Paras Bir Bikram Shah Dev

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Paras Bir Bikram Shah Dev
The Crown Prince of Nepal Shri Paras Bir Bikram Shah Dev with the Prime Minister Shri Atal Bihari Vajpayee in New Delhi on January 19, 2004.jpg
Paras Bir Bikram Shah Dev e il Primo Ministro Shri Atal Bihari Vajpayee a Nuova Delhi.
Principe della Corona del Nepal
Stemma
In carica 26 ottobre 2001 –
28 maggio 2008
Predecessore Dipendra
Successore Monarchia abolita
Pretendente al Trono della Corona di Nepal
Nome completo Paras Bir Bikram Shah Dev
Onorificenze Sua Altezza Reale
Nascita Katmandu, 30 dicembre 1971 (48 anni)
Dinastia Dinastia Shah
Padre Gyanendra del Nepal
Madre Komal Rajya Lakshmi Devi
Consorte Himani Rajya Lakshmi Devi
Figli Principessa Purnika di Nepal
Principe Hridayendra di Nepal
Principessa Kritika di Nepal
Religione Induismo

Paras Bir Bikram Shah Dev (पारस वीर विक्रम शाहदेव - Pārasa Vīra Vikrama Śāhadeva) (Katmandu, 30 dicembre 1971) è stato il principe ereditario del Nepal fino all'abolizione della monarchia il 28 maggio 2008.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

È figlio dell'ex re Gyanendra e dell'ex regina Komal. Nel 2000 ha sposato la principessa Himani, figlia di Rao Raja Bikram Singh, Rao Raja di Sikar. Dall'unione sono nati il principe Hridayendra e le due principesse Purnika e Kritika.

Paras ha studiato alla Budhanilkantha Secondary School di Kathmandu, e alla Schiller International University.

Al contrario della moglie, l'erede al trono è poco popolare in Nepal a causa di trascorsi episodi di teppismo e alcolismo, che lo hanno visto coinvolto in alcuni incidenti automobilistici, in uno dei quali ha trovato la morte una nota cantante nepalese.

La strage di palazzo del 2001[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º giugno 2001 si trovava presso il palazzo reale di Narayanhiti quando (secondo la versione ufficiale) il cugino Dipendra (allora erede al trono) uccise suo padre, il re Birendra, la regina Aishwarya ed altri otto membri della famiglia reale. Secondo le testimonianze raccolte dalla commissione d'inchiesta, dopo aver sparato alla sorella Sruti, Dipendra puntò l'arma verso il principe Paras, dietro al quale cercavano protezione tre piccole principesse; Paras avrebbe gridato: «no, no, Dai (fratello)» impietosendo sorprendentemente il cugino impazzito, il quale si diresse in giardino alla ricerca della madre[1].

Il fatto che pur essendo presente sia uscito illeso dal massacro ha alimentato alcune voci che vedrebbero Paras coinvolto in prima persona in questa vicenda, ciò che a sua volta potrebbe implicare la complicità degli altri quattordici supersititi, tra i quali figura anche la Regina Madre.

Nel marzo 2009, in seguito alla riapertura delle indagini sul massacro reale da parte del Governo nepalese, Paras ha dichiarato che l'allora principe ereditario Dipendra aveva tre ragioni per uccidere il padre[2][3]:

  1. l'impedimento delle nozze con Devyani;
  2. l'accettazione da parte del padre della Costituzione del 1990, che Dipendra non gradiva;
  3. il rifiuto del padre di avallare gli accordi per nuovi armamenti intrapresi da Dipendra e che gli avrebbero consentito una larga remunerazione da parte del rifornitore.

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Tribhuvan Bir Bikram Shah Dev, re del Nepal Prithvi Bir Bikram Shah Dev, re del Nepal  
 
Divyeshwari Rajya Lakshmi Devi  
Mahendra Bir Bikram Shah Dev, re del Nepal  
Kanti Rajya Lakshmi Devi Arjan Singh Sahib, Raja di Chhatara, Barhgaon e Oudh  
 
Krishnavati Devi Sahiba  
Gyanendra Bir Bikram Shah Dev, re del Nepal  
Generale Hari Shamsher Jang Bahadur Rana, Maharajkumar Juddha Shamsher Jang Bahadur Rana, Maragià di Lambjang e Kaski  
 
Jetha Bada Maharani Padma Kumari Devi  
Indra Rajya Lakshmi Devi  
Megha Kumari Rajya Lakshmi, sorella del colonnello Mohan Bikram Shah N. Bikram Shah  
 
 
Paras Bir Bikram Shah Dev [4]  
Comandante generale Agni Shamsher Jang Bahadur Rana, Maharajkumar Juddha Shamsher Jang Bahadur Rana, Maragià di Lambjang e Kaski *  
 
Jetha Bada Maharani Padma Kumari Devi *  
Luogotenente-generale Kendra Shamsher Jang Bahadur Rana  
 
 
 
Komal Rajya Lakshmi Devi  
N. Bikram Shah N. Bikram Shah  
 
 
Shree Rajya Lakshmi Devi, di un ramo collaterale degli Shah del Nepal  
 
 
 
 

Onorificenze [5][modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze nepalesi[modifica | modifica wikitesto]

Membro di I Classe dell'Ordine del Braccio Destro Gurkha - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine del Braccio Destro Gurkha
— 23 ottobre 2001
Membro di I Classe dell'Ordine dell'orma del Nepal - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine dell'orma del Nepal
— 7 aprile 2004
Medaglia dell'Investitura del re Birendra - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Investitura del re Birendra
— 24 febbraio 1975
Medaglia del giubileo d'argento del re Birendra - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del giubileo d'argento del re Birendra
— 31 gennaio 1997
Medaglia dell'Investitura del re Gyanendra - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'Investitura del re Gyanendra
— 4 giugno 2001

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Golden Pheasant Award (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Golden Pheasant Award (Giappone)
— 12 luglio 2005[6][7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Prakash A.Raj (2001), "Kay Gardeko?" - The Royal massacre in Nepal, Rupa & Co., New Delhi
  2. ^ NepalNews (30 marzo 2009)[collegamento interrotto]
  3. ^ eKantipur (2 aprile 2009) Archiviato il 5 aprile 2009 in Internet Archive.
  4. ^ Genealogie delle famiglie reali e principesche del Nepal
  5. ^ Royal Ark
  6. ^ List
  7. ^ The Himalayan Times

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Prakash A.Raj (2001), "Kay Gardeko?" - The Royal massacre in Nepal, Rupa & Co., New Delhi

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Casa reale del Nepal, su nepalmonarchy.gov.np. URL consultato il 26 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2007).