Parco dell'Inviolata

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Parco dell'Inviolata
Boschi situati nel Parco.jpg
Tipo di areaParco archeologico e naturale
Codice EUAPEUAP1032
StatiItalia Italia
RegioniLazio Lazio
ProvinceRoma Roma
Superficie a terra535,00 ha
Provvedimenti istitutiviL.R. 22, 20.06.96
GestoreParco regionale naturale dei Monti Lucretili
Mappa parco dell'inviolata.png
Paesaggio tipico della campagna romana presente nel parco.
Una garzetta fotografata all'interno del parco
Bosco tipico della macchia mediterranea situato nel cuore del parco
Primo lago al Parco dell'Inviolata

Il Parco Regionale Archeologico Naturale dell'Inviolata, meglio noto come Parco dell'Inviolata, è un'area naturale protetta della Regione Lazio istituita con Legge Regionale n.22, del 20 giugno 1996.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Occupa una superficie di 535 ha ricadente nel comune di Guidonia Montecelio, che fino all'ottobre del 2016 ne è stato anche l'ente gestore[1] per poi passare all'ente Parco Regionale dei Monti Lucretili. Il parco ricopre un territorio dal ricco patrimonio archeologico, dove possiamo trovare resti di mausolei, ville, sepolture e strade di epoca romana, in più anche casali antichi dal Medioevo fino ad età moderna; in questi luoghi fu ritrovata anche la Triade Capitolina, gruppo marmoreo ora conservato all'ex Convento di San Michele Arcangelo a Montecelio, e tra l'altro è la scoperta più grande fatta all'interno del parco, poiché l'unico esemplare trovato è stato proprio quello dell'Inviolata.

Il Parco dell'Inviolata è limitrofo alla Riserva Naturale di Nomentum.

L'origine del toponimo deriva dalla comunità ecclesiale romana In Via Lata già proprietaria di quei terreni.

Paradossalmente nella sua stessa area ricade la Discarica dell'Inviolata e la bretella autostradale Fiano-San Cesareo.

Dentro i confini del parco sono presenti dei piccoli boschetti situati nel cuore dell'area e intorno ai ruscelli.

Nel territorio sono presenti anche 4 piccoli laghetti situati nell'area est del parco, precisamente a Tor Mastorta, e ci sono anche vari ruscelli, tra cui i più importanti sono: Fosso del Cupo, Fosso Capaldo e Fosso dell'Inviolata.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

In quest'ambiente caratterizzato dalla forte presenza dell'uomo si possono trovare ancora diverse specie di Animali selvatici, tra cui Uccelli, come i Passeriformi, di quest'ultimi sono molto comuni le cornacchie grigie, inoltre si possono avvistare altre specie come gli aironi cenerini, le garzette, i germani reali, i martin pescatori, i gheppi, le poiane e i nibbi bruni.

Troviamo anche Mammiferi come Roditori, Mustelidi, ricci, volpi e cinghiali.

Non mancano le diverse specie di Rettili come la lucertola campestre, la lucertola muraiola, il ramarro occidentale, la luscengola, il biacco e la natrice dal collare, e le diverse specie di Anfibi come le rane verdi, il rospo comune, la rana appenninica e il tritone punteggiato.

All'interno delle acque dei laghetti e dei fossi sono state ritrovate per il momento solo specie ittiche alloctone come la gambusia, il persico sole, il persico trota e il pesce gatto nero, fatta eccezione del vairone, trovato solo nei ruscelli. I Pesci che popolano i laghi sono stati tutti introdotti dai pescatori.

Nell'area ci sono molte specie di Artropodi tra cui libellule, scorpioni d'acqua della specie Nepa cinerea, e poi da non escludere il granchio di fiume, che insieme alla rana appenninica è un indicatore naturale che testimonia la buona qualità delle acque anche se esse si trovano in prossimità di una discarica.

Molti degli animali situati nel parco sono ritenuti specie protette.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Il paesaggio è quello tipico della campagna romana, con dolci rilievi collinari che presentano vasti oliveti e coltivazioni di frumento, granturco e girasoli, delimitate da siepi di specie autoctone o introdotte dall'uomo.

