Papiro erotico

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Il Papiro erotico è un'opera della letteratura dell'Antico Egitto risalente alla XX dinastia (1186 a.C.-1069 a.C.), scoperto nei primi anni dell'Ottocento[1][2] e conservato al Museo egizio di Torino.

Struttura dell'opera e considerazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il papiro si può dividere in due parti: la prima appartenente al genere satirico, mentre del genere erotico da cui prende il nome il tutto viene reso con le immagini e testo a fianco.

Secondo Jean-François Champollion, le immagini risultano molto esplicite, anche se nell'Antico Egitto l'aspetto erotico della vita è presente in molte opere egiziane (liriche, canti, ecc), ma secondo lo studioso francese le immagini sono esplicite rispetto allo standard dove gli egiziani avevano una notevole apertura[3]. La seconda ci dà un esempio di vita nell'Antico Egitto[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera in due storie:

  • Prima parte di genere satirico racconta di vari animali umanizati e proprio qui sta l'umor esempi sono topo-condotterio, la fortezza presidiati da gatti ecc.
  • Seconda parte di genere erotico racconta la vita reale di una qualsiasi donna egizia soffermandosi sugli aspetti erotici: capelli, trucco e altri aspetti della donna egizia.

Considerazioni[modifica | modifica wikitesto]

C'è una controversia tra Torino e il Cairo perché quest'ultimo esige la restituzione del papiro poiché facente parte della sua storia nazionale[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Edda Bresciani, Grande enciclopedia illustrata dell'antico Egitto, De Agostini, ISBN 88-418-2005-5
  • Enrica Leospo e Mario Tosi, La donna nell'antico Egitto, Giunti, ISBN 9788809210806

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]