Paraponera clavata

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Paraponera clavata
Paraponera clavata MHNT.jpg
Operaia di Paraponera clavata
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Hymenopteroidea
Ordine Hymenoptera
Sottordine Apocrita
Sezione Aculeata
Superfamiglia Vespoidea
Famiglia Formicidae
Sottofamiglia Paraponerinae
Tribù Paraponerini
Genere Paraponera
Specie P. clavata
Nomenclatura binomiale
Paraponera clavata
(Fabricius, 1775)
Sinonimi

Formica aculeata
Olivier, 1792
Formica clavata
Fabricius, 1775
Formica spini-noda
Latreille, 1802
Formica spininoda
Latreille, 1802
Paraponera tarsalis
(Perty, 1833)
Ponera (Myrmecia) clavata
(Fabricius, 1775)
Ponera aculeata
(Olivier, 1792)
Ponera clavata
(Fabricius, 1775)
Ponera tarsalis
Perty, 1833

Paraponera clavata (Fabricius, 1775) è una formica appartenente alla sottofamiglia Paraponerinae. È l'unica specie vivente del genere Paraponera.[1][2] Il suo habitat è nelle zone umide della foresta pluviale che si estende dal Nicaragua fino all'Honduras e al Paraguay.

Viene chiamata formica proiettile oppure, dalle popolazioni locali, hormiga veinticuatro cioè "formica 24 (ore)" a causa del dolore provocato dal veleno iniettato dalla puntura, che dura appunto 24 ore ed è paragonabile al dolore provocato da un proiettile che colpisce un arto.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È una formica di grandi dimensioni, con operaie di 18–25 mm. Le regine sono leggermente più grandi.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Le Paraponera clavata sono grandi predatrici che foraggiano a tutte le altezze della chioma in cerca di prede e nettare floreale.[3] Le colonie possono superare il numero di 2.000 operaie.[4]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La specie è diffusa in Ecuador, Brasile, Bolivia, Colombia, Perù, Suriname, Paraguay, Guiana francese, Guyana, Honduras, Nicaragua, Panama e Costa Rica.[5] È solita formare colonie nel terreno alla base degli alberi anche se a volte costruisce nidi arboricoli.

Interazioni con l'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Punture[modifica | modifica wikitesto]

Il dolore associato alla puntura della Paraponera clavata raggiunge il livello più elevato, ovvero 4, nella scala del dolore delle punture di insetto di Schmidt, che lo descrive come «Puro, intenso, brillante. Come camminare sui carboni ardenti con un chiodo arrugginito lungo 8 centimetri piantato nel tallone». Il dolore perdura per 24 ore e viene paragonato all'essere colpiti da un proiettile (da cui il nome dell'insetto). La poneratossina, un peptide neurotossico paralizzante isolato dal veleno, colpisce i canali del sodio bloccando la trasmissione sinaptica nel sistema nervoso centrale. Dopo la puntura segue un periodo di 3-5 ore in cui il dolore è tale da non consentire di compiere alcun movimento complesso. La mente rimane totalmente annebbiata e concentrata sul dolore fino a quando, diverse ore dopo l’inoculazione della tossina, la sofferenza diventa solo vagamente tollerabile, lasciando un po’ di spazio per respirare e per recuperare la salute mentale.[6]

Riti d'iniziazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli indigeni Mawè in Brasile usano le formiche proiettile (o per meglio dire, la loro puntura) come parte del loro rito d'iniziazione per diventare guerrieri. Le formiche vengono prima rese incoscienti mediante immersione in un preparato sedativo naturale, poi ne vengono intrecciate centinaia in guanti fatti di foglie (vagamente simili a guanti da forno) con il pungiglione rivolto verso l'interno. Quando le formiche tornano coscienti, il ragazzo infila le mani nei guanti. L'obiettivo del rito è tenere per 5 minuti i guanti. Una volta finito, a causa delle punture, le mani e parte del braccio del ragazzo rimarranno temporaneamente paralizzate e per giorni potrebbero rimanere in preda di tremori incontrollabili. L'unica ''protezione'' prevista è ricoprire le mani di uno strato di carbone, che i nativi suppongono possa confondere le formiche ed evitare le punture. Per completare l'iniziazione, il ragazzo deve ripetere il rito per un totale di venti volte in alcuni mesi oppure anni.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paraponera clavata, in Ant Web. URL consultato il 3 maggio 2013.
  2. ^ HOL - Hymenoptera Online, su hol.osu.edu. URL consultato il 7 luglio 2013.
  3. ^ Breed & Harrison, Arboreal Nesting in the Giant Tropical Ant, Paraponera clavata (Hymenoptera: Formicidae), in Journal of the Kansas Entomological Society, 62(1), 1989, pp. 133-135.
  4. ^ Breed & Harrison, Worker Size, Ovary Development and Division of Labor in the Giant Tropical Ant, Paraponera clavata (Hymenoptera: Formicidae), in Journal of the Kansas Entomological Society, 61(3), 1988, pp. 285-291.
  5. ^ Distribuzione, in AntWiki. URL consultato il 3 maggio 2013.
  6. ^ La formica proiettile, in VitAntica. URL consultato il 17 settembre 2018.
  7. ^ National Geographic, Initiation With Ants | National Geographic, 21 dicembre 2007. URL consultato il 17 settembre 2018.

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