Sono presenti aree residue della macchia mediterranea, con presenze di cerri, farnie, olmi, vite selvatica e ligustro, si protendono all'interno del parco, alternandosi con la vegetazione igrofila e ripariale dei fossi o di altre zone umide ed alle vaste aree coltivate. Abbastanza diffusa è la presenza dell'orchidea Orchis purpurea[2].

Nell'area attorno a Tor Mastorta e il primo lago ci sono diversi alberi di eucalipto che sono stati portati nelle zone paludose durante la bonifica nel ventennio fascista.

Agricoltura ed allevamento[modifica | modifica wikitesto]

Anche se il parco è definito area protetta dalla Regione Lazio, in realtà è un parco solamente scritto sulla carta, dato che non vi è mai stato sottoposto sotto tutela, non è mai stata fatta della cartellonistica, ed inoltre tutti i terreni presenti nel territorio sono di proprietà privata, ed è proprio grazie a quest'ultimi che gli ambienti naturali sono rimasti ancora intatti.

Nelle varie campagne si coltivano in maggior numero cereali come l'orzo, alternati anche a vaste coltivazioni di ulivi.

Nell'area è da notare la presenza della pastorizia di ovini, caratteristica della campagna romana.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente nel parco non sono possibili visite guidate e non esistono percorsi attrezzati. È tuttavia presente un'audioguida gratuita per smartphone (IOS e Android) che accompagna l'escursionista attraverso le meraviglie della porzione del parco conosciuta con il nome "Casale vecchio di Marcosimone".

Le uniche strade che attraversano il parco sono:

  • Via della Selciatella/Via Tor Mastorta che passano esternamente nell'area di Tor Mastorta e i laghetti.
  • Via dell'Inviolata che attraversa il parco al centro, partendo dalla rotatoria all'uscita dell'autostrada A1 su Via di Casal Bianco e uscendo sulla Via Palombarese a Santa Lucia di Fonte Nuova, tagliando il parco a metà.
  • Via Spagna, Via Tucidite e Via Tacito che passano nella frazione di Marco Simone.

Sul tema del parco si sono attivate molte associazioni locali, come gli Amici dell'Inviolata e il CRA Comitato Risanamento ambientale, che hanno organizzato convegni ed escursioni nei vari campi che il parco offre. Inoltre, per colpa dell'inquinamento che si ha dovuto alla discarica, si sono svolte numerose manifestazioni ambientaliste.

Foto panoramica del primo lago

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) Archiviato il 4 giugno 2015 in Wikiwix. 5º Aggiornamento approvato con Delibera della Conferenza Stato Regioni del 24 luglio 2003 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 144 alla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre 2003.
  2. ^ Strada dell'olio e dei prodotti tipici della Sabina - Parco archeologico dell'Inviolata

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Atti del Convegno di Studi "Parco archeologico naturale dell'Inviolata, le ragioni di una tutela", a cura di Umberto Calamita e dell'Associazione culturale onlus "Amici dell'Inviolata" (2005);
  • Atti del Convegno sul tema: "Il Travertino", a cura di Marco Giardini (2002);
  • Le "Conversazioni di Ecologia" di Giuliano Montelucci, a cura di Marco Giardini e dell'Associazione culturale onlus "Amici dell'Inviolata" (2008);
  • "La Piana dei Travertini, Conoscere, Conservare, Valorizzare", quattro proposte di Monumento naturale nei territori di Tivoli e Guidonia Montecelio, a cura del L.E.A. provinciale di Tivoli.
  • Eugenio Moscetti, Proposta di un Parco archeologico naturale in Guidonia Montecelio, "Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e Arte" LXVI, 1991, pp. 140–179 (ISSN: 0394-163);
  • Eugenio Moscetti, Il Parco archeologico naturalistico dell'Inviolata, in E. Moscetti, S. G. Vicario (a cura di) Guidonia Montecelio. Città delle ali, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 2003, pp. 76–78.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]