Club de Strasbourg, a tal punto che all'ultima giornata, i parigini non sono ancora promossi e hanno bisogno almeno di un pareggio[75]. Essi ottengono un pareggio nell'ultima giornata e finiscono secondi nello championnat National 2014-2015, e questo gli permette di accedere alla Ligue 2, lasciata 32 anni prima[76],[77].

Il ritorno al professionismo (dal 2015)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ligue 2 2015-2016.

Dopo l'eccellente stagione nel Championnat National 2014-2015, nel quale il Paris FC è arrivato secondo, il club è promosso in Ligue 2, lasciata 32 anni fa, e ritrova nella stessa occasione lo statuto di club professionistico[76],[77].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Paris Football Club[78]
  • 1972-73 - 12ª in Division 1
  • 1973-74 - 19ª in Division 1. Retrocede in Division 2
  • 1974-75 - 15° nel girone A della Division 2
  • 1975-76 - 12° nel girone A della Division 2
  • 1976-77 - 12° nel girone A della Division 2
  • 1977-78 - 2° nel girone B della Division 2. Promosso in Division 1
  • 1978-79 - 19ª in Division 1. Retrocede in Division 2
  • 1979-80 - 7° nel girone A della Division 2
  • 1980-81 - 15° nel girone A della Division 2
  • 1981-82 - 10° nel girone A della Division 2. Si fonde con il RC Paris, assumendo la denominazione di Racing Paris 1
  • 1982-83 - 4° nel girone A della Division 2. A fine stagione si scinde dal RC Paris, assumendo la denominazione di Paris Football Club 83
  • 1983-84 - 13° nel girone A della Division 4. Retrocede in Division d'Honneur
  • 1984-85 - 11ª in Division d'Honneur
  • 1985-86 - 10ª in Division d'Honneur
  • 1986-87 - 2ª in Division d'Honneur
  • 1987-88 - Vince la Division d'Honneur. Promosso in Division 4
  • 1988-89 - Vince il girone F della Division 4. Promosso in Division 3
  • 1989-90 - 12° nel girone E della Division 3
  • 1990-91 - 5° nel girone E della Division 3. Assume la denominazione di Paris Football Club 98
  • 1991-92 - 3° nel girone C della Division 3
  • 1992-93 - 4° nel girone C della Division 3
  • 1993-94 - 8° nel girone A del Championnat National
  • 1994-95 - 7° nel girone B del Championnat National
  • 1995-96 - 10° nel girone B del Championnat National. Assume la denominazione di Paris Football Club 2000
  • 1996-97 - 3° nel girone A del Championnat National
  • 1997-98 - 6° in Championnat National
  • 1998-99 - 9° in Championnat National
  • 1999-00 - 17° in Championnat National. Retrocede in Championnat de France Amateurs
  • 2000-01 - 4° nel girone D del Championnat de France Amateurs.
  • 2001-02 - 7° nel girone D del Championnat de France Amateurs.
  • 2002-03 - 12° nel girone B del Championnat de France Amateurs.
  • 2003-04 - 11° nel girone D del Championnat de France Amateurs.
  • 2004-05 - 7° nel girone D del Championnat de France Amateurs. Assume la denominazione di Paris Football Club
  • 2005-06 - Vince il girone D del Championnat de France Amateurs. Promosso in Championnat National
  • 2006-07 - 6° in Championnat National
  • 2007-08 - 10° in Championnat National
  • 2008-09 - 6° in Championnat National
  • 2009-10 - 6° in Championnat National
  • 2010-11 - 11° in Championnat National
  • 2011-12 - 16° in Championnat National
  • 2012-13 - 17° in Championnat National
  • 2013-14 - 9° in Championnat National
  • 2014-15 - 2° in Championnat National. Promosso in Ligue 2
  • 2015-16 - in corso in Ligue 2

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
divisa 2011-15
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
divisa 2007-11
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
divisa 1970-72

Colori[modifica | modifica wikitesto]

  • Blu, rosso e bianco (1970-1978)
  • Arancione (1972, 1979-1980)
  • Blu cielo (1978-1983)
  • Rosa (1984-1988)
  • Blu cielo (1989-2002)
  • Blu marino e bianco (2002-)

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Gli stadi del Paris FC nel 2015-2016[79]:

  • Stadio Charléty, accoglie le partite casalinghe della prima squadra del Paris FC;
  • Stadio Déjerine, accoglie le partite e gli allenamenti di tutte le altre squadre del Paris FC (esclusa la prima squadra).

