Papers, Please

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Papers, Please
videogioco
Papers Please - Title Logo.png
Logo del gioco
PiattaformaMicrosoft Windows, macOS, Linux, iOS, PlayStation Vita
Data di pubblicazioneWindows, macOS:
Mondo/non specificato 8 agosto 2013

Linux:
Mondo/non specificato 12 febbraio 2014
iOS:
Mondo/non specificato 12 dicembre 2014

PlayStation Vita:
Mondo/non specificato 12 dicembre 2017
GenereRompicapo, simulatore
TemaImmigrazione, Distopia
OrigineGiappone
Sviluppo3909
Pubblicazione3909
DesignLucas Pope
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputMouse, tastiera
SupportoDownload
Fascia di etàESRBM · OFLC (AU): M · PEGI: 16

Papers, Please (lett. Documenti, prego) è un videogioco indipendente di tipo rompicapo creato dallo sviluppatore indipendente Lucas Pope. Il gioco si focalizza sulla vita lavorativa di un ispettore di frontiera addetto al controllo immigrazione nel fittizio Paese di Arstotzka.[1] La sua prima pubblicazione avvenne l'8 agosto 2013 per Windows e macOS.[2][3] Successivamente venne distribuito anche per Linux il 12 febbraio 2014. Il 12 dicembre 2014 viene lanciata la versione per iPad. Il 12 settembre 2017 viene rilasciata, dopo anni dall'annuncio, la versione per Playstation Vita.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gameplay di Papers, Please si focalizza sulla vita lavorativa di un ispettore di frontiera addetto al controllo immigrazione in Arstotzka, un fittizio Paese a regime comunista, per la durata di un mese a cavallo tra il 1982 e il 1983. Il giocatore controlla i documenti dei richiedenti e impiega diversi strumenti per verificare se i documenti sono in ordine, se la persona che gli si para davanti è un terrorista, un criminale o un contrabbandiere al fine di mantenere individui indesiderabili fuori dei confini nazionali o, nel caso, arrestarli. Quando il giocatore scopre una discrepanza infatti può interrogare il richiedente per ottenere ulteriori informazioni al riguardo, con la possibilità di utilizzare body scanner o confrontare impronte digitali e nominativi con quelli presenti in archivio: i richiedenti però possono tentare di corrompere attraverso favori, oggetti e denaro il giocatore, che in ultimo dovrà decidere se la persona che ha di fronte abbia letteralmente tutte le carte in regola per poter passare applicando gli opportuni timbri al fine di convalidare o respingere la richiesta d'entrata e chiamare così la prossima persona in fila. Solo dopo che il soggetto si è allontanato dal checkpoint il giocatore viene a scoprire se ha commesso un errore di valutazione per mezzo di un richiamo: se si commettono troppi errori si incorre in multe sempre più onerose che gli verranno detratte dal suo già misero stipendio.

Alla fine di ogni giornata, il giocatore riceve un ammontare in denaro in base al numero di persone che ha controllato accuratamente (5$ per ogni controllo corretto), cui vanno aggiunte le tangenti collezionate e sottratte le sanzioni delle multe. Il giocatore deve decidere come spenderli tra le varie voci di spesa dovute ai fabbisogni giornalieri della famiglia (cibo, riscaldamento, medicine, affitto) e possibili miglioramenti da apportare alla sua cabina.

Poiché le relazioni tra l'Arstotzka e i Paesi vicini sono incrinate, anche a causa di attacchi terroristici, vengono gradatamente aggiunte nuove regole di accettazione man mano che si avanza nel gioco, come il consentire l'accesso ai soli cittadini di Arstotzka o l'obbligo di passare al body scanner tutte le persone di una certa nazionalità. Il giocatore può trovarsi combattuto tra il suo dovere e la propria morale nel dover valutare i "casi umani" che gli si possono parare davanti, come ad esempio rifiutare l'ingresso a una donna il cui marito è appena stato accettato la quale però non possiede i documenti necessari per l'ingresso.

Presto appare una misteriosa organizzazione antigovernativa conosciuta come "EZIC", con diversi suoi membri che si presenteranno man mano al checkpoint, chiedendo all'ispettore di aiutarli a rovesciare l'attuale governo e stabilirne uno nuovo attraverso il suo benestare: il giocatore può scegliere se assecondare le richieste dell'organizzazione o meno.

A seconda di come si è condotta la partita si assisterà a uno dei venti finali disponibili, con la possibilità di sbloccare tre modalità speciali.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Lucas Pope mentre riceve un premio per Papers, Please durante l'edizione 2014 del Game Developers Conference

Papers, Please è stato sviluppato da Lucas Pope, ex sviluppatore della celebre Naughty Dog, che ha deciso di lasciare l'azienda dopo aver lavorato sulla serie Uncharted per diventare uno sviluppatore indipendente.[4] I lavori su Papers, Please iniziarono nel novembre 2012, usando il linguaggio di programmazione Haxe e il framework NME, entrambi open source.[5] Inizialmente concepito come un progetto della durata di sei mesi, il concept divenne via via più grande di quanto Pope si fosse aspettato, completando così lo sviluppo in nove mesi.[4]

Di nazionalità statunitense ma residente in Giappone, Pope ha affrontato l'immigrazione nei suoi viaggi internazionali e ha pensato che un'esperienza da lui stesso descritta come "tesa" sarebbe potuta essere introdotta in un gioco divertente.[1][3] Prima della commercializzazione, Pope ha lanciato una campagna di raccolta nomi fittizi aperta al pubblico, dove la gente poteva inserire i nominativi che desideravano perché fossero poi assegnati in maniera casuale ai personaggi nel gioco.

Cortometraggio[modifica | modifica wikitesto]

Dal videogioco è stato tratto un cortometraggio diretto da Nikita Ordynskiy con il protagonista interpretato da Igor Savochkin.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Cristina Costantini, Papers Please sorprendente, su abcnews.go.com, 8 maggio 2013. URL consultato il 23 luglio 2013.
  2. ^ (EN) Videogiochi creati da Lucas Pope, Lucas Pope. URL consultato il 23 luglio 2013.
  3. ^ a b (EN) Javy Gwaltney, Gloria ad Arstotzka: Papers, Please e un'intervista al suo creatore, su culturemass.com, 14 aprile 2013. URL consultato il 23 luglio 2013 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2014).
  4. ^ a b (EN) Dave Lee, Papers, Please: il gioco "noioso" che è diventato un cult, BBC, 12 marzo 2014. URL consultato il 13 marzo 2014.
  5. ^ (EN) Papers, Please, su forums.tigsource.com, 14 novembre 2012. URL consultato il 23 luglio 2013.
  6. ^ (EN) Wesley Yin-Poole, The Papers, Please short film is out now, su Eurogamer.net, 24 febbraio 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàLCCN (ENsh2016002248 · BNF (FRcb177676169 (data)
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