Paolo Morelli (scrittore)

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Paolo Morelli (Roma, 1951) è uno scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Morelli è nato e vive a Roma. A metà degli anni '70 fa parte del gruppo jazz Folk Magic Band con il quale incide un lp per la FonitCetra. Negli anni '70 partecipa alla vita della rivista di satire Il Male, sceneggiando e dirigendo il fotoromanzo Un'idea è l'amante mia, alla quale esperienza fa seguire quella di autore e attore teatrale di Cavalli di battaglia e L'alba di Ferruccio Gardner, tutti e tre con Victor Cavallo. È anche redattore delle riviste Guida Poetica Italiana e Poetical e fra gli organizzatori del I e II Festival internazionale dei Poeti di Roma. Negli anni '80 studia sceneggiatura con Ugo Pirro e Leo Benvenuti e cura una trasmissione radiofonica sulla Rivoluzione Francese nell'ambito di RomaEuropaFestival. Collabora a Il cavallo di Troia.

Negli anni '90 lavora come critico cinematografico e letterario per i periodici Movie magazine, Farevideo e Next. Nel 1993 vince il Premio Haiku dell'Istituto Giapponese di Cultura. Dal 1994 al 1997, con Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni e altri è redattore dell'almanacco letterario Il semplice, edito da Feltrinelli. Partecipa alla rassegna Ricercare di Reggio Emilia. Collabora a l'immaginazione.

Nel 2007 partecipa alla realizzazione del settemestrale di "letteratura comparata al nulla" l'accalappiacani presso DeriveApprodi ed., dal quale si distacca due anni dopo. Collabora a varie riviste on-line, tra le quali Zibaldoni, Minima & Moralia, Nazione Indiana, oppure Alfabeta2, Alias, Blowup, Tèchne.

È studioso di cinese e ha tradotto opere di Pseudo-Omero, Zhuang Zi, Lao Zi, Rabelais, Stevenson, Poe. Dal 2002 al 2012 ha curato per il quotidiano il manifesto una rubrica di calcio dal titolo Profondo Viola.

Nel 2000, 2001 e 2012 organizza le rassegne di letture letterarie Parentele Fantastiche e relative antologie. Come performer, dal 1996 al 2004 ha curato lo spettacolo Animali Parlanti (con G. Anzini, U. Cornia. A. Gianolio, I. Levrini, P. Nori, M. Valentini). Nel 2000 è alla Fondazione San Carlo di Modena con Una lingua per non farsi capire. Del 2007 è Natale di Roma, con Renato Nicolini e Marilù Prati. Nel 2009, 2012 cura Jazzcéline, un omaggio a L. F. Céline col musicista M. Verrone. Del 2015 è A passo di Walser, nel senso di Robert, con il contrabbassista Roberto Bellatalla. Del 2015 al 2020 la serie delle Letture strampalate alla libreria Fahrenheit 451 di Roma. Consulente per la collana di narrativa quisiscrivemale dell'editore Exòrma. Nel 2018 ha vinto il secondo premio Lettera d'Amore.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Opere collettive[modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Wie evig ist Rom?, in AA.VV., Rom, eine literarische Einladung, Wagenbach, Frankfurt, 1996.
  • La nonna di tutte le risse (Batracomiomachia), in AA.VV. Il fior fiore di Zibaldoni e altre meraviglie, Santoro, Lecce, 2004. ISBN 88-900952-4-5.
  • Lao Zi. Quello che possiamo fare (il capitolo X del Dao De Jing), Testo a Fronte n. 46, Marcos y Marcos, Milano, 1 semestre 2012.
  • F. Rabelais. Predizione pantagruelina per l'anno perpetuo (traduzione e cura, con disegni di Carlo Bordone e una prefazione di Franco Buffoni), Edizioni di Passaggio, Palermo, 2012. ISBN 978-88-97298-08-3.
  • Su Shi. Il battesimo, Testo a fronte n. 61, Marcos y Marcos, Milano, II semestre 2019 (uscita a settembre 2020).