In passato il Paris FC ha giocato anche nei seguenti stadi:

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia dei nomi, delle fusioni e delle scissioni
Paris Football Club
1969-1970
Stade Saint-Germain
1904-1970
CA Montreuil
1920-1972
Paris Saint-Germain FC
1970-1972
Paris Football Club
1972-1983
Paris Saint-Germain FC
Dal 1972
Racing Paris 1
1982-1983
Racing Club Paris
1896-1983
Paris Football Club 83
1983-1991
Racing Paris 1 / Matra Racing
1983-1989
Paris Football Club 98
1991-1996
Paris Football Club 2000
1996-2005
Paris Football Club
Dal 2005

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario 2015-2016

Staff dell'area amministrativa[81]










[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2015-2016[82], il PFC ha come sponsor principale VINCI, come sponsor ufficiali Nestlé, Oscaro e Nike (quest'ultimo è lo sponsor tecnico) e come sponsor istituzionali la Mairie de Paris, che sostiene la società fin dall'inizio in quanto club calcistico della città di Parigi.

Cronologia degli sponsor tecnici


Cronologia degli sponsor ufficiali

Il Paris FC nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori del Paris F.C.
Allenatori[83]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti
  1. Francia Pierre-Étienne Guyot (1969-1973)
  2. Francia Guy Crescent (1973-1974)
  3. Francia Roger Zeppelini (1974-1982)
  4. Francia Jean-Luc Lagardère (1982-1983)
  5. Francia Pierre Save (1983-1991)
  6. Francia Bernard Caïazzo (1991-1992)
  7. Francia Didier Bariani (1992-2001)
  8. Francia Noël Le Graët (2001-2003)
  9. Francia Guy Cotret (2003-2012)
  10. Francia Pierre Ferracci (dal 2012)

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori del Paris F.C.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[78]
Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Ligue 1 0 3
Division 1 3 1972-1973 1978-1979
Ligue 2 1 2015-2016 2015-2016 9
Division 2 8 1974-1975 1982-1983
National 16 1993-1994 2014-2015 20
Division 3 4 1989-1990 1992-1993
CFA 6 2000-2001 2005-2006 8
Division 4 2 1983-1984 1988-1989
[1] DH-Paris 4 1984-1985 1987-1988 4

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa 2015-2016, aggiornata al 2 novembre 2015[82]

N. Ruolo Giocatore
1 Francia P Vincent de Marconnay
16 Francia P Alexandre Bouchard
30 Francia P Alexis Thébaux
2 Francia D Axel Disasi
3 Costa d'Avorio D Daouda Konaté
4 Georgia D Amiran Sanaia
5 Algeria D Mehdi Jean Tahrat
13 Francia D Sébastien Cantini
14 Francia D Soualio Bakayoko
19 Francia D Hervé Libohy (capitano)
25 Francia D Samuel Yohou
27 Martinica D Christopher Glombard
32 Haiti D Jean-Jacques Pierre
37 Francia D Théo Pellenard
6 Guadalupa C Thomas Gamiette
7 Mali C Tiécoro Keita
8 Francia C Loïc Poujol
N. Ruolo Giocatore
10 RD del Congo C Christian Kinkela
11 Benin C Mouritala Ogunbiyi
17 Francia C Vincent Pirès
18 Ghana C David Mills
20 Francia C Baboye Traoré
21 Guinea-Bissau C Bocundji Ca
24 Francia C Dylan Bahamboula
26 Camerun C Louis Bongongui
28 Francia C Idriss Ech-Chergui
29 Francia C Romain Grange
9 Francia A Aboubakary Kanté
12 Francia A Nicolas Fauvergue
15 Francia A Ahmed Mogni
22 Tunisia A Khaled Ayari
23 Guadalupa A Richard Socrier
Tunisia D Bilel Mohsni

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff 2015-2016, aggiornato al 2 novembre 2015[82]

