Parasite

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Parasite
Parasite 2019.png
Cho Yeo-jeong in una scena del film
Titolo originale기생충
Gisaengchung
Lingua originalecoreano
Paese di produzioneCorea del Sud
Anno2019
Durata132 min
Rapporto2,39:1
Generethriller, commedia, drammatico
RegiaBong Joon-ho
SoggettoBong Joon-ho
SceneggiaturaBong Joon-ho, Han Ji-won
ProduttoreBong Joon-ho, Kwak Sin-ae, Moon Yang-kwon, Jang Yeong-hwan
Produttore esecutivoMiky Lee
Casa di produzioneCJ Entertainment, Barunson E&A
Distribuzione in italianoEagle Pictures, Academy Two
FotografiaHong Kyung-pyo
MontaggioYang Jin-mo
Effetti specialiHong Jeong-ho, Jung Do-ahn, Park Kyung-soo
MusicheJung Jae-il
ScenografiaLee Ha-jun
CostumiChoi Se-yeon
TruccoKim Seo-jeong, Kwak Tae-yong, Hwang Hyo-kyun
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Parasite Korean logo.png
Logo ufficiale del film

Parasite (기생충?, 寄生蟲?, GisaengchungLR, Kisaengch'ungMR ɡ̊i.sʰɛ̝ŋ.t͡ɕʰuŋ) è un film del 2019 diretto da Bong Joon-ho.

È stato presentato alla 72ª edizione del Festival di Cannes, dove ha vinto la Palma d'oro, diventando il primo film sudcoreano ad aggiudicarsi tale riconoscimento.[1][2] È stato anche il primo film sudcoreano a venire candidato ai Premi Oscar, vincendone quattro, tra cui quello per il miglior film[3][4], mai assegnato fino a quel momento a un lungometraggio non in lingua inglese (non considerando i film muti).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Kim, composta dal padre Ki-taek, la madre Chung-sook, il figlio Ki-woo e la figlia Ki-jung, vive di un sussidio di disoccupazione in un piccolo e sudicio appartamento seminterrato, tirando avanti con piccoli lavoretti e lottando per far quadrare i conti. Una sera un amico di Ki-woo, Min-Hyuk, che si sta preparando per andare a studiare all'estero, regala alla famiglia Kim una roccia della collezione del nonno, presentata ai Kim come un regalo di grande valore economico e artistico: si tratta di un suseok, pietra da collezione di tradizione confuciana, nota col nome di gongshi in Cina e suiseki in Giappone, oggetto di raccolta e commercio in Asia[5]. Il padre la accoglie entusiasticamente, mentre la madre commenta contrariata che avrebbe preferito del cibo. I due amici escono insieme e Min-Hyuk offre a Ki-woo la possibilità di un posto come docente privato di inglese per Da-hye, figlia primogenita della ricca famiglia Park, fingendosi studente universitario.

Ki-woo viene così assunto e in breve tempo approfitta dell'ingenuità della madre di Da-hye per fare assumere anche la sorella Ki-jung, spacciandola per un'affermata artista in grado di applicare l'arteterapia sul loro irrequieto e vivace figlio, Da-song. A sua volta, Ki-jung lascia le proprie mutandine nell'auto di servizio del signor Park per fargli credere che l'autista abbia utilizzato l'auto di servizio per un rapporto sessuale: Ki-taek viene assunto come nuovo autista. Infine, scoperta una grave allergia alle pesche della governante Moon-gwang, in casa sin dalla presenza del precedente proprietario ed architetto della villa, viene fatto credere che abbia la tubercolosi: la donna viene cacciata di casa e assunta, al suo posto, Chung-sook. I quattro mentono sulla loro parentela e Ki-woo inizia una relazione clandestina con Da-hye.

