Parco regionale dell'Appia antica

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Coordinate: 41°50′32.84″N 12°31′42.52″E / 41.842456°N 12.528478°E41.842456; 12.528478

Parco Regionale dell'Appia Antica
Tipo di area Parco regionale
Codice EUAP EUAP0446
Stati Italia Italia
Regioni Lazio Lazio
Province Roma Roma
Comuni Roma
Superficie a terra 3.296,00 ha
Provvedimenti istitutivi LL.RR. 66, 10.11.88 / 37, 06.09.94 / 29, 06.10.97
Gestore Ente Parco
Appia antica 2-7-05 062.jpg
ParcoRegionaleAppiaAntica diagramma.jpg
Sito istituzionale

Il Parco Regionale dell'Appia antica è un'area protetta di 3 400 h istituita nel 1988 dalla Regione Lazio all'interno dei territori comunali di Roma, Ciampino e Marino.

Il territorio del Parco è un "cuneo verde" tra il centro di Roma e i Colli Albani, che rappresenta il residuo più importante dell'Agro Romano dal punto di vista storico, archeologico e paesaggistico. Comprende infatti la via Appia Antica e le sue adiacenze per un tratto di 16 chilometri (compresa la Villa dei Quintili), la valle della Caffarella (200 hm²), le aree archeologiche degli Acquedotti (240 hm²), di Tor Fiscale e delle tombe della via Latina, la Tenuta di Tor Marancia (220 hm²) e quella della Farnesiana (180 hm²).

I confini sono a nord le Mura aureliane, a ovest la via Ardeatina e la linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli, a est i quartieri Appio-Latino e Appio Claudio e la via Appia Nuova, mentre a sud il Parco arriva ai moderni centri abitati di Frattocchie e Santa Maria delle Mole.

Dall'agosto 2013 il Commissario dell'ente è Mario Tozzi, geologo e membro del Consiglio scientifico del WWF.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di un grande parco archeologico tra il Foro Romano e i Castelli Romani emerge per la prima volta durante il periodo napoleonico. È però Papa Pio IX ad attuare i primi interventi di sistemazione archeologica dell‘Appia Antica, affidati a Luigi Canina. Dopo l'Unità, Rodolfo Lanciani, Guido Baccelli e Ruggero Bonghi lanciano alcuni progetti di recupero dell'area, i cui effetti sono però limitati alla Passeggiata archeologica (oggi viale delle Terme di Caracalla)[1].

Accanto al bivio con l'Appia Antica, a destra l'edicola del cardinal Reginald Pole a sinistra l'ingresso di via della Caffarella

Nel 1931 il Piano regolatore prevede l'Appia Antica come un "grande parco" circondato da una "zona di rispetto", ma già nel secondo Dopoguerra corre il rischio di essere sommersa dal cemento, a causa sia dei progetti di costruzione di complessi abitativi e sportivi a poca distanza dai monumenti, sia dell'azione continua e altrettanto distruttiva dell'abusivismo edilizio per ristrutturare casali preesistenti e insediare attività produttive. Peraltro, la realizzazione del Grande raccordo anulare ha tagliato in due la strada all'altezza del settimo miglio fino alla realizzazione dell'attuale galleria in occasione del Giubileo del 2000[2].

Casale Vaccareccia alla valle della Caffarella costruzione del 1547

Alla fine degli anni cinquanta Antonio Cederna e l'associazione Italia Nostra avviano una lunga battaglia per la salvaguardia dell'Appia Antica, che coinvolge sempre più l'opinione pubblica, finché nel 1988 la Regione approva l'istituzione del Parco Regionale, di cui diventa presidente nel 1993 lo stesso Cederna[3]. Nel 2002 il Parco è stato ampliato con l'acquisizione definitiva della Tenuta di Tor Marancia.

Il territorio del Parco è rimasto al 95% di proprietà privata: il 40% appartiene ancora alle antiche tenute dell'aristocrazia romana, il 25% a società, il 21% a piccoli proprietari, il 10% ad enti religiosi. L'area pubblica comprende un 2% di demanio comunale, un altro 2% di demanio storico-artistico, e anche l'1% di demanio militare[4].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Recupero e ridestinazione delle preesistenze: l'ex Cartiera Latina[modifica | modifica wikitesto]

Lungo la riva dell'Almone, verso l'incrocio con l'Appia antica, si sono stabilite nei secoli attività produttive di vario genere, aventi come denominatore comune la disponibilità di acqua corrente e l'accesso comodo ad una rete stradale consolidata. I Cappuccini vi tennero nel XVII secolo una gualchiera per la follatura dei panni di lana[5]; in seguito la valca, detta d'Acquataccio (una delle tre esistenti nella Valle della Caffarella), fu prima trasformata in impianto di macinazione, e poi, dal 1912, in cartiera[6]. L'azienda, unica del suo settore nel comune di Roma, fabbricava carte particolari e leggere, aventi come materia prima cenci di lino e di cotone. La produzione proseguì fino agli anni cinquanta, poi l'azienda smise la produzione, e il fallimento divenne definitivo nel 1991. I macchinari rimasero sul posto, abbandonati come gli edifici.

Nel 1997, costituito finalmente il Parco regionale, Il Comune di Roma acquisì la tutela del sito avviando il restauro degli edifici e la ridestinazione dell'area.

Attività organizzate nel parco[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

La domenica e i giorni festivi l'Appia Antica è isola pedonale.

Metropolitana di Roma A.svg È raggiungibile dalle stazioni Colli Albani, Cinecittà, Arco di Travertino, Lucio Sestio, Giulio Agricola e Subaugusta.
Ferrovia regionale laziale FL7.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Torricola.
Ferrovia regionale laziale FL8.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Torricola.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia dell'Appia Antica, parcoappiaantica.it. URL consultato il 4 ottobre 2010.
  2. ^ Storia dell'Appia Antica, parcoappiaantica.it. URL consultato il 4 ottobre 2010.
  3. ^ Storia dell'Appia Antica, parcoappiaantica.it. URL consultato il 4 ottobre 2010.
  4. ^ Di chi è il Parco, parcoappiaantica.it. URL consultato il 1 maggio 2013.
  5. ^ Alla fine del XV secolo la Mappa della Campagna romana al tempo di Paolo III di Eufrosino della Volpaia indica una valca all'altezza del Quo Vadis, essendo la "valca" l'edificio che ospita i magli della gualchiera; il termine passò poi a indicare, per estensione, la zona in cui un corso d'acqua azionava macine o altri macchinari e il corso d'acqua stesso. A Roma esistono ancora un paio di strade che mantengono il toponimo, verso la basilica ostiense.
  6. ^ Per una dettagliata scheda della Cartiera Latina si veda Silvia Carminati, La ex Cartiera Latina nel Parco dell'Appia Antica a Roma

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]