Staff dell'area tecnica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Le Divisions d'Honneur della Ligue régionale de football costituivano dal 1970 al 1978 il 4º livello del calcio francese, dal 1978 al 1993 il 5º livello e dal 1993 ad oggi costituiscono il 6º livello.
  2. ^ Des débuts aux années 60, su Allez Racing !. URL consultato il 19 agosto 2012.
  3. ^ Berthou, 1999, p. 331
  4. ^ Un "second club" à Paris est-il possible?, su cahiersdufootball.net, 7 ottobre 2012. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  5. ^ a b c d e f g h Riolo, Peres, 2014, Introduction : « Le PSG, un trentenaire « show-biz » »
  6. ^ Jean-Philippe Bouchard, Le grand œuvre de Fernand Sastre et de Georges Boulogne, in Pour l'amour du jeu. Où va le football français ?, 2006, pp. 268, ISBN 2-7021-4627-9.
  7. ^ Histoire du Paris Saint-Germain Football Club, su psg70.free.fr. URL consultato il 9 gennaio 2015.
  8. ^ a b Xavier Coffins, Pourquoi le PSG s'appelle le Paris Saint-Germain, su sport24.lefigaro.fr, 24 settembre 2014. URL consultato il 9 gennaio 2015.
  9. ^ a b c d Historique Paris FC, su parisfootballclub.com. URL consultato il 3 gennaio 2015.
  10. ^ a b c Berthou, 1999, p. 298
  11. ^ a b Berthou, 1998, p. 20-22
  12. ^ Max Urbini, Le Paris FC descendra dans la rue !, in France Football, nº 1255, 21 aprile 1970, p. 3.
  13. ^ a b Liste des clubs qualifiés pour la D2 1970-1971 annoncée le 30 mai au Conseil fédéral de la FFF, in France Football, nº 1261, 2 giugno 1970, p. 3.
  14. ^ Compte-rendu du match Paris-Quevilly, in France Football, nº 1270, 4 agosto 1970, p. 11.
  15. ^ Per molti anni, il 27 agosto 1970 è stata considerata come la data di nascita ufficiale del Paris Saint-Germain; in ogni caso questa è quella indicata dal club, malgrado il fatto che il club aveva già giocato delle partite in precedenza.
  16. ^ PV de l'assemblée générale du club, in Paris Saint-Germain, nº 1, settembre 1971, pp. 12-13.
  17. ^ Présentation de l'effectif 1971-72, in Paris Saint-Germain, nº 1, settembre 1971, pp. 17-19.
  18. ^ a b c d e f Compte-rendu de l'assemblée générale de mai 1972, in Paris Football Club, nº 8, giugno 1972, p. 19.
  19. ^ La fin de la crise du PSG; INA, reportage du 26 mai 1972
  20. ^ Paris FC, une ambition capitale, su au-premier-poteau.fr, 9 ottobre 2013. URL consultato il 23 febbraio 2015.
  21. ^ FOOT : Red Star - Paris FC, 40 ans de derby, su leparisien.fr, 28 febbraio 2013. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  22. ^ Fiche club : Paris FC 1972 / 1973, su footballdatabase.eu. URL consultato il 22 febbraio 2015.
  23. ^ a b Philippe Descottes, Le Paris FC relance le Tournoi de Paris, su parisfootballclub.com, 5 gennaio 2015. URL consultato l'8 gennaio 2015.
  24. ^ Raúl Torre e Erik Garin, Tournoi International de Paris 1957-1993 (Paris-France) - 1973, su rsssf.fr, 22 febbraio 2012. URL consultato l'8 dicembre 2014.
  25. ^ a b Philippe Descottes, Quand un Champion d’Europe signe au PFC…, su parisfootballclub.com, 27 gennaio 2015. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  26. ^ Berthou, 1999, p. 299
  27. ^ Paris FC - 1975 / 1976, su footballdatabase.com. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  28. ^ Paris-fc Saison 1977, su footballstats.fr. URL consultato il 10 gennaio 2015.
  29. ^ VICOT, su psg70.free.fr. URL consultato il 21 gennaio 2015.
  30. ^ a b c d e 1978-79 : le chemin de croix du Paris FC, su racingstub.com, 30 gennaio 2015. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  31. ^ Calendrier de la saison 1978/1979, su footballdatabase.eu. URL consultato il 23 febbraio 2015.
