Parco fluviale regionale dello Stirone

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Parco fluviale regionale dello Stirone
Tipo di areaZona umida
Codice EUAPEUAP0176
StatiItalia Italia
RegioniEmilia-Romagna Emilia-Romagna
ProvinceParma Parma Piacenza Piacenza
ComuniAlseno (PC), Castell'Arquato (PC), Carpaneto Piacentino (PC), Fidenza (PR), Gropparello (PC), Lugagnano Val d'Arda (PC), Salsomaggiore Terme (PR), Vernasca (PC)
Superficie a terra2716 ha
Provvedimenti istitutiviL.R. 11, 02.04.88[1] (attualmente abrogata e sostituita dalla L.R. 24 del 23/12/2011)
GestoreConsorzio per il Parco Stirone
Sito istituzionale

Il Parco fluviale regionale dello Stirone (spesso chiamato anche solo Parco dello Stirone), è un parco naturale fluviale della Regione Emilia-Romagna, situato fra le Province di Piacenza e Parma.

L'attuale parco è stato istituito nel 2011 dall'unione di due aree protette già esistenti: il "Parco fluviale dello Stirone" e la "Riserva naturale geologica del Piacenziano".

Lo scopo principale del parco è la tutela e la salvaguardia dell'alveo del torrente Stirone e dell'ecosistema circostante, con una particolare attenzione alla protezione delle aree fossilifere affioranti lungo il corso del torrente stesso e nei siti dell'ex Riserva.

Il parco si sovrappone parzialmente a due siti di interesse comunitario: "Torrente Stirone" (IT4020003) e "Castell'Arquato - Lugagnano Val d'Arda" (IT4020009).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il parco nasce ufficialmente con la Legge regionale numero 11 del 1988[2], anche se le prime proposte di tutela dell'area risalgono ai primi anni Settanta.

Zone[modifica | modifica wikitesto]

Il parco si divide in 4 zone:

  • "Zona A": area di protezione integrale (ca. 219 ha). Accesso consentito solo per scopi scientifici o didattici e comprende tutta la zona fossilifera;
  • "Zona B": area di protezione generale (ca. 481 ha). Protezione dell'ambiente biofisico (acqua, suolo, aria, flora, fauna) attraverso vincoli sulle trasformazioni del territorio;
  • "Zona C": area di protezione ambientale (ca. 1081 ha). Si attenuano i vincoli edificatori ed è consentita l'attività agricola di tipo meno intensivo.
  • "Zona D": Zone di infrastrutture e di fruizione: aree funzionali alla fruizione del parco (149 ha). Comprendono aree attrezzate e parcheggi.

Nelle aree A, B, C, D è presente il divieto di caccia.

Nella zona di preparco (567 ha) vengono favorite le attività a basso impatto.

Fossili[modifica | modifica wikitesto]

Stirone cascatelle.jpg
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Stratificazioni affioranti sulla riva del fiume Stirone in località Cascatelle

I processi erosivi del torrente, in parte naturali ma amplificati dalle attività estrattive di ghiaia dall'alveo[3], hanno portato alla luce numerosi fossili dell'era terziaria e quaternaria appartenenti ai sedimenti marini del margine padano. Data l'importanza scientifica dell'area, la tutela di questi affioramenti è uno degli scopi principali del parco.
Nell'area sono stati rinvenuti i resti di testuggini, vari cetacei tra cui alcune balene[4], conchiglie e flora antica[5]. Buona parte di questi reperti sono conservati nel Museo dei fossili di Salsomaggiore[4] e nel Museo dei fossili di Fidenza[5].

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Parco fluviale regionale dello Stirone - parchi-italiani.com
  2. ^ Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP)[collegamento interrotto] 5º Aggiornamento approvato con Delibera della Conferenza Stato Regioni del 24 luglio 2003 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 144 alla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre 2003.
  3. ^ Stirone: la morfologia fluviale e l'erosione
  4. ^ a b Il Museo dei fossili di Salsomaggiore
  5. ^ a b Museo dei fossili di Fidenza

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]