Parco regionale dei Sassi di Roccamalatina

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Parco Regionale
Sassi di Roccamalatina
Sassi rocca.jpg
Tipo di areaParco regionale
Codice EUAPEUAP0179
StatoItalia Italia
RegioniEmilia-Romagna Emilia-Romagna
ProvinceModena Modena
Comunivedi testo
Superficie a terra2.300,17 ha
Provvedimenti istitutiviL.R. 11, 02.04.88
GestoreConsorzio Parco regionale dei Sassi di Roccamalatina
Sito istituzionale
Sassi di Roccamalatina

Il Parco Regionale Sassi di Roccamalatina è un'area protetta situata sull'Appennino modenese immediatamente prossimo alla pianura, sul versante destro della valle del fiume Panaro. È caratterizzato dalla presenza di tre spettacolari picchi rocciosi definiti storicamente "sassi", sede di nidificazione del falco pellegrino.

All'interno del parco un'area di 1198 ettari è stata designata come sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale denominato Sassi di Roccamalatina e di Sant'Andrea (IT4040003).[1]

Provvedimenti istitutivi[modifica | modifica wikitesto]

Legge regionale 2 aprile 1988, n. 11

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'estensione dell'area protetta è di 2.300,17 ha[2], di cui 143 di proprietà pubblica (Demanio, comuni di Guiglia e Marano sul Panaro, consorzio del parco) ed il resto di proprietà privata.

Il territorio della riserva presenta il tipico aspetto a calanchi argillosi dei preappennini alternate a lievi colline ricoperte di pascoli, fitti castagneti, vite e frutteti. In netto contrasto con il paesaggio generale, si elevano nel cuore del parco tre guglie in arenaria, derivati da stratificazioni più resistenti all'erosione originatesi nell'oligocene. Per la loro ripida elevazione sul paesaggio, le guglie furono utilizzate come elementi di un sistema di fortificazione attorno alla zona di Pieve di Trebbio, dove si hanno testimonianze di insediamenti risalenti all'epoca etrusca.

La quota altimetrica spazia da 169 a 621 m s.l.m.

Il territorio è disseminato di borghi rurali e resti di antiche fortificazioni medioevali.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Le arenarie che compongono i torrioni dei Sassi sono composte da granuli molto grossi, distinguibili anche a occhio nudo. Si possono osservare quarzi grigio chiaro di aspetto vetroso a volte nascosti da muschi e licheni. Questi sassi sedimentarono durante il Cretaceo superiore (circa 90 milioni di anni fa) in mare profondo, prossimo ai fondali liguri, da qui il nome Liguridi.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco ricade nel territorio dei comuni di Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Vignola e Zocca.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Un recente censimento ha confermato la presenza di 767 specie, distribuite in 88 Famiglie tra Composite, Leguminose, Graminacee e di queste 48 specie protette tra le quali 26 tipi di Orchidee La flora del fiume Panaro è fortemente influenzata dall'attività antropica, che ha occupato gran parte del territorio con coltivazioni viticole e alberi da frutto. Il castagno, in passato coltivato, in alcuni tratti si è esteso fino ad unirsi con il bosco spontaneo costituito da carpino, cerro, roverella e acero. Nelle zone boschive maggiormente esposte a sud e quindi ad un microclima caldo-secco, il bosco è prevalentemente costituito da roverella, acero campestre, orniello, carpino nero e sorbo domestico, con un sottobosco arbustivo di ginepro, biancospino e sanguinello.

I "sassi" costituiscono un ambiente particolare, con notevoli differenze climatiche tra zone con differente esposizione. Sulle brulle pareti sono insediati arbusti (ginestra, ginepro, elicriso ed erica arborea) ed alcuni alberi aggrappati alla roccia (roverelle, ornielli, castagni). Dove è presente un minimo strato di terra sono presenti graminacee, assenzio, timo, saponaria, garofanino selvatico ed alcune specie di orchidee.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Il parco è riconosciuto come zona a protezione speciale della fauna; tra gli animali protetti si possono citare: Gambero di fiume, il Lucanus cervus, il Geotritone, il Tritone alpestre e il Tritone crestato e svariati tipi di rane per il reparto anfibio. Le pareti verticali dei "sassi" sono sede di nidificazione di pregevoli rapaci quali il Falco pellegrino ed il Gheppio. Altri rapaci diurni diffusi nel parco sono la Poiana, lo Sparviere e il Falco Pecchiaiolo; non raro il passaggio dell'Astore che nidifica a quote maggiori. Sui campi coltivati è possibile veder volare il Lodolaio, cacciatore di insetti e piccoli uccelli, mentre nelle aree boscate è presente il Picchio rosso minore. Altri volatili che frequentano le arenarie dei Sassi sono il Corvo imperiale, il picchio muraiolo (svernante regolare in autunno/inverno), la Rondine montana e la Taccola, un corvide. Nelle aree calanchive del Parco sono segnalati il Calandro, lo Zigolo nero e la Sterpazzolina comune. A Settembre è possibile avvistare uccelli migratori che si fermano sui sassi o nei campi coltivati, come il Grillaio, mentre durante stagione fredda popolano i boschi specie come il Frosone e il Lucherino. Tra i mammiferi sono presenti piccoli roditori come lo scoiattolo, il ghiro, il Moscardino, e predatori quali la Volpe, il Tasso, la donnola, la Faina e la Puzzola. Comuni il Cervo nobile, il Capriolo e il Cinghiale, più raro il Daino. Sempre più frequente la presenza del Lupo. Tra i rettili, da notare la presenza del Colubro di Esculapio, mentre sono più comuni il Biacco, la Natrice dal collare e l'Orbettino. Segnalata in passato anche la Vipera comune.

Strutture ricettive[modifica | modifica wikitesto]

La sede del parco, situata nella frazione Roccamalatina, ospita un "centro di educazione ambientale" ed uno sportello informativo. Due centri visita si trovano nelle località Rocca di Sotto e Samone.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Dal centro di Rocca di Sotto, adiacente alla guglia anticamente chiamata con lo stesso nome ora "Sasso della Croce", è possibile percorrere un ripido sentiero che conduce alla sommità della roccia, a quota 567 m s.l.m. Purtroppo tale sentiero, il più interessante e un tempo liberamente aperto agli escursionisti, oltre ad essere a pagamento è ora chiuso per tutta la stagione invernale e nelle altre stagioni è aperto solamente il sabato, la domenica e i festivi. Altri sentieri della riserva offrono possibilità di trekking ed escursioni a cavallo e mountain bike.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Formulario Natura 2000 del sito IT4040003 (PDF), su regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 29 marzo 2011.
  2. ^ Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina - L'Area Protetta, su parks.it. URL consultato il 29 marzo 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]