  32. ^ Rémi Gyuru, le match du jour, 17 décembre 1978 : Paris FC-Paris SG, le derby en capitale, su paris-canalhistorique.com, 16 dicembre 2014. URL consultato il 7 gennaio 2015.
  33. ^ a b PARIS F.C., su thinesclaude.com. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  34. ^ Coupe de France 1979-1980, su footballenfrance.fr. URL consultato il 3 marzo 2015.
  35. ^ Soir de match : Paris FC – US Orléans., su docteur-es-sport.fr, 19 gennaio 2011. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  36. ^ a b Berthou, 1999, p. 300
  37. ^ Stade de l’Aube, su stadiumguide.com. URL consultato il 23 febbraio 2015.
  38. ^ Paris-fc Saison 1982, su footballstats.fr. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  39. ^ a b c d e Des années 70 à aujourd'hui, su Allez Racing !. URL consultato il 19 agosto 2012.
  40. ^ a b c d e (EN) Hallgeir Gammelsæter, The Organisation and Governance of Top Football Across Europe. An Institutional Perspective, Routledge, 2011, pp. 125-126, ISBN 978-0-415-88378-8. URL consultato il 2 marzo 2015.
  41. ^ (FR) Vincent Nouziville, L'acrobate. Jean-Luc Lagardère, ou, les armes du pouvoir, Seuil, 1998, p. 114, ISBN 2-02-028858-3. URL consultato il 2 marzo 2015.
  42. ^ a b c d e Paris Football Club, su pari-et-gagne.com. URL consultato il 23 febbraio 2015.
  43. ^ a b Philippe Descottes, 1988/89 – Avis de passage en Division 4 (1ère partie), su parisfootballclub.com, PFC Story, 21 gennaio 2015. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  44. ^ a b Philippe Descottes, 1988/89 – Avis de passage en Division 4 (2ème partie), su parisfootballclub.com, PFC Story, 24 gennaio 2015. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  45. ^ Division 3 Gr. Est 1990, su footballenfrance.fr. URL consultato il 18 gennaio 2015.
  46. ^ Analyse du blason du Paris F.C, su moustachefootballclub.com, 23 ottobre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2015.
  47. ^ LE PARIS FC 98 ASSURE L'ESSENTIEL, su humanite.fr, 2 marzo 1992. URL consultato il 23 febbraio 2015.
  48. ^ Berthou, 1999, p. 301
  49. ^ LE PARIS FC RATE LE COCHE, L'Humanité, 18 maggio 1992. URL consultato il 15 gennaio 2015.
  50. ^ FRIC CRAQUE FOOT, su humanite.fr, 27 maggio 1992. URL consultato il 21 febbraio 015.
  51. ^ G.T., « Attention à la dérive sportive » DIDIER BARIANI, président du Paris FC, su leparisien.fr, 1º febbraio 2001. URL consultato il 3 gennaio 2014.
  52. ^ Hubert Velud, un technicien très expérimenté, su uscl.fr. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  53. ^ Claude Baudry, ONNIS AUX COMMANDES, su humanite.fr, 14 novembre 1992. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  54. ^ C.T.-C., Le Paris FC piétine sur son terrain, su humanite.fr, 25 gennaio 1993. URL consultato il 20 gennaio 2015.
  55. ^ Division 3 Gr. Centre 1993, su footballenfrance.fr. URL consultato il 15 gennaio 2015.
  56. ^ a b Jean-Pierre Carayon :, su leparisien.fr, 7 agosto 1999. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  57. ^ Stade Sébastien Charléty - Paris, su info-stades.fr. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  58. ^ Gilles Tournoux, Noël Le Graët : « Mes ambitions pour Paris FC », Le Parisien, 14 luglio 2001. URL consultato il 12 febbraio 2015.
  59. ^ Alain Echegut, Foot : le Paris FC, l'autre club de la capitale..., su lesechos.fr, 22 dicembre 2006. URL consultato il 9 gennaio 2015.
  60. ^ a b c S.B., Créteil et Villemomble ouvrent le bal, su leparisien.fr, 3 agosto 2007. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  61. ^ Classement National 2008 / 2009, su foot-national.com. URL consultato il 28 gennaio 2015.
  62. ^ Classement National 2010 / 2011, su foot-national.com. URL consultato il 28 gennaio 2015.
