Paolo Palma

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Paolo Palma
Paolopalma.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIII
Gruppo
parlamentare
Popolari e Democratici - L'Ulivo
Coalizione l'Ulivo
Circoscrizione Calabria
Incarichi parlamentari
  • membro della giunta delle elezioni dal (16 marzo 1997 - 29 maggio 2001)
  • membro della I commissione permanente affari costituzionali (28 ottobre 1998 - 29 maggio 2001)
  • membro della commissione parlamentare consultiva in ordine alla attuazione della riforma amministrativa ai sensi della legge 15 marzo 1997, N. 59 (21 giugno 1999 - 29 maggio 2001)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Popolare Italiano
Titolo di studio Laurea in filosofia
Professione Giornalista

Paolo Palma (Cosenza, 30 maggio 1952) è un giornalista, storico e politico italiano, deputato al Parlamento nella XIII legislatura e capo della segreteria politica del Partito Popolare Italiano con il segretario Gerardo Bianco.

Formatosi nell'Azione cattolica e nei movimenti della sinistra cattolica a Cosenza durante il ‘68, è stato allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo all'Università di Roma La Sapienza, dove si è laureato. Ha iniziato la sua attività giornalistica al Giornale di Calabria. È stato capo della redazione politica della Gazzetta del Popolo di Torino. Come giornalista parlamentare de Il Globo e dell’Agenzia Giornalistica Italia, in qualità di inviato speciale, è stato testimone e cronista dei più importanti eventi politici degli anni ottanta e novanta. Ha collaborato al quotidiano della Democrazia Cristiana Il Popolo e al settimanale L’Europeo. È stato capo dell'ufficio stampa del Ministero dell'Interno con i ministri Nicola Mancino e Carlo Azeglio Ciampi dal 1992 al 1994.

Nel 1996 è stato eletto alla Camera dei Deputati per la coalizione dell'Ulivo nel collegio uninominale di Cosenza con 31.902 voti (49,11%). Ha fatto parte delle commissioni Lavoro, Attività Produttive e Affari Costituzionali[1] e della commissione bicamerale per l'attuazione della riforma amministrativa (“bicameralina”)[2] presieduta da Vincenzo Cerulli Irelli. È stato relatore delle riforma delle carriere diplomatica e prefettizia e della riforma delle forze di polizia, nonché della prima proposta di legge in materia di discriminazione dell'orientamento sessuale. È stato promotore della iniziativa legislativa cosiddetta “anti-ribaltone” per la trasparenza del sistema maggioritario in funzione anti-trasformistica. Coordinatore provinciale del Partito Popolare Italiano a Cosenza e responsabile nazionale istituzioni e sicurezza del Partito Popolare Italiano (2000-2001). Candidato dell'Ulivo alla Camera nel collegio di Cosenza, nel 2001, non è stato rieletto. Su questa esperienza ha scritto il pamphlet Doppio gioco all'ombra dell'Ulivo. La mia campagna elettorale con Achille Occhetto in una città del trasformismo.

In occasione delle primarie del centrosinistra dell'ottobre 2006 ha fondato, a Roma, il Comitato Prodi Per una nuova etica pubblica.

L'11 luglio 2011 ha fatto parte, presso la Corte di Cassazione, del Comitato promotore dei referendum elettorali per l'abrogazione della legge Calderoli (cosiddetta porcellum) ed il ripristino della precedente legge Mattarella. Ha aderito fin dalla fondazione (9 marzo 2015) al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, del cui Direttivo nazionale fa parte; è stato fra i fondatori del CDC della provincia di Cosenza svolgendo un'intensa campagna referendaria contro la riforma costituzionale Renzi-Boschi, respinta nel referendum del 4 dicembre 2016.