Una sera in cui i Park lasciano la casa per andare in campeggio, i Kim occupano completamente la villa festeggiando i successi ottenuti, godendosi la bellezza del giardino e ubriacandosi in salotto fino a sera. La calma viene rotta dal citofono: è l'ex governante, Moon-gwang, che li supplica di lasciarla entrare per recuperare qualcosa dimenticato nello scantinato: ha persino disattivato le telecamere per non far sapere del proprio passaggio. L'ex governante rivela la presenza e l'ingresso di un bunker segreto, che nemmeno la famiglia Park conosce: qui vive suo marito Geun-sae, recluso lì da anni per fuggire e nascondersi dagli usurai. Mentre supplica Chung-sook di mantenere il segreto, la donna scopre la parentela dei Kim e minaccia di rivelare ai Park il loro imbroglio grazie ad alcune riprese fatte con il suo telefonino. Tra i sei scoppia ben presto una rissa.

Improvvisamente i Park comunicano che stanno per rincasare a causa di un nubifragio. I Kim sistemano freneticamente la casa, per farla apparire in ordine, e imprigionano la coppia nel bunker: Moon-gwang riesce a fuggire ma viene colpita da Chung-sook, che la fa cadere dalle scale e subire una commozione cerebrale che le sarà fatale. La medesima sera la signora Park racconta a Chung-sook del trauma subito dal figlio, qualche anno addietro in occasione di un compleanno, alla vista di un "fantasma" che emergeva dallo scantinato (in realtà Geun-sae, salito furtivamente per rubare cibo dal frigo domestico): da allora, la donna è in forte apprensione per un possibile attacco epilettico del figlio, che deve essere soccorso entro 15 minuti. Nascosto sotto un tavolo assieme ai figli, Ki-taek ascolta il dialogo tra il signore e la signora Park in merito al suo forte odore, chiaramente derivante dallo scantinato in cui normalmente vive. I tre riescono a lasciare la casa ma il nubifragio ha allagato il quartiere in cui vivono e il loro appartamento, costringendoli a trascorrere la notte assieme a centinaia di altri sfollati in una palestra.

Saltata la festa di famiglia in campeggio, il giorno dopo la signora Park organizza una nuova festa di compleanno per Da-song con parenti e amici, richiedendo anche i servigi dell'intera famiglia Kim, regolarmente retribuiti. Durante la festa Ki-woo torna al bunker con la pietra regalatagli dall'amico per uccidere i due prigionieri: qui Geun-sae, in attesa, lo cattura e lo colpisce con la pesante pietra. Libero e furibondo per la morte della moglie, Geun-sae afferra un coltello, corre alla festa e pugnala Ki-jung al petto mentre il moribondo Ki-woo viene portato fuori dalla villa da Da-hye. Il piccolo Da-song riconosce eun-sae, come il "fantasma" del trauma ed ha un attacco epilettico; i genitori ordinano perciò a Ki-taek di accompagnarli in ospedale, ma questo è impegnato a tentare di salvare la figlia, gravemente ferita mentre Chung-sook trafigge Geun-sae con uno spiedo. Il ricco Park dimostra ulteriore disinteresse verso le sorti della morente Ki-jung e disgusto verso l'odore di Geun-sae (anch'esso assorbito dai vestiti per la vita nel bunker): questo fa scattare l'ira di Ki-taek, che pugnala a morte il ricco Park e fugge dalla scena. Non verrà mai più ritrovato a causa del sabotaggio delle telecamere da parte di Moon-gwang.

Alcune settimane dopo Ki-woo e la madre, pur condannati dal tribunale, vengono beneficiati dalla libertà vigilata. Ki-jung è invece morta, mentre di Ki-taek si sono completamente perse le tracce. Una sera d'inverno, mentre osserva con un binocolo la casa dei Park, ora acquistata da una famiglia tedesca, Ki-woo nota un lampadario che si accende e spegne a intervalli irregolari: è il padre Ki-taek che sta comunicando con l'alfabeto Morse. L'uomo è riuscito a nascondersi nel bunker della casa ed è ridotto a vivere furtivamente come il defunto Geun-sae. Ki-woo gli manda a sua volta un messaggio, in cui scrive: "L'università, la carriera, il matrimonio possono aspettare, guadagnerò molti soldi e comprerò quella casa".