  63. ^ Emmanuel Salloum, « Il est très difficile de gérer un club comme une entreprise normale », in Le 13 du mois, nº 7, 13 maggio 2011, pp. 38-39. URL consultato il 19 febbraio 2015..
  64. ^ Le PFC choisit Guillou, su leparisien.fr, 2 giugno 2012. URL consultato il 13 gennaio 2015.
  65. ^ Paris FC : Un duo du Paradou arrive, su footafrica365.fr, 31 luglio 2012. URL consultato il 28 gennaio 2015.
  66. ^ Laurent Pruneta, FOOT : Guillou remplacé par Monier au Paris FC, su leparisien.fr, 5 ottobre 2012. URL consultato il 17 dicembre 2014.
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  68. ^ Erwann Penland, Créteil champion, Uzès Pont du Gard et le Paris FC en CFA, su foot-national.com, 17 maggio 2013. URL consultato il 17 dicembre 2014.
  69. ^ Classement National Défense 2013 / 2014, su foot-national.com. URL consultato il 28 gennaio 2015.
  70. ^ Classement National Général 2013 / 2014, su foot-national.com. URL consultato il 28 gennaio 2015.
  71. ^ Laurent Pruneta, Foot, PFC - Red Star: un jour prochain en Ligue 1 ?, su leparisien.fr, 5 settembre 2014. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  72. ^ Clément Michel, Paris FC : Retour officiel à Charléty, su foot-national.com, 23 luglio 2014. URL consultato il 29 dicembre 2014.
  73. ^ Foot, le Paris FC champion d'automne !, su leparisien.fr, 10 gennaio 2015. URL consultato il 14 gennaio 2015.
  74. ^ Le Red Star prend la tête, su sports.fr, 24 marzo 2015. URL consultato il 23 maggio 2015.
  75. ^ Alexandre Chochois, CA Bastia - Paris FC : Le bal des déçus ?, su foot-national.com, 21 maggio 2015. URL consultato il 23 maggio 2015.
  76. ^ a b Le Paris FC et Bourg-Péronnas accèdent à la Ligue 2, pas Strasbourg, su eurosport.fr, 22 maggio 2015. URL consultato il 23 maggio 2015.
  77. ^ a b National : le Paris FC et Bourg-Péronnas montent en Ligue 2, su bfmtv.com, 22 maggio 2015. URL consultato il 23 maggio 2015.
  78. ^ a b Paris Football Club, footballenfrance.fr. URL consultato il 3 novembre 2015.
  79. ^ a b Les stades - Paris FC, parisfootballclub.com. URL consultato il 2 novembre 2015.
  80. ^ PARIS F.C., fff.fr. URL consultato il 3 novembre 2015.
  81. ^ LFP.fr - Ligue de Football Professionnel - Paris FC, lfp.fr. URL consultato il 3 novembre 2015.
  82. ^ a b c Effectif et staff _ Ligue 2 _ 2015-16 - Paris FC, parisfootballclub.com. URL consultato il 2 novembre 2015.
  83. ^ a b Ils ont entraîné au Paris FC - Paris FC, parisfootballclub.com. URL consultato il 2 novembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Thierry Berthou (a cura di), Dictionnaire historique des clubs de football français. Tome II, Mulhouse-White Rovers, in Dictionnaire historique des clubs de football français. 2, Créteil, Pages de foot, 1999, pp. 251, ISBN 978-2-913146-02-0, OCLC 467932927.

sulla storia del Paris Saint-Germain e quindi sui primi anni del Paris Football Club:

  • (FR) Thierry Berthou (a cura di), Histoire du Paris Saint-Germain Football-Club (1904-1998), in Clubs français, Saint-Maur-des-Fossés, Pages de foot, 1998, pp. 548, ISBN 978-2-913146-00-6, OCLC 41020688.
  • (FR) Daniel Riolo, L'histoire du Paris Saint-Germain, Parigi, Hugo et compagnie, 2008, pp. 215, ISBN 978-2-7556-0310-1, OCLC 742913005.
  • (FR) Daniel Riolo e Jean-François Pérès, PSG-OM histoire d'une rivalité OM-PSG, con la collaborazione di Arnaud Ramsay, Parigi, Hugo Sport, 2014, pp. 301, ISBN 978-2-7556-1406-0, OCLC 876016746.
  • (FR) Thibaud Leplat, Ici c'est Paris : Paris Saint-Germain, l'épopée continue, Parigi, Solar, 2014, pp. 235, ISBN 978-2-263-06621-4, OCLC 897657909.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]