Paratifo

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Paratifo
Eziologia infettiva
Sede colpita sistema digerente
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 002
ICD-10 (EN) A01.1-A01.4
Sinonimi
Febbre paratifoide

Il termine medico paratifo, o febbre paratifoide, raggruppa una serie di manifestazioni tossinfettive batteriche acute che colpiscono il tratto enterico dell'uomo e dell'animale. Esse si presentano sotto tre forme diverse dovute ad agenti patogeni del genere Salmonella, appartenenti alla specie S. paratyphi. Deve il suo nome all'affinità che le sue manifestazioni cliniche presentano con quelle associate alla febbre tifoide.

Forme e agenti eziologici[modifica | modifica sorgente]

Si conoscono tre forme del paratifo, sostenute da tre diversi sierotipi dello stesso agente patogeno:

  • Paratifo A, sostenuto da S. paratyphi A.
  • Paratifo B, causato da S. paratyphi B.
  • Paratifo C, sostenuto da S. paratyphi C (raro in Europa).

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

Si manifesta con un quadro clinico caratterizzato da dolori addominali, febbre (anche prolungata), feci liquide e frequenti scariche di diarrea.

Prognosi e terapia[modifica | modifica sorgente]

La disponibilità di antibiotici riduce drasticamente, rispetto al passato, la mortalità degli esiti delle forme paratifoidi. Per via delle manifestazioni diarroiche, si rende sempre necessario affiancare alla terapia antibiotica l'instaurazione di una terapia idonea a ristabilire gli equilibri idrici e prevenire la disidratazione (soluzione salina o soluzione glucosata).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]