La pietra[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Bong Joon-ho ha lasciato ampio margine di interpretazione sul significato della pietra suseok, sia al pubblico, che alla critica che al cast. Alle domande di un giornalista, il regista ha risposto lanciandogliela addosso: dopo lo spavento del reporter, essa si è dimostrata la copia in schiuma, leggera e indistruttibile.

Da una parte vi è l'inutilità di donare un oggetto costoso ma del tutto inutile ad una famiglia indebitata, infatti la madre Chung-sook avrebbe preferito ricevere del cibo in dono. Choi Woo-shik, interprete di Ki-woo, l'ha interpretato come la pressione che il ragazzo sente poiché schiacciato dalla responsabilità di dover prendersi cura della famiglia; la roccia, contrariamente alle leggi della fisica, galleggia sull'acqua, come dire che è un oggetto irrinunciabile. Song Kang-ho, interprete di Ki-taek, la vede come l'aspirazione del figlio a una vita agiata, in cui un orpello del genere non è inusuale.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese principali del film sono cominciate il 18 maggio 2018 e si sono concluse il 19 settembre dello stesso anno,[6][7] per una durata totale di 77 giorni[8], nelle città di Seul e Jeonju, con un budget di circa 13,5 miliardi di won, pari a circa 11,5 milioni di dollari.[9][10]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film è stata composta da Jung Jae-il, che aveva già collaborato con Bong Joon-ho nel suo precedente film, Okja (2017).[11] È stata pubblicata in un album in Corea del Sud il 31 maggio del 2019 da Stone Music Entertainment.[12]

Il brano presente durante i titoli di coda, Soju One Glass, è stato scritto dal regista e cantato da Choi Woo-shik, interprete di Ki-woo nel film.[13]

In una scena del film è presente inoltre il brano In ginocchio da te di Gianni Morandi, scelto dal regista per via del suo titolo.[14]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Musiche di Jung Jae-il.

  1. Opening – 2:07
  2. Conciliation I – 1:04
  3. On the Way to Rich House – 0:55
  4. Conciliation II – 1:10
  5. Plum Juice – 0:55
  6. Mr. Yoon and Park – 1:51
  7. Conciliation III – 1:17
  8. The Belt of Faith – 7:13
  9. Moon-gwang Left – 0:56
  10. Camping – 3:05
  11. The Hellgate – 1:15
  12. Heartrending Story of Bubu – 1:53
  13. Zappaguri – 1:47
  14. Ghost – 2:00
  15. The Family is Busy – 1:09
  16. Busy to Survive – 1:53
  17. The Frontal Lobe of Ki-taek – 2:42
  18. Water, Ocean – 4:41
  19. Water, Ocean Again – 1:36
  20. It is Sunday Morning – 4:03
  21. Blood and Sword – 3:02
  22. Yasan – 1:15
  23. Moving – 1:44
  24. Ending – 0:53
  25. Choi Woo-shikSoju One Glass – 3:20 (testo: Bong Joon-ho)

Durata totale: 53:46

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

La locandina del film è stata diffusa online l'8 aprile 2019.[15] Il primo trailer internazionale del film è stato pubblicato online il 9 aprile 2019.[16]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il cast del film nell'aprile 2019

Il film è stato presentato in anteprima il 21 maggio 2019 in concorso alla 72ª edizione del Festival di Cannes.[17][18] È stato distribuito nelle sale cinematografiche coreane da CJ Entertainment a partire dal 30 maggio 2019.[19]