Influenze e stile[modifica | modifica wikitesto]

"Coi suoi modi quieti e il passo felpato, Morelli è un vero dinamitardo della prosa. In nessuno scrittore d'oggi troviamo all'opera, come in lui, il principio dadaista del 'pensiero che si forma in bocca' (...) Morelli in effetti non fa che straparlare. E così strapensa. Stargli dietro (...) si rivela uno sport estremo: una sfida che non si può non raccogliere". Andrea Cortellessa[1]

"La voce del linguaggio è ossessione antica, in Morelli, che sull'oralità (ma il sostantivo è astratto, lontano) si spende da anni in teoria e soprattutto pratica". Fabio Donalisio[2]

"(...) in Er Ciuanghezzù (nel paese der gnente) compie un atto di fede nel romanesco e traduce il poema cinese Chuang Tzu in una lingua che si plasma in un romano sciamanico, atemporale, iconoclasta perché fiabesco, sapienziale". Christian Raimo[3]

"Soprattutto non scrive un romanzo (e questa è già una prova di carattere e un'intuizione profonda sulla natura dei generi letterari), ma una mormorazione inestinguibile a metà tra romanesco e Thomas Bernhard". Daniele Giglioli[4]

"Un pazzo con lampi di lucidità, oppure uno che scrive come un jazzista. Questo è jazz letterario. Questo è quanto". Gianfranco Franchi[5]

"Traslocare, ci ha insegnato Paolo Morelli in uno dei libri più folli, e più veri degli ultimi anni, è una faccenda pericolosa". Andrea Cortellessa[6]

"Straordinaria è l'intrinseca oralità del linguaggio, che registra tutto il detto, il pensato e il non pensato, tutte le contraddizioni senza apparenti censure (...). In questo ricco tessuto linguistico, ogni sconclusione, divagazione, maniera ha legittimo spazio, fino a creare quel 'linguaggio rumorosamente silenzioso' a cui Morelli consapevolmente tende: con il fine di 'mettere il linguaggio nella condizione di contraddirsi, di mollare la presa sul significato'". Franca Rovigatti[7]

"Dunque, un'esperienza banale e al tempo stesso traumatica come un trasloco diventa qui metafora dell'esistenza, fatta di un trasloco dopo l'altro fino a quello finale e definitivo (...) Libro quindi luttuoso, terminale, 'discenditivo' (avrebbe detto Manganelli), attraversato da cimiteri, bare, carri funebri. E proprio perciò pieno di un humour irresistibile, di chi sa di essere libero dalla speranza e di giocare continuamente con il limite". Filippo La Porta[8]

"Paolo Morelli è uno scrittore morale che si avvale del paradosso e del grottesco per dipingere un mondo che si sta disfacendo e un suo possibile riscatto, attraverso cui si denuda l'assurdo". Carlo Bordini[9]

"Per avere subito un'idea di Racconto del fiume Sangro di Paolo Morelli immaginare Tommaso Landolfi che scrive Walden di Thoreau". Filippo La Porta[10]

"La bellezza del dettato di Morelli sta proprio in quelle metafore e similitudini di cui diffida. Non ne sbaglia una. Per il Tao la memoria dell'acqua siamo noi, l'errore è il discontinuo e la metafora è la cura. Chissà se è vero, ma in Morelli funziona, beato lui" Daniele Giglioli[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La terra della prosa -narratori italiani degli anni Zero (1999-2014), voce Paolo Morelli, p. 353-383, L'Orma ed. 2014.
  2. ^ Prosa a piedi, Blow up n.187, dicembre 2013, p. 192
  3. ^ Da Gadda a Pasolini a "laif is nau", Liberazione (quotidiano), supplemento della domenica, 25 febbraio 2007, p. 10.
  4. ^ Evenienza domestica come dolore, Alias/il manifesto n. 17, 30 Aprile 2011, p. 23.
  5. ^ Il trasloco e l'arte del delirio, Il Secolo d'Italia, 05/09/2010, p. 10.
  6. ^ E' pericoloso traslocare le reliquie di famiglia, TuttoLibri/La Stampa, 1 giugno 2016. p. 8.
  7. ^ Una lingua sgretolata per narrare il tracollo, il manifesto, 4 luglio 2010, p. 12.
  8. ^ Trasloco, dunque sono, Left, 16/07/2010, p. 59.
  9. ^ Media e folklore. In questo romanzo Cristo fugge dalla pazza folla, L'Unità, 12 aprile 2010, p. 31.
  10. ^ Passeggiata zen lungo il Sangro, Il Sole 24 ORE/Domenicale, 7 luglio 2013, p. 28.
  11. ^ Il Tao del fiume e l'arte di scrivere (facendo finta di non creare uno stile), La lettura/Corriere della Sera, domenica 7 luglio 2013, p. 12.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN107552546 · ISNI (EN0000 0000 7827 1469 · SBN IT\ICCU\RAVV\488104 · LCCN (ENno2005114924 · GND (DE1098137116 · BNF (FRcb15615855s (data) · BNE (ESXX4662261 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2005114924