Paolo da Caylina il Vecchio

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Sala di Santa Marta, Santuario della Maddalena, Bienno

Paolo da Caylina il Vecchio (per distinguerlo dal figlio Paolo da Caylina il Giovane) (Brescia, tra il 1420 e il 1430 – dopo il 1486) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Scarse le notizie della sua vita: la sua data di nascita è collocabile tra il 1420 e il 1430,[1], nel 1451 abitava a Brescia e nel 1458 dipinse un polittico, conservato nella Galleria Sabauda di Torino, ma originariamente realizzato per l'abbazia di Sant'Albino a Mortara. L'opera riporta l'iscrizione "PAULUS BRIXIENSIS PINXIT" e la data 5 marzo 1458 sui gradini del trono della Vergine,nel pannello centrale, consentendo così di ricostruire con maggior precisione l'attività dell'artista.[2] Il polittico di Mortara fa chiaramente intendere quali fossero le influenze culturali di Paolo il Vecchio, riconducibili, da una parte, alle esperienze lombarde, dall'altra alla maniera di Squarcione.

Lo stesso anno l'artista firma, con il cognato Vincenzo Foppa, una liberatoria a tale "magister Nicolaum de Francisco."[3]

Nel 1459 e nel 1466 Paolo da Caylina è nuovamente a Brescia per la decorazione, perduta, dell'orologio nella piazza del Comune. È inoltre documentato nel 1467, 1469 e 1471, quando riceve l'incarico di dipingere la loggia sul lato orientale della Piazza comunale, lavoro anch'esso perduto.[1] La presenza di Paolo da Caylina è registrata anche nel santuario della Madonna del Carmine di San Felice del Benaco:[4]: è datato 1485 l'affresco i quattro santi Alberto, Apollonia, Filippo e Giacomo della seconda cappella a destra.

L'artista fu chiamato in questa sede probabilmente a causa dell'importanza che aveva già acquisita come pittore nel bresciano e per le innovazioni di tutto rispetto che aveva apportato nel campo pittorico. Con ogni probabilità l'affresco del Santuario datato dell'anno 1485 fu l'ultimo affresco di Paolo da Caylina il Vecchio: difatti egli morì solo qualche anno dopo. Prima di morire indicò alla fabbriceria del Santuario come pittore su cui far affidamento per affreschi successivi un suo discepolo, quello che poi venne chiamato col nome generico di Maestro da San Felice. Questi, infatti già nel 1486 affrescò nell'abside del Santuario il suo capolavoro: l'Annunciazione.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b C. BASTA, "Paolo da Caylina il Vecchio", in "La pittura in Lombardia: il Quattrocento", MILANO 1993, p. 467.
  2. ^ F. FRISONI, Paolo il Vecchio, Bartolomeo e Paolo il Giovane: i da Caylina nel contesto artistico bresciano, in "Paolo da Caylina il Giovane e la bottega dei da Caylina nel contesto artistico bresciano", Brescia 2003.
  3. ^ P. CASTELLINI, La cappella della Vergine in San Giovanni Evangelista: da Paolo da Caylina il Vecchio a Paolo da Caylina il Giovane, in "La pittura e la miniatura del Quattrocento a Brescia", Milano 2001.
  4. ^ R. BARTOLETTI, Il maestro di San Felice e la Terza Campagna decorativa nel santuario della Madonna del Carmine a San Felice del Benaco, in "La pittura e la miniatura del Quattrocento a Brescia", Milano 2001, pp. 159-165.
  5. ^ Tratto da: B&B.it, su bedandbreakfastbrescia.com. URL consultato il 29-01-2008.
  6. ^ Tratto da: Comune di Bienno, su comune.bienno.bs.it. URL consultato il 29-01-2008 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2009).
  7. ^ P. CASTELLINI, La cappella della Vergine nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Brescia: da Paolo da Caylina il Vecchio a Paolo da Caylina il giovane, in "La pittura e la miniatura del Quattrocento a Brescia", Milano 2001.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo da Caylina il Vecchio, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Modifica su Wikidata
  • R. BARTOLETTI, Il Maestro di San Felice e la terza campagna decorativa nel santuario della Madonna del Carmine a San Felice del Benaco, in "La pittura e la miniatura del Quattrocento a Brescia", Milano 2001, pp. 159-165.
  • C. BASTA, Paolo da Caylina il Vecchio, in "La pittura in Lombardia: il Quattrocento", MILANO 1993.
  • P. CASTELLINI, La cappella della Vergine in San Giovanni Evangelista: da Paolo da Caylina il Vecchio a Paolo da Caylina il Giovane, in "La pittura e la miniatura del Quattrocento a Brescia", Milano 2001.
  • F. FRISONI, Paolo il Vecchio, Bartolomeo e Paolo il Giovane: i da Caylina nel contesto artistico bresciano, in "Paolo da Caylina il Giovane e la bottega dei da Caylina nel contesto artistico bresciano", Brescia 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]