È stato distribuito in alcune sale cinematografiche italiane il 7 novembre 2019 da Academy Two.[20] Il 6 febbraio 2020 è ritornato nelle sale cinematografiche italiane.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato in Corea del Sud l'equivalente di 72,9 milioni di dollari statunitensi e altri 152 milioni nel resto del mondo, per un totale di 225 milioni di dollari.[21] È diventato il film di maggiore incasso del regista Bong Joon-ho e il film coreano più visto di sempre.[22] Dopo il trionfo agli Oscar, la pellicola sale al primo posto del botteghino italiano con oltre 2,5 milioni di euro.[23] In Italia il film ha incassato in totale più di 5,6 milioni di euro.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato accolto positivamente in maniera unanime dalla critica: su Rotten Tomatoes detiene una percentuale del 98% di pareri positivi basata su 422 recensioni da parte dei critici specializzati, con una media del 9,35.[24] Metacritic gli assegna un punteggio di 96 su 100, basato su 52 recensioni.[25] Su IMDB detiene una media di 8,5 risultando tra i 40 film più apprezzati di tutti i tempi.[26]

A. O. Scott del New York Times lo ha definito «terribilmente divertente, quel tipo di film intelligente, generoso, esteticamente energico che annulla le stanche distinzioni tra film d'essai e film di intrattenimento».[27]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Parasite ha vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes 2019. È stato il primo film sudcoreano a farlo, così come il primo film a vincere con un voto unanime da La vita di Adele del 2013. È stato candidato per tre premi ai Golden Globe 2020: miglior regista, miglior sceneggiatura e miglior film in lingua straniera, vincendo in quest'ultima categoria e diventando così il primo film coreano sia a ricevere una candidatura, sia ad aggiudicarsi una statuetta. È inoltre diventato il secondo film straniero a venir candidato per lo Screen Actors Guild Award per la miglior interpretazione di un cast in un film (e il primo a vincere il premio) dopo La vita è bella. Candidato infine a sei Premi Oscar, è stato il trionfatore dell'edizione aggiudicandosene ben quattro, ovvero quelli per il miglior film (prima opera in assoluto non in lingua inglese a riuscirci), la migliore regia, la migliore sceneggiatura originale (primo lavoro non in lingua inglese a riuscirci da Parla con lei nell'edizione del 2003), e per il miglior film internazionale, diventando anche in questi casi la prima pellicola sudcoreana ad aggiudicarsi la statuetta in tali categorie, nonché il primo film in assoluto a vincere il premio in quest'ultima con la nuova denominazione (categoria conosciuta precedentemente come "miglior film in lingua straniera"). Il 18 febbraio 2020 gli viene riconosciuto anche il David di Donatello per il miglior film straniero. Inoltre ha vinto il premio di Miglior Film della National Society of Film Critics.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2020 è stata annunciata una miniserie televisiva HBO, adattata dal film, prodotta dallo stesso Bong-Joon ho e Adam McKay.[49]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Peter Debruge, Bong Joon-ho’s ‘Parasite’ wins the Palme d’Or at Cannes, su variety.com, Variety, 25 maggio 2019. URL consultato il 26 maggio 2019.
  2. ^ (EN) Anthony D'Alessandro, ‘Parasite’ Palme d’Or winner Bong Joon-Ho on pic’s North Korea jokes, su deadline.com, 25 maggio 2019. URL consultato il 26 maggio 2019.
  3. ^ a b (EN) Oscars: The Complete Winners List, su hollywoodreporter.com, 9 febbraio 2020. URL consultato il 10 febbraio 2020.
