Parco Carlo Urbani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il Parco del Lungo Sàvena è un parco pubblico fluviale urbano, intitolato a Carlo Urbani nel novembre del 2011[1]. Si sviluppa tra il comune di Bologna e quello di San Lazzaro di Savena ed è organizzato attraverso un sistema di percorsi e spazi verdi che, seguendo il corso del torrente, lo collegano ad altri parchi (Parco della Resistenza, Parco dei Cedri, Parco del Paleotto).

Cartografia[modifica | modifica wikitesto]

Il parco del Lungo Sàvena “Carlo Urbani”, è orientato da S.O. a N.E. La latitudine del punto di baricentro è di 44°27'54 e la longitudine del punto di baricentrico è 11° 23' 05 . Confina ad Ovest con il comune di Bologna e ad Est con il comune di San Lazzaro di Savena. Si estende per circa 27,3 ha. Ha una lunghezza massima di 2102 m e una larghezza media di 91 m. Il suo perimetro si sviluppa per 8750 m. Collega idealmente le ultime propaggini delle colline appenniniche ai primi lembi della pianura Padana. Si estende sia sulla riva destra, che su quella sinistra del torrente Savena, comprende fasce boschive igrofile e zone arbustive non coltivate. La sua vegetazione è in parte di origine antropica e in parte spontanea. La quota massima del parco è di 80 m s.l.m. e quella minima di 67 m s.l.m.. Si estende ai confini di aree abitate e comprende al suo interno alcuni edifici pubblici e un settore dedicato ad orti urbani. Il territorio del parco è stato arredato per migliorarne la fruizione da parte della cittadinanza (panchine, tavoli, giochi per l'infanzia, stazioni ginniche).

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La vegetazione del parco Carlo Urbani, essendo radicata in una zona urbana, risente dell'immediata vicinanza di esemplari importati e coltivati. Di conseguenza, si osserva una contaminazione dell'ambiente naturale tipicamente fluviale e di pianura, con la presenza di specie più caratteristiche della collina locale.

È presente una ricca varietà di flora che può essere suddivisa in erbacea (equiseto, trifoglio, consolida, edera, margherita, ranuncolo, tarassaco, non ti scordar di me, lampagione, malva, alliaria, ortica e graminacee come avena e orzo selvatico), cespugli (fusaggine, crespino, nocciolo, rovo, biancospino), alberi ad alto fusto: ontano, fico, sambuco, bagolaro, platano, robinia, albero di Giuda, frassino, vari tipi di aceri, salici, pioppi, gelsi e querce. In alcuni casi, le dimensioni del diametro del tronco e il notevole sviluppo in altezza, testimoniano un radicamento ultradecennale. Non mancano inoltre alghe, muschi e licheni ai bordi del torrente e sulle cortecce degli alberi.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la vicinanza all'area urbana, il parco ospita numerose specie animali che contribuiscono ad arricchirne il bioma.

Antropizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il parco del Lungo Sàvena presenta molti interventi antropici relativi sia alla sua vegetazione, sia agli elementi di arredo urbano che di utilizzo delle aree golenali. Un sentiero di sabbia e cemento costeggia il greto del fiume da cui è separato da una lunga staccionata di legno che rende più sicuro il percorso. All'interno dell'area più antropizzata sono state collocate panchine, fontane in ferro battuto, tavoli e gazzebi attrezzati per picnic, bacheche per avvisi, giochi per bambini. Alcuni ponti attraversano il parco per consentire il passaggio di pedoni e delle automobili. Su molti alberi sono state collocate ricoveri in legno per gli uccelli. Una pista ciclabile permette di percorrere il parco intrecciandosi con il percorso-vita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ cfr. Atto della Giunta DENOMINAZIONI DI NUOVE AREE DI CIRCOLAZIONE in Note

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jenner Meletti, Il medico del mondo: Vita e morte di Carlo Urbani, Il Saggiatore, Milano, 2004.
  • Lucia Bellaspiga, Carlo Urbani - Il primo medico contro la SARS, Edizioni Ancòra, 2005.
  • Paola Furlan, Da industria a parco naturale. La difficile chiusura delle cave di gesso a San Lazzaro 1960-1984, Clueb, Bologna, 2013.
  • Franco Manaresi, Vicende storiche del torrente Sàvena, in Il Carrobbio, anno V, Bologna 1979.
  • Angelo Zanotti, Il sistema delle acque a Bologna dal XIII al XIX secolo, ed. Compositori, Bologna 2000.
  • AA.VV., I mulini della Valle del Sàvena, Provincia di Bologna, Bologna 2000.
  • Domenico Benni, Gilmo Vianello, Il torrente Sàvena la sua valle i suoi mulini, Gruppo Studi Sàvena Setta Sambro, Bologna 2001.
  • Werther Romani (a cura di), San Lazzaro di Sàvena, ed. Luigi Parma, Bologna 1993.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]