A maggio 2013 è stato tra i promotori, a Cosenza, della Associazione di formazione politica Giuseppe Dossetti - "Per una nuova etica pubblica" di cui è stato eletto presidente. Con l'Associazione Dossetti ha lanciato una vasta campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul degrado sociale e strutturale del centro storico di Cosenza, con una grande manifestazione cittadina nell'antico mercato all'Arenella, il 15 settembre 2015, intitolata "Prima che tutto crolli. Serata di idee, poesia e musica per Cosenza Vecchia", con la partecipazione, tra gli altri, di Brunori Sas. Ha quindi promosso la pubblicazione, sempre con l'Associazione Dossetti, del Libro bianco su Cosenza Vecchia. Per un centro storico non più periferia, Falco Editore, 2016, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università della Calabria.

E' portavoce di "Prima che tutto crolli - Associazioni insieme per i centri storici", un gruppo di associazioni cosentine (Calabriattiva, Cosenza Storica Attiva, G. Dossetti "Per una nuova etica pubblica", Pensiero Laico, Rinascimento Meridionale) che hanno elaborato una proposta di legge regionale d'iniziativa popolare per la rinascita dei centri storici calabresi, sottoscritta da oltre cinquanta Consigli comunali della Calabria.

Come storico si è occupato prevalentemente dell'antifascismo italiano, con particolare riferimento alla figura di Randolfo Pacciardi. Ha inoltre portato alla luce una documentazione inedita e innovativa sul colpo di stato monarchico del 25 luglio 1943, culminato nell'arresto di Benito Mussolini. È stato tra i promotori del convegno di studi “Randolfo Pacciardi dalla politica alla storia. Un primo bilancio critico” (Università di Roma La Sapienza, 24/25 febbraio 2016), organizzato dall'Associazione ex Parlamentari della Repubblica e dalla sezione romana della Associazione Mazziniana Italiana, di cui è socio. In questa sede ha svolto la relazione: “Dai campi di battaglia della I Guerra Mondiale alla lotta antifascista. L’Italia Libera e la Centrale di Lugano”.

Con il nickname "Tommaso Berra" è uno degli animatori del forum Scerbanenco Scrive, fondato da Tancredi De Caro, interamente dedicato al grande scrittore italiano del ‘900. Fa parte, fin dalla prima edizione del 2015, della giuria tecnica del premio letterario Corrado Alvaro-Libero Bigiaretti organizzato dal comune di Vallerano, in provincia di Viterbo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Palma è autore delle seguenti opere:

Con Alessandra Baldini, Gli antifascisti italiani in America (1942-1944). La “Legione” nel carteggio di Pacciardi con Borgese, Salvemini, Sforza e Sturzo, (prefazione di Renzo De Felice, testimonianza di Randolfo Pacciardi), Le Monnier, 1990.

Con Alessandra Baldini, Nuovi documenti sulla “Mazzini Society” : i rapporti con i comunisti nell'antifascismo Usa, in Nuova Antologia, diretta da Giovanni Spadolini, gennaio-marzo 1990.

Doppio gioco all'ombra dell'Ulivo. La mia campagna elettorale con Achille Occhetto in una città del trasformismo, (prefazione di Pierluigi Castagnetti), Editori Riuniti, 2001.

Una bomba per il duce. La centrale antifascista di Pacciardi a Lugano (1927-1933), (prefazione di Renato Moro), Rubbettino, 2003.

Il telefonista che spiava il Quirinale. 25 luglio 1943, Rubbettino, 2006.

Randolfo Pacciardi. Profilo politico dell'ultimo mazziniano, Rubbettino, 2012.

Randolfo Pacciardi protagonista del Novecento (con G. Fini, O.L. Scalfaro, F. Angioni, A. de Martini, G. Rebuffa), Camera dei Deputati, 2012, che raccoglie gli interventi pronunciati il 19 aprile 2011 nella Sala della Lupa del Palazzo di Montecitorio in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa di Pacciardi.

Associazione G. Dossetti "Per una nuova etica pubblica", Libro Bianco su Cosenza Vecchia. Per un centro storico non più periferia, Falco Editore, 2016, prefazione "Conoscere per deliberare".

Note[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN2517382 · ISNI (EN0000 0000 8081 8152 · BNF (FRcb121916905 (data)