  4. ^ (EN) Bong Joon Ho's 'Parasite' makes Oscars history as first-ever Korean best picture nominee, su Los Angeles Times, 13 gennaio 2020. URL consultato il 26 gennaio 2020.
  5. ^ La pietra di Parasite: metafora o ironica presa in giro? Ecco cosa ne pensa Bong Joon-ho, su NoSpoiler, 28 febbraio 2020. URL consultato l'8 maggio 2022.
  6. ^ (EN) Sonia Kil, Bong Joon-ho’s ‘Parasite’ starts shooting (EXCLUSIVE), su variety.com, Variety, 30 maggio 2018. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  7. ^ (EN) BONG Joon-ho’s PARASITE enters production, su koreanfilm.or.kr. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  8. ^ (EN) BONG Joon-ho’s PARASITE wraps production, su koreanfilm.or.kr. URL consultato il 3 febbraio 2019.
  9. ^ (KO) 황금종려상 받은 ‘기생충’ 제작비 135억원 든 이유…봉준호 “비정상의 정상화”, su msn.com, 26 maggio 2019. URL consultato il 26 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2019).
  10. ^ (EN) Gisaengchung (2019), su the-numbers.com. URL consultato il 5 novembre 2019.
  11. ^ Manuela Santacatterina, Parasite - La colonna sonora del film di Bong Joon Ho firmata da Jung JaeiI, su hotcorn.com, 24 novembre 2019. URL consultato il 14 dicembre 2019.
  12. ^ (EN) Soundtrack Album for Bong Joon-Ho’s ‘Parasite’ Released, su filmmusicreporter.com, 31 maggio 2019. URL consultato il 14 dicembre 2019.
  13. ^ (EN) Joan Macdonald, Bong Joon-ho’s ‘Glass of Soju’ nominated for Oscar Song shortlist, su Forbes, 17 dicembre 2019. URL consultato il 23 dicembre 2019.
  14. ^ Max Borg, Parasite, parlano il regista e l’attore: “Gianni Morandi? Non lo abbiamo ancora incontrato", su Movieplayer.it, 14 novembre 2019. URL consultato il 14 dicembre 2019.
  15. ^ Parasite, il poster originale del film, su MYmovies.it. URL consultato l'8 aprile 2019.
  16. ^ Parasite, il trailer internazionale del film [HD], su MYmovies.it. URL consultato il 9 aprile 2019.
  17. ^ (EN) Peter Debruge, Cannes: 2019 lineup includes Terrence Malick, Pedro Almodóvar, four films by women, su variety.com, Variety, 18 aprile 2019. URL consultato il 18 aprile 2019.
  18. ^ (EN) The Screenings Guide 2019, su festival-cannes.com, 9 maggio 2019. URL consultato il 9 maggio 2019.
  19. ^ (KO) 기생충, su movie.naver.com. URL consultato l'8 aprile 2019.
  20. ^ Parasite, dal 7 novembre al cinema, su MYmovies.it, 20 settembre 2019. URL consultato il 2 ottobre 2019.
  21. ^ (EN) Parasite, su Box Office Mojo, Amazon.com. URL consultato il 20 febbraio 2020. Modifica su Wikidata
  22. ^ (EN) 'Parasite' Sets New Record for Director Bong Joon-Ho at Indie Box Office, su thewrap.com, 3 novembre 2019. URL consultato il 4 novembre 2019.
  23. ^ Andrea Chirichelli, Parasite, che ritorno! Il film vola al primo posto del box office, su MYmovies.it, 12 febbraio 2020. URL consultato il 12 febbraio 2020.
  24. ^ (EN) Parasite, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. URL consultato il 20 febbraio 2020. Modifica su Wikidata
  25. ^ (EN) Parasite, su Metacritic, Red Ventures. URL consultato il 20 febbraio 2020. Modifica su Wikidata
  26. ^ https://www.imdb.com/chart/top
  27. ^ (EN) A. O. Scott, Old Masters and Fresh Surprises at the New York Film Festival, in The New York Timesdata=4 ottobre 2019. URL consultato il 7 ottobre 2019.
  28. ^ (EN) Patrick Hipes, Oscar Nominations: ‘Joker’ Tops List With 11 Noms; ‘1917’, ‘Irishman’, ‘Hollywood’ Nab 10 Apiece, su deadline.com, 13 gennaio 2020. URL consultato il 13 gennaio 2020.
  29. ^ (EN) 2020 Golden Globe Nominations: The Complete List, in Variety, 9 dicembre 2019. URL consultato il 9 dicembre 2019.
  30. ^ (EN) Brent Lang, Golden Globes: ‘Once Upon a Time in Hollywood’, ‘1917’ Win Big, su Variety, 5 gennaio 2020. URL consultato il 6 gennaio 2020.
  31. ^ (EN) Bafta Film Awards 2020: The nominations in full, su BBC News, 7 gennaio 2020. URL consultato il 7 gennaio 2020.
  32. ^ (EN) Tim Dams, ‘1917’ Rules Over BAFTAs With Seven Wins; ‘Joker’ Takes Three, su Variety, 2 febbraio 2020. URL consultato il 2 febbraio 2020.
  33. ^ Premio Afcae al coreano "Parasite", su news.cinecitta.com, 25 maggio 2019. URL consultato il 25 maggio 2019.
  34. ^ (FR) Cannes 2019: "Les Misérables" distingué par le prix CST de l’Artiste-Technicien 2019, su ecran-total.fr, 25 maggio 2019. URL consultato il 25 maggio 2019.
  35. ^ (EN) Alex Ritman, British Independent Film Awards: 'For Sama' Wins Top Prize, su The Hollywood Reporter, 1º dicembre 2019. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  36. ^ (EN) Once Upon A Time...In Hollywood Leads Chicago Film Critics Association 2019 Nominations, su chicagofilmcritics.org, 12 dicembre 2019. URL consultato il 12 dicembre 2019.
  37. ^ (EN) Anita Bennett, Chicago Film Critics Give Best Picture To ‘Parasite’ And Best Director To Bong Joon Ho, su deadline.com, 14 dicembre 2019. URL consultato il 15 dicembre 2019.
  38. ^ Ryan Lattanzio, LA Film Critics Crown ‘Parasite,’ Bong Joon Ho, Mary Kay Place, and Antonio Banderas, su indiewire.com, 8 dicembre 2019. URL consultato il 9 dicembre 2019.
  39. ^ (EN) Anthony D'Alessandro, ‘The Irishman’ Named Best Film By National Board Of Review, Quentin Tarantino Wins Best Director, su deadline.com, 3 dicembre 2019. URL consultato il 3 dicembre 2019.
  40. ^ (EN) Zack Sharf, New York Film Critics Circle 2019 Winners: ‘The Irishman,’ Lupita Nyong’o, and More, su indiewire.com, 4 dicembre 2019. URL consultato il 4 dicembre 2019.
  41. ^ (EN) 2019 San Diego Film Critics Society’s Awards, su sdfcs.org, 9 dicembre 2019. URL consultato il 9 dicembre 2019.
  42. ^ (EN) 2019 NOMINEES (PDF), su pressacademy.com. URL consultato il 3 dicembre 2019.
  43. ^ (EN) Dee Jefferson, Bong Joon-ho's Parasite wins Sydney Film Festival official competition prize, su abc.net.au, 16 giugno 2019.
  44. ^ (EN) Etan Vlessing, Toronto: Taika Waititi's 'Jojo Rabbit' wins Audience Award, su The Hollywood Reporter, 15 settembre 2019.
  45. ^ (EN) Critics' Choice Awards: 'The Irishman' Leads With 14 Nominations, su The Hollywood Reporter, 8 dicembre 2019. URL consultato l'8 dicembre 2019.
  46. ^ Andrea Francesco Berni, Critics’ Choice Awards 2020: il miglior film è C’era una volta a… Hollywood, su badtaste.it, 12 gennaio 2020. URL consultato il 13 gennaio 2020.
  47. ^ Andrea Francesco Berni, Independent Spirit Awards 2020: miglior film The Farewell, Diamanti Grezzi miglior regia – tutti i vincitori!, su badtaste.it, 9 febbraio 2020.
  48. ^ (EN) Zack Sharf, SAG Award Nominations 2020: ‘Irishman,’ ‘Hollywood’ Dominate, ‘Bombshell’ Surprises, su indiewire.com, 11 dicembre 2019. URL consultato l'11 dicembre 2019.
  49. ^ (EN) 'Parasite' HBO Limited Series in the Works From Bong Joon Ho, Adam McKay, su The Hollywood Reporter. URL consultato il 12 gennaio 2020.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Oscar al miglior film Successore
Green Book 2020 Nomadland
Controllo di autoritàVIAF (EN224414729 · LCCN (ENno2020015876 · BNE (ESXX4912056 (data) · BNF (FRcb178756224 (data) · J9U (ENHE987008397376905171
  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema